JOHN UPDIKE.
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RIPOSA CONIGLIO.
Parte 1.
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Titolo originale: Rabbit at Rest. 1990.
Traduzione di: Mario Biondi.
2017. Giulio Einaudi Editore, TORINO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Nella fase conclusiva dell'era reaganiana, in un'America
terrorizzata dall'AIDS in cui tutto pare cadere a pezzi, Harry Angstrom si  trasferito in Florida. Ha cinquantasei anni, venti chili di troppo e deve sottoporsi a un intervento al cuore.
Ha la nettissima, inquietante sensazione che la fine si stia avvicinando come un aereo in atterraggio. Eppure riesce ancora a lambiccarsi  sull'incomprensibile comportamento di suo figlio Nelson, un cocainomane, e di Janice, sua moglie, che si  messa in testa di ricominciare a lavorare, alla sua et.
Ma a perseguitarlo come fantasmi sono soprattutto i rimorsi di una vita.
L'ultimo, malinconico capitolo della monumentale tetralogia che ha ritratto quattro decenni di vita americana.
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L'AUTORE.
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John Updike (Reading, 18 marzo 1932  Danvers, 27 gennaio 2009), figlio di un insegnante di scienze del liceo di discendenza ebraica, frequent l'Harvard College laureandosi con lode, per poi trasferirsi per un periodo in Gran Bretagna dove frequent la Ruskin School di Belle arti di Oxford. A ventitr anni, nel 1955, cominci a lavorare nella redazione del New Yorker. Dopo due anni, nel 1957 si licenzi e si trasfer in campagna per dedicarsi esclusivamente alla scrittura.
Sul New Yorker pubblic le prime poesie, racconti e articoli di critica letteraria. 
Il successo arriv con il romanzo breve Festa all'ospizio del 1959. I suoi racconti migliori dell'epoca apparvero nella raccolta Piume di piccione del 1962. I romanzi che lo hanno reso famoso sono quelli che costituiscono la cosiddetta "serie del Coniglio". Il primo della serie  Corri, Coniglio, pubblicato nel 1960. 
I soggetti prediletti di Updike sono le piccole citt della provincia americana, la classe media borghese.
Ha vinto il premio Pulitzer nel 1982 e nel 1991 rispettivamente per i due romanzi Rabbit is Rich e Rabbit at Rest. John Updike ha anche vinto per due volte il Premio O. Henry per i racconti brevi.  stato candidato pi volte al premio Nobel per la letteratura. Updike  morto nella sua casa di Beverly Farms dopo una lunga battaglia contro il cancro ai polmoni.
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Riposa Coniglio.
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Coniglio si crogiola nei ricordi di quel vecchio mondo, ricco, a riposo.
j. updike, Sei ricco, Coniglio.
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Per l'indolente il cibo  veleno, non sostentamento.
F. douglass, Life and Times of Frederick Douglass.
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1. Florida.
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In piedi tra la folla postnatalizia abbronzata, eccitata, del
Southwest Florida Regional Airport, Coniglio Angstrom
ha improvvisamente la strana sensazione che ci che lui 
andato li ad aspettare, ci che sta volteggiando lass, invisibile,
in procinto di atterrare, non siano il figlio Nelson
e la nuora Pru con i loro due bambini, ma qualcosa di pi
sinistro e intimamente legato a lui: la sua stessa morte, nelle
vaghe sembianze di aeroplano. Una sensazione che lo
raggela, al di sopra e al di l dell'aria condizionata del terminal.
D'altra parte sono trent'anni che trovarsi davanti
Nelson lo mette a disagio.
L'aeroporto  relativamente nuovo. Ci si arriva prendendo
l'uscita 21 della Interstate 75 e poi percorrendo tre
miglia di una superstrada che, nonostante le sparute palme
in filari e l'erba curata e troppo verde che la fiancheggia
su entrambi i lati, non sembra portare da nessuna parte.
Lungo di essa non ci sono cartelloni pubblicitari, o aziende
che sono rclame di s stesse, n ci sono quelle case basse,
con il tetto in tegole bianche contro il caldo, che nei terreni
limitrofi si ammassano per miglia e miglia. Si potrebbe
anche pensare di aver sbagliato strada. Ed ecco li nello
specchietto retrovisore, incollata al paraurti posteriore,
una fremente Camaro rossa decapottabile.
Non c' bisogno di correre, Harry. Siamo in fortissimo anticipo.
Cos, strada facendo, gli ha detto sua moglie. E a dargli
fastidio  stato il tono tollerante, circospetto, che Janice ha
assunto da qualche tempo, come se fosse prematuramente
rimbambito. Sollevato lo sguardo, lui, Coniglio, l'ha osservata
allontanarsi, visetto indurito dal sole, tanto simile a una
noce, e un ostinato ricciolo ribelle di capelli parzialmente
grigi. C' uno che mi sta incollato al paraurti, tesoro, le
ha spiegato, rallentando, riportandosi sulla corsia di destra
e lasciando che l'ago del tachimetro scendesse tremolando
a una velocit al di sotto dei cento all'ora. La Camaro 
passata in un lampo, al volante una ragazzotta con la pelle
color cacao e in testa un feltro grigio da hostess, mento e
labbra sporgenti: non lo ha nemmeno degnato di un'occhiata
di traverso. E anche questo gli ha dato fastidio. Vista
da dietro, dal disegno del baule e del paraurti, la Camaro
sembra avere una bocca e due grasse labbra metalliche
aperte come per esplodere in un fischio. Pu dunque
darsi che il suo nervosismo sia cominciato l.
Il terminal, quando finalmente compare,  un lungo edificio
bianco e basso, simile a una versione gonfiata delle
cliniche martoriate dal sole - dentistiche, chiropratiche,
artritiche, cardiologiche, legali, medico-legali - che si allineano
lungo i viali di quello stato fatto su misura per i
vecchi. Il parcheggio per le auto  pochi passi dalla porta
scorrevole in vetro brunito: l  tutto concepito per andare
costantemente incontro ai bisogni dell'utente. Dentro, al
piano superiore, nella zona degli arrivi, gli spazi sono lunghi,
bassi, tappezzati con un gradevole feltro grigio simile
a quello dell'impertinente berretto della hostess e invasi da
quel genere di musica della cui presenza ci si rende conto
soltanto quando l'ascensore si ferma o quando il dentista
smette di trapanare. Corde pizzicate, niente voci, musica
fatta apposta per essere ignorata, una sorta di tappeto steso
sull'aria per coprire un silenzio che potrebbe evocare la
morte. Questi spazi lunghi e gradevoli, poco ingombri di
pubblicit come la superstrada, a Coniglio ricordano qualcosa.
Condotti dell'aria condizionata, pensa sulle prime;
e dopo: cripte. Spazi futuristici come quelle gallerie dei
film che un trucco della macchina da presa accelera in una
deformazione spaziale per far capire che si sta passando
da una stella a un'altra. 2001. Sar ancora vivo, lui? Per
trovare sollievo dall'improvviso senso del fato da cui si 
sentito prendere, tocca il cotone bianco e sudato della tenuta
da tennis di Janice, li al suo fianco, all'altezza della
vita. E ingrassata, l'incavo si  ridotto: sua moglie sta assumendo
la corporatura a botte tipica delle donne arrivate al
culmine della mezza et, quando le gambe si fanno ossute
e la pelle delle braccia prende a penzolare come pollo lesso
che si stacca dall'osso. Sopra la tenuta da tennis sudata
porta un cardigan giallo traforato, appoggiato sulle spalle
a protezione dal gelo dell'aria condizionata dell'aeroporto.
Lui  contento che, nell'abito e nell'abbronzatura, come
persino nei cerchi di pallore lasciati dagli occhiali da sole,
Janice sia in tutto e per tutto simile alle altre nonne americane
che si possono permettere di risiedere l, in quella
terra di sole perenne ed eterna giovent.
- Uscita A5, - dice lei, come se il suo tocco sottintendesse
un interrogativo di natura tecnica. - Da Cleveland
via Newark, - aggiunge, con il tono efficiente da professionista
che ha assunto con l'arrivo della mezza et, in particolare
da quando le  morta la madre, sette anni prima,
lasciandole con il suo patrimonio il terreno, la Springer
Motors, una delle due sole concessionarie Toyota esistenti
nella zona di Brewer, Pennsylvania. In famiglia lo chiamano
ancora tutti cos, il terreno, visto che la ditta 
partita come rivendita all'aperto di auto usate, con Fred
Springer proprietario e gestore, morto ma, nella fantasia
della vedova Bessie e della figlia Janice, reincarnato nel
nipote Nelson, che come il nonno  una mezza cartuccia
filiforme, con qualcosa di sfuggente.  proprio per questo
motivo che Harry e Janice passano met dell'anno in
Florida: per consentire a Nelson di dirigere il terreno
in piena libert. Harry, capo delle vendite per pi di dieci
anni, oltre che responsabile di tutta la baracca insieme a
Charlie Stavros, nel testamento di Mamma Springer non
 stato nemmeno citato, nonostante tutti gli anni passati
con lei, nella sua tetra enorme casa di Joseph Street,
ad ascoltare continuamente la tiritera di che santo fosse
Fred, oltre alla lagna delle caviglie gonfie. Tutto  andato
a Janice, come se nella dinastia degli Springer lui rappresentasse
unicamente un incidente di cui non parlare. La
casa di Joseph Street, dove Nelson vive con la sua famiglia
tanto per non sprecare manutenzione e tasse, con la
mania degli yuppie di spostarsi dalla zona nordorientale di
Brewer verso la citt di Mt Judge, la casa di Joseph Street
deve valere trecentomila dollari, per non parlare della villetta
alle Poconos, dove persino i prezzi delle capanne nei
boschi sono andati alle stelle. D'altronde, soltanto il suolo
del terreno, quattro acri sulla Statale 111, a sud del fiume,
potrebbe rendere una cifra vicina al milione di dollari
da parte di una delle aziende di alta tecnologia che nell'ultimo
decennio si sono stanziate nella zona di Brewer per
sfruttare le fabbriche abbandonate, la forza lavoratrice,
esperta ma depressa e la vita all'antica, a buon mercato.
Janice  ricca. Harry vorrebbe dividere con lei l'improvvisa
punta di gelo che ha avvertito nell'aria, l'ombra di
un aereo celeste, ma si sente respingere dal guscio che si
 costruita addosso. La tenuta da tennis, all'altezza della
vita, gli ha trasmesso la sensazione di qualcosa di consistente
e insensibile: una sorta di cuoio umidiccio. Lui 
solo con la sua premonizione.
In questo marted postnatalizio dell'ultimo anno dell'ra
Reagan si  raccolta una folla di persone in attesa. Un omino,
dal dorso ingobbito e dalla goffa sveltezza cos spesso
tipica degli ebrei, li supera con una specie di dribbling,
gridando alla moglie alle sue spalle, senza voltarsi, come
se loro due non esistessero: - Spicciati, Grace!
Grace, pensa lui. Nome strano per un'ebrea. O forse
no. Nomi biblici, come Rachel o Esther, ma non sempre:
anche Barbra o Bett. Deve ancora abituarsi fino in fondo
agli ebrei, quaggi, sta imparando, cercando di assimilare
la filosofia che consente loro di avere una presa cos forte
sul mondo. Quel vecchietto ingobbito, per esempio, con la
sua camicia rosa a quadri e le braghe di un rosso rossetto,
che si scapicolla come se l'aereo che sta atterrando fosse
l'ultimo treno in partenza da Varsavia. Quando lui e Janice
stavano valutando l'idea di trasferirsi qui, i loro consulenti
sull'argomento Florida, principalmente Charlie Stavros
e Webb Murkett, avevano spiegato loro che la zona del
Golfo  la costa dei cristiani, mentre in quella atlantica ci
sono gli ebrei, ma lui in realt non ci ha fatto caso. A giudicare
dalle sue conoscenze, la Florida sembrerebbe tutta
ebraica alla stessa stregua di New York, Hollywood e Tel
Aviv. Nel loro condominio, lui e Janice sono trattati come
fossero due animaletti da salotto, a voler essere gentili: sono
considerati carini. Guardando quell'ometto di settantanni
passati da un pezzo, che si mette a correre, saltellando a
zig zag tra i sedili a colonna imbottiti, in modo che nessuno
raggiunga prima di lui l'area degli arrivi, Harry avverte
con un forte senso di rimorso la massa corporea - intorno
ai centodieci chili, dicono le bilance pi cortesi - che all'et
di cinquantacinque anni lo avviluppa come una serie di
strati accumulatisi a uno a uno nei decenni. Il medico di
qui continua a consigliargli di rinunciare a birra e sfizi vari,
impegno che ogni sera, dopo essersi lavato i denti, lui
fa voto di mantenere, ma poi alla luce del giorno seguente
eccolo che ha di nuovo fame di qualsiasi cibo sia salato e
facile da masticare. Che cosa gli diceva il suo vecchio allenatore
di basket, Marty Tothero, verso la fine della sua vita,
a proposito del fatto che da vecchi si mangia di continuo,
ma mai niente di giusto? A volte, dentro di s, Coniglio
si sente quasi venire meno per la fatica di portarsi attorno
tutto quel corpo. Leggere fitte di dolore che lo prendono
alle costole, salendo fino alla parte superiore del braccio
sinistro. Gli capita di sentirsi per un attimo con il fiato
corto e il torace misteriosamente gonfio, pieno di qualcosa
che spinge da dentro. Da ragazzino, si spaventava per
i dolori della crescita, e gli adulti da cui era circondato ci
scherzavano sopra per tranquillizzarlo; ora per l'adulto
 lui, quindi deve scherzarci sopra da solo.
Un policromo baracchino ottagonale dove si vendono
giornali, riviste, dolcetti, ricordini in corallo e ridicole
T-shirt su cui si legge che delizia sia la Florida sudoccidentale
interrompe i severi spazi grigi dell'aeroporto. Janice si
ferma di botto e dice: - Ti spiace aspettare qui un attimo,
che guardo se hanno Elle? E sar anche il caso che io torni
indietro per servirmi della toilette finch ne ho la possibilit.
Il traffico del ritorno potrebbe essere terribile, con questo
tempo che continua a far venire voglia di andare in spiaggia.
- Adesso ci pensi! - ribatte lui. - Be', vacci, se proprio
devi -. La frangetta alla Mamie Eisenhower, che lei porta
ancora, con gli anni si  fatta striminzita, oltre che tutta
arricciata per effetto dell'umidit e dell'acqua salata, con
il risultato che le d un'aria infantile, ostinata ed effettivamente
graziosa.
- Abbiamo ancora almeno dieci minuti; non so perch
diavolo quel deficiente avesse tanta fretta.
-  semplicemente innamorato della vita, - replica
Harry, mettendosi disciplinatamente in attesa. Ma mentre
Janice  alla toilette non riesce a resistere all'impulso
di comprarsi qualcosa da sgranocchiare, una tavoletta di
Planter's, croccante di noccioline, per l'importo di quarantacinque
centesimi. Planter's Original Peanut Bar,
dice l'involucro. Rotta in due durante il trasporto, cos
che lui pensa di conservarne met da offrire ai due nipoti,
quando saranno tutti in auto diretti a casa. Farebbe
un bel colpo. Ma poi la prima met  cos buona che
si mangia anche la seconda: arriva persino a farsi cadere
nel palmo della mano le briciole dolci, spazzandole con la
lingua come un formichiere. Dopodich pensa di tornare
indietro a comperarne un'altra da dividere con i nipoti in
auto, - Guardate che cos'ha qui il nonno! - mentre svoltano
sulla Interstate 75, ma teme di mangiarsela lui tutta
quanta, per cui si impone di restare l impalato a osservare
fuori dalla finestra. Quell'aeroporto  stato progettato
con grandi vetrate che danno sulle piste, in modo che
se capita un disastro tutti possano godersi con i propri
occhi la palla di fuoco, la fusoliera che gira lentamente
su s stessa, in derapata, perdendo le ali. Mentre cerca
con la lingua di ripulirsi gli interstizi tra i denti - ancora
tutti suoi, grazie a Dio, e quelli davanti nemmeno incapsulati
- dall'appiccicosa glassa alla nocciolina (oltre allo
zucchero caramellato e allo sciroppo d'amido), Coniglio
tiene lo sguardo fisso sul grande riquadro colpito dal sole
pomeridiano, la pista che nella parte terminale si riduce
a un triangolo, la piatta distesa della Florida che al di l
del sistema di irrigazione si fa scura come stoppia. L'inverno
- meglio: la parvenza di inverno che cala in quella
zona - non ha ancora colpito. La temperatura durante
il giorno  rimasta regolarmente tra i ventisei e i trenta.
Dopo quattro inverni passati in Florida, ormai Harry sa
benissimo come possa essere tagliente il vento del Golfo
sul primo tee, quando si comincia di buon'ora; non ci si
pu togliere il maglione prima che il sole, nel suo arco,
si avvicini al mezzogiorno. Questo dicembre, per, se si
eccettua un'unica ondata di freddo a met del mese, 
stato come gli inizi di settembre in Pennsylvania: caldo,
con soltanto gli ippocastani che cambiano colore e una
certa estenuata secchezza nell'aria, oltre al ronzio delle
cicale, a suggerire che l'estate  finita.
A mano a mano che il dolce gli si assesta nello stomaco,
il senso del fato torna ad artigliare il cuore di Harry:
minuscole puntine come quelle che fissano un solitario di
diamanti. Ultimamente sui giornali si sono visti un sacco
di morti. Max Robinson, per esempio, il primo e unico
anchorman nero a livello nazionale, e Roy Orbison, che
si vestiva sempre di nero, con occhiali altrettanto neri, e
cantava Pretty Woman con una voce capace di levarsi alta
come quella di una donna; prima di Natale, poi, c' stato
il volo 103 della Pan Am che si  spaccato come un'anguria
marcia ottomila metri sopra la Scozia, seminando cadaveri
e relitti in fiamme sulla rotta del golfo e per le strade di
una cittadina con un nome tipo Glockamorra o come diavolo
si chiama... ah s, Lockerbie. Pensa che roba. Uno 
l, seduto al suo posto, cullato dal ronzio dei grossi motori
Rolls Royce, con le hostess che spingono il carrello tintinnante
delle bibite, abbandonato alla pacifica idea di essere
in aereo e quindi di non avere altro da fare se non rimanere
tranquillo e disteso, ed ecco che con un boato, un immane
fracasso di qualcosa che si spezza, in un subisso di urla
sparse, tutto il suo confortevole mondo gli sprofonda sotto
i piedi non lasciando altro che uno spazio nero, il petto
strizzato da un freddo terribile, irrespirabile, un freddo
che non si pu nemmeno immaginare e che per ogni tanto
si trova ancora chiuso nelle valigie che hanno viaggiato
nella stiva non pressurizzata. Quando si tirano fuori i vestiti,
la biancheria sporca e gli asciugamani da spiaggia, c'
ancora il gelo inesorabile della morte nello spazio. Proprio
il giorno prima un jet in volo tra Rochester e Atlanta si 
spaccato a novemilacinquecento metri, un buco di trentacinque
centimetri, c'era scritto sul giornale, ma ha avuto la
fortuna di atterrare in West Virginia. Tutto che va a pezzi,
aeroplani, ponti, otto anni di Reagan senza nessuno che
badasse alla bottega, tutti a cavar fuori soldi dal niente, a
far crescere il debito pubblico, a confidare in Dio.
In vita sua Harry ha volato diverse volte, per partecipare
a convention in varie localit; e una volta, nove anni
fa,  arrivato fino ai Caraibi, con altre due coppie; ma in
Florida, con Janice, ci viene sempre in auto, cos da averla
a disposizione. Nelson far probabilmente storie perch ce
n' una sola, anche se  una station wagon Camry in cui si
sta comodi in sei: gli piace farsi i fatti suoi, andare in giro
per misteriose incombenze che durano ore. Nelson. Una
vera spina nel fianco. La lingua comincia a pizzicargli, per
cui la smette di trafficare attorno a un pezzetto tagliente
di sciroppo di amido dolce, rimasto incastrato dietro un
canino superiore.
Sulla News-Press di Fort Myers, quella mattina, c'
un pezzo a proposito di una donna incinta, a Fort Lauderdale,
che si  beccata un proiettile durante un tentativo
di rapina. Doveva essere nera, anche se sul giornale non
c'era scritto niente: non si sa. Lei  morta, ma il bambino
l'hanno salvato con il taglio cesareo. E ancora, in prima
pagina, c' l'intervista a un tale che, accusato di avere
rapito una ragazzina di dodici anni, averla indotta a fumare
erba, averla violentata e poi bruciata viva, adesso si
lamenta per gli scarafaggi e i topi che ci sono nel braccio
della morte e dice al giornalista: Ho sempre cercato di
comportarmi il meglio possibile, ma non sono un angelo. E
non sono neanche un assassino. Leggendo queste parole
Harry si  messo a ridere, sentendosi suonare nell'intimo
una specie di campana. Non sono un angelo, ma nemmeno
un assassino. Non come quel tale di nome Bundy, che,
dopo aver assassinato dozzine di donne in dozzine di stati,
riesce a far rimandare l'esecuzione ormai da dieci anni,
a Tallahassee, l nei paraggi. E persino Hirohito se la sta
spassando. Se lo ricorda ancora, bello come il sole, in compagnia
di Hitler e Mussolini, nella propaganda di guerra.
Come del resto non ha mai dimenticato, saranno trent'anni
proprio in giugno, il modo in cui  affogata la sua piccola
Rebecca June: quando  tornato a casa,, da solo, la vasca di
acqua tiepida, grigia, che l'aveva uccisa era ancora l. Dio
non aveva tolto il tappo. Sarebbe stato cos facile per Lui,
che ha messo le stelle dove sono, far s che tutto tornasse
indietro, che non fosse successo niente. Oppure cancellare
dall'universo ci che aveva fatto esplodere il 747 della Pan
Am sopra la Scozia, qualsiasi cosa fosse. Tutti quei corpi,
con il cuore che ancora pompava, gi a capofitto nel buio.
Che cosa sentivano, precipitando attraverso un'aria densa
come acqua tiepida, in un tiepido grigiore come quello
del terminal, dove la gente scorre via rapida come il pulviscolo
in un tubo della ventilazione: per la linea aerea non
siamo che dei numeri sul computer, uno pi o uno meno,
chi se ne frega? Un blip sullo schermo, poi ecco che non
c' pi. Tutti quei corpi che precipitano a rotoloni come
tanti semi fradici di anguria.
Nel cielo diurno ha fatto capolino una stella; nell'azzurro,
sotto le striature degli stratocirri,  apparso un aereo
sfavillante, che si abbassa, punta direttamente verso di loro.
Quello scintillio, pensa Harry, porta con s le persone
che gli sono pi vicine e che ama di pi: suo figlio Nelson;
la nuora, una mancina detta Pru anche se  stata battezzata
con il nome di Teresa; Judy, la nipotina di otto anni; e
Roy, il nipotino di quattro, nato nello stesso autunno in cui
lui e Janice hanno cominciato a passare met dell'anno in
Florida. In realt gli sono stati imposti i nomi di entrambi i
nonni, Harold e Roy, ma tutti lo chiamano Roy, fatto che a
lui potrebbe anche dare noia, visto che Roy Lubell, un manutentore
di tubazioni del vapore, di Akron, perennemente
disoccupato,  un malmostoso che non  nemmeno venuto
al matrimonio, oltre a non avere mai fatto un cazzo per i
suoi sette figli affamati. Pru sembra ancora avere fame; e
l'idea lo fa tornare al presente. La stella cresce, ha assunto
la forma di un piattino che spara scintille da diversi punti,
una macchina alata, di alluminio, che aleggia e va ingrandendosi
sopra la piatta, corrucciata distesa di stoppie e il
filo di palme sull'orizzonte. Coniglio si figura che l'aereo
esploda non appena tocca terra, incendiato da una delle sue
stesse scintille, riducendosi a una palla rosso fuoco venata
da ombreggiature nere, come si vede continuamente in TV,
ed  scioccato di non scoprire nel proprio intimo, immaginando
una scena del genere, che un po' d'emozione: soltanto
un fremito freddo nell'essere testimone dell'evento,
una sorta di torva meraviglia di fronte alla furia dei prodotti
chimici, oltre al sollievo per non essere sull'aereo ma li,
al sicuro, da questa parte del vetro, in compagnia del suo
vago, pungente senso del fato.
Ecco Janice di nuovo al suo fianco.  senza fiato, agitata.
- Di, Harry, - dice. - Sono qui, con dieci minuti di
anticipo, devono aver avuto il vento in coda da Newark
a qui. Dopo la toilette sono scesa agli arrivi, ma non sono
riuscita a trovarti, non c'eri, dov'eri?
- Da nessuna parte. Qui davanti alla vetrata -. Quindi
l'aereo che aveva visto esplodere nella sua mente non era il loro.
Il cuore in tumulto, il respiro fastidiosamente corto, segue
a grandi passi la sua moglie minuta sull'ampio tappeto
grigio. La gonna da tennis plissettata le svolazza sul bronzeo
posteriore delle cosce, le Nike bianche con la suola
a pi strati sembrano assurdamente grandi in fondo alle
sue gambe magre, come Minnie con le sue scarpe enormi,
anche se in definitiva non  affatto una mise pi assurda
di quella di tanti altri componenti della folla in attesa:
uomini dalla capigliatura candida con il tipico taglio da
bancario e il viso serio, solenne e compassato da bancario
sopra certe magliette elasticizzate Day-Glo giallo-verdi,
con la scritta coral point o captiva island, pantaloncini
da ciclista color rosso pomodoro e bermuda a disegni che
sembrano uova al tegamino; e le loro donne, dai fianchi
larghi, con addosso quelle ridicole tenute da ginnastica a
un pezzo solo, simili a pigiami di flanella rosa o azzurri,
colori da bambina su forme grassotte da bambola Kewpie,
un travestimento volto a reclamizzare l'eterna giovinezza
che hanno scoperto, come quegli sciatori, tennisti e golfisti
che da qualche tempo hanno cominciato a comparire
in TV coperti di marchi come tanti cartelloni pubblicitari
ambulanti. Il gobbetto ebreo, con tutta la sua fretta, ha
gi trovato la persona amata di cui era in attesa: una donna
alta, con un ampio sorriso, una Rachel o Esther con i
capelli crespi e un profilo pallido dai lineamenti pesanti,
che regge su un braccio la giacca a vento con cui si  riparata
dal freddo di Newark, la madre, rotonda e tozza,
dall'altra parte, il suo nome era Grace; a gesti sconnessi e
carichi di irritazione il vecchio fornisce loro l'ultimissima
versione della sua solfa, ma loro ascoltano solo con mezzo
orecchio questa nuova quisquilia per la quale si scalmana
tanto. Coniglio  incuriosito dal fatto che questa figlia
grande, pi alta di una buona testa rispetto ai genitori,
sembra non avere un compagno. Un uomo di colore, alto
e tutto azzimato senza essere un damerino, in completo
grigio con panciotto, che nei confronti del proprio aspetto
si comporta con un'indifferenza degna di un professionista
Wasp, d intanto di piglio a una di quelle borsone flosce
tipiche del viaggiatore che sa il fatto suo, di cui sono piene
tutte le reticelle portabagagli, e li tallona innaturalmente
da presso. Ma non pu essere un parente, probabilmente
sta soltanto cercando di superarli, come la ragazzetta nera
della Camaro rossa sulla 75. Tutti incollati ai paraurti
degli altri,  cos che ci si muove ormai.
Harry e Janice arrivano all'uscita A5. La gente scende
dagli aerei a grumi: un tipo pieno di boria, con tre borse,
un'anziana incerta sulle gambe, con un bastone che distribuisce
botte a chi la segue. C' da domandarsi se non abbiamo
esagerato con gli aiuti agli storpi. - Eccoli l, - esclama
finalmente Janice, aggiungendo rapidamente a bassa
voce, a suo esclusivo beneficio: - Nelson ha un'aria esausta.
Non tanto esausta, pensa lui, quanto sfuggente. Suo figlio
regge il bambino con il braccio sinistro e strizza l'occhio
destro, con la palpebra che sembra tremolare, come
se una raffica potesse colpirlo tra capo e collo da quella
parte senza riparo. Roy dev'essersi addormentato in volo,
la sua testa  reclinata sul collo del padre, che gli fa da
guanciale, gli occhi aperti nella liquida assenza di luce tipica
dei bimbi, ma con la bocca grassoccia muta, lustra di
saliva, stravolto. Harry si fa avanti non appena le corde gli
consentono di sgravare il figlio del suo fardello, ma Nelson
sembra riluttante a cedere, quasi che il nonno potesse essere
un rapitore; anche Roy, d'altra parte, gli rimane abbarbicato.
Finch con un esasperato scrollone di spalle Harry
rinuncia, chinandosi a baciare la guancia vellutata del bambino,
ancora febbricitante di sonno, e stringendo intanto la
mano piccola e appiccicaticcia del figlio. Da qualche anno
Nelson si  fatto crescere i baffi, un ciuffetto di peli, una
macchia castana non pi larga del naso. Le delicate labbra
sottostanti non sembrano mai sorridere. Lui scruta invano
quel volto dagli occhi scuri, pieno di timore, in cerca di
una traccia del suo, in cui gli occhi sono azzurri. Nelson ha
ereditato la stessa delicatezza di lineamenti di Janice, ha
negli occhi la sua stessa vaghezza evasiva o confusa: l'aria
perplessa dona di pi a una donna che a un uomo. Peggio
ancora: in Nelson la fronte alta e i capelli della madre, fini
e radi, si sono convertiti in una calvizie scopertamente
progressiva. Le tempie, sempre pi vaste, presentano, in
mezzo, un triangolo trasparente di capelli sopravvissuti,
che nel giro di breve tempo diventer un'isola, una chiazza;
sulla nuca, quando si volta a baciare la madre, mostra
una striscia di cute che va espandendosi. Per l'aereo ha
pensato bene di mettersi una giacca logora di jeans, sopra
per a una crocchiante camicia chic, a righe rosa con colletto
bianco e gemelli, con la conseguenza che ha un aspetto
elegante soltanto a met, come una rock star sposata o
un gangster da weekend. A un lobo porta un minuscolo orecchino d'oro.
- Mmmm-u! - esplode Janice per dare forza al suo bacio
di benvenuto: sono versi che ha imparato a fare quaggi,
tra le ultra espressive donne ebree.
Lui saluta cautamente Judith e Pru. Prossima ai nove
anni, che compir tra meno di un mese, la bimba, magrolina,
 un abbozzo di donna, non ancora riempito, meno
della met della misura reale. Rossa di capelli come la madre.
Bella carnagione, guance rosate sotto le lentiggini;
i particolari del suo viso - ciglia, sopracciglia, orecchie,
alette delle narici, labbra rapide a dischiudersi sui denti -
sono tanto perfetti da fare spavento, quasi troppo facili
da rovinare. Quando si china a baciarla, davanti alla cavit
del suo orecchio Harry vede baluginare il lucore della
peluria infantile. Ha gli stessi limpidi occhi verdi e i
capelli color carota della madre, ma nella sua figura eretta
e nell'allungata placidit del suo viso non vi  ancora
nulla della durezza che a un certo punto la vita ha imposto
a Pru, rendendo la sua bellezza un po' goffa gi a
ventiquattro anni, zoppicante, per cos dire: un'aria che
nei nove anni di matrimonio con Nelson si  fatta ancora
pi distorta e impacciata. Harry le piace, come a lui piace
lei, anche se non hanno mai trovato il modo di dirselo in
assenza degli altri. - Guarda che paio di bellezze, - dice
lui, rivolto a madre e figlia.
La piccola Judith arriccia il naso e commenta: - Il
nonno ha mangiato dolci un'altra volta, vergogna a lui.
Ho sentito l'odore. Qualcosa con dentro le noccioline,
direi. Ne ha persino qualche pezzetto ficcato tra i denti.
Vergogna a lui.
E lui non pu fare a meno di ridere del rimprovero
e della precisione, oltre che del modo da olandese della
Pennsylvania in cui Judith ha detto: vergogna a lui. La
precisione con cui i bambini imitano i loro vecchi fa s che
gli accenti locali stiano certamente morendo, ma a poco a
poco. In casa, Judith deve aver sentito di nascosto Nelson
e Pru, e forse anche Janice, parlare del problema del suo
peso e della disgustosa dieta che segue. Se ne parlano, potrebbe
voler dire che i suoi problemi di salute siano peggio
di quanto pensi. Deve avere una brutta cera.
- Merda, - dice, piuttosto imbarazzato. - Non riesco
pi a farla franca in niente. Come va la vita, Pru?
La nuora lo coglie di sorpresa, mentre si china in avanti
per sfiorarle la guancia, baciandolo direttamente sulla bocca.
Lo fa con le labbra torte, reticenti, piene di rammarico
e riserbo, che per, subito dopo il bacio, nel suo intimo
risultano calde. Calde, morbide, grosse come cuscinetti.
Dalla prima volta in cui l'ha incontrata tra le ombre della
casa di Mamma Springer, quell'estate di tanto tempo fa
- snella figura scomposta gettata all'improvviso nel bel mezzo
delle loro vite, la ragazza di Nelson, incinta e cattolica,
segretaria presso la Kent State University, di nome Teresa
Lubell, venuta dall'Ohio per diventare la madre dei suoi
due nipoti, e portare i suoi geni verso l'eternit -, Pru si
 ingrossata, senza per diventare pesante nel modo tipico
della Pennsylvania, tutta ciccia.
Come se degli invisibili palanchini avessero leggermente
allargato le sue ossa in modo da cacciarvi dentro nuovo
calcio, tendendo con delicatezza la carne cos da farvela
adattare, ora presenta una maggiore superficie frontale.
Il suo viso, un tempo stretto come quello di Judith, a tratti
sembra una maschera appiattita. Sempre alta, in questi
anni di trasformazione in moglie indurita e matrona inveterata
si  fatta tagliare e acconciare i lunghi capelli lisci
fino a ridurli a due ali cespugliose, vagamente simili alla
pettinatura della sfinge. Anche le spalle si sono allargate,
sotto il laborioso disegno - quadretti e strutture diamantine,
marroni, bianchi e neri, combinati in modo da apparire
tridimensionali - dell'abito che si  messa per il volo, un
completo leggero, stazzonato dalle tre ore passate seduta a
coccolare il bambino. Su una spalla porta di traverso una
borsa azzurra piena di roba, braccia e mani tengono strette
un soprabito color cammello, due giacchine da bambino,
diversi libri per bambini tratti da spettacoli televisivi
del mattino che le scivolano continuamente, una bambola
Cabbage Patch con la sua faccia beige dall'espressione
stordita e un dinosauro di plastica gonfiato. Le mani sono
grandi, con nocche rosa, screpolate. Erano cos anche
quelle della madre di Harry, a furia di lavare indumenti
e piatti. Come ha fatto a ridursele cos, nell'epoca degli
elettrodomestici? Harry rimane l a guardarla in un mezzo
secondo di vertigine post bacio. Il fatto di avere una
moglie e un figlio  diventato presto una routine, mentre
quello di avere una nuora in carne e ossa non cessa mai di
metterlo in agitazione.
A mo' di frase fatta, per mascherare il consueto imbarazzo
iniziale dei loro incontri, lei dice: - Ti trovo in forma,
Harry. Si vede che con il sole di questa zona ci vai d'accordo.
Che cosa significava quel bacio, con la sua sfumatura
di precipitazione? E con dentro un indefinito messaggio di
tristezza. Insieme, lei e Nelson non sono mai stati veramente bene.
- Non lo pensa nessun altro, - replica lui, allungandosi
verso la borsa a tracolla. - Lascia che ti aiuti a portare un
po' di roba. Questa la prendo io -. E fa per tirargliela via.
Lei solleva soprabito e giocattoli per stendere il braccio
e lasciargliela prendere, chiedendo nello stesso tempo:
- Sei sicuro?
- Perch diavolo mi trattano tutti come un invalido? - domanda
lui, ma  come parlare all'aria. Pru e Janice si stanno
gi abbracciando con spumeggiante falso entusiasmo, mentre
Nelson ha imboccato a grandi passi il lungo corridoio
grigio, con Roy che gli si  riaddormentato sulla spalla. A
Harry d fastidio notare che, nonostante il taglio di capelli
di suo figlio sia ben curato, di pochi giorni, il barbiere gli
ha lasciato un codino intonso, di quelli che vanno di moda
adesso, una specie di coda di topo, che penzola sul colletto,
sotto la chiazza di calvizie che va allargandosi. Quanti
anni crede di avere, il ragazzo, diciassette? La piccola Judith
si mette alle calcagna del padre, ma lui non l'aspetta
e non si volta. La ragazzina  gi abbastanza grande per
capire che, nel suo bel completino da viaggio, non deve
sacrificare la propria dignit per raggiungerlo. Indossa un
soprabito invernale blu sopra un abitino estivo rosa, il cui
orlo sporge sulle gambette nude, che appaiono lunghe, pi
lunghe di quando Harry l'ha vista l'ultima volta, agli inizi
di novembre. Ma quello che lo fa morire di tenerezza  la
nuca, i lucenti capelli color carota raccolti a formare una
treccina stretta in un nastro bianco, rigido, sgargiante. Un
nastro da cui traspare qualcosa dell'educazione cattolica
della madre, quasi servisse a far belli la Vergine o il Bambin
Ges o Chiss Chi, pronti ad andare in processione,
a partire in volo per il cielo. La nuca lustra di Judy, con la
treccina che sobbalza mentre la bambina si trattiene dal
mettersi a correre, porta in giro il vistoso nastro messole
dalla madre con una tale docilit e noncuranza che fa
sorridere Harry. Affretta il passo, la raggiunge e si china
a dirle: - Ciao, tesoro, - mentre le stringe la mano che in
un riflesso infantile lei solleva per fargliela prendere. Una
mano sorprendentemente umida, calda come le labbra di
sua madre. La testa, con la scriminatura color bianco osso,
gli arriva sopra la vita. Harry ha sentito dire da Janice
che la bambina si lamenta con la madre di essere la pi alta
della sua classe. I ragazzacci la prendono in giro.
- Come va la scuola? - le chiede.
- La odio, - risponde Judith. - E piena di maschi che
pensano di essere dei fenomeni. E le femmine fanno ancora
pi schifo.
- E tu non pensi mai di essere un fenomeno?
Lei ci pensa su per un po'. - Certi maschi continuano
a starmi dietro, ma io li mando affanculo.
Harry fa schioccare la lingua. - Brutta parolaccia per
una bambina di quarta.
- Niente affatto, - replica lei. - Persino la maestra ogni
tanto dice cazzo, se la facciamo arrabbiare.
- E che cosa combinate, per farla arrabbiare?
Judy sorride alzando il viso, lo stesso rapido sorriso a
bocca aperta di sua madre, senza increspature. - Qualche
volta ci mettiamo a canticchiare tutti quanti tenendo le labbra
immobili. Un paio di settimane fa, quando ha cercato
di farci cantare gli inni di Natale, un maschio, uno di quei
fenomeni che ti raccontavo, ha detto che era una cosa che
andava contro la religione dei suoi genitori e che suo padre
 avvocato e avrebbe fatto causa a tutti.
- Mi sembra un po' un rompipalle, - commenta Harry.
- Non dire parolacce, nonno.
- Non  una parolaccia. Rompicoglioni  una parola
pi sporca. Ehi, guarda, l c' il posto dove ho comprato
quel dolcetto alle noccioline di cui hai sentito l'odore.
Ne vuoi uno?
-  meglio che chiedi prima alla mamma.
Harry si volta, lasciandosi raggiungere dalle due madri,
che procedono fianco a fianco, le teste confidenzialmente
chine a raccontarsi qualcosa. - Pru, - chiede. - Se
compro un dolcetto a Judy, le far marcire qualche dente?
Lei solleva lo sguardo, distratta, ma ricordandosi comunque
di rivolgergli un sorriso. - Non credo che per
una volta la ammazzer, anche se io e Nelson cerchiamo
di eliminare le porcherie dall'alimentazione dei bambini.
- Qualsiasi cosa le prendi, - interviene Janice. - Devi
prenderla anche per Roy.
- Ma dorme, ed  la met di lei.
- Per, - ribatte Pru, - se fai un favoritismo se ne
accorger.  proprio nella fase in cui si sta liberando
dall'ombra della sorella.
La piccola Judy? Getta un'ombra? Gettava un'ombra,
lui, su Mim? Certo, in effetti se n' andata ben lontano
da Diamond County. Fino a Las Vegas senza mai rientrare
dalla corsia di sorpasso. Ed  rimasta l.
- Non stare via troppo, - gli dice Janice. - Oppure dammi
le chiavi, in modo che possiamo salire in auto. Hanno
altre due valigie che hanno imbarcato a Newark. Nelson
probabilmente  gi andato a ritirarle.
- A proposito, che cos' questa idea di scappare in quel
modo? Con chi ce l'ha?
- Probabilmente con me, - risponde Pru. - Ma ho rinunciato
a capire perch.
Harry si fruga in una tasca dei comodi pantaloni a scacchi
da golf, trovando soltanto qualche tee e un gettone
con sopra due V celesti che stanno per Valhalla Village,
poi nell'altra, da dove finalmente recupera il mazzetto di
chiavi chiuse in un anello e una sopra l'altra. Lo lancia a
Janice dicendo: - Attenta! - Le mani di sua moglie si alzano
di scatto, prese da panico femminile, ma le chiavi le
superano, andando a sbatterle contro lo stomaco. La fatica
minima di cercare le chiavi e di lanciarle  stata sufficiente
per stancarlo, come se il braccio sollevato fosse una spugna
impregnata d'acqua. L'idea di offrire un regalino alla
nipote  stata privata di ogni spontaneit e piacere. Tra
l'altro la bambina non sceglie affatto una Planter's Peanut
Bar, come sperava lui, ma una Sky Bar, che potrebbe veramente
farle male ai denti, cinque ripieni appiccicosi affondati
nei cinque strati gibbosi di cioccolato puro. Harry
fruga nei pantaloni, tanto vecchi che gli scacchi sono
ormai sbiaditi e l'orlo di ciascuna tasca presenta un velo
scuro per effetto del sudore depositato dalle mani anno
dopo anno, e tira fuori il portafoglio attardandosi un attimo
davanti allo scaffale dei dolcetti, incerto se prendersi
un altro rettangolino di noci appiccicate nello zucchero e
chiedendosi se questa volta sar tanto fortunato da beccarne
una che non si sia rotta dentro l'involucro. Alla fine
decide di rinunciare, perch gi mangia troppo, troppe
porcherie, come ha detto Pru e come ha detto anche il suo
medico, il vecchio dottor Morris. Ma poi, proprio all'ultimo
istante, mentre la donna di colore al banco dell'edicola
ottagonale sta gi contando il resto della banconota
da un dollaro che le ha dato per pagare la Sky Bar, cambia
idea e si compra il croccante alle noccioline. A piacergli
non  tanto l'atto di inghiottire quanto la consistenza
ruvida del primo angolino che si mette in bocca, il primo
frammento squadrato che si scioglie lentamente. Con sua
sorpresa e sdegno, ora non soltanto non riceve resto per il
suo dollaro, ma nei confronti della donna - un severo colore
di metallina, non diluito, che capita di rado di vedere
negli Stati Uniti, cupo come ardesia, dev'essere haitiana
o dominicana, la Florida  piena di boat people -  lui a
essere addirittura debitore di cinque centesimi. Prezzi da
aeroporto, che strozzano il consumatore in un posto dove
non esiste concorrenza. Senza concorrenza si ha il socialismo,
tutti a scroccare, economie come quelle di Cuba e di
Haiti. Si ferma un attimo a dare un'occhiata alle riviste:
lo scaffale pi alto contiene le pubblicazioni porno, incellofanate,
pezzi di carta stampata che celano i particolari
delle ragazze che se ne stanno li a bocca spalancata, quasi
fossero perennemente sbalordite dei loro propri beni tangibili.
Hustler, Gallery, Club, Penthouse, Oui,
Live, Fox. Si immagina di comprarne una, sfidando
coraggiosamente la disapprovazione della haitiana - questi
caraibici sono tutti fondamentalisti evangelici, e nelle loro
chiese con il tetto di lamiera proclamano a gran voce
l'imminente fine del mondo -, per introdurla in casa di
soppiatto e, mentre Janice sta dormendo o cucinando o 
fuori con uno dei suoi tanti gruppi, esaminare a saziet le
foto di quelle bocche spalancate, le labbra rosate, le tette
spinte all'ins, le chiappe sollevate da dietro in modo
da mettere in bella vista la fica rasata, con la sua mesta
piccola anatomia da ostrica, tristemente prevedendo fin
da ora che non si ecciter abbastanza, che sar sopraffatto
dalla noia, oltre all'imbarazzo per lo spreco di soldi. Ci
vogliono quattro dollari e venticinque, ormai, per vedere
le promesse Sirene sexy in sauna, Carlotta e i suoi giochi di
potta, Sesso orale: guida del gourmet. Come siamo disgustosi,
a pensarci bene, carne da buttare nella spazzatura.
- Di, nonno... Perch ci metti cos tanto?
Si mettono a correre dietro agli altri, ormai scomparsi.
La testolina lustra di Judith con il suo nastro, che gli sobbalza
di fianco, prima da un lato e poi dall'altro, gli d sui
nervi, come le chiavi che  stato un po' lento a trovare:
secondo Janice lui  un gran imbranato, per poi  lei che
non riesce a prendere niente al volo, stupida maldestra. Se
gli rapiscono la nipotina che ha al suo fianco, altroch se
gli dar dell'imbranato. - Piano, - dice a Judy in cima alla
scala mobile. - Scegli un gradino e stai l. Non metterti a
cavallo di una fessura -. E una volta arrivati in fondo:
- Okay, scendi, ma non troppo in fretta, non agitarti, andr
tutto bene, okay, fatto.
- Le scale mobili le prendo di continuo, nei centri commerciali,
- ribatte lei, rivolgendogli la boccuccia strizzata
in una smorfia di rimprovero, con qualche perlina di cioccolato
sciolto sugli angoli.
- Dove diavolo sono finiti gli altri? - chiede Harry.
Tra gli abbronzati e vocianti esseri umani che affollano il
piano terra del Southwest Florida Regional Airport, con
il suo soffitto pi alto, meno simile a una conduttura o a
una cripta ma ancora echeggiante di uno smorzato senso
del fato - di acciaio, questa volta - che gli d una fitta di
preoccupazione allo stomaco, non c' nessuno di sua conoscenza,
tutti assolutamente estranei, come se fosse disceso
all'inferno.
- Ci siamo persi, nonno?
- Non  possibile, - risponde lui.
Nella loro improvvisa, minima angustia Harry ha nuovamente
coscienza della preziosit della bambina, con il luccichio
della peluria sull'orecchio e lo splendore di ciascun filo
dei suoi lussureggianti capelli, ridotti in una spessa treccina
adorna di un irreale nastro rigido bianco. Nota per la prima
volta anche due forcine bianche simmetriche, a forma
di farfalla. Judy solleva lo sguardo verso il volto del nonno,
cercando con impegno di trattenere il pianto di fronte
alla vaghezza che vi scopre. - Questo cappotto  troppo
caldo, - si lamenta.
- Te lo porto io, - dice lui. Lo piega e se lo sistema su un
braccio; ora la bambina, nel suo abitino rosa, sembra una
farfalla. I suoi occhi verdi si sono spalancati nell'affannato
limbo di quell'aeroporto grigio, sotto a sopracciglia rosso scuro,
una delle quali, accanto alla piatta sporgenza del nasino
lentigginoso, presenta un leggero ciuffetto che cresce nella
direzione sbagliata. Ce l'ha anche Nelson, ereditato proprio
da lui, che alle superiori aveva l'abitudine di leccarsi un dito
per cercare di appiattirlo guardandosi nello specchio dei bagni.
 ben strano che qualcosa di tanto infinitesimale possa
trasmettersi di generazione in generazione. E forse l'unica
immortalit che ci viene concessa, un minuscolo ghiribizzo
genetico che si perpetua come un numero computerizzato
nell'estratto conto bancario mensile. Forme spettrali e vacue,
gente che Judy non conosce, scorrono via facendosi largo.
Lei e Harry sono un'isola circondata da battute scherzose,
chiassosi scambi di notizie e di abbracci; persone abbronzate
fino a un intenso color mogano dai riflessi bluastri, frutto di
mesi e mesi trascorsi in Florida, abbracciano nuovi arrivati
che hanno invece dipinto in viso il colore della Coccoina.
- Saranno al recupero bagagli, - aggiunge lui, tanto perch
Judy lo senta dire qualcosa, invece che limitarsi a rimanere
l in piedi in stato confusionale.
Alzato lo sguardo, Harry vede sopra le loro teste la freccia
bagagli, per cui, presa la manina umidiccia della bambina
la trascina verso la folla che circonda il tapis roulant
gi in movimento. Ma per quanto possono vedere non ci
sono n Pru, n Janice, n Nelson. Una sfilata di facce,
una dopo l'altra, che si rifiuta di comporsi in un viso conosciuto.
La vista, che Harry ha sempre avuto buona, ora nei
luoghi illuminati da luce artificiale gli d qualche problema.
La borsa a tracolla blu che Pru gli ha lasciato portare
 pi pesante di quanto avrebbe pensato: deve averci messo
dei mattoni. Gli duole la spalla e gli bruciano gli occhi.
- Secondo me, - azzarda, anche se  piuttosto improbabile,
- sono gi arrivati all'auto -. Si d un colpetto
sulla tasca cercando il rigonfiamento delle chiavi, non lo
trova, comincia ad agitarsi, poi si ricorda di averle lanciate
a Janice. Ma certo. Ritrovata la fiducia, si avvia verso
le porte in vetro brunito, ma  quella sbagliata ad aprirsi
sbloccando il fermo, scorrendogli davanti perch il suo
corpo ha fatto scattare la cellula elettrica. O meglio,  lui
che ha sbagliato, Judy lo stava infatti tirando nella direzione
giusta, da cui una striscia di aria rovente che proviene
dall'esterno si sta rapidamente introducendo. Il sole
ha fatto capolino dal bianco latte degli stratocirri e rimbalza
sulle foglie lucide delle ignote piante tropicali che
crescono rigogliose vicino alle sue ginocchia. Risplende
accecante su una massa di auto in movimento, un brutale
fiume che si accalca sul viale di accesso appena al di l del
marciapiede. Harry stringe pi forte la mano della bambina,
caso mai le venisse in mente di lanciarsi in quella direzione,
tutti abbiamo impulsi folli. Lo attraversano verso
un lago di auto che riflettono la luce, il parcheggio in cui
Harry ha lasciato la sua. Dove, esattamente? Scopre di
essersene dimenticato. Non ha neanche la pi vaga idea
di dove possa trovarsi.
Una station wagon Camry Deluxe, grigio perla metallizzato,
con il pi potente motore V-6, 24 valvole, 2.5 di
cilindrata. Era ancora talmente infastidito da quella Camaro
rossa che gli si era incollata al paraurti e dalle critiche
di Janice al suo modo di guidare, che non aveva prestato
alcuna attenzione a dove stava parcheggiando. Ricorda le
strisce pedonali e l'aiuola spartitraffico fiorita su cui uno
studentello di college, avido di sole, aveva scaraventato lo
zaino per farsene un cuscino e si era sdraiato ad assorbire
qualche raggio, e il vecchio spiritato, convinto di essere
il responsabile del parcheggio, che gli ha indicato a gesti
in quale direzione fossero l'uscita e il botteghino, con la
stessa enfasi di quel marito all'aeroporto che si rivolgeva
alla moglie Grace come se fosse priva di ogni buonsenso,
venuto ad aspettare quella principessa ebraica sorridente,
con i suoi capelli crespi e i denti lunghi, pi alta di entrambi,
ma non ricorda affatto in quale di quelle file abbia lasciato
l'auto. L'ha parcheggiata in un grumo di cellule cerebrali
vuote, morte, come saranno tutte quando saremo
defunti, a meno che l'universo non ci abbia cucinato una
sorpresa davvero elaborata. Il National Enquirer, che
ogni tanto Janice porta a casa dal Winn Dixie, pubblica
di continuo esperienze di pre-morte, ma secondo lui sono
storie che assomigliano troppo a quella dell'omino verde
degli Ufo. E anche se sono vere, non  che diano molto
conforto. La mano di Judy  scivolata via dalla sua, e lui
se ne sta l impalato e confuso sulla striscia di gramigna ai
margini del parcheggio, un tipo di erba che da quelle parti
cresce dappertutto, innaffiata da polverizzatori, ma che
a lui non sembra vera, troppo opaca e larga, vagamente
croccante sotto i piedi. Comincia a dolergli il torace. Un
dolore vasto e circospetto, una specie di ampia fascia, cucita
saldamente sotto pelle.
La voce di Judy fluttua fino a lui come una sottile cima
di salvataggio. - Di che colore  la macchina, nonno?
- Oh, sai, - risponde lui, parlando per frasi brevi in modo
da non rimescolare il dolore, - grigio chiaro. Finitura
metallica. Uguale a quello di met delle macchine di questo
mondo. Non agitarti. Mi verr in mente dove l'ho messa.
Nella battaglia per non scoppiare a piangere, la povera
piccola sta perdendo. - Il pap andr via! - sbotta.
- Lasciandoci qui tutti e due? Perch dovrebbe fare una
cosa del genere? Non lo far, Judy.
- A volte si arrabbia come un matto, senza nessuna ragione
al mondo.
- Probabilmente ne ha una che non ti dice. E tu? Non
ti arrabbi mai?
- Non come il pap. La mamma dice che dovrebbe andare
dal dottore.
- Penso che dovremmo andarci tutti, ogni tanto -. Il senso
del fato gli sta colando lungo il ventre come tante goccioline
di acqua fredda. Medici. Il suo sta introducendo
nell'ambulatorio anche il figlio, in modo che, se dovesse
schiattare, ci sar lui a prendere in mano l'attivit, senza
che vada perso un solo modulo assicurativo della Medicare. Si occupa un
posto per qualche tempo e poi si va via;  la cosa pi educata
da fare: liberare spazio. Harry fa scorrere con attenzione
lo sguardo sulle file di metallo scintillante disposte
ordinatamente in cerca di una striscia di grigio che faccia
squillare un campanello, domandandosi se per caso non si
stia ricordando male il colore: ha avuto tante di quelle auto,
in vita sua, e tante altre ne ha vendute. - Mi pare di
averla lasciata l sulla sinistra, - annuncia. - Nella terza
fila, pi o meno. Il fatto , Judy, che c'era questo vecchio
che secondo lui dirigeva il traffico, indicando a gesti la direzione
dove dovevano andare tutti quelli che arrivavano,
e mi ha distratto, il bastardo. Non ti d fastidio la gente
che si mette a comandare a quel modo, che ne sa sempre
una pi del diavolo?
La rossa testa patinata della bambina annuisce in silenzio
al suo fianco, troppo preoccupata per parlare.
Coniglio continua a parlare, per allontanare le nubi da
loro. - Tutte le volte che qualcuno mi dice di fare qualcosa,
io ho l'impulso a fare il contrario.  una cosa che
spesso mi ha messo nei guai, ma mi sono anche divertito
molto. Quel vecchio prepotente mi indicava da una parte,
cos io sono andato dall'altra e ho trovato uno spazio
libero -. E per un attimo, in una sorta di feritoia apertasi
nella fascia di contenzione che gli attraversa il torace, vede
qual era lo spazio libero: vicino a un furgone color crema,
un Ford Bivouac con le tipiche targhe azzurro acqua del
Minnesota, sciattamente parcheggiato con le ruote sulla
striscia bianca, altro motivo di irritazione. Aveva dovuto
fare manovra con grande attenzione per dare a Janice
lo spazio per aprire la portiera di destra senza strisciare il
paraurti contro la Galaxy marrone parcheggiata sulla sinistra.
Ed ecco che ora, da lontano, nel riverbero del sole
della Florida, scorge una striscia color crema levarsi sopra
gli altri tetti metallici. Terza fila, quasi incuneata di forza.
- Judy, - esclama trionfante, - la vedo. Andiamo
E la riprende per mano, non sia mai che la sua piccola perfezione
rischi di essere guastata da una delle automobili
che perlustrano le file in cerca di un posto. In alcune di
quelle grosse Caddy e Olds bianche il vecchietto alla guida
riesce a stento a vedere al di l del cofano, se ne sta semplicemente
aggrappato al volante, il corpo tutto rinsecchito
e contorto dall'osteoporosi; lui non ce l'ha ancora, per
quanto ne sa  sempre alto uno e novanta, se non altro i
pantaloni non gli toccano terra, per ne sente parlare da
Janice,  argomento di dibattito in trasmissioni televisive
o in quello spot con le due donne in treno.  una malattia
che colpisce pi le femmine dei maschi, le loro piccole ossa;
per questo, a colazione, dopo il succo d'arancia Janice
prende pillole di calcio insieme a tutte quelle vitamine. Dio,
com' sana. Vivr in eterno soltanto per fare dispetto a lui.
Superati i pericoli dell'asfalto rovente, lui e la piccola
Judy raggiungono la Camry grigio perla, che  la sua lo deduce
dalla racchetta da tennis di Janice abbandonata sul sedile
e dal suo fodero, buttati a casaccio, ciascuno per conto
proprio, brutta idiota, a che cosa serve il fodero se poi non
ci si mette la racchetta dentro? Ma non c' nessuno. L'auto
 chiusa e lui le chiavi le ha lanciate. La bambina scoppia
a piangere. Per fortuna Harry ha un fazzoletto nella tasca
degli scoloriti pantaloni da golf. Posa sull'asfalto la borsa
blu di Pru, piena di piombo, appoggia sul tetto dell'auto il
cappottino invernale che teneva in mano, come se affermasse
il diritto a reclamarla sua, e pulisce dalle labbra di
Judy i grumi di Sky Bar sciolta, poi le lacrime che le rigano
le guance. Non dispiacerebbe neanche a lui cedere al pianto,
l, acquattato accanto alla fiancata dell'auto martellata
dal sole, con le ginocchia che si lamentano pi di tutto e
l'alito rovente della bambina angosciata che aumenta ulteriormente
il caldo. In pena com', il nasino lentigginoso
le si  riempito di moccio, mentre la bocca si  bloccata
in una smorfia dura, una rigidit del labbro superiore
che lui associa mentalmente a quando Nelson ha paura di
qualcosa o  arrabbiato.
- Possiamo restare qui e aspettare che siano gli altri a
trovarci, - spiega alla nipotina, - oppure tornare indietro
a cercarli. Ma forse siamo troppo stanchi e abbiamo troppo
caldo per muoverci. Potremmo inventare un gioco, vedere
quante targhe di stati diversi riusciamo a scoprire.
Alla proposta la piccola smette di tirare su con il naso,
facendosi scappare una risatina catarrosa. - Cos ci perdiamo
di nuovo -. Le palpebre sono arrossate dalle lacrime,
infinitesimi fiocchi di luce brillano nelle iridi, simili
ai riflessi che caratterizzano la vernice metallizzata.
- Guarda, - le dice lui. - Eccone l una del Minnesota,
con le sue piccole macchie di pini. Zona dei diecimila laghi,
c' scritto. Un punto per il nonno.
Judy questa volta si limita a sorridere, senza spingersi
fino a concedergli una risata: sa che sta cercando di farsi
perdonare l'errore di aver perso gli altri.
- Non siamo noi che ci siamo persi, - le spiega. - Noi
sappiamo benissimo dove siamo. Sono loro -. Quindi la
smette di stare l accosciato accanto a lei, piccola arrogante,
e si rimette in piedi, per sgranchire le ginocchia ma anche
per dare sollievo al senso di oppressione che prova al torace.
E li vede. Gi da questa parte delle strisce pedonali,
camminano nella loro direzione, alle prese con le valigie.
Prima Nelson, con Roy sulle spalle, una specie di mostro
a due teste, poi Pru, con i suoi capelli rossi gonfiati all'infuori
come la sfinge, e l'abito bianco da tennis di Janice.
Immerso fino al torace nei tetti delle automobili, rivolge
loro ampi richiami mulinando le braccia come un naufrago
su un'isola deserta. Janice gli risponde a sua volta con
un gesto, un rapido scuotimento della mano, come se lui
non rientrasse nell'argomento della loro conversazione.
Ma quando si trovano di nuovo tutti insieme, Nelson 
furioso. Il viso pallido, il labbro superiore rigido, sollevato.
- Ges Cristo, pap, dove sei sparito? Non ti abbiamo
visto comparire al recupero bagagli e siamo tornati indietro
per tutte le scale fino a quello stupido candy store -. L'edicola
dei dolcetti e dei giornali.
- Ma noi non eravamo l, vero Judy? - ribatte lui, meravigliandosi
intanto della crescente calvizie del figlio,
impietosamente messa in risalto dal sole della Florida che
picchia attraverso i ciuffi diradati, e dei suoi baffi, una
sperduta macchiolina color sorcio simile alle palline di pulviscolo
che si formano sotto i mobili. Cambiamenti che ha
gi notato gli anni scorsi ma che hanno ancora il potere
di stupirlo, insieme alle zampe di gallina e alle profonde
rughe nelle guance che il tempo ha tracciato nel volto del
ragazzo e che alla luce del sole risultano molto evidenti.
- Al chiosco non siamo rimasti pi di un minuto, dopodich
siamo scesi con la scala mobile al ritiro bagagli, - continua
Coniglio, soddisfatto di ricordarsi tutto cos bene,
visualizzando esattamente le due tavolette dolci, il ventino
in pi che ha dovuto pescare nella tasca per metterlo nel
palmo aperto, color argento brunito, della donna dietro il
banco, le riviste porno con le bocche aperte delle ragazze,
i denti interfogliati dei gradini della scala mobile in
cui aveva paura che Judy potesse impigliarsi un piedino.
- Dobbiamo esserci incrociati tra la folla senza vederci, -
aggiunge, cercando di apparire servizievole e innocuo. Il
figlio gli fa paura.
Janice fa scattare la serratura della Camry. Il calore da
forno dell'interno, liberato come uno spettro, fugge via
accarezzando i loro volti. Mettono i bagagli nel vano posteriore.
Pru prende il bambino intontito dalle spalle del
marito e lo sistema all'ombra sul sedile di dietro; Roy ha
il pollice saldo in bocca, mentre i suoi occhi scuri si aprono
per un attimo invisibile. Nelson, le mani finalmente
libere, colpisce il tetto della Camry e in un irrefrenabile
sussulto di irritazione grida: - Dio ti fulmini, pap. Eravamo
fuori di noi per colpa tua. Pensavamo che potessi
averla persa! - Nelson ha assunto l'espressione tipica di
quando si arrabbia o ha paura di qualcosa: la tensione gli
ha drenato il colore dal volto e gli occhi si sono infossati.
L'ha presa dalla madre, cos come dalla madre l'ha presa
la stessa Janice, dalla scura e tondeggiante vecchia Bessie,
che - come amava ripetere - aveva il sangue caldo
dei Koerner.
- Comunque adesso siamo tutti insieme, - ribatte lui
calmo. - E non ammaccarmi questo cazzo di macchina.
Ne hai gi scassate abbastanza, in vita tua.
- Gi, e tu nella tua hai rovinato abbastanza vite. Adesso
rapisci persino mia figlia, dannazione!
- Non posso crederci, - attacca lui. Una gelida freccia
di dolore gli corre improvvisamente verso il basso nel braccio
sinistro, attraverso l'ascella. Sbatte le palpebre. - Mia
nipote, -  tutto ci che riesce a elaborare come replica.
Guardandolo dritto in faccia, Janice chiede: - Che
cos'hai, Harry?
- Niente, - risponde lui bruscamente. - Questo matto
di ragazzo. C' qualcosa che gli d sui nervi e non posso
credere di essere io -. Sulla scia della freccia improvvisa 
calato un singolare peso gassoso, che gli avviluppa testa e
torace. Harry si lascia cadere dietro il volante, sentendosi
vagamente disorientato ma ben determinato a guidare.
Quando si va in pensione, ci si abbandona a una sorta di
routine, e gli altri, anche i cosiddetti cari, diventano una
seccatura. Tutta questa seconda famiglia prende posto alle
sue spalle. Pru sistema il bel sedere ancheggiante nel suo abito
a scacchi tridimensionali accanto al bambino addormentato,
mentre Nelson monta dall'altra parte, proprio dietro
di lui, tanto che pu sentirne l'alito caldo sul collo. Harry
gira per quanto possibile la testa e, guardandolo con la coda
dell'occhio, gli dice: - La parola rapire mi d fastidio.
- E tieniti il tuo fastidio, allora. Sembrava proprio cos.
Di punto in bianco ci siamo guardati attorno e tu eri sparito.
Come il volo 103 della Pan Am dallo schermo del radar.
- Invece noi sapevamo benissimo dov'eravamo, vero
Judy? - grida lui rivolto alle proprie spalle. La bambina,
passando tra i genitori e il fratello, si  intrufolata nel vano
posteriore dove si trova il bagaglio. Harry vede il profilo
della testa nello specchietto, con la treccina e quel nastro
tutto spigoli.
- Io non lo sapevo affatto, per sapevo che lo sapevi
tu, - risponde lei lealmente, buttando fuori il suo sottile
filo di voce.
Nelson cerca di scusarsi. - Non avevo intenzione di incazzarmi
cos, - dice. - Ma se sapessi che fatica  avere
due bambini, aggiunta a quella di aver viaggiato tutto il
giorno, e poi avere il tuo stesso padre che ne trafuga una...
- Non l'ho trafugata, in nome di Dio, - ribatte lui. - Le
ho comprato una Sky Bar -. Sente il cuore che batte a precipizio,
una specie di galoppo con uno scalciare extra in una
delle zampe. Mette in moto la Camry, inserisce la marcia e
frena non appena scatta in avanti, innestando la marcia indietro
e cercando, mentre esce dal parcheggio, di non toccare
la Bivouac del Minnesota, con lo specchietto laterale che
sporge e la striscia da auto da corsa in tre tonalit di marrone.
- Vuoi che guidi io, Harry? - chiede Janice.
- No, - risponde lui. - Perch?
Lei ha un'esitazione. Lui se ne accorge anche senza
guardarla, la lingua aguzza che sporge appena dalla bocca
a toccare il labbro superiore, come fa sempre quando sta
cercando di riflettere, la conosce fin troppo bene. Talmente
bene che conversare con lei  come litigare con s stesso.
- Niente,  che un momento fa avevi in faccia un'espressione
strana, - risponde lei. - Come...
- Avevo il viso teso, - suggerisce lui.
- Qualcosa del genere.
Il vecchio che pensa di dirigere il parcheggio li guida lungo
le frecce dipinte sull'asfalto verso l'uscita. Nell'auto in
fila davanti alla loro, una Honda Accord scura con targa del
New Jersey - garden state - vede delle nuche che hanno
qualcosa di familiare:  quell'ometto nervoso che scavalcava
le poltroncine con la buona vecchia Grace al suo fianco,
e nel sedile posteriore c' la figlia dai capelli crespi con
un altro passeggero, pi alto di tutta una testa e ancora pi
crespo, il nero con il completo da professionista che secondo
lui non c'entrava niente con loro. Il vecchio sta parlando
e gesticolando, mentre il nero annuisce esattamente come
faceva lui ai tempi con Fred Springer.  gi una bella gatta
da pelare essere dello stesso colore del suocero. Harry
si sente talmente coinvolto che va quasi a tamponare la
Honda. - Tesoro, frena,- esclama Janice, e nella confusa
immagine del suo completo bianco da tennis, che vede con
la coda dell'occhio, lei gli sta tendendo cinquanta centesimi
per pagare il parcheggio. Un ragazzetto orientale, con gli auricolari
del walkman che lo rendono completamente sordo,
prende le due monete da un quarto di dollaro muovendosi
a un ritmo che lui solo pu sentire, finch la sbarra a
strisce non si alza e loro sono liberi, liberi di tornare a casa.
- Be', - dice Harry, di nuovo sul bizzarro breve tratto
di superstrada, -  un bel casino sentirsi accusare di rapimento
dal proprio stesso figlio. Quanto poi al tremendo
problema di avere due bambini, non pu essere tanto peggio
che averne uno. In ogni caso, addio libert.
In realt, che lo volesse o meno, Nelson ha toccato un
punto dolente. Perch lui e Janice di figli ne hanno effettivamente
avuti due. La figlia morta vive con loro come
un silenzioso impasto di colpa e vergogna, un'inestirpabile
amarezza di fondo. Inoltre Coniglio sospetta di aver avuto
una figlia illegittima, tre anni dopo Nelson, con una donna
di nome Ruth, che per, l'ultima volta che l'ha vista, non ha voluto ammetterlo.
- Hai tagliato la corda parlottando sottovoce con Judy,
senza neanche salutare il piccolo Roy, - continua Nelson,
inesorabilmente preda del suo risentimento consolidato.
- Salutarlo? Lo avrei svegliato.  sempre stato addormentato,
come se fosse drogato. E per quanto tempo hai
intenzione di lasciarlo continuare a succhiarsi il pollice?
Non  troppo grande ormai?
- Che cosa ti importa se lo succhia? Che fastidio ti d?
- Gli verranno i denti all'indentro.
- Sono chiacchiere da vecchia beghina, pap. Pru ha chiesto
informazioni al nostro pediatra e lui ha risposto che il
pollice non lo si succhia con i denti.
- In effetti ha detto che dovrebbe uscirne al pi presto, -
aggiunge Pru a bassa voce.
- Che cos' che ti rende cos negativo su qualsiasi cosa,
pap? - geme Nelson, apparentemente incapace di trovare
un altro modo per rilanciare la palla.  pieno di irritazione
e la sua voce non pu fare a meno di graffiare. - Una volta
eri un tipo sciolto, adesso invece tutto quello che dici tende al nero.
Coniglio vuole tirarla in lungo, vedere fino a che punto
il ragazzo pu spingersi nel metterlo in cattiva luce agli
occhi delle due donne. - Sono rigido, - ammette con un
sorriso. - Pi si invecchia, pi ci si incallisce nelle proprie
abitudini. Al Valhalla Village nessuno si succhia il pollice.
Forse c' anche una regola che lo vieta, come nuotare
in piscina senza cuffia. O come nuotare con l'orecchino.
Di' un po'... cosa significa portare l'orecchino quando si  sposati e con due figli?
Nelson ignora la domanda e rimane in silenzio, mettendo il padre in cattiva luce.
Stanno procedendo a una buona andatura, tra le corsie di
gramigna, con le palme che schizzano via come pali del telefono.
Per cambiare argomento, dal sedile posteriore Pru dice:
- Ogni volta mi meraviglio di quanto  piatta la Florida.
- Lontano dalla costa diventa un po' pi collinosa, -
spiega Harry. - Zona di fattorie e aranceti. Buzzurri e tantissimi
messicani. Potremmo andare tutti a fare un giretto
in auto nell'interno, un giorno. A vedere la vera Florida.
- Judy e Roy muoiono dalla voglia di vedere Disney
World, - replica Nelson, cercando di assumere un atteggiamento accomodante.
- Troppo lontano, - risponde subito lui. - Come andare
in macchina da Brewer a Pittsburgh. Questo stato 
grande. Per trovare da dormire occorre una prenotazione,
e comunque in questa stagione di posto non ce n'. Assolutamente impossibile.
La dichiarazione, nel suo piatto enunciato, li lascia senza
parole. Attraverso il rumore frusciante dell'aria condizionata
e il ronzio degli pneumatici, Harry sente dal vano
posteriore dell'auto che, per la seconda volta in questa
mezz'ora,  riuscito a far piangere la nipote. Pru si volta
e le mormora qualcosa. Lui grida alle proprie spalle: - Ci
sono un sacco di altre cose da fare. Possiamo tornare in
quel museo del circo, a Sarasota.
- Lo odio, - si sente ribattere dalla vocetta di Judy.
- E non siamo mai stati alla casa di Edison, a Fort
Myers, - continua lui in tono solenne, parlando ora in
veste di patriarca, rivolto a tutti i passeggeri dell'auto. - La
gente del nostro condominio dice che  affascinante; pare
che abbia inventato persino la televisione.
- Poi c' la spiaggia, tesoro, - aggiunge Pru a bassa voce.
- Ti ricordi quanto ti  piaciuto, quando siamo andati
alla Shore? - Quindi, con voce meno materna, rivolta a
Janice e a lui: - E una brava nuotatrice, ormai.
- Raggiungere in macchina la Jersey Shore  stata in
assoluto la cosa pi noiosa che abbiamo mai fatto, - dice
Nelson ai genitori, cercando di emergere dalla sua nuvola
oscura per calarsi in un'atmosfera di famiglia, con una
gran voglia di affondare nei ricordi e tornare bambino.
- Girare in macchina  una noia, - pontifica Coniglio,
- ma bisogna farlo. Gran parte della vita in America
 guidare verso qualche luogo per poi tornare indietro
chiedendosi perch diavolo si sia andati proprio l.
- Harry, - lo ammonisce Janice, - stai andando di nuovo
troppo veloce. Vuoi prendere la 75 o continuare sulla Statale 41?
Di tutte le strade che Harry ha percorso, la Statale 41,
il vecchio Sentiero Tamiami,  quella che lo deprime pi
intensamente. E pi larga di quanto siano di norma le
superstrade aperte a ogni tipo di traffico l al nord e non
sa perch ma gli esercizi commerciali concorrenti che si allineano
lungo il bordo della strada hanno un aspetto ogni
volta peggiore, visti nella luce perenne del sole, quasi fossero
destinati, come i sacchetti di plastica della spazzatura, a
non degradarsi mai. winn dixie. publix. Coloniali Ekerd.
K Mart. Wal-Mart, taco bell, ark plaza. Alimentari Joy.
Da Marvin l'affamato tutto scontato: cibo, birra e vino.
Tra gli ininterrotti franchising che vendono benzina, generi
alimentari, liquori e farmaci, tutti frammischiati in
quel modo del tutto incurante della legge tipico della zona,
fa capolino qualche pallido edificio dedicato specificamente
a malattia ed et avanzata. Centro di riabilitazione
per i dolori artritici. Societ per le cure infermieristiche.
Centro per la riabilitazione cardiaca. Chiropratica. Uffici
legali: specializzazione in assistenza e negligenza medica.
Apparecchi acustici e lenti a contatto. Centro della West
Coast per la cura del ginocchio. Protesica universale. Societ
nazionale per la cremazione. Sui fili del telefono,
invece dei passeri e degli storni che si vedono in Pennsylvania,
sono posati falchi e poiane solitari. Ancora pi alte
dei fili si elevano le banche, grosse strutture moderne in
vetro fum, con le loro luccicanti insegne che le pubblicizzano.
First Federal. Southeast. La Barnett Bank, con
il suo SuperSportello che afferma di provvedere a Tutti i
Servizi, accumulando i milioni e miliardi in contante che
chi viene qui si porta dietro insieme al corpo decrepito,
il bottino di tante vite colato a inondare questo territorio
basso e sabbioso per tenere a galla quei super trans atlantici di vetro fum.
Lungo la 41, tra le banche, le botteghe, i negozi di animali
domestici e gli installatori di sistemi d'irrigazione, si
possono vedere intere miglia di abitazioni basse con il
tetto in robuste tegole bianche, refrattarie al calore. Alla
distanza di due o tre isolati dall'autostrada, nella foschia
da monossido di carbonio, alti condomini rosati, simili a
castelli spagnoli o a pagode cinesi, si allungano di traverso
come tanti fichi del Banyan. Piante tipiche di l, da cui
Harry  affascinato per il modo in cui si sviluppano, facendo
calare a terra dei viticci che si radicano; gli danno l'idea
di enormi chewing gum rimasti appiccicati alla suola.
Farmaci in quantit, video-nudo. Ameri-Life and Health.
Starlite Motel, dio ti vede. A mano a mano che Harry procede,
fermandosi di quando in quando ai semafori sospesi
che segnalano un'intersezione, una strada secondaria che
si distacca verso ovest, in direzione delle spiagge e delle
poche macchie sopravvissute di mangrovie, o verso est, in
direzione di sciatte praterie che qualcuno sta spelacchiando
per grandi tratti in vista di un ulteriore sviluppo urbano, la
macchina piena di parenti che porta a spasso diventa sempre
pi silente e stordita. Sviluppo urbano! Ci sviluppano
a morte. Ogni uscita dalla Statale 41 porta qualcuno a casa,
alla sua piccola nicchia nel labirinto, al suo posto auto,
al suo posticino al sole, comprato con tanta fatica. Ora il
sole  basso sul Golfo quanto basta per spargere ovunque
una tonalit rosata, rendendo quasi invisibile il rosso degli
stop. Dopo la loro uscita ci sono altre due miglia di strada,
in parte dritta e in parte tortuosa, affiancata da complessi
di abitazioni unifamiliari con i loro giardinetti mezzi secchi
sul davanti abbelliti soltanto da pennacchi d'erba della
pampa e da cespugli fioriti, esentati peraltro dal fiorire
in questo secco fine anno. Sulle prime lui e Janice avevano
pensato di prendere una di quelle case chiare a un solo piano, nascoste dietro i cespugli tropicali e gli alberi di
arancio, nicchie di frescura e oscurit, con le loro piscine
segrete celate dietro il garage dotato di porta automatica.
Ma quelle villette somigliavano infelicemente a quella che
avevano a Penn Villas, e che, prima di bruciare per met,
era stata testimone di crisi e bizzarrie coniugali. Cos erano
andati a vivere in un appartamento al quarto piano di
un condominio, due stanze da letto e uno stretto balcone
riparato dai rami pi elevati di una fila di araucarie e che
d su un percorso di golf. Di tutti gli indirizzi a cui Harry
ha abitato - Jackson Road 303; Batteria A, 66mo Battaglione
Artiglieria, Fort Hood, Texas; Wilbur Street 447,
appartamento 5; Summer Street, numero sconosciuto, dove
era andato a vivere con Ruth Lonard quella primavera
di tanto tempo fa; Vista Crescent 26; Joseph Street 89
(quindici anni, per gentile concessione di mamma Springer);
Franklin Drive 14 e mezzo - questo ha di gran lunga
il numero pi alto: Pindo Palm Boulevard 59 600, palazzo
B, appartamento 413. Harry non andava pazzo per quel
tredici, anzi era convinto che i costruttori non lo mettessero
da nessuna parte, ma forse oggi la gente  meno scaramantica
di una volta. Quando era ragazzo, c'erano molte
superstizioni, e non era sempre divertente: gatti neri, sale
rovesciato, ombrelli aperti in casa, calci ai secchi, passare
sotto una scala a pioli. A quei tempi si pensava che l'aria
avesse occhi e orecchie che andavano placati.
Valhalla Village: una grande insegna su pietra, le due
parole disegnate attorno a un anello d'oro (in realt d'ottone)
inserito nel muro e coperto con resina epossidica
per tenere alla larga i vandali. Si svolta alla guardiola di
sicurezza, ci si fa riconoscere, si parcheggia in uno dei due
spazi con il numero dell'appartamento dipinto sull'asfalto,
si usa la propria chiave per la porta esterna del palazzo
B, si compone il codice numerico per aprire la porta interna,
si prende l'ascensore e si procede sulla sinistra. Il pavimento
del corridoio  coperto da moquette color pesca
e si sente l'odore del deodorante per ambienti necessario
per nascondere la muffa che in Florida si insinua in ogni
spazio chiuso. Un'impresa viene tre volte alla settimana a
passare l'aspirapolvere; una volta al mese la moquette viene
pulita con la schiuma e le pareti lavate; accanto a ogni porta
numerata c' un mazzo di fiori finti retto da una specie
di anello da basket; in aggiunta ci sono uno specchio
di fronte all'ascensore e un grosso vaso dipinto in colori
cangianti tra il verde e l'oro su un tavolo in marmo a forma
di mezza luna. Eppure tutto ci non basta a farne uno
spazio dove venga voglia di restare a lungo.
Con le valigie che sbattono contro le pareti color argento
e pesca, e Janice e Pru che continuano coraggiosamente
a chiacchierare e il piccolo Roy, ora che  finalmente sveglio,
che cammina sui suoi piedini - cosa che lo fa scoppiare
a piangere a ogni passo - Harry ha la sensazione che
stiano disturbando una calma mortuaria, anche se in effetti
quasi tutti, dietro quelle porte, hanno escogitato qualcosa
da fare per il pomeriggio: golf, tennis, un appuntamento
al salone di bellezza, una gita in autobus alle Everglades.
Qui si passa la vita come se l'appartamento in condominio
fosse unicamente un campo base, una sorta di anticamera
ad aria condizionata dell'assolata dimora costituita da
tutto ci che c' all'esterno. Stando chiusi dentro si potrebbe
cominciare ad ammuffire. Verso le cinque e mezzo
termina l'arcano silenzio di tanti pisolini simultanei, ma
alle quattro  ancora troppo presto.
La porta del 413 ha una doppia serratura che viene fatta
scattare da altrettante chiavi, una delle quali apre anche
la porta esterna da basso. Con l'impaziente massa di
tutta la famiglia che gli preme alle spalle, pi i bagagli,
Harry si sente impacciato, la mano  incerta nel modo tipico
di quando avverte quel senso di oppressione al torace,
la chiave dentellata sfrega contro la fessura sfuggente
e finalmente entra, il meccanismo funziona e la porta si
muove, aprendosi.  a casa. Quel posto potrebbe appartenere
a uno qualsiasi dei milioni di residenti stagionali della
Florida, ma nella fattispecie  suo, suo e di Janice. Si entra
nell'atrio, con la porta di un ripostiglio sulla sinistra e
una scaffalatura a vista, di legno rivestito, sulla destra, che
sua moglie ha riempito di uccelli e fiori creati da lei stessa
con le conchiglie durante un corso che ha frequentato
il primo anno che hanno passato l, quando le conchiglie
suscitavano ancora in lei un certo interesse. Un interesse
passeggero, come l'idea di prendere lezioni di spagnolo in
modo da poter parlare con le domestiche.  una fase che
devono superare tutti i novellini, i nuovi arrivati. Gli scaffali,
su cui sta posato anche qualche soprammobile di mamma
Springer, compreso un grosso uovo di vetro verde con
dentro una bolla d'aria, separa l'ingresso dalla cucina, al
di l della quale c' la sala da pranzo; procedendo dritto,
invece, si arriva nel soggiorno, con il televisore, le comode
poltrone di vimini e un tavolo di vetro, basso e rotondo,
intorno al quale Harry e Janice cenano spesso, se alla
TV c' un programma che li interessa. Sulla sinistra ci sono
un divano letto di colore chiaro con i braccioli squadrati
e una porta che conduce alla camera da letto padronale,
che dispone di un bagno e di un ripostiglio dove Janice
tiene un asse per stirare, che non usa mai, e una cyclette
che inforca quando pensa di essere ingrassata e vecchi
nastri dei Bee Gees di Nelson che il figlio non ascolta pi
da tempo. Una seconda porta nel soggiorno, sulla destra,
porta alla camera degli ospiti, che ha un suo bagno immediatamente
a ridosso degli scarichi della cucina. Negli anni
precedenti la sistemazione prevedeva che Nelson e Pru
prendessero questa stanza, con un lettino per il bambino,
mentre Judith dormiva nel divano letto, ma Harry non 
sicuro che vada ancora bene. I piccoli sono cresciuti, forse
Roy  troppo grande e capace di osservare per dividere
la stanza con i genitori e Judy sta ormai diventando una
signorina e si merita un po' di privacy.
Quindi Harry spiega la sua idea: - Quest'anno ho pensato
che potremmo sistemare una branda per Judy nello stanzino,
in modo che possa usare il nostro bagno e poi chiudere
la porta, e Roy pu dormire nel divano in soggiorno.
Il bambino fissa il nonno, il pollice che si accosta furtivo
alla bocca. E una bocca del tipo molliccio che Harry associa
mentalmente ai Lubell; n gli Angstrom n gli Springer
hanno mai avuto quel genere di labbra grasse e tumide,
come tante bacche mature messe in fila, ma le aveva il padre
di Teresa, l'unica volta che l'ha incontrato, passando
per Akron mentre si recava a un raduno di concessionari
a Cleveland; sempre che si riuscisse a vedere qualcosa, al
di l della barba di due giorni e della sigaretta che teneva
perennemente ficcata in quella grossa bocca. E come se
quel buono a nulla del padre di Pru fosse stato camuffato
da bambino e mandato li a spiarli. Il piccolo capisce tutto
e non dice niente. Lui gli si rivolge, dall'alto in basso, in
tono brusco: - Be', che cosa c'?
Il pollice affonda all'interno e gli occhi, pi scuri persino
di quelli di Nelson e Janice, si riempiono di dubbio.
Judy spiega per lui: - Ha paura a restare tutto solo in questa
stanza:  piccolo.
Pru cerca di fare qualcosa. - Su, tesoro, la mamma e il
pap saranno l nell'altra stanza, dove dormivi anche tu
quando non eri cos grande.
- Avresti potuto parlarne con noi, pap, - interviene Nelson, - prima di cambiare tutto.
- Parlarne? E quando mai capita l'opportunit di parlare
di qualcosa con te? Ogni volta che telefono al terreno
tu non ci sei oppure la linea  occupata. Prima, al limite,
mi facevo passare Jake o Rudy, mentre adesso non sento
altro che la voce flautata di quel tale che hai assunto tu, quel tuo amico.
- Gi, Lyle mi racconta come lo tormenti su ogni cosa.
- Non lo tormento affatto, cerco solo di tenermi informato.
Ho tuttora un interesse in quel posto, anche se sei
convinto di essere tu a gestirlo per met dell'anno.
- Met dell'anno! Tutto l'anno, a quanto dice la mamma.
- Quello che dice la mamma, - interviene Janice, -  che
a furia di star seduta in macchina le fanno male le gambe
e che sta pensando di dover anticipare l'ora dell'aperitivo,
se avete intenzione di discutere per tutti e cinque i
giorni. Nelson, tuo padre stava cercando di valutare con
criterio le sistemazioni per la notte. Ne abbiamo parlato
insieme. Judy, tu che cosa preferisci, il divano o il locale per stirare?
- A me va bene come facevamo prima, - risponde la nipotina.
Il piccolo Roy sta cercando di seguire il corso della conversazione
e si toglie il pollice dalle labbra mollicce quanto
basta per biascicare qualcosa che Coniglio non capisce.
Ma qualsiasi cosa abbia detto, il solo pensiero gli ha inumidito
gli occhi. - Iiiiii, -  tutto ci che Harry  riuscito
a sentire, in conclusione della frase.
Pru traduce: - Dice che cos lei pu guardare la TV.
- Stupidissime chiacchiere da poppante, - replica Judy, e
rapida come una libellula che sfreccia sopra il pelo dell'acqua
salta sul tappeto e tira una manata su un lato della testa
sferica del fratellino. Pru gli taglia i capelli come una specie
di tazza capovolta. Come quando un rubinetto gorgoglia a
vuoto per un attimo dopo essere stato aperto, cos l'oltraggio
subito trattiene il bambino per un momento, anche se
ha la bocca socchiusa, ma lo strillo, quando finalmente si
libera, arriva a tutto volume. Con quel sottofondo sonoro,
e una certa aria di condiscendenza, Judy spiega a tutti i
presenti: - Soltanto Johnny Carson ogni tanto, quando gli
altri dormono, e il Saturday Night Live, ma una volta sola, per quel che mi ricordo.
- Quindi preferiresti stare qui con quella schifosa TV invece
di avere una stanzetta accogliente tutta per te? - le chiede Harry.
-  senza finestre, - spiega timidamente la bambina, non volendo ferire i suoi sentimenti.
- Bene, bene, - replica lui. - A me non importa un cazzo
di dove volete dormire -. E a dimostrazione della propria
indifferenza entra a grandi passi nella sua camera, oltrepassa
il letto king-size che hanno comprato l, con la testiera
in raso trapuntato e un copriletto verde giada in tinta,
difficile da ripiegare come quelli degli alberghi, raggiunge
la stanzetta senza finestre e solleva la branda pieghevole
con gi sopra le lenzuola e la coperta celestina di orlon.
La trasporta attraverso la porta, colpendo lo stipite e una
delle poltrone di vimini del soggiorno, fino alla stanza degli
ospiti. E imbarazzato: aveva valutato male i tempi di
crescita di Judy, lui intendeva proteggerla, come se fosse
la sua principessina, ma le bambine non le conosce, una
delle sue figlie  morta e l'altra non  con lui.
- Il dottore ha detto che non devi affaticarti troppo, Harry, - interviene Janice.
- Il dottore ha detto, - le fa il verso lui. - Non vede altro
che gente sopra i settantacinque anni, per cui dice anche
a me quello che dice sempre a loro.
Ma ha il fiatone, e Pru si affretta ad andargli incontro per
risparmiargli lo sforzo di raddrizzare la gamba pieghevole,
un tubo metallico a forma di U che  stato lasciato sganciato
e girato a rovescio in modo da tenere ferme lenzuola
e coperta. Tornato in soggiorno, Harry dice a Nelson, che
ha ripreso in braccio il piccolo Roy: - Adesso siete contenti, tu e quel moccioso?
Per tutta risposta Nelson si rivolge a Janice: - Mamma,
non so se riuscir a reggere cinque giorni cos.
Ma poi, quando sono tutti sistemati - le valigie disfatte
e il vestiario riposto, Judy e Roy che dopo latte e biscotti
si sono infilati i costumi da bagno e sono andati alla piscina
riscaldata del Valhalla Village accompagnati da Pru e
Janice, che deve registrarli - padre e figlio siedono uno di
fronte all'altro con una birra ciascuno al tavolo rotondo
di vetro, cercando di parlarsi amichevolmente. - Allora, -
chiede Harry, - come va il mercato delle auto?
- Lo sai tanto quanto me, - risponde Nelson. - I rendiconti
li vedi ogni mese -. Gli  venuta l'irritante abitudine
di fare una smorfia e ingobbirsi come se alle sue spalle ci fosse
qualcuno pronto a colpirlo sulla testa. Fuma la sigaretta
come se stesse succhiando una sostanza nutritiva attraverso
un tubicino, concentrato a modellare la forma della cenere
sul bordo di una grossa conchiglia bianca che ha preso dalla collezione della madre.
- Che te ne pare dei modelli dell'89? - chiede Harry,
deciso a non mollare adesso che  solo con il figlio. - Le
macchine vere e proprie non le ho ancora viste, soltanto i
dpliant. Belli. Quanti milioni di dollari pensi che si prendano
queste agenzie per realizzarli? Stavo guardando quello della Corolla e cercavo di capire se avevano veramente
guidato quella berlina e quella station wagon in cima alle
montagne o se era soltanto un trucco, ma poi mi  venuto
da ridere. Le auto erano l, in mezzo alla neve, per non
si vedeva nemmeno un segno a indicare da che parte fossero
arrivate! Dagli un'occhiata, se ti capita.
Nelson non  divertito. Ha dato alla cenere la forma di
un perfetto cono e ora spegne di scatto la sigaretta, torcendo
con violenza il mozzicone. Le sue mani tremano
pi del normale, per un ragazzo. Sorseggia la sua birra, e
qualche fiocco di schiuma rimane sui baffi radi, quindi,
fissando il padre negli occhi, replica: - Mi hai chiesto che
cosa ne penso dei modelli dell'89. Lo stesso che penso di
quelli dell'88. Noiosi, pap. Dei cassoni. Continuano a
darci macchine che hanno l'aria di consumare pochissimo,
mentre sono dieci anni che sguazziamo nella benzina.
Gli americani vogliono tornare alle auto con gli alettoni di
dietro, alle decappottabili, alle limousine e invece i giapponesi
continuano a cercare di vendergli queste scatolette
tutte in ordine. E neanche a buon mercato. Ecco quello
che disturba. Il pidocchioso dollaro contro lo yen. Perch
mai uno dovrebbe spendere diciassettemila dollari per una
Gts, quando nella stessa gamma pu avere una Mustang o una Beretta Gt o una Mazda Mx-6?
- Una Celica non costa diciassettemila dollari, - ribatte
lui. - Quella che ho a casa era di listino a meno di quindici.
- Mettici qualche optional e il gioco  fatto.
- Non devi forzare la gente a comprarli. Nella contea
ti stai facendo la fama di essere uno che carica sugli
optional. Se arriva un cliente deciso a prendere un modello
cos com', glielo devi vendere cos com', senza
farlo sentire un morto di fame.
- Dillo ai californiani, - ribatte Nelson. - Non vogliono
mandarci altro che modelli pieni di optional. Serrature
automatiche, turbo a trazione integrale. Se ordino una St
o una Gt senza accessori, ci vogliono mesi perch arrivi.
Il guadagno sta tutto nel lusso, risalendo la catena da qui
fino a Tokyo. Dobbiamo cercare di vendere quello che
ci danno: dell'unica macchina che hanno prodotto che si
venda sul serio, la Camry, non riesco a farmene mandare
abbastanza, da quei bastardi. Ci trattano come spazzatura,
pap. Ci considerano molli. Molli, pigri americani
scoppiati. Ancora dieci anni e avranno comprato tutto il
paese. In un programma televisivo l'altro giorno dicevano
che sono gi padroni di tutte le Hawaii, di mezza Los
Angeles e di parte del Nevada. Stanno comprando migliaia
di acri di deserto! A cosa gli servir mai? Per farci esplodere le atomiche giapponesi?
- Non trattarli cos, Nelson. Abbiamo fatto della bella strada, con loro.
- Della bella strada, hai detto bene. Come viaggiare sul
sedile posteriore di una Tercel. Ne parli sempre con reverenza,
come se fossero dei superuomini. Non lo sono affatto.
A parte le auto piccole e affidabili, adatte alle famiglie,
anche il loro design  un disastro. Il Land Cruiser  una
porcata, neanche da paragonare al Cherokee. E il 4-Runner
aveva una potenza talmente scarsa che hanno dovuto
tirare fuori un motore V-6 che beve una quantit pazzesca
di benzina. Cinque chilometri con un litro, ho letto su
Consumer Reports. E quel furgone! E ridicolo. Hanno
messo il motore in mezzo ai sedili anteriori e l'unico modo
per arrivarci da dietro  scendere e risalire. Con l'inverno
della Pennsylvania,  un'operazione che alla gente non
piace fare. Sono venuti a lamentarsi in cos tanti che l'altro
giorno ho deciso di guidarne uno io stesso, per provarlo,
e sebbene non sia certamente un gigante, ragazzi, mi pareva
di soffocare. Niente spazio per i piedi e nessun posto
dove appoggiare il gomito. Inoltre accelerazione zero: se
ti metti nella corsia di sorpasso puoi essere solo tamponato.
Il vento mi ha spinto per tutta la 422; poi quella maledetta
baracca  talmente alta che faccio fatica a montarci.
Questo  proprio vero, sta pensando Harry. Non sei certamente
un gigante. Nelson gli sembra stranamente puntiglioso,
seccato e agitato, come un orologio ben fatto ma
non lubrificato, o privo di un dentino nell'ingranaggio.
Continua a tirare su con il naso e adesso si accende un'altra
sigaretta, anche se quella che ha appena spento gli dava
fastidio. Continua a toccarsi il naso, come se gli facessero
male i baffi. - Be', - dice, assumendo un tono rilassato
per cercare di far rilassare anche il figlio, - i furgoni non
sono mai stati il loro forte, e alla Toyota sanno benissimo
di aver messo in giro un bidone. Per il '91 tireranno fuori
qualcosa di completamente nuovo. Che cosa ne pensi della nuova Cressida?
- Trita e ritrita, secondo il mio modesto parere. Non
ha niente di nuovo. Oh, certo,  pi grossa, ma mica poi
tanto, e il motore  stato aumentato da due e otto a tre.
Ah, certo, poi ha ventiquattro valvole invece di dodici, in
modo che l'utente possa sgommare un po' di pi ma, santo
cielo, con una macchina che di base viene ventunomila
dollari, sgommare dovrebbe essere normale. Il cruscotto
 un disastro: primo, il pannello di controllo del condizionamento
scorre fuori come un cassetto e non si muove
se la chiave non  girata, il che  quanto meno ridicolo,
secondo, dal modello dell'anno scorso hanno mantenuto
questa idea folle di due serie di comandi audio, per cui ti
trovi tutti questi pulsanti in pi dove ce ne sarebbero gi
abbastanza per l'abitacolo di un aereo. Ha il prezzo di un
prodotto di lusso, ed  di lusso, potresti dire tu, e invece
dentro  da quattro soldi, mentre fuori scimmiotta l'Audi.
Guardiamo le cose come stanno: per quanto riguarda
il design, alla Toyota hanno all'incirca la stessa inventiva
di una gallina. Le loro auto non dicono niente. Le buone
macchine, le macchine classiche - le Packard degli anni
Trenta, le piccole Jaguar con il cofano lungo e le ruote
con i raggi, quei catafalchi con gli alettoni degli anni
Cinquanta, persino il maggiolino Volkswagen - dicevano,
affermavano qualcosa. Le Toyota invece non dicono nulla,
non fanno altro che giocare sul sicuro e rubare le idee
agli altri. Pensa al pick-up. Avevano il mercato in mano e
invece loro hanno permesso che ci entrassero la Ford e la Gm. Guarda l'Mr-2.
- Le tariffe assicurative alte stanno colpendo le due posti
di tutte le marche, - ribatte Harry, polemico. - La Toyota
produce delle buone macchine, solide. Sono maneggevoli
e durano, ed  una cosa che la gente sa e rispetta.
Nelson lo interrompe: - E poi sono dei dittatori, cazzo,
ti dicono esattamente che cosa far pagare, che cosa mettere
in vetrina, come devono vestirsi i venditori, quanti metri
quadri di questo e di quello sono necessari per potergli
leccare il didietro. Quando ho preso in mano le cose, mi
sono meravigliato di tutte le cazzate che tu e Charlie avete
ingoiato anno dopo anno. Pretendono che diventiamo i loro robot.
Ora Coniglio  profondamente offeso. - Apri gli occhi
sulla realt, ragazzo. Sveglia! In questa vita  indispensabile
far parte di una grossa organizzazione. La Toyota ci ha
fatto un ottimo servizio e lo ha fatto anche a tuo nonno,
non scordartelo mai. Fred Springer me lo ricordo ancora
quando ha avuto la prima concessione della Toyota: diceva
che si sentiva tutto l'anno come un ragazzino il giorno
di Natale -. Le donne della famiglia continuano a ripetere
che Nelson  tutto suo nonno e Harry spera, nominandolo,
di rimettere in riga il ragazzo. Tutte quelle bestemmie
sulla Toyota lo mettono a disagio.
Invece Nelson continua: - Il nonno era un trafficante,
pap. Gli piaceva fare colpi. Ne parlava continuamente:
con uno abbozzavi e con altri ti comportavi come un bandito
ed era divertente. Era una situazione che implicava una
certa dose di gioco, un po' di spazio per la creativit. Ma
ora l'unica cosa spontaneamente creativa che  rimasta in
questo lavoro sta nel vendere l'usato, per loro ti dicono
che non vogliono un mucchio di brutta spazzatura americana
sul terreno, per cui ti tocca farlo quasi di nascosto. Se
non altro, se trovi il fesso giusto, riesci a farti un migliaio
di dollari in pi, mentre vendere il nuovo significa semplicemente
far scattare il registratore di cassa. Non sei pi
un venditore, sei un commesso. Niente di pi.
- Non male per quarantacinquemila dollari pi i benefit
Ovvero quello che ormai Nelson guadagna all'anno.
Sull'argomento ogni tanto Harry litiga con la moglie; lui sostiene
che  troppo, lei ribatte che il ragazzo ha una famiglia
da mantenere. - Quando avevo la tua et, - gli dice, e probabilmente
non per la prima volta, - prendevo tredicimila
dollari all'anno come linotipista e tornavo a casa ogni sera
tutto sporco. Un lavoro che mi dava il mal di testa e che
mi ha rovinato la vista. Una volta avevo due occhi perfetti.
- Erano altri tempi. Adesso  diverso, pap. Tu vivevi ancora
nell'ra industriale. Eri uno schiavo in tuta blu. Adesso
i soldi non si fanno pi un tanto all'ora: basta piazzarsi
nella posizione giusta e arrivano da soli. Conosco persone
non pi vecchie di me, avvocati, gente che si occupa di
immobili, tanto in gamba da portarsi a casa trecentomila
dollari per una sola operazione. Di sicuro conoscerai un
sacco di pensionati con i soldi, qui. Essere ricchi  facile,
 l'essenza stessa di questo paese.
- Questi tipi per cui ti sbatti tanto devono essere quelli
che stanno vendendo tutto il Nevada ai giapponesi. Comunque
sia, come mai hai tanta fame di soldi? Vivi senza problemi
di ipoteca nella casa che ti ha regalato tua nonna, quindi
dovresti mettere da parte parecchio. Quanto all'usato...
- Mi spiace moltissimo doverti rivelare un simile segreto,
pap, ma quarantamila dollari non sono un cazzo se si
vuole vivere in maniera dignitosa.
- Ges! E di quanta dignit avete bisogno tu e Pru? La
casa  gratis, non dovete pagare altro che il riscaldamento e le tasse...
- Le tasse su quella baracca, piano piano, sono arrivate
a quattromila dollari. Dopo il nuovo baby boom, a Mount
Judge gli immobili sono andati alle stelle, persino una casetta
semiperiferica in fondo a Jackson Road, dove abitavi
tu una volta, una zona di casermoni popolari, ormai punta
alle nove cifre. Inoltre la legge federale sulla riforma fiscale
non ha fatto niente per la gente come me: per goderne
i vantaggi bisogna essere ricchi. Lyle mi stava appunto facendo vedere al computer...
-  proprio una cosa che volevo chiederti. Di chi  stata
l'idea di sostituire Mildred Kroust con questo tale?
- Era alla Springer Motors da una vita, pap...
- Lo so, ed  proprio questo il punto. Era in grado di fare tutto anche dormendo.
- In realt non sapeva fare niente, anche se  vero che
passava un sacco di tempo a dormire. Tanto per cominciare,
non ha mai saputo maneggiare un computer. Oh, certo, ci
ha provato, ma bastava il minimo intoppo o messaggio di
errore sullo schermo perch desse la colpa alla macchina e
chiamasse per farsi mandare un tecnico, a centoventi dollari
l'ora, mentre l'unico guasto era il fatto che, non essendo
capace di leggere il manuale, era stata lei a premere il
tasto sbagliato. Era vecchia. Avresti dovuto lasciarla a casa
quando ha raggiunto l'et della pensione.
La porta dell'appartamento si apre con uno scatto furtivo.
- Sono io da sola, - grida la voce di Janice. - Pru e
i bambini hanno voluto restare in piscina ancora un momento,
per cui ho pensato di tornare a casa per cominciare
a preparare la cena. Pensavo che questa sera potremmo
mangiare leggero. Guarder se sono rimaste un po' di minestre
in scatola da riscaldare. Continuate pure a parlare,
ragazzi -. Non si intromette, i suoi passi si dirigono verso
la cucina. Dev'essere convinta che siano impegnati in una
chiacchierata chiarificatrice, da padre a figlio. In realt
Harry sta guardando Nelson come se fosse un computer.
C' un difetto di funzionamento, un cortocircuito. Parla
troppo, e troppo in fretta. Una volta era taciturno e cupo
e d'improvviso eccolo l, che vomita parole a mitraglia rispondendo
a pi domande di quante gliene vengano poste.
C' qualcosa che lo fa andare troppo veloce, qualcosa che
non va. - A dire il vero non era poi cos vecchia, - ribatte
Harry, a proposito di Mildred Kroust. - Quanti anni aveva? Sessantotto? Sessantanove?
- Settanta e fischia, pap. Lyle fa tutto quello che faceva
lei venendo soltanto due o tre giorni alla settimana.
- Ma lo fa in maniera diversa, direi, a giudicare dalle
carte. Anche di questo volevo chiederti... le cifre dell'usato
riportate sul rendiconto di novembre.
Ed ecco che il ragazzo ha assunto di nuovo quell'espressione
di quando  nervoso, chiss perch. Infila la sigaretta
nell'apertura della lattina di birra e poi la schiaccia con la
mano, anche se adesso che le fanno con un alluminio della
consistenza di un foglio di carta non ci vuole una gran
forza. Quindi si alza dalla sedia e sembra dirigersi verso
la madre, che sta trafficando in cucina.
- Janice! - grida Harry, voltando la testa con difficolt,
il collo irrigidito dal grasso.
Lei  sulla soglia della cucina, con addosso un costume
da bagno nero, umido, e una gonna simile a un pareo, color
porpora, che ha messo per essere decente in ascensore.
Ha un'aria vagamente confusa: ha aperto la bottiglia
di Campari prima di accompagnare gli altri gi in piscina
e dev'essere tornata indietro di corsa per farsi un altro
goccetto. I capelli, radi, sono umidi e filacciosi. - Eh? -
chiede, rispondendo con tono colpevole alla voce incalzante del marito.
- Dov' andato a finire l'ultimo gruppo di rendiconti
del terreno? Non era l sulla scrivania?
 uno dei mobili che hanno comprato l per quattro soldi,
nella fretta di ammobiliare la casa, dello stesso stile del
tavolino che fiancheggia il divano letto chiaro e dei com
della loro camera: legno verniciato di bianco, con gambe
incise con brutti fregi d'oro discontinui che simulano le
giunture del bamb. Ha soltanto tre cassetti striminziti,
che si incastrano a causa dell'umidit, e dei piccoli scomparti
dove vanno a perdersi conti e inviti. Il ripiano, fatto
di una sostanza marmoreo-vetrosa tipo gelato di miele
e vaniglia pietrificato,  coperto da una massa di lettere
inevase, estratti conto bancari, rendiconti del loro agente
di cambio e comunicazioni in fotocopia del Comitato
per le Attivit del Valhalla Village: da quelle parti la vita
va considerata come una vacanza perenne. Inoltre Janice
ha l'abitudine di ritagliare articoli da riviste mediche, dal
National Enquirer e dalla News-Press di Fort Myers,
dimenticandosi poi regolarmente a chi avesse intenzione di
spedirli. Adesso ha un'espressione spaventata.
- Davvero? - chiede. - Forse li ho buttati via. Tu credi
di poterci ammucchiare sopra di tutto, e di ritrovarlo
ancora l l'anno dopo, quando ti verr in mente di averne bisogno.
- Questi sono arrivati appena la settimana scorsa. Erano
i rendiconti finanziari di novembre.
Janice stringe le labbra e la sua espressione sembra
chiudersi su una decisione a cui si atterr ciecamente, costi
quello che costi, nel modo tipico delle donne. - Non so
dove siano andati a finire. Quelle che mi danno pi fastidio
sono le tue vecchie schede di golf, che si ficcano dappertutto.
Perch continui a tenerle?
- Ci scrivo sopra degli appunti per me stesso, ci che
ho imparato in quel percorso. Non cambiare argomento,
Janice. Voglio quei dannati rendiconti.
Nelson  l accanto alla madre, sulla soglia della cucina,
con in mano la lattina schiacciata. Senza la giacca di jeans
la sua camicia, con quelle delicate righe rosa, i polsini
bianchi e il colletto bianco a punte arrotondate, ha un'aria
ancora pi effeminata. Madre e figlio sono all'incirca
della stessa statura e hanno la stessa aria tesa, rannuvolata.
La stessa espressione furtiva. - Non  un gran problema,
pap, - dice Nelson con voce sfuggente. - Riceverai quelli
di dicembre nel giro di un paio di settimane -. E quando
si volta verso il frigo per prendersi un'altra birra, offre a
Coniglio una straziante visione della sua nuca, la ben curata
coda di sorcio, il minuscolo cerchietto dell'orecchino,
la chiazza di calvizie che va allargandosi.
Quando Pru torna dalla piscina con i bambini, tutti e
tre in sbatacchianti ciabatte di gomma, le spalle strizzate
nell'accappatoio, i capelli incollati al cranio, i due piccoli
beati di essere pieni di brividi, le labbra bluastre, i ditini
bianchi e macerati dall'acqua, Harry la vede sotto una luce
nuova, come l'anello pi debole della congiura ordita ai suoi
danni. Le morbide labbra nel bacio che gli ha dato all'aeroporto.
L'inguine che in quel costume da bagno bianco,
succinto ma per il resto pudico, appare tanto dolcemente
forzato ad allargarsi per effetto del trascorrere degli anni.
 il quinto inverno che passano l, e Harry, ogni volta
che si sveglia, si ritrova meravigliato di essere proprio in
Florida, sul Golfo del Messico. Se non esattamente sul,
in vista del: o perlomeno  stato cos finch l'ultima
sfilata di condomini a sei piani, con torrette ornamentali
e tetto in stile spagnoleggiante, non ha nascosto l'ultimo
lontano barlume di orizzonte marino. Quando lui e Janice
avevano acquistato questa casa, nel 1984, dal balcone si
vedeva ancora qualche brandello di Golfo, un piatto limitare
del mondo, al di l dei tetti, inframmezzato alle nuove
torri in costruzione, simile a tanti punto-e-linea dell'alfabeto
Morse: nel loro entusiasmo avevano addirittura comprato
un cannocchiale con tanto di treppiede nel negozio
nautico del centro commerciale a un miglio da l, sul Pindo
Palm Boulevard. Nel suo baluginante cerchio visivo, quel
primo inverno, capitava che riuscissero a inquadrare una
vela che puntava verso l'alto mare, con lo spinnaker spoglio,
oppure uno yacht di lusso, con le alte fiancate bianche
che fendevano silenziosamente l'acqua, o una barca
di pescatori, con le piattaforme da fiocina simili a due ali,
oppure ancora, al limite estremo, universo a s, una rugginosa
petroliera grigia, diretta senza moto apparente verso
Mobile o New Orleans, oppure di ritorno a Panama o
in Venezuela. Negli anni trascorsi da allora, il panorama
marino di cui godevano  stato a poco a poco coperto dalle
costruzioni, alberghi grattacielo sorti lungo la costa, edifici
color fiocchi di avena o frullato di lampone, oppure in
semplice vetro, come un gelido e puro distillato verticale
del verde-azzurro del Golfo.
Dove ora si levano quelle torri, un tempo non c'erano
altro che sabbia e paludi di mangrovie, oltre a qualche tortuosa
insenatura, dove la marea avanzava e, nel reticolo
di radici e incavi, strisciavano gli alligatori e i moccassini
d'acqua. Qualche tempo dopo  apparsa la prima serie
sparpagliata di case dipinte di bianco e di capanne rustiche
non intonacate, in una vaga imitazione dello stile del
Nord, e si  cominciato a strappare al suolo sabbioso un
po' di cotone e ad allevare un po' di bestiame, e qualche
scalpicciante mandria fu mandata al Nord come carne da
macello destinata a sfamare le truppe ribelli nella Guerra
Civile. Poi apparvero case pi ravvicinate, in mattoni
e ferro battuto, oppure in pietra calcarea e granito, introdotti
via chiatta dalle cave dell'Alabama. Infine, con
il nuovo secolo, in questa appendice del Sud arrivarono
le ferrovie, i ricchi, i malati e i balordi all'inseguimento
delle loro speranze: una nuova frontiera in una direzione
imprevista. Un susseguirsi di boom e crisi; e sempre, sulla
scia, l'ottimismo. Adesso poi, con i jet, la previdenza sociale
e il culto nazionale del sole, non riescono a costruire
abbastanza in fretta, in questa citt denominata De Leon
in ricordo di un esploratore spagnolo ucciso - nonostante
la sua splendente corazza nera - nel 1521 dalla freccia
avvelenata di un Seminole, qui nei paraggi o in un posto
simile; nome che i locali pronunciano Deelyun, come se
ti stessero proponendo un affare, un deal, appunto. Al risveglio
il passato luccica come un sogno sullo sfondo della
sua mente: nel suo semipensionamento ha cominciato
a leggere libri di storia. Lo ha sempre vagamente interessato
quel sinistro muschio di eventi da cui sono emerse le
nostre minuscole vite prima di riunirsi al muschio esse
stesse, ai fragili strati bruni marcescenti di morti ormai
lontane, strati che se abbastanza profondi e schiacciati
con abbastanza forza producono carbone, come in Pennsylvania.
Nelle sere tranquille, mentre Janice se ne sta
pacifica sul divano scivolando lentamente nel rimbambimento
davanti a uno stupido spettacolo televisivo, lui si
sistema con le gambe sul letto, la schiena appoggiata alla
testiera di raso imbottita, e un libro, scrutando dall'alto
nel passato come se si affacciasse da una casa sull'albero
color verde giada.
Il rumore che irrompe nei suoi sogni, disperdendoli, 
quello dei green che vengono falciati, seguito da quello lamentoso,
appena meno meccanico, dei gabbiani che si raccolgono
sui fairway innaffiati di fresco, dove i lombrichi
si affacciano in superficie per bere. La testiera del letto 
posizionata accanto alla grande porta scorrevole di vetro,
lasciata leggermente socchiusa per far entrare il fresco delle
mattine invernali, in questi pochi mesi in cui l'aria condizionata
non  necessaria; di conseguenza la fresca aria
salmastra, addolcita dal profumo dei fairway appena innaffiati,
scorrendogli sul viso gli ricorda dove si trova, questo
paradiso di massa dove lo hanno portato i soldi di Janice.
Lei non  a letto, anche se, quando lui spalanca braccia e
gambe, invadendo il suo posto, sente il suo calore all'altezza
del ginocchio. In omaggio al suo metro e novanta
hanno finalmente comprato un letto king-size, perci per
la prima volta in vita sua i piedi non sporgono oltre il fondo,
costringendolo a dormire sulla pancia come un morto
galleggiante. Gli ci  voluto un bel po' per abituarsi, con i
piedi che non uncinavano pi il materasso nel solito modo,
costretti piuttosto a piegarsi alla caviglia oppure a puntare
di traverso nelle due direzioni. Gli vengono i crampi.
Cerca di dormire dalla propria parte, leggermente raggomitolato;
 una posizione che d alla sua bocca lo spazio
per respirare e al ventre quello in cui adagiarsi mollemente;
inoltre fa meno paura al suo fragile cuore che lo stare
disteso a faccia in gi sulla fitta consistenza del materasso.
Per le braccia non sanno dove mettersi. Se piega la mano
sotto la testa gli si blocca la circolazione all'altezza del polso
e la perdita di sensibilit lo fa svegliare per il formicolio,
simile a quello di una scossa elettrica. Se si stende sul dorso
russa, dice Janice. Russa anche lei, a dire il vero, adesso
che stanno diventando anziani, ma lui cerca di lasciar perdere:
povera stupida, non pu evitare ci che fa dormendo,
ovvero russare e qualche volta scorreggiare cos forte
che a lui tocca seppellire il naso nel cuscino e rammentare
a s stesso che anche lei  un essere umano e nulla pi.
Povere donne: laggi in fondo hanno un sacco di fessure,
i loro corpi sono troppo complessi. Ora la sente in cucina,
che parla con una voce fastidiosa e troppo acuta: il modo
in cui ci si rivolge ai bambini.
Coniglio rimane in attesa di udire la voce pi bassa e giovane
della madre dei piccoli, ed ecco che invece, vicino alla
sua testa, sente un uccello che cinguetta da un'araucaria di
cui si possono toccare i rami dal balcone. Non riesce ancora
ad abituarcisi, tanto assomigliano agli abeti finti che si
comprano per Natale, i rami spaziati come tante stecche,
a formare ciascuno un disegno perfetto come la piuma di
un uccello e l'intero albero di foggia cos assolutamente
conica. Il cinguettio dell'uccello sembra un pezzo di legno
umido che venga fatto ritmicamente stridere contro un altro.
La natura, in Florida, ha quasi tutta il carattere di un
manufatto. Tappeti da parete a parete, moquette verde
all'esterno, sui marciapiedi di cemento, e gramigna negli
spazi tra un marciapiede e l'altro, il tutto sovrapposto alla
sabbia, alla rena color grigio sporco che copre di un velo
le scarpe da golf quando si solleva la terra con la mazza.
Oggi  mercoled e Harry ha un appuntamento al campo
da golf, il solito gruppo di quattro, partenza alle dieci
meno venti: il pensiero gli d un motivo per uscire dal letto
e non rimanere li tutta la vita a cercare di farsi tornare
in mente il sogno che ha fatto. Un sogno in cui si chinava
verso qualcosa che i suoi occhi addormentati non gli lasciavano
vedere attraverso le palpebre chiuse, qualcosa di
rotondo, ombroso e triste, gonfio del vago senso del fato
che di giorno lui tenta di vincere.
Alzatosi, Coniglio esamina i rami dall'aspetto posticcio
delle araucarie, per vedere se riesce a individuare il chiassoso
uccellino. Dalla supponenza del tono immagina che
si tratti di un cacatua, o perlomeno di un tucano, di un
rauco alcunch tropicale con piume caudali lunghe trenta
centimetri, e invece non vede altro che un uccelletto marrone,
simile a quelli che si vedono in tutta la Pennsylvania.
Forse  davvero un uccello della Pennsylvania migrato fino
a l come lui. Uno zigolo delle nevi.
Va in bagno, si lava i denti e fa pip. Strano: una volta
produceva un grande scroscio nella tazza del cesso, mentre
adesso gli esce un rivolo incerto, riluttante; di notte
gli tocca alzarsi una volta se non addirittura due per mettersi
seduto sull'asse come una donna; con un prepuzio cos
pigramente vizzo non pu mai essere sicuro della direzione
in cui il piscio verr fuori,  conciato come le donne,
neanche loro possono prendere la mira. Si rade e si pesa.
E aumentato di mezzo chilo. Quelle tavolette di Planter's
Peanut. Quindi fa per uscire dalla camera da letto, ma si
rende conto che non pu. L in Florida dorme in mutande
e maglietta; i pigiami gli si attorcigliano al corpo e verso
le due del mattino gli fanno talmente caldo da svegliarlo,
insieme alla pressione alla vescica. Con Pru e i bambini
in casa non pu girare per la cucina in mutande. Li
sente nell'altra stanza che urtano contro questo e quello.
O si mette i pantaloni da golf e una polo o cerca l'accappatoio
da bagno. Decide per quest'ultimo: nel suo rosso
pompeiano con i risvolti grigi  pi - qual  l'espressione
che continua a saltar fuori dappertutto, nei libri di storia
medievale? - ah, s: signorile. Da castellano. Da nonno.
Esprime qualcosa, come direbbe Nelson.
Quando finalmente apre la porta, in cucina  iniziata
la prima baruffa della giornata. La preziosa piccola
Judy  arrabbiata: lacrime salate le arrossano i bordi delle
palpebre anche se, con voce rotta, cerca di non scoppiare
a piangere. - Ma c' andata met dei ragazzi della
mia scuola. Alcuni persino due volte, e non hanno nemmeno
dei nonni che vivono in Florida! - Vuole andare a
Disney World.
-  veramente un viaggio del tutto a parte, tesorino, -
sta spiegando Janice: - Per andarci bisogna prendere l'aereo
fino a Orlando. Da qui, invece...
- Sarebbe come andare in auto fino a Pittsburgh, - conclude Harry per lei.
- Pap ce l'ha promesso! - protesta la bambina, con tanta
passione che il fratellino quattrenne, reggendo nel pugno
un cucchiaio sospeso sopra una tazza di cereali in cui
sta rimestando senza mangiare, inizia a singhiozzare. Dal
molliccio labbro superiore gli cadono due gocce di latte.
- Strada noiosa, per di pi, - continua lui. - Semafori per
tutta la Statale 27. Ogni tanto passiamo di l, venendo gi.
- Pap non intendeva questa volta, - interviene Pru.
- Un'altra, quando avremo pi tempo.
- Ha proprio detto questa volta, invece, - insiste la bambina.
- Non mantiene mai le promesse.
- Pap ha molto da fare per guadagnare i soldi che servono
per farti avere tutto quello che desideri, - replica
Pru, assumendo il tipico tono sostenuto di una donna che
sta perdendo la pazienza con un'altra. Anche lei  in accappatoio,
un capo corto e trapuntato, un disegno a belle
di giorno viola e i loro rami. Le cosce lentigginose hanno
la levigatezza vasta e piatta dei paraurti. I piedi sono lunghi
e ossuti, rosei nelle giunture delle dita e del biancore
della carta sul dorso, nei sandali rossi con la suola di sughero.
Lo smalto delle unghie  scheggiato, e Harry trova sexy anche questo.
- Oh, giaaa, - ribatte la bambina, con un'enfasi furente,
carica di un sarcasmo di cui lui non capisce il motivo.
La vita di famiglia, con i bambini,  qualcosa che appartiene
al passato e che non gli  dispiaciuto lasciarsi alle
spalle; per lui era come un cespuglio in un angolo trascurato
del giardino sul retro, che viene coperto da altra vegetazione,
un tralcio di lill o un ligustro che una calistegia
abbia invaso dal basso, con foglie talmente somiglianti e
viticci che gli si intrecciano attorno cos strettamente da
dare il mal di testa al giardiniere che cerchi sotto il sole
di separare la mala erba da quella buona. Comunque sia,
lui ha avuto soltanto un figlio, Nelson, e scadente per
di pi, sebbene chiss dove qualche giorno prima gli sia
capitato di leggere che un essere umano di sesso maschile
produce abbastanza spermatozoi da popolare non soltanto
il pianeta Terra ma anche Marte e Venere, se vi si potesse
sviluppare la vita. E pertanto un'idea deprimente, troppo
planetaria, come l'irraggiungibile oggetto rotondo del
suo sogno, che tutto il senso della sua esistenza terrena
si sia esaurito nel generare il piccolo Nellie Angstrom, in
modo che a sua volta potesse generare Judy e Roy e cos
via fino al definitivo estinguersi del sole.
Ora Nelson viene attratto e risucchiato in cucina dal
chiasso. Deve aver sentito che si parlava di lui e di conseguenza
arriva l dalla stanza degli ospiti, con addosso i
pantaloni di un pigiama blu avio, stazzonato, dall'aspetto
costoso. Durante questo suo esame dei costosi gusti del figlio,
Harry si sente invadere l'addome da un senso di disagio,
qualcosa che sta cercando di farsi tornare in mente
a proposito di numeri, qualcosa che non riesce a cogliere.
Janice ha detto che il ragazzo ha un aspetto esausto, e in
effetti  magro, tra le costole gli tremolano delle ombre vaghe.
Dal suo torace nudo traspare una punta di animosit,
come l'affermazione di un diritto territoriale, che fa da
pendant alla tunichetta di Pru. Il gioco del pigiama. Doris
Day. Chi era invece lui? John Raitt? Nonostante la classe
del suo pigiama, Nelson ha un aspetto tirato, sciatto e povero,
con le guance non rasate, quei baffetti a ciuffi simili
a quelli che aveva a suo tempo Fred Springer e quei capelli
che si vanno diradando e che gli stanno in testa diritti come
tanti spuntoni sudati. Gli viene in mente come dormiva
profondamente da bambino, come fosse caldo e umido
il suo cranio sul cuscino. - Che cos' questa storia delle
promesse? - chiede il ragazzo in tono irritato, fissando un
punto indefinito tra Judy e Pru. - Io non ho mai promesso
che saremmo andati a Orlando durante questo viaggio.
- Pap, in questa noiosa parte della Florida non c' niente
da fare. Il museo dell'anno scorso mi ha fatto semplicemente
orrore, e poi al ritorno c'era un traffico cos tremendo
che Roy ha vomitato nel parcheggio del Kentucky Fried Chicken!
- La Statale 41 vi fa male, - riconosce Harry.
- E invece ci sono migliaia di cose da fare, - ribatte Nelson.
- Andare a nuotare in piscina. Giocare a campana
Ma rimane quasi immediatamente a corto di argomenti,
per cui rivolge uno sguardo terrorizzato alla madre.
- Nel Village ci sono dei campi da tennis dove tu e io
possiamo andare a palleggiare un po', - dice allora Janice, rivolta a Judy.
- Vorr venire anche Roy, che rovina sempre tutto, - si
lamenta la piccola: soltanto immaginarsi la scena le fa inumidire di nuovo gli occhi.
- ... e poi c' la spiaggia, - continua Janice.
- La nostra maestra, - ribatte Judy, ormai soltanto per
fare il bastian contrario, - dice che il sole provoca danni alla
pelle, e che prima vengono, prima viene il cancro.
- Non fare la saccente in quel modo, Cristo! - replica
suo padre. - La nonna sta cercando di essere carina con te.
Osservazione che le fa traboccare le lacrime dalle ciglia
ricurve sulle guance, simili alle tortuose tracce argentee
che la pioggia lascia sui vetri. - Non facevo affatto... - cerca di dire.
Alla sua et questa bambina dovrebbe essere pi allegra,
pensa Harry. - S invece, - le dice. - E perch non dovresti?
Andare in giro con i parenti, lontano dagli amici,  una
barba. Ce lo ricordiamo tutti. Noi trascinavamo sempre
vostro padre alla Jersey Shore, dopodich lo costringevamo
ad andare su alle Poconos e a farsi venire la febbre da
fieno in mezzo a quei pini tremendi. Una tortura! Le cose
che ci facciamo a vicenda in nome del divertimento! Okay.
Ecco la mia proposta. Qualcuno vuole sentirla?
La bambina annuisce. Mentre gli altri, persino Roy, che
usando il cucchiaio sta modellando con cura i suoi cereali
in una specie di piramide, lo guardano come se fosse un
prestigiatore. Non  difficile reimmergersi nell'atmosfera
della vita di famiglia. Basta spogliarsi di s stessi per un
attimo. Come nel basket, quei primi due o tre minuti nel
corso dei quali, tra le spinte, le urla, il calore umano e la
ressa, uno si rendeva conto che doveva cavarsela da s, che
le castagne dal fuoco non gliele avrebbe tolte nessuno. - Oggi
io devo andare a giocare a golf, - attacca.
- Fantastico, - ribatte Nelson. - Questo si che ci  di
aiuto. Comunque, pap, la caddy a Judy non la fai fare,
se  questo che hai in mente. Le si deformerebbe la spina dorsale.
- Tu stai diventando paranoico, Nellie, - replica lui.
E dai tempi della storia con Jill, vent'anni prima, che il
ragazzo tenta di proteggere le donne dal padre.  l'unica
persona al mondo a vedere in lui un uomo pericoloso. Poi
sente la prima fitta della giornata al torace, una piccola
bruciatura giocosa, come un bambino che scherza con un
fiammifero acceso. - Non avevo affatto in mente una cosa
del genere, anche se perch no, per una volta? Potrebbe
portarmi la sacca leggera, ne tirerei fuori due legni e un
ferro, e lei e io potremmo farci un paio di buche nel tardo
pomeriggio, passata l'ora dei percorsi regolari. Potrei farle
vedere come si fa lo swing. Quando andiamo in quattro,
di solito prendiamo il cart. Io preferirei camminare, per
fare un po' di moto, ma gli altri imbranati insistono. In
realt sono dei tipi fantastici, tutti con nipotini, Judy gli
piacerebbe. Potrebbe montare sul cart al mio posto Se
la immagina gi, seduta come un'esile principessina, con
Bernie Drechsel, il perenne sigaro in bocca, al volante della macchinetta elettrica.
Pensando ad alta voce a quel modo sta perdendo il suo
pubblico da prestigiatore. Roy lascia cadere il cucchiaio e
Pru si piega per raccoglierlo: la tunichetta che si spalanca
mostrando una coscia. Un lampo appena di eteree mutandine
color nero pece. E, appena sopra, l'ovale di una vaccinazione,
che manda un vago riflesso di luce. - Piantala,
pap, - geme Nelson. - Io devo andare in bagno -. Quindi
si soffia il naso in un fazzoletto. Come mai ha sempre
il naso che cola? Harry ha letto da qualche parte, forse su
People, a proposito della morte di Rock Hudson, che  uno dei primi indizi di AIDS.
- Niente pi museo del circo. Per la verit lo hanno
chiuso, - dice lui. - Per lavori di rinnovo -. Ha notato un
articolo in proposito su un giornale di Sarasota, una settimana
prima o gi di l, intitolato Circus Redux. Circo
che cosa? E una parola che non sopporta, la si vede dappertutto
e lui non sa come si pronuncia. Come arbitrageur
e perestrojka. - Ecco invece che cosa avevo in mente. Oggi
io devo giocare a golf, ma questa sera c' il Bingo nel salone
da pranzo, e pensavo che i bambini potrebbero divertirsi,
o per lo meno Judy, mentre noi, tanto per cambiare, potremmo
goderci un vero pasto. E domani potremmo andare
a questo Museo del Treno e della Conchiglia, a Lionel,
che secondo Joe  semplicemente formidabile. Oppure,
nella direzione opposta, a sud, c' la casa di Edison. Sono
sempre stato abbastanza curioso di vedere com', ma per
i bambini pu essere una cosa un po' troppo impegnativa,
non so. Forse l'invenzione del telefono e del fonografo non
sembrano niente di particolare a bambini allevati con tutte
le vaccate computerizzate che ci sono adesso.
- Non sembra niente di particolare neanche a me, pap,
- replica Nelson con la sua voce lamentosa, tirando su
con il naso. - Non c' qualche posto, sulla Statale 41, dove
potrebbero andare a giocare ai videogame? O un minigolf?
O la spiaggia e la piscina? Ges. Credevo fossimo
venuti qui per goderci un po' di relax, mentre invece tu la
stai trasformando in una specie di impresa culturale. Di, su. Lascia perdere.
Coniglio  ferito. - Come, lascia perdere? Io stavo soltanto
cercando di organizzare la vostra visita, - ribatte.
Pru interviene in sua difesa - I bambini non possono
passare tutta la giornata in piscina, Nelson. Si esporrebbero
a troppi raggi ultravioletti.
- Un clima cos caldo, - dice Janice, - in questa stagione
dell'anno deve per forza rinfrescare. Il tempo cambia in continuazione.
- Colpa dell'effetto serra, - fa Nelson, voltandosi per
andare in bagno e mettendo in mostra quell'orribile coda
di sorcio sulla nuca e il barbaglio dell'orecchino. Fino
a che punto  anche lui una checca? - L'avida societ dei
consumi ha distrutto l'ozono, cos, pazienza, nel 2000 saremo
fritti, - continua. - Guardate! - E indica la News-Press
di Fort Myers, che qualcuno ha posato sul tavolo
della cucina. Il titolo di testa dice 1988, la grande siccit,
mentre un fumetto mostra un sole giallo, dall'aria folle, che
strizza alcune nubi per ricavarne un'unica goccia d'acqua.
Deve averlo ritirato Janice dal corridoio, anche se tutto
ci che le interessa  la rubrica Costume. Chi cazzo  questo
o quello, chi divorzia da chi. Di solito se ne sta a letto
e lascia che sia il marito a portarlo dentro. La rubrica Costume
non diventa rafferma.
Pru porge il cucchiaio a Roy, portandogli via la tremenda
tazza di cereali, ormai gelata come un pastone per cani
lasciato fuori tutta la notte. - Vuoi una 'nana? - chiede
con una vocetta tubante, allettante, sexy. - Una bella 'nana,
che la mamma ti sbuccia e taglia a fette?
- Non sono sicura che ce ne siano, - confessa Janice.
- Anzi, so benissimo che non ce n'. Harry detesta la frutta,
anche se dovrebbe mangiarla, e io avevo intenzione di
fare una grande spesa ieri, ma la mia partita di tennis 
durata fino al terzo set, e poi era arrivata l'ora di venire
all'aeroporto -. Quindi si illumina in viso, la voce le sale
di volume, cerca di trasformarsi anche lei in un prestigiatore.
- Ecco che cosa possiamo fare stamattina, mentre il
nonno gioca a golf. Possiamo andare tutti quanti al Winn
Dixie a fare una spesa enorme!
- Non contate su di me, - sbraita Nelson dal bagno.
- Inoltre, l'auto vorrei poterla prendere io, una volta tanto.
A che cosa gli serve, razza di piccolo dittatore?
Le lacrime di Judy si sono asciugate, la bambina se l'
svignata in soggiorno, dove il programma Today sta trasmettendo
il primo sommario di notizie e previsioni del
tempo. Willard Scott, da Nome, Alaska, fa esplodere i due
conduttori, Jane e Bryant, in un visibilio di risate.
Pru sta scrutando nella credenza e intanto implora Roy.
- Che cosa ne diresti di un po' di Sugar Pops, stella? La
nonna e il nonno ne hanno tantissimi. Oltre a interi barattoli
di noccioline e anacardi tostati. Harry, lo sai che le
noci sono piene di colesterolo?
- S, continuano a dirmelo. Per ho anche letto un articolo
in cui c'era scritto che il corpo ha bisogno del colesterolo
e che tutta questa paura  stata messa in giro dalla
lobby del pollo -. Janice, che sfoggia una maglietta rosa
con alligatore e comodi pantaloni color fucsia, del tipo che
da quelle parti le donne indossano per andare a fare la spesa,
si  seduta al tavolo della cucina con la News-Press,
un bagel tagliato in due e un contenitore di crema di formaggio.
In questa sua fase Florida le  venuta la mania dei
bagel. Oltre che del salmone affumicato. Ha tolto dal giornale
la rubrica Costume e lui, ancora capace di leggere una
pagina al rovescio dai tempi in cui faceva il linotipista, ne
vede di sbieco il titolo (oggi va uno stile conciso, con
un sacco di grafica a colori, tipo Usa-Today)
LE ESPERTE DI UOMINI. INDICANO QUELLI CON IL MASSIMO.
e poi, tutto maiuscolo, in testa, enorme perdita e in carriera
per un nuovo matrimonio. Al che, teso il collo per
guardare la pagina dalla parte giusta, vede che intendono
l'attrice di Una donna in carriera, Melanie Griffith, e i sopravvissuti
della tragedia armena, con il loro dolore unico.
E pazzesco come sua moglie, dopo aver letto il giornale,
riesca a rendere affascinanti quegli stessi articoli che,
se letti di persona, sono noiosissimi. La macchina da caff
Braun Aromaster, con la caraffa in vetro ancora piena per
met di caff tiepido e un po' limaccioso,  posata alla fine
del ripiano, pi in l di dove Pru, in piedi, sta ancora cercando
qualcosa che, chiss, forse Roy potrebbe mangiare.
Per lasciar passare Harry, con tutta la sua pancia, lei si alza
in punta di piedi premendo le cosce, con un lieve grugnito
smorzato, contro il bordo del ripiano. Tanta intimit familiare
gli fa venire in mente quelle capanne africane dove
ciascuno dorme e scopa davanti a tutti. D'altra parte,
pensa, che cos'ha combinato mai l'uomo occidentale con la
sua preziosa privacy? A giudicare dai libri di storia, niente
di pi che inventare le armi da fuoco e la psicoanalisi.
Per tenere lontane le formiche, persino al quarto piano,
da quelle parti pane e biscotti vanno conservati in
una grossa scatola di latta dentro un cassetto, e ogni volta
 scomodo aprire il cassetto e poi sollevare il coperchio.
Trova un paio di pacchetti di biscotti vuoti, uno di Oreo
doppia crema e uno di Newton alla frutta: i suoi nipotini
non hanno lasciato niente pi di qualche briciola, oltre a
un paio di focaccine allo zucchero talmente rafferme che
non si sono neanche degnati di toccarle. Dopo averle prese,
insieme alla tazzina piena di caff limaccioso, Coniglio
torna a strizzarsi per oltrepassare Pru, concentrandosi sulla
sensazione che prova all'inguine quando la tunichetta
ci sfrega contro e intanto, per un impulso maligno, d una
spintarella con il retro delle cosce al tavolo, di modo che
la tazza di Janice, anch'essa piena di caff, oscilla fino a
traboccare. - Harry, - esclama lei, affrettandosi a sollevare il giornale. - Merda.
Il rumore della doccia che scorre arriva in cucina attraverso
la parete. - Perch diavolo Nelson  cos agitato? -
chiede lui ad alta voce alle donne.
Pru, che la risposta deve saperla, rimane in silenzio,
per cui a parlare  Janice, che intanto ripulisce il danno con
lo Scottex passatole dalla nuora: -  lo stress. Il mondo
dell'auto  molto pi concorrenziale di dieci anni fa, e lui
fa tutto da solo, non ha Charlie dietro cui nascondersi, come facevi tu.
- Avrebbe potuto benissimo tenerlo,  lui che non ha voluto.
Charlie sarebbe stato felice di rimanere part-time, -
ribatte Harry, ma nessuno gli d retta, a eccezione di Roy,
che, sollevato lo sguardo a osservarlo, dichiara: - Il nonno  ridicolo.
- Veramente un bel linguaggio, - si complimenta lui con Pru.
- Non sa quello che dice. Sono espressioni che sente alla
televisione, - spiega lei, scostandosi i capelli dalla fronte
con un grazioso gesto a due mani che mette in tumulto le sue emozioni.
Il colore dominante dell'arredamento della cucina  il
verde acqua, una tonalit cremosa e frigida che, quando
lui e Janice l'avevano vista sulla cartella delle vernici, al
momento di far ripitturare la casa, gli era parsa un po' pi
delicata. In realt Harry aveva sollevato il problema di come
si sarebbe abbinato al resto, ma secondo Janice era una
scelta allegra e leggermente ardita, come del resto il fatto
stesso di comprare un appartamento in condominio. Anche
il frigo e i laminati in formica sono in tinta, tanto che guardare
il tutto, insieme agli animali e ai fiori fatti di conchiglie
che Janice ha ammassato sui ripiani della scaffalatura
nell'ingresso, gli d un senso di panico, gli toglie il fiato.
Uno dei suoi incubi consiste proprio nel trovarsi sott'acqua.
Un semplice bianco ghiaccio come quello dei Gold, nell'appartamento
accanto, sarebbe risultato meno opprimente. Si
porta in soggiorno la tazza e le focaccine con il resto della
News-Press, sistemandosi sul divano davanti al tavolo
rotondo in vetro, visto che Judy occupa la poltrona di vimini
di fronte all'apparecchio televisivo. Le foto in prima
pagina ritraggono Donald Trump (Fascino maschile: il pi
caldo dell'anno), il sole che fa le smorfie strizzando le nuvole
(Pioggia al 33 percento della media: l'anno pi secco dal
192-7) e il sindaco di Fort Myers, Wilbur Smith, l'aspetto
di un ragazzo con i capelli lunghi, pi giovane persino di
Nelson, che pare abbia dichiarato che il recente arresto della
star del football americano Deion Sanders, con l'accusa
di aver aggredito e percosso un agente di polizia, potrebbe
essere in parte imputato al trambusto provocato dalla
folla raccoltasi per osservare il diverbio. Segue un articolo
su un rapporto governativo, grosso quanto un libro, sulle
automobili e le lamentele dei consumatori durante l'anno:
in una tabella grigia intitolata Il meglio del mercato, in nessuna
delle quattro categorie - utilitarie, compatte, medie e
minifurgoni - compare una Toyota. Harry sente una lieve
contrazione dolorosa allo stomaco.
- Devi fare una prima colazione a base di cibi solidi,
Harry, - gli grida Janice, - se hai intenzione di giocare a
golf fino all'ora di pranzo. Il dottor Morris ti ha detto che
prendere il caff a stomaco vuoto  la peggior cosa che tu
possa fare per la tua ipertensione.
- Se c' qualcosa che mi rende iperteso, - urla lui di
rimando, - sono le donne che continuano a dirmi quello
che devo mangiare -. Quando ficca i denti nella focaccia
rafferma, i frammenti di zucchero gli cadono rumorosamente
sul giornale e gli imbiancano i risvolti color cremisi
del suo signorile accappatoio.
Rivolta a Pru, Janice continua: - Hai mai fatto caso all'alimentazione
di Nelson? Sembra che non mangi niente.
- Non ha mai mangiato un granch, - risponde Pru.
- Dev'essere per quello che Roy  tanto schizzinoso.
Tra tutti i canali gratuiti e a pagamento, Judy ha trovato
un vecchio film di Lassie. Il bravo collie sveglia a colpi
di muso il ragazzino sperduto, che si era addormentato nel
fienile, e lo accompagna a casa lungo un sentiero che punta
dritto verso un purpureo tramonto scozzese. La musica
sale come un groppo in gola. Attraverso le lacrime Harry
rivolge un sorriso mansueto alla nipotina, i cui occhi, che
hanno ormai pianto tutto quello che potevano, sono asciutti.
Lassie non fa parte della sua infanzia perduta per sempre.
Quando finalmente il grumo di raucedine gli lascia libera
la gola, le dice: - Io devo andare a giocare a golf, Judy.
Credi di potertela cavare qui, oggi, con questi villani?
Lei lo esamina con aria seria, non del tutto sicura che
si tratti di una battuta. - Credo di s.
- Sono brava gente, - continua lui, non del tutto sicuro
a sua volta che quanto ha detto sia vero. - Che cosa ne
pensi di andare a fare un giro in Sunfish, qualche volta?
- Che cos' un Sunfish?
- Una barchetta a vela. Possiamo andare in uno degli
alberghi di De Leon. Dovrebbero essere riservati ai clienti,
ma conosco la persona che li ha in concessione. Gioco
a golf con suo padre.
Lo sguardo della bambina non si stacca dal suo volto.
- Ci sei mai andato, nonno? In Sunfish, voglio dire?
- Certo. Un paio di volte -. Una sola, in realt, ma 
stata una lezione che gli  rimasta impressa. Con Cindy
Murkett in quel suo bikini nero che lasciava vedere i peli
dell'inguine. E con quelle tette ballonzolanti nella loro ridotta
strisciolina di stoffa nera. Il vento che tirava forte,
l'acqua che schiaffeggiava, il sole che picchiava il suo silenzioso
martello bianco sulla pelle, loro due soli e quasi nudi.
- Mica male, come idea, - azzarda Judy, aggiungendo:
- Nel corso di nuoto, al campeggio, ho preso un premio
per essere stata sott'acqua pi di tutti Quindi torna a
fissare lo sguardo sul televisore, facendo scorrere rapidamente
i programmi con il telecomando: fare surf tra i canali,
dicono i ragazzi.
Harry cerca di immaginarsi il mondo visto attraverso
i limpidi occhi verdi della bambina, tutto vivido, nitido,
nuovo, pieno di s come un sanvalentino di raso. La sua
vista invece  sempre offuscata, quali che siano gli occhiali
che mette, per leggere o per vedere da lontano. Questi ultimi
li inforca soltanto per andare al cinema o per guidare
al buio, e si rifiuta di farsi fare i bifocali: portare gli occhiali
per pi di un'ora al giorno gli fa male alle orecchie.
Inoltre le lenti sono sempre piene di polvere e le cose che
guarda hanno tutte un'aria logora: le ha viste troppe volte.
Sul mondo  calata una sorta di aridit, un sole capace
di sbiadire tutto, come succede alle vecchie foto a colori,
anche a quelle conservate al buio in un cassetto.
Tranne, unicamente, il primo fairway di un percorso
di golf, prima dello swing di partenza. La vista  sempre
limpida. L, sulla piattaforma in terra del tee, ritto nelle
sue Footjoy bianche con i tacchetti, con i calzettoni azzurri,
mentre estrae dalla sacca la lunga mazza d'acciaio
del driver - una Lynx Predator -, Harry si sente di nuovo
alto, l'altezza che aveva ai tempi in cui palleggiava su un
duro parquet di basket, quando, passati quei famosi primi
minuti, il suo crescente impeto, i balzi e i salti sempre
pi lunghi riducevano il campo a dimensioni da bambino,
alle misure di un campo da tennis e poi addirittura di un
tavolo da ping pong, le sue gambe che divoravano le distanze
senza accorgersene, avanti e indietro, e l'anello del
canestro, con la sua delicata rete a gonnella, l sospeso in
attesa dei tiri da sotto. Alla stessa stregua, nel golf, le distanze,
le centinaia di metri, si riducono a pochi agevoli
swing, quando ritrova l'intima magia, la chiave. Il golf gli
offre sempre la speranza della perfezione, di una perfetta
leggerezza, di una consolidata facilit: sono sensazioni che
avverte di continuo, e a tre dimensioni, colpo dopo colpo.
Altre volte, invece, Harry ritorna un uomo comune,
costretto a forzare le cose, a spingere l'evento auspicato
a verificarsi, per ottenere dieci metri in pi, fare un gran
colpo, e svaniscono il momento magico, la grazia si potrebbe
dire, il senso di collaborazione, di essere ancora pi
grosso di quanto non sia in realt. Quando sei l, sul primo
tee, eccolo rifarsi vivo, quello stato di grazia, ricomparso
da dovunque vada a nascondersi durante il resto della tua
vita, opportunit senza fine, possibilit di un percorso senza
errori, senza una macchiolina, senza mancare un solo
putt da mezzo metro o lasciar scappare via il gomito sulla
destra, senza mai forzare il legno n trattenere il ferro; il
primo fairway  li davanti, le palme sulla sinistra e l'acqua
sulla destra, priva di profondit come un quadro. Non c'
altro da fare che esibirsi in uno swing, puro e semplice, e
perforarlo, questo quadro, esattamente al centro, con una
pallina che in un attimo si riduce alle dimensioni di una
capocchia di spillo, un infinitesimale tunnel nell'assoluto.
Cos almeno dovrebbe essere.
Invece, durante il colpo di prova, sente in petto una fitta
di dolore, che chiss per quale misterioso motivo gli fa
tornare in mente Nelson. Ce l'ha sempre confusamente in
testa, il ragazzo. Mentre sovrasta la palla prova un senso
di oppressione, misto per a un altro, di impazienza, per
cui colpisce dall'esterno verso l'interno, forzando troppo
la mano destra. La palla parte con una traiettoria promettente,
ma poi si apre sempre pi sulla destra, scomparendo
non abbastanza lontano dal bordo della lunga pozza
d'acqua schiumosa.
- Zona alligatori, temo, - commenta Bernie in tono mesto.
 in coppia con lui per questo giro.
- Mulligan? - chiede lui. Vuole che il suo colpo sia considerato
un tiro di prova.
Segue una pausa. - Tu che cosa dici? - chiede Ed Silberstein
a Joe Gold.
- Non mi sono mai accorto che concedessimo dei mulligan, -
dice quest'ultimo, rivolto a Harry.
- Perch voialtri imbranati non tirate mai dei colpi abbastanza
lunghi da andarvi a ficcare nei guai, - ribatte Harry.
- Noi al primo drive i mulligan li concediamo sempre.  la
nostra tradizione.
- Quanto credete che abbia ancora da vivere uno con
un fegato cos? Secondo me gli  finito tutto nel colon, -
scherza Joe.
Mentre stanno l a sfotterlo, Coniglio si toglie di tasca
un'altra pallina, la mette sul tee e con un rigido mezzo
swing la spedisce al sicuro ma senza gloria sul lato sinistro
del fairway. Anzi, forse non proprio cos tanto al sicuro:
sembra che abbia colpito un punto duro, dopo il quale continua
a procedere saltellando in direzione di una palma.
- Mi spiace, Bernie, - si scusa. - Mi scioglier pi avanti.
- Non crederai che mi preoccupi, - dice Bernie, mettendo
il piede sul pedale del cart elettrico un secondo esatto
prima che lui si sia sistemato nel sedile accanto. - Con i
tuoi muscoli e il mio cervello, questi due scarsi ce li cuciniamo
come vogliamo.
Bernie Drechsel, Ed Silberstein e Joe Gold sono tutti
pi anziani di lui, oltre che pi bassi di statura, per cui di
solito lo fanno sentire in gran forma. In mezzo a loro lui
 un grosso vichingo; lo chiamano per cognome, Angstrom,
un buffo animale da salotto di stirpe gentile, un grasso,
bianchiccio tocco di sogno americano. Fa tesoro del loro
modo di vedere le cose: gli sembra pi virile del suo, pi
malinconico e saggio, e meno incerto. La loro lunga storia
procede a grandi passi dopo essersi ingoiata una bella serie
di sofferenze. - Che te ne pare di tutto questo casino su
Deion Sanders? - chiede a Bernie mentre il cart procede
a balzi sopra l'erba compatta e lustra, in direzione delle
loro palline. - Sul giornale di oggi c' persino il sindaco
di Fort Myers che gli trova delle scusanti.
Bernie si sposta di un paio di centimetri il sigaro in bocca
e risponde: -  una crudelt, come ben sai, tirare fuori dal
niente dei ragazzi neri, dare loro tutta questa pubblicit e
farli milionari. Non c' da meravigliarsi che diventino matti.
- Sul giornale c'era scritto che la folla ha impedito alle
guardie di sbatterlo dentro. Aveva fatto una scenata furibonda
a una commessa che lo aveva accusato di aver rubato
un paio di orecchini. Le ha anche mollato una sberla.
- Di Sanders non so niente, - replica Bernie, - ma nella
stragrande maggioranza dei casi  colpa della droga. Cocaina.
Ormai  dappertutto.
- C' da domandarsi che cosa ci trovi la gente, - commenta lui.
- Ci trova, - dice Bernie, fermando il cart e posando il
sigaro sul bordo della sporgenza di plastica che serve per
i bicchieri o le lattine di birra, - la felicit di un istante -.
Quindi si raddrizza per assumere la sua usuale postura, i
piedi troppo vicini, la testa calva abbassata in uno spostamento
inverso di peso, dando una zappata alla pallina
con un ferro quattro, tutto braccia e polsi. Ma quella non
sbanda e va a finire a distanza di un agevole chip davanti
al green rialzato. - Le vie per raggiungere la felicit sono
due, - continua, rimessosi al volante del cart. - Lavorare
giorno dopo giorno, come abbiamo fatto tu e io oppure
prendere una scorciatoia chimica. Visto com' fatto il mondo, questi ragazzi prendono la scorciatoia. L'altra strada
gli sembra troppo lunga.
- Be', s, in effetti lo . E in ogni caso, una volta che la
si  percorsa tutta, dove sarebbe la felicit?
- Gi dietro le spalle, - riconosce l'altro.
- Quello che mi interessa di Sanders e dei ragazzi come
lui, - riprende Coniglio, mentre Bernie corre allegramente
lungo il fairway cotto dal sole, scartando fronde e
noci di cocco cadute a terra, -  che una volta ne ho avuto
un piccolo assaggio. Sport. Tutti che ti applaudono, che ti
amano. Che vogliono un pezzetto di te.
- Si capisce che l'hai avuto, il tuo assaggio.  una cosa
che resta appiccicata addosso. Basta vedere il modo in cui
maneggi la mazza. Temo per che tu sia andato a finire
dietro la palma. Ovvero in stymie, amico mio -. Bernie
ferma il cart un po' troppo vicino alla pallina perch lui
possa sentirsi a suo agio.
- Forse riesco ad aggirarla con un hook.
- Lascia perdere. Tirala fuori con un chip. Lo sai che
cosa dice Tommy Armour: in una situazione del genere
mantenere la calma e puntare al green con il colpo successivo.
Non tentare un miracolo.
- Be', tu sei gi lass, pronto per un bogey senza rischi.
Lasciami provare -. La palma  una di quelle il cui
tronco sembra una treccia gigante. Con un lieve fruscio
gli alita addosso il suo odore vago, che assomiglia a quello
di un accogliente solaio pieno di vecchi compiti scolastici
e di lettere d'amore, tutti incartapecoriti. C' tantissima
morte, in Florida, a guardar bene. Le palme crescono per
via dei rami inferiori che muoiono e cadono. Il calore del
sole accelera i cicli vitali. Harry assume la sua solita posizione,
con l'anca che tocca quasi il ruvido tronco scaglioso,
aggancia il ferro cinque e si figura l'arco incurvato
del colpo miracoloso, insieme al lieto grido di congratulazioni di Bernie.
Ma in realt la vicinanza dell'albero, e forse anche dell'amico
dentro il cart, gli blocca lo swing, cosicch colpisce
la pallina in un modo tale che quella va a sbattere contro la
cima della palma successiva, sul fairway, cadendo secca nel
rough. Rough che tuttavia in Florida non  uguale a quello del Nord, qui  nient'altro che erba spugnosa e pallida,
un centimetro pi lunga di quella del fairway. Questi percorsi
sono tagliati su misura per vecchi e storpi. Da quelle parti si viene coccolati.
Bernie sospira. - Testone, - dice, mentre Harry risale.
- Che tipi. Siete convinti che il mondo debba dissolversi
a un vostro fischio. Harry sa che l'espressione guy,
tipo,  un modo cortese per dire goy, ovvero gentile,
non ebreo. Il pensiero di poter avere torto, che gli
ostacoli possano non dissolversi a un suo fischio, rinnova
il sordo, intimo senso di catastrofe che lo ha colto all'aeroporto.
Mentre si raddrizza per il terzo colpo - un ferro
otto, secondo lui - la disapprovazione di Bernie gli pesa
sulle braccia, facendolo colpire un po' molle, quanto basta
per togliere lo slancio alla palla e tenerla corta di una decina di metri.
- Mi spiace, Bernie. Fatti il tuo chip e va' al par -. Ma
Bernie il chip lo sbaglia - tutto polsi ancora una volta e
troppo in fretta - per cui fanno sei tutti e due, perdendo
la buca per il bogey di assoluta ordinaria amministrazione
in cui si esibisce Ed Silberstein. Ed  un ossuto contabile
in pensione di Toledo, dai neri capelli dritti sul capo e una
mascella appena sporgente, che gli d l'aria di un sorriso
perenne; sembra che non riesca mai a sollevare la pallina
a pi di dieci metri da terra, ma intanto la tiene in continuo movimento verso la buca.
- Su quella l voi due sembravate Dukakis, - gracchia.
- L'avete soffiata via.
- Non toccarmi il Duke, - ribatte Joe. - Tanto per cambiare
ci ha dato un po' di buon governo. Cosa che i politicanti
di Boston non gli perdoneranno mai -. Joe Gold
 proprietario di un paio di negozi di liquori in una citt
del Massachusetts, Framingham. E robusto e rossiccio e
porta degli occhiali cos spessi che i suoi occhi sembrano
sempre sul punto di scappare da due piccole bocce per pesci,
guizzando qua e l. Lui e sua moglie Beu - che sta per
Beulah - sono dei vicini di condominio molto silenziosi,
tanto da domandarsi che cosa facciano, nell'appartamento
vicino: qualcosa che non produce mai il minimo rumore.
- Ma al momento buono  andato in vacca, - ribatte
Ed. - Avrebbe dovuto alzarsi e dichiarare: Certo, sono
un progressista e sono orgogliosissimo di esserlo.
- Gi, e come sarebbe andata nel Sud e nel Midwest? -
chiede Joe. - Per non dire in California e in Florida, con
tutte queste vecchie scorregge che non vogliono sentirsi
dire altro che Basta tasse?
- Un disastro, - riconosce Ed. - Ma i loro voti non li
avrebbe avuti comunque. La sua unica speranza era di
mettere in movimento i poveri. Lascia perdere quel tiro,
Angstrom. E meno di un metro. Ti ho gi segnato il tuo sei.
- Ho bisogno di fare pratica, - ribatte lui, colpendo e
rimanendo l come un allocco a guardare la pallina che scivola
sul bordo di sinistra. Non  la sua giornata. Ne avr
mai un'altra buona? Cinquantacinque anni e passa. Persino
suo figlio non sopporta di stare nella stessa stanza con
lui. Ruth una volta lo chiamava Mr Morte.
- Puntava sui democratici reaganiani, - continua Joe,
in vena di spiegazioni. - Solo che non esistono, sono soltanto
dei burini fatti e finiti. Adesso che sto qui al Sud,
la questione mi  pi chiara. Dipende tutto dai neri. Centotrent'anni
dopo Abe Lincoln i repubblicani hanno avuto
il voto dei razzisti, che pesa pi di quanto possa permettersi
qualsiasi candidato presidenziale democratico in
assenza di una depressione di dimensioni super o di un
casino monumentale come il Watergate. Ollie North non
conta niente. E non ha contato niente neanche il fatto
che Reagan fosse un cervello di gallina. Diciamo le cose
come stanno: la gran massa di questo paese ha una paura
mortale dei neri.  l'unica vera questione che ci troviamo a fronteggiare.
Dopo quell'episodio con Skeeter, vent'anni fa, Coniglio
nutre sentimenti misti nei confronti dei neri, per cui, ogni
volta che l'argomento si presenta, tende a tenere a freno
la lingua, per non correre il rischio di tradirsi, in un modo
o nell'altro. - Che cosa ne dici tu, Bernie? - chiede dunque,
mentre stanno osservando gli altri due partire per il
secondo tee, un par tre di centotrenta metri oltre lo stesso
laghetto schiumoso. Secondo lui Bernie  il pi saggio dei
tre, il pi flemmatico e il pi lento a parlare. Non si  mai
ripreso completamente da un'operazione a cuore aperto che
gli hanno fatto qualche anno prima. Si muove in maniera
maldestra, ha l'enfisema, un accenno di gobba e l'aspetto
flaccido dell'ex grasso che  dimagrito per ordine del medico.
Non ha una buona cera, il labbro inferiore, visto di profilo,  cascante.
- Secondo me, - risponde, - Dukakis ha cercato di fare
un discorso intelligente agli americani e noi non siamo
pronti. Bush, invece, ci ha parlato come se fossimo una
massa di deficienti e noi ci siamo bevuti tutto. Pensa un
po': l'impegno alla Lealt. Alla lettera. Ti pare possibile
una cagata del genere, al giorno d'oggi? Ailes e gli altri
l'hanno trasformato in uno spot per la birra: si va sulla
montagna. E l'ultima frase Bernie la canta, con voce tremula
ma commovente e sincera. Coniglio  impressionato
dalla capacit che hanno gli ebrei di cantare e danzare, di
abbandonarsi all'istante. Durante il seder di Pasqua cantano.
Lo sa perch una volta Bernie e Fern li hanno invitati,
un aprile, subito prima di ripartire per il Nord. La pasqua
ebraica. Passover, la chiamano. Ovvero, l'angelo della morte
 passed over. Passato. Andato. Prima di allora Harry
non aveva mai capito il significato della parola. Allontana
da me questo calice. - Secondo me, - conclude Bernie, - per
Bush le possibilit sono due: o credeva a ci che stava dicendo
o non ci credeva. E non so quale delle due sia pi
terrorizzante.  quello che noi definiamo un pisher.
- Dukakis sembrava sempre seccato per qualcosa, -
butta l Coniglio. E il massimo cui pu arrivare sulla via
di ammettere che tra tutti e quattro  stato l'unico a votare per Bush.
Forse Bernie lo capisce. - Dopo otto anni di Reagan, -
replica infatti, - secondo me la gente seccata avrebbe dovuto
essere di pi. Se mai in questo paese si riuscisse a far
votare i poveri, ci sarebbe il socialismo. Invece la gente
ha soltanto la ricchezza in testa. Il genio del sistema capitalistico
sta tutto l. O si  ricchi o si desidera esserlo o si
pensa che sarebbe giusto esserlo.
A Coniglio, Reagan piaceva. Gli piacevano la sua voce
fosca, il sorriso, le spalle grosse, il modo in cui continuava
a ciondolare la testa durante le lunghe pause, il modo in
cui dribblava sui fatti concreti, sapendo che al governo
importava ben altro, e il modo in cui riusciva a fare lo
slalom nel momento stesso in cui dichiarava che avrebbe
tirato dritto, togliendosi da Beirut, facendo il carino con
Gorby, ingigantendo il debito pubblico. Lo strano era
che, se si eccettuavano i poveracci, sotto di lui il mondo
era diventato migliore. I comunisti erano andati in crisi,
a parte in Nicaragua, ma anche l li aveva messi sulla difensiva.
Aveva il tocco magico, il vecchio Ronald. Era un
uomo dei sogni. - Sai, - azzarda, - con Reagan era come essere sotto anestesia.
- Hai mai fatto un'operazione? Una vera, voglio dire.
- Non esattamente. Le tonsille da ragazzino. L'appendice
quando ero militare. Me l'hanno tolta caso mai fossi
stato spedito in Corea. Ma non mi ci hanno mai mandato.
- A me tre anni fa hanno messo un by-pass quadruplo.
- Lo so, Bern. Mi ricordo che me l'hai detto. Ma adesso hai un aspetto magnifico.
- Quando si esce dall'anestesia, fa un male boia. Non si
riesce a credere che sia possibile sopravvivere a un simile
dolore. Per arrivare al cuore tagliano tutta la cassa toracica
fino ad aprirla. Ti spaccano in due come una noce di cocco.
E ti tolgono dalla parte superiore della gamba le vene
migliori che riescono a trovare. Cos, quando ti svegli, oltre
al torace ti fa un male bestia anche l'inguine.
- Wow! - Harry scoppia a ridere fuori luogo perch,
mentre viaggia sul cart guidato da Bernie, Ed, nel suo solito
modo elaborato di preparare il colpo, appoggiando le
mani sul bastone un dito alla volta, come se stesse sistemando
dei fiori, dopo aver guardato cinque o sei volte in
direzione della buca prima di swingare, quasi stesse cercando
di togliersi delle ragnatele o una zecca dal colletto,
durante il tiro ha sollevato lo sguardo, cosicch la palla,
colpita alta,  finita velocissima in acqua, rimbalzando tre
volte prima di affondare e lasciando tre serie di anelli che
si vanno espandendo e intersecando. Cibo per gli alligatori.
- Sei ore sono rimasto sul tavolo operatorio, - sta incalzando
Bernie, rivolto al suo orecchio. - Quando mi sono
svegliato, non riuscivo a muovermi. Non potevo neanche
aprire le palpebre. Ti congelano, in modo che il flusso sanguigno
si riduca a quasi niente. Mi sentivo come se fossi
chiuso in una bara nera. Anzi no. Era come se la bara fossi
io. Dopodich, in mezzo a tutto quel nero sento questa voce,
con un forte accento indiano: era l'anestesista pachistano.
Joe Gold, visto che la pallina del suo socio  in acqua,
cerca di colpire la sua troppo in fretta, per tenerne una in
gioco, arretrando la mazza in due fasi, come gli piace fare,
e poi finendo il colpo con lo swing piatto tipico delle
persone corpulente. Un tiro forzato, che finisce nel bunker incavato sulla destra.
Intanto Bernie sta imitando l'accento pachistano, acuto,
modulato: - Ber-nie, Ber-nie, fa questa voce, che,
te lo giuro, io penso sia quella di Dio. L'opera-zione  anda-ta be-ne.
Harry gliel'ha gi sentita raccontare altre volte, ma ride
lo stesso. E una bella storia, che fa un po' paura, ai confini della morte.
- Ber-nie, Ber-nie... - ripete l'altro. - Come se venisse
dal cielo, rivolta ad Abramo perch sgozzasse Isacco.
- Manteniamo lo stesso ordine? - chiede. Comprende
di essersi reso ridicolo, alla buca precedente.
- Va' prima tu, Angstrom. Secondo me partire per secondo
ti mette troppo in agitazione. Forza. Fagli vedere come
si fa, a quei due rompiballe.
Proprio quello che sperava di sentirsi dire. Preso un
ferro sette, cerca di pensare a cinque cose. Tenere la testa
bassa, trattenere il backswing in modo che non sia troppo
ampio, muovere l'anca quando il bastone  ancora alla
massima altezza, fare un downswing morbido e mantenere
la faccia del bastone allineata alla palla, al punto della
sfera dove un orologio indica le tre e un quarto. Dal fulmineo
modo sibilante in cui la pallina scompare al centro
del suo campo visivo rivolto verso il basso, capisce che il
colpo  stato buono; tutti insieme osservano il puntolino
scuro levarsi alto, rimanere sospeso in quel modo un po'
spettrale che basta per dare la giusta distanza e poi cadere
dritto sul green, un pelo sulla sinistra ma apparentemente
all'altezza della bandierina, con la palla che saltella verso
destra seguendo l'inclinazione a tazza del green. Il mondo sta cominciando a sciogliersi.
- Una bellezza, - deve riconoscere Ed.
- Che cosa ne diresti di un mulligan? - chiede Joe. - Questa volta te lo concediamo senz'altro.
- Che ferro era? - chiede Bernie, uscendo laboriosamente dal cart.
- Sette.
- Quando si ha intenzione di colpire in quel modo, amico mio, sarebbe meglio usare un otto.
- Credi che abbia superato la buca?
- Di un bel po'. Sei sul bordo opposto.
Bel socio. Non c' modo di soddisfarlo. Come Marty
Tothero quasi quarantanni prima. Se gli faceva venticinque
punti in una partita, lui ne voleva quaranta e si metteva
a commentare un tiro ravvicinato che Harry aveva
sbagliato. Uomini simili, il soldato che  in lui, il cristiano
masochista, li rispetta. A rendere molli, a fottere, 
un amore totalmente acritico, come quello delle donne.
- Per me, direi un sei strozzato, - continua Bernie, che,
cercando di cavare qualcosa dal tiro lo alza troppo, rendendolo
tanto corto che, pur superando l'acqua, la palla si
ferma sul bordo, dov' impossibile mettersi in posizione.
- Adesso, da l, un bel chip secco, - dice Harry, incapace
di trattenere una lieve punzecchiatura. E ancora seccato
con Bernie per aver parcheggiato il cart cos vicino quando
voleva tentare quell'hook ponderato.
Bernie accetta di buon grado la punzecchiatura. - Soprattutto
dopo il chip di merda che ho fatto prima, eh? -
dice, incuneando a fatica nel cart il suo vecchio corpo
sgonfiato e ingobbito dopo che Harry si  sistemato al
volante. Chi finisce sul green si guadagna il diritto a guidare.
Harry si sente ringalluzzire: adesso quei due fessi
li sistemano loro. Supera l'acqua su un ponte di legno
ad arco, con due strisce di gomma stese sulle travi. - Da
dove sei, - gli suggerisce Bernie mentre smontano, - il
green  in discesa. Un putt troppo forte e passi la buca di qualche miglio.
Con la palla in acqua, Ed  fuori gioco. La posizione
di Bernie sul bordo ripido  cos goffa che la prima volta
manca la palla, allo swing successivo la scheggia e alla fine
rinuncia. Il rossiccio Joe Gold, invece, pienamente a
suo agio, sfrega i piedi a terra per piantarsi bene e riesce a
esplodere una cannonata che lo fa uscire dal bunker. Con
il consiglio di Bernie che gli rode dentro, interferendo con
l'istinto, Harry accarezza in maniera esitante il putt di approccio,
con il risultato di tenerlo corto di oltre un metro.
Lo segna con un marker Valhalla Village, mentre Joe va
al suo bogey da due putt. Procede con calma, lasciando a
Harry un tempo eccessivamente lungo per studiare il suo
tiro da un metro. Prima vede un passaggio, poi non lo vede
pi. Cercando di evitare di alzare troppo sulla sinistra
come ha fatto all'ultima buca, sbaglia il putt buono per il
par, che invece era fattibilissimo, passando un paio di centimetri
a destra della buca. - Figlio di un figlio di troia, -
esclama. La delusione gli preme cos forte da dietro gli occhi
da fargli temere di scoppiare in lacrime. - Sul green in una e poi tre putt di merda.
- Succede, - commenta Ed, segnando il quattro con la
sua consumata cerimoniosit da contabile. - Buca pari.
- Mi spiace, Bern, - dice Harry, rimontando sul cart dal lato del passeggero.
- Ti ho fatto andare in confusione, - replica il socio.
- Avrei dovuto tenere la bocca chiusa su questa questione
del green in discesa -. Quindi libera dall'involucro un altro
sigaro e, premendo il pedale, si allunga sul sedile come
per affrontare una giornata lunga.
E decisamente non buona per Harry. Il sole della Florida
non sembra tanto una cosa unica, sospesa l in alto,
quanto un complesso di riflettori ad arco capaci di seguirti
ovunque con un'uniforme illuminazione bianca. Anche
sotto le palme e appena a ridosso della barriera di pini alti
quattro metri che separa il Village dal resto del mondo,
arriva sempre a scoprirlo, arrossandogli la punta del naso
e cuocendogli l'avambraccio e il dorso della mano non
guantata, che appare gi punteggiato da piccole chiazze
bianche di cheratosi. Harry si porta dietro nella sacca da
golf un tubetto di crema solare fattore 15, ed  sempre
l che se la spalma addosso, ma l'ultravioletto riesce comunque
a filtrare, arrostendogli le cellule squamose fino
a ridurle a cancro della pelle. I tre con cui gioca, invece,
non usano mai niente, riuscendo soltanto a farsi una bella
abbronzatura tranquilla, neanche la calotta pelata della
testa di Bernie, liscia come un uovo di struzzo e con sopra
soltanto qualche macchiolina, che mette in mostra quando
si piega sui colpi con quella sua orrenda posizione a spostamento
inverso e piedi incollati. Oggi, questa costante
imbranataggine dell'amico, meccanicamente ripetuta
- colpi corti, chip scheggiati - Harry la avverte come un
peso: in realt non  che lo sopporti mai proprio del tutto,
si chiede sempre come sia possibile che una persona
che trasuda sofferta saggezza come lui non impari niente
di golf, e non sembri nemmeno provarci. Ci vede soltanto
un gioco, pensa, un modo per ammazzare il tempo sotto
il sole in questa fase della vita. Bernie  stato un ragazzo
e poi un uomo capace di fare soldi e figli (un negozio
di tappeti nel Queens, due figlie che hanno sposato dei
tipi solidi e un maschio che  andato a Princeton e alla
Wharton School di Filadelfia, diventando uno specialista
di Wall Street nel contrastare le Opa) e ora  arrivato al
capo opposto dell'arcobaleno della vita, ed  cos che fa:
sopporta il pensionamento sotto il sole della Florida esattamente
come ha sopportato tutta la vita, succhiandone
lo stesso gusto acre di sigaro umidiccio.
Nel gioco non vede quello che ci vede Harry, l'infinito,
l'opportunit di un eterno miglioramento. Anche
se a dire il vero l'opportunit ormai non ce la vede pi
nemmeno lui. Intorno all'undicesima buca - una buca par
cinque che Harry rende inutile al secondo colpo, con un
legno quattro, a causa di un tiro tanto aperto che finisce
in avvitamento nel cortile laterale di un condominio, tra
bidoni di plastica per la spazzatura e una lastra di cemento
con dei pali ficcati dentro che reggono un rugginoso
stendibiancheria in acciaio (un pastore tedesco legato gli
abbaia contro, sporgendosi e tirando il filo metallico fino
a farlo vibrare, mentre Joe Gold e Ed Silberstein ridacchiano,
pigramente appiattati nel loro cart e Bernie
affonda ancora di pi in s stesso con un'espressione
cupa), provando prima a droppare il fuori limite con un
quattro, mentre il cane continua ad abbaiare senza tregua,
poi facendo oscillare un ferro tre con tale forza che
zappa il terreno una quindicina di centimetri pi indietro,
sparandosi sabbia su tutte le scarpe e sul dorso delle
calze, mentre con il ferro successivo spedisce la pallina
in un'aiuola di azalee vizze e con poche foglie, accanto
al dodicesimo tee, con il risultato che deve nuovamente
droppare, per un colpo che per gli fa superare tutto il
green con un chip (e a questo punto tutti e tre i compagni
di gioco mantengono un silenzio agghiacciato, scossi,
dispiaciuti per lui, anzi, un accidente, con ogni probabilit
si stanno divertendo un mondo), per spedire infine
la pallina dalla sabbia contro il bordo del bunker, da dove
torna indietro rotolando lentamente, e decidendo di
mollare, furibondo, facendosi persino male al ginocchio
quando, dopo aver dato fondo a tutto il proprio repertorio
di imprecazioni, calpesta di lato il rastrello per la
sabbia - insomma, dopo quella buca, partita e giornata
cominciano a deprimerlo. L'erba ha un aspetto untuoso
e irreale; una palma su due sta morendo per la siccit e
lascia cadere certe rigide fronde brunastre; i condomini
fiancheggiano il fairway come tanti alti vespasiani con
decorazioni in stucco; persino il cielo, dove di solito gli
occhi possono trovare sollievo, appare lordato dalle scie
dei jet che si vanno allargando piano piano, rarefacendosi
fino a diventare indistinguibili dalle pure nuvole di Dio.
Le ore si accumulano, il mezzogiorno arriva e se ne
va, i riflettori ad arco cominciano ad attenuarsi, ma il
riscaldamento  stato alzato di qualche tacca. Finiscono
a un quarto alle tre, con lui e Bernie sotto di venti dollari
a testa: entrambe le met di un nassau da cinque dollari,
pi le diciotto complete e un rilancio sulle seconde
nove buche che hanno perso. - Ce li riprendiamo la
prossima volta, - promette al socio, senza per crederci pi di tanto.
- Oggi non eri in te, amico mio, - ammette Bernie. - Hai
qualche guaio con la ragazza o roba del genere?
Sempre arrapati, questi ebrei. Una volta ha letto un articolo
sulla storia Hollywood e sul loro correre dietro alle
donne. Harry Cohn, Groucho Marx, i fratelli Warner,
tutti scatenati per via del sole, le piscine e tutte queste
shikse del Midwest che avrebbero fatto qualsiasi cosa
pur di diventare delle star del cinema - tipo partecipare
a orge o fare un lavoretto orale a un mogol dello showbiz
mentre sta parlando al telefono. Eppure questi suoi compagni
di golf sono sposati con la stessa donna da quaranta,
cinquant'anni, donne dalle formidabili capigliature
tinte, con rotoli di grasso ai polsi e certe braccia rotonde,
che quando le si incontra a pranzo completamente tirate
a lucido non la smettono mai di parlare, mentre Bernie,
Ed e Joe se ne stanno seduti al loro fianco in silenzio,
sorridenti, come se tutto questo blaterare delle loro donne
equivalesse ad altrettanto sesso, e forse  veramente
cos: pepe, vita. Come fanno? La vita la indossano come
un vestito fatto su misura: gli sta a pennello. - Credo di
averti detto, - dice a Bernie, - che abbiamo in visita mio figlio e i suoi.
- Ecco dove sta il problema, Angstrom: ti sentivi in colpa
per essere in giro con noi a fare lo scavezzacollo mentre
avresti dovuto stare l a intrattenere i tuoi cari.
- S, intrattenerli. Sono arrivati soltanto ieri e gi fanno
il muso. Si annoiano. Vorrebbero che abitassimo attaccati a Disney World.
- Portali ai Jungle Gardens. Su a Sarasota, sulla 41, dopo
il Ringling Museum. Fern e io ci andiamo due o tre volte
ogni inverno e non ci annoiamo mai. Potrei star l delle ore
a guardare quei fenicotteri che dormono. Come faranno?
In equilibrio su una zampa lunga sessanta centimetri pi
sottile del mio dito -. E ne solleva uno, che comunque 
piuttosto grosso. - Pi sottile di cos, - giura.
- Mah, Bernie, non so. Quando ci sono io, mio figlio si
comporta come se non volesse che i miei nipoti passassero
del tempo con me. Il piccolo ha quattro anni, mi  abbastanza
estraneo, ma con la bambina potrei starci bene.
Ha quasi nove anni. Pensavo persino che farle fare un giro
con il cart, una volta, farle provare qualche colpo. O magari
affittare un Sunfish, Ed, se tuo figlio, gi al Bayview,
potesse registrarmi come ospite.
Stanno bevendo tutti e quattro una birra con accompagnamento
gratuito di stuzzichini al Club Nineteen, di
fianco al Pro Shop, al piano terra del palazzo A del Valhalla
Village. Il buio dell'interno - pannelli e travi scure,
nello stile di un pub inglese -  ulteriormente infittito
dalla luminosit tropicale dell'esterno, con i tavoli bianchi
rotondi sotto gli ombrelloni con la scritta Coors.
Si sente lo scroscio dell'acqua della piscina, piazzata tra
i palazzi A e B, e il pulsare di un generatore che si trova
dall'altra parte del muro, dopo le toilette, i bersagli per
le freccette e i videogame. Di notte ogni tanto gli sembra
di sentirlo anche attraverso tutti gli appartamenti che ci
sono in mezzo, i tappeti, i condizionatori, le conversazioni,
i materassi, la tappezzeria color pesca. Il rumore
riesce chiss come a torcersi per aggirarli, rimanendo appiccicato
alle pareti ed entrando dal finestrone scorrevole
di casa sua, attraverso la fessura lasciata aperta per far
passare l'aria del Golfo.
- Non c' problema, - risponde Ed, mentre intanto
fa il totale degli score. - Basta che ti presenti al banco
e chiedi di Gregg Silvers. Si fa chiamare cos, non chiedermi
perch. Ti faranno attraversare l'atrio e scendere
negli spogliatoi. Sconsiglio caldamente di entrare nell'atrio
in costume da bagno...  un comportamento che
cercano di impedire. C' un giorno preciso in cui posso
dirgli di aspettarti?
Harry ha l'impressione che si tratti di un favore pi
grosso di quanto pensasse, una cosa pi seria di quanto sia
il caso. - Venerd, magari, - risponde. - Gregg ha bisogno
di saperlo con certezza? Domani pensavo che potremmo
andare su verso Sarasota.
- Ai Jungle Gardens, - insiste Bernie.
- Al Lionel Train Museum, - ribatte Joe Gold. - Ed
esattamente di fronte al Ringling Museum c' il Bellm's.
Auto e Musica di Ieri, mi pare si chiami. Pi di mille apparecchi
musicali, ti immagini che roba? Auto antiche a
partire dal 1897. Non sapevo nemmeno che a quei tempi
ci fossero gi. Tu sei nel ramo auto, no, Angstrom? Tu e
tuo figlio. Perderete la testa tutti e due, l dentro.
- Non so, - attacca lui, cercando di trovare il modo
giusto per descrivere la curiosa nube che si porta dietro
Nelson, una nube che riesce a far piovere ogni volta che
escono insieme per cercare di svagarsi.
- Interessante, Harry, - osserva Ed. - Dandoti un sette
all'undicesima, dove hai rinunciato - due sopra il par,
secondo handicap - e un sei di stima alla sedicesima, dove
hai mandato due palline in acqua, non arrivi comunque a
novanta. Non hai poi giocato cos male come sembrava.
Spreca un po' meno drive e ferri lunghi e starai sempre sugli ottanta.
- Non c'ero con la testa, non riuscivo a sciogliermi, -
ribatte lui. - Non lasciavo correre -. A questi saggi ebrei
avrebbe da porre una domanda improponibile: E che mi
sapete dire della morte? Invece chiede: - Ehi, a proposito, e quel jet della Pan Am?
Segue un attimo di silenzio. - Dev'essere una bomba, -
dice infine Ed. - Schegge di acciaio che hanno attraversato
il cuoio dei bagagli, relitti sparsi sulla Scozia per cinquanta
miglia: dev'essere stata per forza una bomba.
- Sono loro ancora una volta, - sospira Bernie, - gli Shiitehead'.
- Arabi, - conferma Joe Gold. E un lampo di patriottismo
gli illumina gli occhi esitanti. - Una volta che ne
avremo la prova, gli F-111 torneranno a sorvolare la Libia.
Mentre bisognerebbe fare una volta per tutte un'incursione
aerea sull'Eyeran per ficcarlo in culo al vecchio ayatollah.
Ma le loro lingue sono meno rapide del solito. Harry li
ha messi a disagio con quella che nelle sue intenzioni non
era affatto una domanda di natura politica. Con gli ebrei,
tutto quello che compare sui giornali rimanda a Israele.
- Voglio dire, - precisa, - come diavolo pensate che sia?
Cio, trovarsi l con l'aereo che esplode?
- Mah, secondo me uno si sveglia.
- Non hanno sentito niente, - replica invece Bernie,
che ha avvertito il suo stato di agitazione. - Zero.  una
cosa troppo rapida.
- Lo sai che cosa dicono gli israeliani, vero, Angstrom? -
fa Joe rivolto a lui. - Se proprio ci tocca avere dei nemici,
meno male che sono arabi.
 una battuta che ha gi sentito, ma si sforza comunque di ridere.
- Credo che Angstrom avrebbe bisogno di un nuovo socio, - dice Bernie. - Io lo deprimo.
- Non sei stato tu, Bernie. Ero gi depresso quando sono arrivato.
Il Club Nineteen offre un meraviglioso assortimento di
stuzzichini in coppette di porcellana con il monogramma
del Valhalla Village, due V blu intrecciate. Non soltanto
arachidi, mandorle e nocciole tostate, ma anche dei piccoli pretzel, semi di zucca salati e certi fiocchetti compatti
che ricordano il grano soffiato, ma che in bocca, nel delizioso
istante in cui la lingua indugia prima che vengano
stritolati tra i molari, risultano pi delicati e croccanti.
Sebbene i suoi tre compagni prendano soltanto qualche
rado assaggio di questo misto di amidacei salati, la coppetta
ci mette poco a vuotarsi: a farne fuori l'ottanta per cento  lui, Coniglio.
- Quella merda  piena di sodio, - lo ammonisce Bernie.
- S, ma fa bene all'anima, - ribatte Harry, l'osservazione
pi religiosa che si azzardi a fare. - Chi  pronto per un'altra
birra? - domanda poi. - Questa volta offre chi ha perso.
Comincia a sentirsi espansivo: l'umor nero si sta dissipando
come uno schizzo di inchiostro in un leggero solvente
alcolico. Quindi fa cenno al cameriere, chiedendogli di portare,
insieme ad altre quattro birre, un nuovo assortimento
di stuzzichini. Il cameriere, un giovane latinoamericano
con l'aria da fauno, con un orecchino pi grosso di quello
di Nelson e una catenella d'oro a entrambi i polsi, annuisce
con espressione timida. Harry deve sembrargli enorme,
minacciosamente bianco e rosa, oltre che tumido di acqua
ritenuta dal sodio. Devono sembrargli chiassosi tutti e quattro,
e potenzialmente indisciplinati: brutti vecchi gringos.
Un altro spruzzo d'inchiostro. Harry si sente di nuovo pesante.
I bei momenti, in Florida, non sono mai belli come
i pomeriggi alcolici che passava nel vecchio club nella Diamond
County, il Flying Eagle, prima che Buddy Inglefinger
sposasse quell'hippy matta e allampanata di nome Valerie,
trasferendosi a vivere a Royersford, prima che il lupus di
Thelma Harrison peggiorasse al punto che non si era pi fatta
vedere in giro, prima che Cindy Murkett diventasse grassa e
che Webb divorziasse da lei, con il risultato che erano spariti
tutti quanti. L in Florida le persone stanno attentissime,
chiss mai che per effetto di un paio di birre possa capitare
di cadere e di rompersi un'anca. L'intero stato  fragile.
- Il tuo ragazzo gioca a golf? - gli chiede Joe.
- Non esattamente. Non ha mai avuto la grinta. O il
tempo, dice lui -. D'altra parte, potrebbe aggiungere, suo
padre non lo ha mai veramente invitato.
- Che cosa fa per divertirsi? - chiede Ed. I suoi tre compagni,
finalmente lo capisce, stanno facendo di tutto per
mostrarsi gentili con lui. Ordinando un altro giro di birre
ha spinto lo spirito cameratesco della diciannovesima buca
oltre il punto in cui comincia a costare fatica. Le anziane
mogli, cos sexy, li stanno aspettando. Lettere di figli da
leggere, rispettosi quanto prosperi. Interessi da sommare.
Torah da studiare.
- Mah, - risponde lui. - Se la fa con un branco di balordi
di Brewer, del tipo scapolo allegro. Non lo vedo mai
divertirsi un granch. Gli sport non gli sono mai piaciuti.
- Da come ne parli, - dice Bernie, - sembrerebbe lui il
padre e tu il figlio.
Harry annuisce con entusiasmo: la spinta della seconda
birra gli d quasi una visione. - S, e un figlio delinquente
per di pi. Ecco come mi giudica: un vecchio delinquente
dall'aria giovanile. Sua moglie ha un atteggiamento pessimo -.
E questa da dov' saltata fuori? E vero? Aiutatemi,
amici. Ditemi come avete fatto a superare sesso e morte
in modo che non vi angoscino pi. - Sembra in crisi tutta
la famiglia, - continua. - Persino i due bambini. Non so
che cosa ci sia sotto.
- E tua moglie non lo sa?
Quella stupida. Harry ignora la domanda. - Proprio
ieri sera ho cercato di fare una chiacchierata amichevole
con il ragazzo e lui non ha fatto altro che dire cazzate sulle
Toyota. La ditta che ci d da mangiare, che ha impedito
che lui stesso, suo padre e quel tirabidoni di suo nonno
diventassero dei barboni, e lui non fa altro che lamentarsi
che le Toyota non sono Lamborghini! Cristo, come  finita
in fretta questa birra! Sembrava di essere nel deserto del Gobi.
- Non  il caso che prendi un'altra, Harry.
-  meglio che tu vada a casa a raccontare ai tuoi del
Bellm's. b-e-l-l-m-'S. Lo so: sembra che io non sia capace
di pronunciare bene le parole. Tutte le auto d'epoca che
riesci a farti venire in mente. Da prima ancora che esistesse
il volante. Prima delle marce, persino.
- Se devo essere sincero, ragazzi, io non sono mai andato
particolarmente matto per le auto. Le guido, le vendo,
ma sono una cosa che non ho mai veramente capito. Per
me sono tutte uguali. Magnifiche se vanno, altrimenti dei
rottami -. I suoi compagni si stanno alzando.
- Voglio vederti l, domani pomeriggio, con la tua nipotina.
A insegnarle i primi passi. Testa bassa, avvio lento.
E stato Bernie a parlare. Ed Silberstein aggiunge: - Lavora
per accorciare quel backswing, Harry. Tutto quel movimento
sopra le spalle non serve a niente. La posizione
giusta per colpire  qui, esattamente all'altezza del pisello.
Il miglior consiglio che io abbia mai avuto da un giocatore
di golf professionista  stato proprio questo: Immagina di
colpirla con il pisello.
Hanno colto la sua muta richiesta di aiuto, di conforto:
 per lui che stanno diventando ancora pi ebrei, gli sembra,
mentre se ne resta li seduto.
Bernie si  appoggiato al tavolo per alzarsi e ora torreggia
su di lui con la sua pelle grigia, le sue pappagorge flosce,
piene di ombre. - Noi abbiamo un'espressione, - dice,
guardandolo dall'alto. - Tsuris. E a me pare proprio che tu
abbia un po' di tsuris. Non ancora in pieno sviluppo, non
gehoketh tsuris, ma comunque tsuris.
Piacevolmente stordito dall'alcol, il torace che gli manda
qualche fitta sullo sfondo, la punta del naso che comincia
a sentirsi bruciata dal sole, Harry non ha nessuna voglia
di muoversi, anche se tutto il mondo intorno a lui  in movimento.
Due pretenziosi studentelli di college che hanno
continuato a incalzarli da vicino tutto il pomeriggio, hanno
finito anche loro e stanno facendo strepitare i videogame
vicino alle toilette: wrang, zing, fii, bleah. Multicolori
automi animati appaiono e scompaiono sullo schermo.
Harry vede le proprie dita bianche, con le grosse mezzelune
sulle unghie, immergersi con aria assente nel fondo
della coppetta, quasi stessero cercando di raccogliere le V
intrecciate. Le porcherie sono state completamente divorate.
Ma, nel ricordo, non riesce a essere completamente
sicuro che il cameriere ne abbia mai portate altre.
Joe Gold, i capelli che formano una gran criniera rossiccia,
gli occhi, ingranditi dalle lenti, che schizzano qua
e l negli occhiali di vaga forma squadrata si china un po'
in avanti, come se stesse di nuovo piantando i piedi nel
terreno molle, e dice: - Senti questa barzelletta ebraica.
Abe incontra Izzy dopo tanto tempo che non si vedono.
Quanti figli hai? gli chiede. Neanche uno, risponde
quello. Neanche uno! fa lui. E allora come fai a procurarti qualche fastidio?
La loro risata sembra accelerata, come l'azione in uno
spot della birra. La loro allegria, nel suo innaturale unisono,
cela un ammonimento per lui: ha sprecato la giornata,
adesso deve spicciarsi, correre per mettersi in pari, come
quando si scapicollava a scuola, in ritardo, avvertendo un
sommovimento acquoso al ventre. Gli altri tre, diretti alle
loro solide sistemazioni domestiche, a mo' di saluto arrivano
fino a pizzicargli il dorso del collo, come per riscuoterlo da un torpore spirituale. l in Florida, pensa, persino
l'amicizia ha un tono di levit, di provvisoriet: l'amico
potrebbe comprare in qualsiasi momento un appartamento
in un altro condominio e andarci a vivere, se non addirittura prendere su e morire.
Le mazze vengono lasciate al Pro Shop, come le scarpe.
Coniglio si avvia nei suoi mocassini, talmente logori
che i piedi ci sguazzano senza apparentemente toccare il
cuoio; attraversa il parcheggio, un pezzo di vialetto a strisce
e uno di quei complicati spartitraffico coperti di moquette
verde da esterno e raggiunge finalmente l'ingresso
del palazzo B. Usa la sua chiave e digita il podice sul pannello
ficcato nell'angusto spazio da dove due telecamere a
circuito chiuso lo stanno osservando, quindi apre la porta
tirandola a s - non produce un ronzio: fa ding ding ding
come un camion dei pompieri che va a marcia indietro -
e prende l'ascensore che porta al quarto piano. Al 413, la
sua casa lontano da casa, Janice, Pru e i bambini stanno
giocando a Hearts, o almeno tre di loro: Roy tiene strette
nel pugno le sue carte e la madre gli dice che cosa fare e
quali scartare. Sul suo volto  dipinta un'espressione rannuvolata,
come se quel pomeriggio gli avesse riservato soltanto
frustrazioni e delusioni. Tutti e quattro accolgono
Harry come se fosse venuto alla riscossa per salvarli dalla
noia, ma lui si sente cos abbacchiato che ha voglia soltanto
di stendersi, lasciando sprofondare il corpo nel nulla.
- Dov' Nelson? - chiede.
Non  la domanda giusta, almeno non davanti ai bambini.
Janice e Pru si scoccano un'occhiata reciproca, ed 
poi la seconda a rispondere: - E fuori con l'auto a sbrigare
qualche faccenda -. l in Florida hanno un'auto sola,
la Camry: la Celica di Harry rimane a Penn Park. Ma a
loro basta, visto che quasi tutto ci di cui hanno bisogno
- alimentari, giornali, taglio dei capelli, costumi da bagno,
palle da tennis -  reperibile all'interno del complesso
del Valhalla Village. L'ometto che rifornisce la cambusa,
nel palazzo C, pratica prezzi da aeroporto, per cui di solito
Janice fa una grande spesa una volta alla settimana al
Winn Dixie di Pindo Palm Boulevard, a meno di un chilometro
da li. Circa una volta alla settimana, poi, vanno in
banca, nel centro di De Leon, in una piazza a due isolati di
distanza dal lungomare, dove si sente sempre suonare una
musica da ascensore, sia dentro sia fuori: devono aver nascosto
degli altoparlanti tra gli alberi. Pi o meno un paio
di volte al mese, infine, vanno al cinema nel multisala di
un gigantesco centro commerciale in Palmetto Palm Boulevard,
a tre chilometri da l Ma passano giorni e giorni in
cui l'auto se ne sta li nel suo spazio a riempirsi di ruggine
e chiazze bianche di cacca di uccello.
- Che razza di faccende ha da sbrigare?
- Oh, Harry, - replica Janice. - Le cose che possono servire
sono tante. Il tipo di birra che comperi tu, per esempio,
non  di suo gusto. E usa anche un diverso tipo di filo
interdentale, piatto invece che rotondo. E poi andare in
giro in auto gli piace: qui dentro lo prende la claustrofobia.
- Ci prende a tutti, - ribatte Harry. - Ma non per questo
la maggior parte di noi si mette a rubare automobili.
- Sei distrutto. Hai perso?
- Come hai fatto a capirlo?
- Perdi sempre. Gioca con questi tre ebrei, - spiega Janice
alla nuora, - che ogni volta gli portano via venti dollari.
- Non essere cos piena di pregiudizi. Sembri tua madre.
E per tua informazione, vinco altrettanto.
- Per io non te lo sento dire mai. Quelli l continuano
a dirti quanto sei bravo e intanto ti portano via i soldi.
- Parli proprio da idiota, uno di loro ha perso anche lui
venti dollari assieme a me. Il mio socio.
Con grande serenit, proprio come faceva sua madre,
non rivolgendosi a nessuno in particolare, lei ribatte: - Probabilmente
glieli restituiscono: sono tutti in combutta.
Ma lui capisce che simili sgradevoli assurdit le sta dicendo
per distrarre l'attenzione dalla maleducata e misteriosa
assenza di Nelson.
- Nonno, - dice Judy, - vieni a prendere le carte di Roy
e gioca tu. Non sa nemmeno come si tengono in mano, e disturba.
E Roy conferma disciplinatamente l'affermazione buttando
le carte sul tavolo rotondo di vetro, proprio come
questa mattina ha buttato via il cucchiaio. - Non sopporto
di giocare a carte, - dichiara con curiosa precisione, come
uno di quei bambolotti di una volta, che tirando una cordicella
sporgente dalla schiena recitavano qualche parola.
Judy gli molla una rapida botta con la mano libera dalle
carte. Lo colpisce di taglio a pugno schiuso sulle spalle e sul
collo, e poi, quando lui lancia uno strillo di autodifesa, gli
spiega: - Hai mandato a monte la mano, cos adesso nessuno
pu pi giocare. Mentre io stavo per chiudere! - Pru le
piglia al volo la mano, bloccandola a palmo in gi sul tavolo,
e con l'altro braccio, coperto di peluria, lunghe ossa cariche
d'amore, attira al seno il bimbo che piagnucola. Visto
questo, Judy esplode in un accesso di gelosia, gli occhi le si
fanno rosa, com' tipico delle donne prima di scoppiare a
piangere, e infine scappa verso la camera dei nonni.
Pru sorride debolmente, anche lei con l'aria distrutta.
- Sono tutti stanchi e nervosi, - dice, da sopra la testa di
Roy, in modo che anche Judy possa sentire.
Janice si alza, per un attimo un po' malferma. D una
botta con la tibia al tavolo di vetro, cosicch, di fianco alle
carte che ha abbandonato, un bicchiere quasi pieno di
Campari oscilla pericolosamente, un piccolo circolo scarlatto
che a Harry fa venire in mente il laghetto in cui 
schizzata la pallina di Ed. Si  rimessa in tenuta da tennis.
Alcune chiazze di sudore asciutto ai fianchi e sotto le braccia
sembrano profili di continenti tracciati su una mappa
molto sbiadita. - Forse li abbiamo impegnati in troppe cose,
- spiega rivolta a lui. - Abbiamo fatto un'enorme spesa,
siamo andati a pranzo da Burger King, siamo tornati qui,
Pru li ha portati a nuotare e a giocare sullo scivolo per due
ore, dopodich Judy e io siamo andate al campo da tennis
a tirare quattro palle.
- Come se la cava? - chiede lui.
Janice ride, come se fosse rimasta sorpresa. - Veramente
fantastica, - risponde. - Diventer una campionessa,
esattamente come te.
Coniglio va in camera sua. Se in casa non ci fosse nessuno
oltre a Janice, si stenderebbe sul letto, consumandosi gli
occhi su qualche pagina del libro di storia che gli ha regalato
lei per Natale, per chiuderli poi al canto dell'uccello che fa
sentire il suo secco cinguettio dalle araucarie, soccombendo
al grave peso dell'esistere. Ma Judy  arrivata prima
di lui al grande letto king-size e al suo copriletto su misura
verde giada. Si  rannicchiata e nasconde il viso. Sedendosi
sul bordo, lui le consente di premergli addosso le ginocchia.
Ne ammira i capelli, nella loro stupefacente perfezione proteinica,
le lunghe ciocche che al sole si schiariscono fino a
diventare di un luminoso color oro scuro. - Meglio riposare
un po' prima del Bingo di questa sera, - dice.
- Se ci viene Roy non vengo, - ribatte lei.
- Non essere cattiva con lui, - le fa. - E un bravo bambino.
- Non  vero. Stavo per chiudere. Avevo gi preso la
regina di picche, e avevo l'asso di cuori, il jack e qualche
altra carta buona, quando lui ha rovinato tutto. E invece
la mamma pensa che sia tanto carino. Si prende tutte le attenzioni
da quando  nato, soltanto perch  un maschio.
-  dura, - riconosce Harry. - Mi sono trovato anch'io
nei tuoi panni, solo che era al contrario. Avevo una sorella
invece di un fratello.
- Non la odiavi? - La bambina libera il volto dalle braccia
conserte e lo guarda dal basso con due occhi verdi che
evidentemente si  sfregata.
- No, - risponde lui. - A essere sinceri, secondo me le
volevo bene. L'amavo, Mim -. La verit di ci che ha appena
detto lo sconvolge: si rende conto di quanto siano poche
le persone che in vita sua ha amato tanto, senza mezzi
termini, senza un fondo di disprezzo, quanto la sua piccola
Mim, tutta pelle e ossa. Il viso sembrava una versione
pi stretta e indurita di quello del fratello, con lo stesso
nasino dritto e il labbro superiore corto. Tranne che era
mora. E femmina.
La stessa melodia trasposta in una chiave completamente
diversa, e tuttavia perfettamente riconoscibile.
Ricorda la presa appiccicosa delle dita della sorella nelle
sue quando pap e mamma li portavano a fare la loro
passeggiata domenicale, su per la montagna fino al Pinnacle
Hotel e ritorno, lungo il margine della cava. Mim
gli si aggrappava, suscitando in lui un senso di protezione
e forse consumando anche quello che avrebbe potuto riservare
alle altre, a tutte le altre femmine. In quanto sua
sorella di sangue, Mim esercitava con scioltezza su di lui
un richiamo che dopo di allora nessun'altra donna  stata
capace di generare.
- Era pi piccola di te o pi grande?
- Pi piccola. Persino pi di quanto lo  Roy rispetto a
te. Ma era una femmina, e le femmine sono meno difficili
dei maschi. Sebbene a modo suo, secondo me, lo fosse
anche lei. Compiuti i sedici anni, ha reso la vita dei miei
genitori un inferno.
- Che cosa vuol dire difficile, nonno?
- Oh, lo sai. Cattivo. Polemico. Ribelle.
- Come il pap?
- Tuo padre non lo considero affatto una persona difficile.
Soltanto, come si dice... molto formalista. La gente
gli d molto pi fastidio del normale -. Persino esprimere
una simile affermazione gli gonfia la lingua e confonde
la mente. - Facciamo una gara, Judy. Tu stai l da quella
parte e io da questa, e vediamo chi si addormenta prima.
- E chi fa l'arbitro?
- Tua madre, - risponde lui, lasciando cadere i mocassini
direttamente dai piedi sul pavimento, oltre il bordo
del letto. Quindi chiude gli occhi a un sole della Florida
degno di un poster, e nel rosso intimo del proprio cervello si vede correre in bicicletta per Jackson Road e poi per
Potter Avenue, con Mim sul manubrio della sua vecchia,
sferragliante Elgin blu, lei sei anni, forse, e lui dodici.
Se urtassero contro una pietra o una buca, lei volerebbe
con lui, e la bici le precipiterebbe addosso, spiaccicandola
sull'asfalto e rovinando per sempre il suo grazioso visino
- il volto di una donna  la sua vera ricchezza -, ma piena
di fiducia in lui la bambina canta; la canzone per non la
ricorda, soltanto vaghi brandelli di parole che gli si accendono
nelle orecchie, mentre i lunghi capelli neri gli frustano
occhi e bocca, rendendo ancora pi pericolosa la corsa
in bici. Le faceva correre dei rischi, ma poi la riportava
sempre a casa. Shoo-fly pie. Era una delle canzoncine che
Mim cantava per casa, giorno dopo giorno, fino a farli diventare
matti. Shoo-fly pie, dolce col ratafi, ti si illumina
lo sguardo e la pancia dice opl. Dopodich strabuzzava
gli occhi in un modo che tutti si mettevano a ridere, il pap,
la mamma e lui.
Sente Judy alleggerire la pressione sul suo fianco e poi,
con l'esagerata furtivit dei bambini, tutta uno scricchiolio,
aggirare i piedi del letto e uscire dalla camera. Sente
lo scatto della porta, sussurri di voci femminili. Un mormorio
che si mescola a un sogno in cui vede un immenso
spazio a forma di mestolo, un anfiteatro, un pubblico per
il quale lui si sta in qualche modo esibendo, anche se, oltre
a lui, nel sogno non c' nessuno, soltanto questo senso di
una presenza, echeggiante, augusta, tremendamente seria.
Si sveglia pieno di spavento, con un filo di bava che
cola da un angolo della bocca. Gli sembra di essere un
tamburo su cui qualcuno abbia appena martellato. Nello spazio del sogno riconosce finalmente la propria cassa
toracica, come se tutta la sua persona fosse diventata il
suo cuore: un uomo a met della vita, impegnato interamente
a soffiare sbuffare pompare, in attesa del fischio
e dell'elevazione suprema. A un certo punto, durante il
sonno, il torace ha attaccato a fargli male, un male rancido,
greve, che lui associa alla mesta cattiva forma con
cui quel pomeriggio ha giocato a golf, incapace di concentrarsi,
di sciogliersi. Si chiede quanto abbia dormito.
Il poster con il sole, le cime delle palme e i remoti edifici
dal tetto rosato, che vede incollato all'esterno della finestra
scorrevole, ha assunto una sfumatura pi intensa, si
 riempito di ombre; i rumori del golf, gli schiocchi secchi
alternati ai silenzi assorti e alle involontarie grida di
trionfo o delusione, si sono attenuati. Nell'aria, fuori, simile
al tremolio di luce - quasi di paillettes - che sovrasta
i depositi di auto usate, uccelli di molte specie stanno
informandosi a vicenda che  venuto il momento di
concludere la giornata. Queste due ore prima di cena una
volta erano quelle in cui il gioco si faceva pi scatenato:
l'ultimo giro di Horse, a un campo solo, sotto il canestro
sospeso appena fuori del garage, nel vicolo; adesso invece
sono diventate il momento del pisolino, via via che lui
tende sempre pi verso terra, con i muscoli che si afflosciano
e il grasso che si accumula. Deve dimagrire un po'.
In soggiorno c' soltanto Judy. Sta passando in rassegna
i canali in silenzio, avanti e indietro. Facce - nere nei Jefferson,
bianche in Casa Keaton - che compaiono improvvisamente
alla vista con espressioni imploranti, svanendo
poi tra visioni di lattine di birra immerse in cascate,
al rallentatore; George Bush che, fucile in spalla, si aggira
per un sottobosco texano; un contadino della Florida
che indica a gesti i propri campi arsi da un incendio; un
detective di Scotland Yard che tiene una piccola conferenza
davanti al diagramma della stiva di un aereo. - Che
cosa sta dicendo? - chiede Harry ma, mentre la domanda
 ancora sospesa nell'aria, ecco che l'immagine  gi
scomparsa, sostituita da un'altra: un tricheco a cui viene
impiantata un'apparecchiatura elettronica per seguirne le
tracce. A eseguire l'operazione  uno strampalato esperto
di protezione del tricheco con coda di cavallo. Spazzato
via anche lui da un vortice di impazienza, personalissimo
della bambina, da un'ingordigia di immagini. - Torna
indietro di due canali, - la prega lui. - Dove parlavano di
quell'aereo della Pan Am.
- E stata una bomba, sciocco, - ribatte Judy. - Per forza.
I bambini sono convinti che gli eventi da titolo di testa
capitino soltanto agli altri. - Cristo, piantala con quel telecomando.
Adesso mi prendo una birra e poi ti insegno
un bel gioco di carte. Dove sono gli altri?
- La nonna  andata al suo gruppo femminile, la mamma a fare un pisolino con Roy.
- E pap... ? - A met della frase gli viene in mente che
non dovrebbe tirarlo in ballo, ma ormai le parole gli sono uscite di bocca.
Judy scrolla le spalle e finisce la frase: - Non  ancora tornato.
Si scopre che lei il rummy lo conosce gi. Infatti lo becca
con in mano una serie di tris che aspettava di mettere
gi non appena avesse avuto il gin. Fregato. Le loro risate
richiamano Pru dalla camera da letto; adesso  in pantaloncini
bianchi, e le sue anche li tendono in tante grinze
verticali. Anche il viso  pieno di grinze prodotte dal cuscino
e lei sembra vagamente stordita e gonfiata dal sonno,
se non da una crisi di pianto. Com' influenzabile la
carne femminile. I piedi sono lunghi e scalzi, con lo smalto
scheggiato. - Che cosa c'? - le chiede Harry.
Scrolla anche lei le spalle. - A cena penso che ci andremo
quando rientra Janice. A Roy dar un po' di composta di mele, per tenerlo buono.
Harry e Judy giocano un'altra mano di rummy, mentre
Pru produce un leggero acciottolio di piatti in cucina e poi
parla con Roy in tono carezzevole. Da quelle parti la sera
arriva senza molte cerimonie: improvvisamente l'aria al
di l del balcone si ingrigisce come per effetto di una leggera
nebbia, attraverso le porte scorrevoli arriva l'odore
del mare mescolato al rumore degli uccelli e il golf non c'
pi.  la pace. Quando Janice torna, Harry  seccato dalla
luce aggressiva che le d sempre il suo gruppo femminile.
- Oh, Harry, voi uomini siete stati tremendi! Non soltanto
noi eravamo considerate schiave, ma tutte queste religioni
patriarcali hanno cercato di riempirci di sensi di colpa
per via delle mestruazioni. Dicevano che eravamo impure.
- Mi spiace, - replica lui. -  stata una cosa veramente poco simpatica.
- Il peccato originale di va era proprio quello, ci ha
spiegato la professoressa, - continua Janice, rivolta solamente
in parte a Pru. - Pi o meno per il fatto che le mele
hanno lo stesso colore del sangue, per non sono riuscita
a seguire il ragionamento fino in fondo.
- va prima ed va seconda, - la interrompe lui, - non
 che per caso state morendo di fame, come me?
- Ti abbiamo comprato un sacco di stuzzichini salutari,
- risponde Pru. - Albicocche secche senza zolfo,
fiocchi di banana senza sale.
-  questo che c' nei sacchetti di plastica? E io che pensavo
che magari era cibo cinese che non dovevo toccare.
- S, - decide Janice. - Andiamo a cena fuori e basta.
A Nelson lasceremo un biglietto. Un vecchio abito qualsiasi,
Pru. Di sera i pantaloncini corti e gli uomini senza
cravatta non sono ammessi.
La Sala Mead, al primo piano del palazzo B, sopra il
Club Nineteen,  un misto di ristorante e sala comune. Da
una parte ci sono i menu con le portate e i prezzi e le cameriere
in tunichetta dorata e gonna corta (a riecheggiare
l'aureo anello del Valhalla che compare qua e l nell'arredamento,
quando l'arredatore se ne ricordava), e c' persino
un sommelier in smoking estivo con appeso al collo
una specie di lucchetto da bici; dalla parte opposta dell'ingresso,
invece, c' una bacheca piena di annunci, volantini
e foglietti colorati che informano su questa o quella serie
di lezioni, conferenze, concerti, balli lisci o documentari di
viaggio disponibili nella zona; nel corso della cena, inoltre,
il mercoled e il sabato, a un altro capo della sala si svolge il
Bingo, su un palcoscenico dove  piazzato un microfono
vagamente nascosto dal bordo di un enorme pilastro che
regge il soffitto a cupola stellato. Il soffitto per parte della
sua estensione  un cielo. Quello stesso spazio concavo
che Harry ha visto in sogno forse non era che questa sala,
evocata unicamente dal bisogno di cibo del suo stomaco.
Con il menu in mano, posto per la millesima volta di fronte
al dilemma di scegliere tra bistecca e vitello, porchetta
e prosciutto, scampi e pettini di mare, pesce spada alla
Cajun e filetto di sogliola ripieno di cozze, funghi e cuori
di carciofi, Coniglio si sente come Marty Tothero.
Su due dei suoi vasti lati il pilastro  decorato con giganteschi
e foschi murali ispirati ai vichinghi: dalla ceramica,
nella sua variet di colori a chiazze, si protendono grandi
spadoni, elmi con le corna, navi dalla testa di drago, ma gli
uomini che manovrano, indossano e governano simili sporgenze
sono inghiottiti in un folle intrico di braccia, gambe
e saette, una sorta di sanguinario lavoro artigianale in nome
della storia. - Settantuno, - intona la lugubre voce maschile
nascosta dietro il pilastro. - Settantuno, - ripete.
Con quei numeri che erompono dagli altoparlanti, portare
avanti una conversazione  difficile. Pru coccola amorevolmente
Roy, riuscendo con mille moine a fargli ingurgitare
una patatina al forno e un unico scampo fritto.
Janice dal canto suo convince Judy a ordinare un'aragosta,
ma poi deve farle vedere come si fa ad aprirla, a spingere
fuori con il dito un grosso pezzo incurvato di carne bianca
dal culo della povera creatura bollita, a succhiare i piccoli
frammenti di coda allo stesso modo in cui si succhiano le
foglie dei carciofi. Coniglio, che ha ordinato una bistecca
ai ferri, riesce a stento a reggere la scena; per lui mangiare
l'aragosta - con le sue tante eteree zampette, gli occhi sugli
steli, le antenne arrostite come tutto il resto -  come
vivere un incubo, una discesa a ritroso nelle brulicanti, arruffate
origini della vita. E granchi, ostriche, conchiglie:
attorno a s, li in Florida, vede vecchi che si ingozzano
di questa roba collosa, fetida, abominevole, affannandosi
per giunta a spiegare a destra e a manca che fa bene, che 
meglio della bistecca e dell'hamburger, ovvero di ci che
abitualmente lui ordina, anche se non gli dispiacerebbero
delle cotolette di porco impanate o del vitello, o un trancio
di prosciutto con sopra un anello di ananas o qualche fettina
di mela cotta a forma di mezzaluna, con un contorno
di patatine belle unte, simili a una sfuggente montagna di
gettoni da poker. Cos viene servito il prosciutto in Pennsylvania.
Da quelle parti invece  impossibile farsi dare
una salsiccia, perlomeno di quelle di porco, piene di spezie,
con cui  cresciuto lui, o un po' di scrapple a bagno nello
sciroppo d'acero, o una torta di mele con dentro una sufficiente
dose di cannella, o se non altro una shoo-fly. Qualche
inverno fa Janice, dopo aver frequentato le riunioni di
un gruppo nutrizionista, era tornata a casa dicendogli che
con tutto quel grasso e quei farinacei si stava intasando le
arterie. Quindi da qualche tempo nel loro appartamento
 tutta una fioritura di insalate, pasta a basso contenuto
calorico e pesce; nella Sala Mead, per, ogni volta che riesce
a metterci piede, Harry pu ordinare quello che vuole.
Per la bistecca bisogna specificare che la si vuole ben
cotta, altrimenti arriva gommosa e al sangue. Disgustosa.
Tutte le cose che saziano e appaiono tanto belle, disgustano
quando l'appetito manca. Carne usa e getta.
Le perfette manine di Judy sono sporche di aragosta.
Sta chiedendo qualcosa alla madre, e Harry vede la bocca
di Pru muoversi in risposta, ma la Voce dall'Alto copre
completamente le loro parole con il suo solenne: - Ventisette. Due sette.
- Che cosa stai dicendo, tesoro? - chiede allora, imbarazzato.
E il suo udito che se ne va oppure la gente parla
in maniera un po' diversa rispetto a una volta, pi in
fretta e a bassa voce? In queste serie televisive con attori
britannici, ci sono interi dialoghi di cui non capisce assolutamente
un cazzo, in particolare quando tirano fuori il
loro slang da quartieri bassi. Non una parola. Come del
resto al cinema, specialmente nelle scene d'amore, quando
i protagonisti, per far vedere al pubblico adolescente
quanto sono distaccati, sputano fuori le parole.
-  preoccupata che il pap non trovi pi niente da mangiare,
- spiega Pru, storcendo la bocca da un lato nella sua
tipica smorfia. Che sia una frase rivolta a lui, un piccolo
lamento che lo invita a cospirare con lei contro Nelson?
Gli scintillanti occhi verdi di Judy si alzano a guardarlo,
ma come aspettandosi da lui una reazione di indifferenza.
- Non preoccuparti, Judy, - le dice invece lui. - Qui
si pu essere serviti fino alle nove; inoltre, al Club Nineteen,
di sotto, si possono trovare panini fino a mezzanotte.
E poi passando per la Statale 41 avrai visto che in Florida
ci sono migliaia di posti dove mangiare, tutti a disposizione
del tuo povero pap cos pieno di fame.
Il labbro inferiore prende a tremolare e la bambina sbotta:
- Potrebbe essere senza soldi.
- E perch mai?
- Capita tantissime volte che non ne abbia, - spiega lei.
- Arrivano conti, a casa, e persino certi uomini, e la mamma
non pu pagarli Lo sguardo si sposta sul viso della
madre non appena si rende conto di aver detto troppo.
Pru guarda da un'akra parte, pulendo un grumo di patata
dall'angolo della bocca di Roy. - Abbiamo avuto qualche
problemino, - ammette, in tono sommesso.
Harry vuole andare a fondo. - Davvero? Com' possibile?
Nelson prende sui cinquantamila dollari all'anno, se
sommiamo anche i benefit e i bonus. E mio padre ci manteneva
tutti quanti con meno di duemiladuecento.
- Harry, - interviene Janice, con una voce che sembra
quella della madre, verso la fine, quando la vecchia vedova
aveva deciso che la legge era lei, - adesso occorrono
pi cose che ai tempi di tuo padre. Quello era un mondo
pi semplice. Me lo ricordo, c'ero anch'io. Che cosa
facevamo per divertirci, quando mi portavi fuori? Andavamo
al cinema con settantacinque cent a testa, oppure
a fare un percorso di minigolf sulla 442 per anche meno.
Per finire, una gazzosa al Pensupreme e la consideravamo
una serata molto ben riuscita.
Pi che riuscita, ricorda lui, se poi in auto, dopo tutto
lo sbaciucchiare e il manipolare le tette che ci volevano
per scaldarla, lei gli consentiva di entrarle in quella
sua fessura calda, umida, lievemente granulosa come una
pantofola di seta. Se invece era in fase virtuosa, arrivava
al massimo a tenerglielo in mano, lasciando che fosse lui
a produrre movimento e orgasmo, una roba bianca come
la carne di aragosta. Di un biancore singolare, in effetti,
e difficile da pulire. Quello che gli piaceva di pi, in macchina
con Janice, era quando lei gli si sedeva sopra, mettendogli
il culo tra le mani e le tette in faccia. Posizione
in cui poteva venire all'unisono con lei, in totale pulizia.
Come imbucare una lettera.
Con la mente su un binario molto distante dal suo, Janice
sta continuando: - Nelson deve avere dei bei vestiti per
presentarsi bene, e i bambini di oggi non si accontentano
certamente di un po' di cubetti di legno e di una palla:
adesso devono avere tutti questi videogame...
- Ges, con cinquantamila dollari ne pu comprare un
vagone, di videogame; in breve ne avr quanti ne bastano
per aprire una sala giochi, se  veramente cos che spende
i suoi soldi.
- Be', tu scherzi, ma quel casermone della mamma richiede
delle spese continue, vero, Pru?
Richiamata dai propri pensieri dissimulati dietro a un
sorrisetto cortese, Pru sorride e riconosce: -  una mangiasoldi.
Gli stanno nascondendo qualcosa. Ormai lo ha capito.
L'uomo invisibile intona un portentoso: - Cinquantasei.
Cinque sei, - e una vecchia voce tremula, in preda a una
tale agitazione da arrivare quasi a strozzarsi, gracchia:
- Bingo -. Effe centoundici, ha detto Joe Gold. Mandateli verso la Libia.
- Insomma, - ribatte lui, - non capisco che cosa diavolo stia succedendo.
Nessuno controbatte.
Roy si sta addormentando con un frammento di guscio
di scampo sul molliccio labbro inferiore. Harry ha improvvisamente
voglia di una porzione di torta di noci pecan.
Di conseguenza cerca di convincere Judy a prendere un
dessert, per fargli compagnia. - Torta al lime delle Keys, -
le canticchia sottovoce. - Specialit della Florida. Occasione unica.
- Che cosa sarebbe a renderla tanto speciale?
Lui non ne  del tutto sicuro. Quindi mente: - Certi
minuscoli, delicati lime che crescono soltanto sulle Florida
Keys. Da tutte le altre parti il clima non  adatto,  troppo freddo e brutto.
La bambina dice di s, ma poi pilucca soltanto qualche
pezzetto di crosta, per cui Harry, avendogliela consigliata,
 costretto a mangiarsela in aggiunta alla sua fetta di torta,
ricoperta da una grossa e gocciolante pallina di gelato
al burro di noci pecan. A mano a mano che il pasto procede,
l'assenza di Nelson pesa sempre di pi. Janice e Pru
prendono un decaffeinato e intanto, preoccupate, morendo
dalla voglia di parlare da sole, guardano Harry che finisce
il dessert di Judy. In un certo senso la golosit  un
fatto atletico, un esercizio di allungamento. E la pancia dice
opl! La cameriera, con tutte le sue piegoline dorate,
arriva finalmente con il conto; mentre lo firma, e indica
accanto il numero del loro appartamento, Harry si sente un
dio che stia scagliando fulmini a caso: la cifra apparir sul
prossimo estratto conto mensile, l'anno venturo, quando
il mondo sar andato molto avanti. Come si sente pieno,
quando esce nell'aria della sera! Un maestoso uomo pallone
in una parata di persone che dipendono da lui. Sta portando
in braccio Roy, che durante il dessert si  addormentato.
Janice e Pru tengono una mano di Judy per una: visto
che  stata brava per tutto il pasto, cos lungo e noioso, le
lasciano fare l'altalena tra di loro, e ride quando le sente
esplodere in grugniti di fatica.
Tra i palazzi A e B sono state misteriosamente fracassate
diverse lampade al sodio nei loro sostegni di alluminio
brunito: i criminali sono l fuori, di vedetta, in attesa che
le guardie facciano un cenno d'assenso e quella fortezza di
pensionati dormienti possa essere presa d'assalto. In quella
zona priva di illuminazione le stelle sembrano lanciarsi
verso di loro dal tiepido cielo buio. Di notte la Florida
recupera qualcosa del suo io subtropicale, di prima che gli
uomini addomesticassero la sua piatta, formicolante distesa.
Trovarsi l  eccitante,  come essere sul ponte di una nave;
l'aria sa di sale, di paglia e foglie di palma in decomposizione,
di palude. Le stelle sono pi brillanti, pi polpose. La
gramigna ha una singolare consistenza spugnosa e opaca,
ogni filo ha un colore scuro e metallico; il prato nasconde
senza difficolt le bocchette degli irroratori. La superficie
che gli uomini hanno sovrapposto alla natura spoglia
 talmente sottile che si formano dei buchi attraverso cui
guizzano gli armadilli, patetiche, complesse creature che
all'alba fanno la loro comparsa nel cuore del Pindo Palm
Boulevard, per poi finire investite dalla prima ondata di
traffico mattutino, senza neanche percepire il pericolo e
provare a proteggersi chiudendosi a palla. Harry, con l'alito
del bambino umido sul collo e la testa pesante come
una pietra sulla sua spalla, solleva lo sguardo al cielo brulicante
e pensa: Non c' misericordia. Le stelle premono
dall'alto, rigide, polpose; la profondit del vuoto galattico
gli d per un attimo la sensazione di essere sospeso a gambe
all'aria. L'ingresso del palazzo B appare invitante nel
suo splendore di calore giallo sotto vetro. Ciascuno a suo
modo, combattono tutti e cinque con la piaga dolente che
si portano nell'intimo: la tormentosa assenza di Nelson.
Si trascinano per gli ingressi vigilati, l'ascensore, il corridoio
color pesca e argento, evitando gli sguardi degli altri quattro, a disagio.
Mentre sua madre mette a letto Roy, Judy si sistema
davanti al televisore e fa scorrere i canali, da Blue Jeans a
Giudice di notte a un film francese di cui  protagonista quel
buono a nulla di Depardieu, che, arrivato in un villaggio,
usurpa l'identit di un altro e poi anche sua moglie. Con
fulminea decisione la giovane vedova, disonorata e sola,
lo accetta come marito, al che Harry si sente riempire di
eccitazione: ecco, dovrebbe esserci una legge che impone
di cambiare identit e famiglia ogni dieci anni o gi di
l. Ma Judy passa a un altro canale, finch arriva un urlo
della madre che le ingiunge di tenersi pronta per andare a
dormire sul divano: per farla riposare se ne andranno tutti
dal soggiorno, ma il reale motivo per il quale ha rifiutato
la cortese offerta dei nonni di una cameretta tutta per lei
va al di l della capacit di comprensione della mamma. La
bambina scoppia in lacrime ed  un sollievo per tutti, una
cosa che d sfogo al loro mutuo e muto senso di solitudine.
- Va' a letto, tesoro, - gli dice Janice. - Sei distrutto.
Io invece sono troppo agitata dal caff per poter dormire.
Pru e io ci metteremo a sedere in cucina.
- Credevo fosse un decaffeinato, - ribatte lui. Pregustava
infatti di averla nel letto accanto a s, con il suo corpicino
saldo e abbronzato: con tutta questa gente per casa
non hanno mai un attimo per loro stessi. I ricordi lo hanno
eccitato. Cinquantadue anni, Janice, ma ha ancora un
culo bello sodo. Non come Thelma, che da qualche tempo ha cominciato a perderlo.
- Io l'ho ordinato cos, - conferma lei, - ma non mi fido
mai del tutto. Secondo me il pi delle volte dicono che
 decaffeinato tanto per chiuderti la bocca.
- Non fare troppo tardi -. Quindi, d'impulso, per rassicurarla
aggiunge: - Il ragazzo sta bene. Star semplicemente cercando di distrarsi.
Pru gli getta un'occhiata sorpresa, come se avesse detto pi di quanto sa.
Al che lui si sente stimolato a proseguire: - Chiss perch, gli stiamo sui coglioni sia io sia la Toyota.
Ancora una volta nessuno risponde.
Le fantasticherie sull'America hanno prodotto due conclusioni
fortemente contraddittorie, con il risultato di iniettare
una certa cautela nei sogni dorati, legge a letto. E un
libro di storia che gli ha regalato Janice a Natale - di una
donna, naturalmente - circa il ruolo avuto dagli olandesi
nella Rivoluzione americana, ruolo che finora non aveva
mai considerato significativo. Secondo una corrente di
pensiero, l'America sarebbe stata troppo grande e divisa
per diventare una nazione unica, le comunicazioni sarebbero
state troppo estese perch il paese potesse mai essere
unito. Considerazione che basta a farlo sentire immenso,
stravaccato, disteso. Il bello della storia  che ti predispone
subito al sonno. Ripercorre la pagina a ritroso in cerca di
un punto divertente che ricorda di aver letto la sera prima.
Il clima, nel Nuovo Mondo, secondo un trattato francese
di larghissima diffusione, tradotto in olandese nel 1775, era
tale da rendere gli uomini distratti e indolenti: sarebbero
potuti diventare certamente felici, ma mai forti. L'America,
secondo l'autore disponeva di tutto ci che occorreva
per il conseguimento della felicit, ma non per diventare un
impero. Secondo un altro studioso europeo, invece, gli i
nativi americani avrebbero avuto organi genitali di piccole
dimensioni e limitata potenza sessuale.
Forse, se fosse stato di costituzione pi robusta, Nelson
sarebbe stato pi felice. E comunque essere grandi e grossi
non ti rende automaticamente felice. Harry ne  un esempio.
A volte la mole della sua persona riflessa nello specchio
di un negozio di abbigliamento o in una vetrina lo lascia
di stucco. Lo spaventa, in realt: occupare tutto quello spazio nel mondo. Si sforza ancora per qualche pagina.
Aspettative di lucroso commercio... Battaglie navali...
argomento intricato... aumentata tensione... fondamenti
neutrali... i francesi vigorosamente... Dibattito negli
stati periferici... Una scorta illimitata sarebbe divenuta
un'altra testimonianza di egocentrismo come casus belli.
Quest'ultima frase la rilegge due volte, rendendosi conto
di non avere la minima idea di che cosa voglia dire, il
suo cervello sta andando in cortocircuito, come nei sogni.
Spegne la luce. Gesto che fa apparire una sottile striscia
di luce sotto la porta, come un trasmettitore fosforescente
che emette anche dei suoni. Sente Janice e Pru parlare
a voce bassissima, un tintinnio di vetro, un passo, poi un
cicalino che ronza, seguito da passi frettolosi, una voce di
donna nella nervosa tonalit alta che si usa per parlare attraverso
un altoparlante, quando non ci si fida, e poi, in
una successiva piega della sua agitazione, ha la consapevolezza
della porta che si apre e della voce di Nelson, profonda
tra quelle delle donne. Infine, evento quanto mai
da sogno, risate: tutti loro stanno ridendo.
Rumore di denti metallici: alcuni ragazzi a bordo di
certe brutte falciatrici rotanti falciano l'erba dei green.
Gabbiani che piangono, pieni di agitazione. L'araucaria,
con quei rami a intervalli regolari come le sottili colonnine
della ringhiera del balcone. Stupefacente. Lui  ancora
in Florida, ed  ancora vivo. Gelida aria mattutina salata
arriva a folate dal Golfo attraverso i cinque centimetri di
fessura lasciati aperti nella porta. Janice  li a letto accanto
a lui, dorme. Il calore del suo corpo  pi imponente del
solito; il sudore notturno le ha impastato sul collo alcune
morbide ciocche. I capelli sono meno grigi sulla nuca, nido
segreto del suo vecchio io, serico, castano. Dorme supina,
rivolta dalla parte opposta rispetto a lui, e se la notte
 fresca gli porta via le coperte, tirandole a s, mentre se
 calda gliele butta completamente addosso, il tutto, apparentemente,
nel sonno. Coniglio si alza dal letto king-size, va nel bagno
con la sua vasca rosata in vetroresina,
un pezzo unico comprensivo di box doccia, e fa pip nella
tazza di porcellana, anch'essa rosa. Si siede perch fa meno
rumore pisciando contro il davanti della tazza. Quindi
si pulisce i denti, ma la curiosit gli impedisce di radersi.
Se si prendesse il tempo necessario, lei potrebbe sfuggirgli,
nascondendosi fra gli altri come ha continuato a fare fino a
ora. Torna a infilarsi nel letto, furtivamente ma sperando
che l'inevitabile fruscio delle lenzuola e il lieve movimento
del materasso possano svegliarla. Visto che non accade,
le d un colpetto sulla spalla. - Janice? - la chiama a voce
bassissima. - Siamo nel mondo dei sogni?
La sua voce arriva smorzata. - Che cosa c'? Lasciami in pace.
- A che ora sei venuta a letto?
- Non ho neanche osato guardare. L'una.
- Dov'era stato Nelson? Che spiegazione ha dato?
Lei non risponde. Vuole fargli credere di essersi riaddormentata.
Lui aspetta. Poi, con affetto, le accarezza la
spalla. Quel poco che ha visto di quel film francese, la sera
prima, lo ha eccitato: l'idea di una moglie che in realt
 una sconosciuta totale, di spostarsi verso di lei, accanto
al suo corpicino caldo e abbronzato. Una moglie pu
risultare estranea come una puttana,  proprio l il bello
dei rapporti maschio-femmina. - Harry, - dice lei senza
voltare la testa, - toccami ancora una volta e ti ammazzo.
Lui ci pensa su un po', poi decide di contrattaccare. - Dove
diavolo  stato? - chiede.
Lei si gira, cedendo. Il suo alito sa di tabacco rancido.
Dice di avere smesso di fumare, ma ogni volta che ci sono
nei paraggi Nelson con le sue Camel e Pru con le sue Pall
Mall ricomincia. - Non lo sapeva con esattezza. Ha semplicemente
fatto un giro in macchina. Ha detto che aveva
bisogno di uscire. La Florida  tremendamente claustrofobica.
Il ragazzo ha ragione: da quelle parti la vita  limitata ai
percorsi che uno si apre. Fino al Winn Dixie, fino al multisala
Loew's e ai negozi del Palmetto Palm Mall, fino al
dottore, fino al Pro Shop del golf e ritorno. In mezzo non
c' niente, una sfilza di palme tutte identiche, di cactus,
di prati assetati, di deserto martellato dal sole, alberghi
in cui non si sta, spiagge a cui non si  ammessi, zone del
retroterra dove non c' mai nessun motivo per andare. In
Pennsylvania, o perlomeno nella Diamond County, invece,
tutto  solidamente pavimentato dal ricordo, dovunque si vada ci si  gi stati.
Leccandosi le labbra, con un'espressione come se avesse
mal di gola, Janice continua: - Si  inoltrato sulla 41 fino
a una cittadina che pare si chiami Naples, dopodich,
quando gli  venuta fame, si  fermato in un ristorante e
ci ha chiamati, ma il telefono non rispondeva; in effetti io
avevo chiesto se non era magari il caso di aspettare, ma tu
hai detto che stavi morendo di fame...
- Giusto. Da' la colpa a me.
- Non ti sto dando nessuna colpa, tesoro. Non  dipeso
soltanto da te. I bambini erano agitati e preoccupati e io
ho pensato: La vita deve continuare, la cena ci distrarr.
Invece lui dice che ha chiamato proprio mentre stavamo
uscendo, e che poi l dove si trovava una birra ha tirato
l'altra e alla fine, tornando indietro, si  un po' perso, lo
sai anche tu che se non si vede l'uscita di Pindo Palm tutto
sembra uguale per miglia e miglia.
- Non posso crederci, - replica lui. Sente la rabbia che
gli ribolle in petto, quindi si alza a sedere per alleviare il
fastidio. - Senza una cazzo di parola a nessuno, sparisce
per... quanto? Otto ore? Sta veramente impazzendo. 
sempre stato un po' fuori, ma questo  un comportamento
da matto. Il ragazzo ha bisogno di aiuto.
- Quando  tornato era perfettamente sobrio, - ribatte
lei. - Ha portato a casa un mucchio di quei minuscoli alligatori
imbalsamati che fanno qui come souvenir. Pru e io
non abbiamo potuto fare a meno di ridere. Uno per ciascun
bambino e naturalmente uno anche per te: gliel'hanno
sistemato in piedi e gli hanno messo tra le zampette una
mazza da golf -. Quindi, togliendogli di scatto il lenzuolo
dal grembo, gli tocca il pene che sonnecchia dentro la patta
aperta del pigiama. - Come andiamo laggi? L'amore non lo facciamo pi.
Ma lui in quel momento non  dell'umore giusto. Le d
una compunta bottarella sulla mano, poi si ricopre con il
lenzuolo, ribattendo: - Lo abbiamo fatto eccome. Prima di Natale.
- Un bel po' prima di Natale, - replica lei, senza muovere
la testa, e per un attimo lui nutre la folle speranza
che torni a tirare via il lenzuolo per prendergli puramente
e semplicemente - rapida come un fulmine - il cazzo in
bocca, come faceva Thelma come prima cosa ogni volta che
si sono incontrati di nascosto, in quest'ultimo decennio.
Ma a Janice i pompini non sono mai andati un granch.
Bisogna che sia molto ubriaca, e quando si trova in quello
stato a lui non piace: nell'intimo le si risveglia una sorta
di caos che sembra minacciarlo, che minaccia di inondare
tutto il mondo. - Va bene cos. Soltanto per te, per,
bello, - conclude lei, tanto perch si metta agli atti che 
stata respinta, caso mai a lui venisse voglia pi avanti, e
intanto si gira per uscire dalla sua parte del letto. La camicia
da notte umida  sollevata fin sopra la vita, e prima
che lei se la tiri gi lui le ammira le natiche chiare e sode
sopra il dorso abbronzato delle cosce. Pieno di sensi di colpa
la sente poi tirare l'acqua in bagno e aprire la doccia
con una rabbiosa vibrazione seguita da uno scroscio d'acqua.
Pu visualizzare con precisione come appare quando
esce dal box, con i capelli raccolti in una cuffia trasparente,
il deretano rosato e la fica tutta imbiancata di rugiada,
e rimpiange il fatto che siano costretti a vivere, lui e la sua
brunetta, questa testarda stupidina di una Springer, in un
mondo di segnali che vanno per lo pi persi. L in Florida
sono stati gettati l'uno addosso all'altra pi frequentemente
di quanto non sia mai successo, ma loro hanno reagito
voltandosi la schiena e facendosi indurire la pelle. Lui
gioca a golf tre o quattro volte a settimana, mentre lei ha
il tennis, i gruppi e le faccende. Quando torna dal bagno,
con addosso un accappatoio di spugna, lui  ancora a letto,
sta leggendo del modo in cui i britannici hanno ostacolato
le navi mercantili olandesi e del fatto che la Francia aveva
bisogno di ricostruire la propria decrepita flotta con il
legname del Baltico trasportato appunto dai vascelli olandesi,
nella speranza che Janice voglia riprovarci con il sesso,
ma ormai dall'altro capo dell'appartamento si sentono
arrivare i rumori dei bambini, e Pru che li zittisce con la sua voce materna e stanca.
- Cerchiamo di concentrarci su Judy e Roy, oggi, - dice
a Janice. - Sembrano un po' malinconici, non ti pare?
Lei non risponde, all'erta. Ha inteso l'osservazione come
un rimprovero al modo in cui Nelson fa il padre. E
forse lo era davvero. In realt  Nelson ad avere bisogno
di genitori:  sempre stato cos, non ne ha mai avuto abbastanza.
Quando non si dispone di qualcosa nel momento
biologicamente giusto, ha letto lui da qualche parte, poi
si continua ad andarne in cerca fino alla morte. - Di che
cosa diavolo parlate continuamente tu e Pru? - chiede.
- Oh, cose da donna, - risponde lei in tono sostenuto.
- Le troveresti noiose -. Mentre si veste, le viene sempre
in viso una buffa espressione assorta, accigliata. Anche se
si tratta soltanto di un paio di pantaloni comodi e di una
blusa per andare al Winn Dixie, lancia allo specchio uno
sguardo critico, pronto al peggio.
- Pu darsi, - acconsente lui per porre fine alla discussione,
sapendo che facendo cos a lei verr voglia di continuarla.
Come previsto, infatti, Janice riattacca di sua iniziativa:
-  preoccupata per Nelson, - dice, e potrebbe anche continuare,
eccola l che si sforza di trovare le parole giuste,
la punta della lingua che fa capolino dalla bocca premendo
sul labbro superiore nello sforzo di pensare.
Ma lui taglia corto: - Chi non lo sarebbe? - Quindi le
volta la schiena per mettersi i boxer. Porta ancora i Jockey.
Come ne era rimasta divertita, Ruth, quella sera di tanti
secoli prima: gli torna sempre in mente. Ma oggi vuole entrare
nei panni del nonno, per cui cerca di vestirsi di conseguenza.
Pantaloni lunghi di lino, color guscio d'uovo,
con risvolti, invece dei vecchi e sudici pantaloni da golf,
a scacchi e bassi sulle anche; e invece della polo una camicia
vera, cento per cento cotone, a righine azzurre e maniche
corte. Guardandosi nello specchio che non riflette
pi l'immagine di Janice, si sente stupefatto dalla mole di
ci che vede: un viso gonfio che forma una specie di luna,
con il naso bruciato dal sole, gli occhi di ghiaccio e la
piccola bocca ingorda, con una gobba in mezzo, proprio
le mascelle, che sono cadenti e da cui parte un cuscinetto
di grasso che arriva davanti alle orecchie, l dove Judy
ha un lucore setoso. Vede anche Nelson. I suoi stessi capelli,
di un biondo ormai sporco e opacizzato dal grigio,
stanno arretrando sulle tempie. Alto com', non riesce a
nascondere la sporgenza attorno la vita sotto la camicia,
non pu che lasciarla libera, una pancia che deve pesare
da sola quanto un bambino etiope che sta morendo di fame.
Deve cominciare a ridurre il cibo. A ogni movimento
che fa, sente il peso dare uno strattone al cuore, la solita
sensazione di bruciato, come se dentro di lui ci fosse un
bambino che gioca con i fiammiferi accesi.
Sul tavolo della prima colazione, la News-Press di oggi
mostra la foto a colori di una bimba di un anno, dall'aspetto
malaticcio, morta la sera prima per l'impossibilit
di praticarle un trapianto di fegato. Si chiamava Amber.
Oltre a un titolo in cui si dice che a Scotland Yard sarebbero
convinti senza ombra di dubbio che il volo 103 della
Pan Am  stato fatto cadere da una bomba, proprio come
hanno detto Ed Silberstein e Judy. Schegge di metallo. Stiva
dei bagagli. L'esplosivo al plastico pu essere plasmato
in qualsiasi forma, probabilmente un tipo cecoslovacco
ad alto rendimento, denominato Semtex. E una notizia
che fatica a leggere: il pensiero di tutti quei corpi ancora
coscienti che di punto in bianco non trovano pi nulla
attorno a s, gelati, Ber-nie, Ber-nie, con Lockerbie, l in
fondo, che sembra una vaga spruzzata di stelle, tutto sottosopra,
senza misericordia e senza senso. Anche il sindaco
di Fort Myers adesso  convinto che la polizia abbia agito
correttamente nel corso dell'arresto di Deion Sanders.
Poi: Inquinamento mortale sul Lago Okeechobee. E ancora:
Parzialmente nuvoloso, basse pressioni come a met anni
Ottanta. - Oggi  il grande giorno, - annuncia. - Il nonno
ha intenzione di portarvi in posti favolosi!
Judy e Roy hanno un'espressione dubbiosa, ma non del tutto.
- Harry, prendi un altro di quei danesi alla ciliegia, prima
che vadano a male, - dice Janice. - Li abbiamo comprati
pensando soprattutto ai bambini, ma tutti e due detestano
le cose rosse che gocciolano.
- Perch vuoi uccidermi con i carboidrati? - chiede lui,
ma il danese lo mangia comunque, raccattando con la punta
delle dita le dolci briciole zuccherose.
Pru, alta dal punto di vista in cui si trova lui, seduto a
tavola, con le anche all'altezza dei suoi occhi, chiede in tono
esitante: - Vi spiacerebbe portare solo i bambini, a questa
gita? Stanotte Nelson non  riuscito a chiudere occhio e
ha tenuto piuttosto sveglia anche me. Non me la sento di
affrontare una giornata in auto -. Ha un aspetto pallido e
teso: il ragazzo l'ha tenuta sveglia tutta la notte con le sue
lagne e chiss che cos'altro. Persino le lentiggini sembrano
scolorite: le labbra, tanto morbide e calde all'aeroporto,
hanno un'espressione rassegnata, tirate e torte su un lato.
- Ma certo, cara, - risponde Janice. - Tu fatti una dormitina,
e dopo magari con Nellie potete fare qualcosa di
sano e divertente. Se andate nella piscina del Valhalla, ricordagli
che deve farsi la doccia prima e dopo, e niente tuffi.
Judy scoppia a ridere e sbotta: - Pap fa certe spanciate.
- Non  vero, - ribatte Roy. - Le fai tu, le spanciate.
- Oh, Ges! - dice lui, rivolto a entrambi. - Non cominciate
a litigare fin da ora. Non siamo neanche montati in auto.
In macchina alle nove e mezzo, riforniti di una confezione
tripla di Oreo e di un cestello da sei di Coca-Cola,
danno inizio alla lunga giornata destinata per anni, nelle
affettuose cronache di famiglia, a essere ricordata come
Il Giorno in cui il Nonno Ha Mangiato il Becchime per
Pappagalli, anche se non era esattamente per pappagalli,
e non ne ha mangiato un granch. Partono seguendo la
Statale 41 (patio-land, Kissin' Kuzzins, Farmaci in quantit,
casa del sonno) in direzione di Fort Myers, per andare
a visitare la Casa d'inverno di Thomas Alva Edison,
che per poco non li uccide. Parcheggiata la Camry, passano
sotto un banyan gigante, pianta (spiega loro un servizievole
cartello) regalata a Edison da un magnate della finanza
dell'epoca - Harvey Firestone o Henry Ford - quando
era ancora un arboscello, e che da allora  diventata il pi
grande banyan esistente fuori dall'india, dove un solo albero
gigantesco pu dare riparo a un intero bazar. I banyan
crescono facendo scendere a terra delle radici a formare
nuovi tronchi che diventano come degli appoggi via via
che i rami vanno estendendosi: alberi storpi che se nessuno
li fermasse procederebbero per miglia. Come faranno a morire?, si chiede lui.
Scoprono che non  possibile aggirarsi liberamente per
la casa e il parco: bisogna unirsi a un giro organizzato,
cinque dollari a cranio. Quando la cosa gli viene spiegata,
Judy e Roy vanno in tilt. Si vedono circondati da intere
carovane di vecchi pensionati in berretto da baseball e
occhiali da sole con ribalta e muniti di quei bastoni che si
aprono a formare uno sgabello. Al gruppo in attesa, pronto
a iniziare la visita, si uniscono dei disabili in sedia a rotelle.
Judy, le cui gambe appaiono prematuramente lunghe
nei cortissimi pantaloncini rosa, e che esibisce due buffe
chiazze rosse di agitazione sugli zigomi, dichiara: - A me
non interessa nessuno stupidissimo parco, io voglio vedere
la macchina dei fulmini, - mentre Roy, la molle boccuccia
impiastricciata dal cioccolato degli Oreo, ha negli occhi
castani uno sguardo vitreo e sbarrato, come se stesse per
squagliarsi per effetto del caldo.
- Non credo ci sia nessuna macchina dei fulmini, - replica
lui a Judy. - Soltanto la prima lampadina del mondo -.
Quindi, rivolto a Roy: - Se ti stanchi troppo, ti prendo in braccio io.
A un segnale di cui lui non si accorge, con la conseguenza
che rimangono intrappolati in coda, tutti si precipitano
fuori dal capannone, comprese le sedie a rotelle, fino
a uno spiazzo di grigia terra polverosa, con ingombranti
grovigli di vegetazione da giungla e appuntite ombre di
foglie. La guida  una leziosa signora dai capelli azzurri e
un berretto con targhetta che recita una lezione imparata
a memoria. Prima di tutto indica loro la Kigelia pinnata,
ovvero l'albero africano delle salsicce. - Il frutto assomiglia
a una salsiccia, da cui il nome. Non  commestibile,
ma viene usato come rimedio dagli indigeni dell'Africa
che a causa della loro natura superstiziosa lo venerano
per le sue qualit guaritrici. Appena al di l del Memory
Garden invece, c' l'albero dell'uovo al tegamino. Il fiore
 molto simile a un uovo, con il giallo rivolto verso l'alto.
 stato piantato li nel caso che insieme alle salsicce piacciano le uova.
Il gruppo ride cortesemente. Anzi, a dire il vero alcuni
degli anziani ridono pi che cortesemente, come se fosse
la battuta pi divertente che abbiano mai sentito nella loro
lunga vita. Quand' che le cellule grigie cominciano a
spegnersi in un numero significativo? Quando comincer
a succedere anche a lui?, si chiede Harry. O magari ha gi
cominciato? La guida, rincuorata dalla buona reazione del
pubblico, indica qualche altro albero divertente: per esempio
quello della dinamite, la Hura crepitans, il cui frutto
maturo esplode e la rarissima Cecropia del Sud America,
l'albero della pigrizia, ovvero l'unica pianta adulta del genere
Cecropia palmata che esista negli Stati Uniti: le sue
foglie hanno la consistenza della pelle di camoscio e non
si degradano mai. Al che lui si chiede: Chiss perch Dio si
 dato la pena di creare tutte queste porcherie mentre era tutto
solo nella Foresta Amazzonica. - Foglie color cioccolato
da una parte e bianche dall'altra, molto apprezzate per le
combinazioni di fiori secchi a causa della forma insolita
e delle caratteristiche di durata. Ne potete comprare nel
nostro negozio di souvenir -. Cos Lui lo cre perch la
gente avesse qualcosa da comprare nei negozi di souvenir.
Dopo si arriva all' Enterolobium cyclocarpum, noto come
albero dell'orecchio. - I baccelli dei semi, - spiega la guida,
- assomigliano all'orecchio umano Il gruppo, ormai
spinto a ridere di qualsiasi assurdit Dio abbia prodotto,
scoppia in risolini, al che la guida si concede un sorriso di
autocompiacimento. Quegli alberi, quelle parole e quei
docili turisti attempati li conosce come le proprie tasche.
Harry si sente dare uno strattone a una mano da un'altra
mano, umana, minuscola, morbida come la pelle di camoscio,
e si china sullo squisito viso di Judy, con i suoi occhi
verdi. Nota che Pru le ha concesso di mettersi un po' di
rossetto. Per addolcirle la gita, per fargliela apparire un'occasione
unica. Una passeggiata panoramica con i nonni. Te
la ricorderai per sempre. Anche quando i medesimi nonni
non ci saranno pi. - Roy vuole sapere, - chiede la bambina
con la voce pi bassa che pu, ma comunque rotta
dall'ansia, - quanto manca ancora.
-  appena cominciata, - risponde lui.
Al che Janice prende a parlare a voce bassissima con i
due bambini. La sua capacit di attenzione  limitata quanto
la loro. - Non potremmo fermarci prima che ci facciano attraversare la strada?
-  un giro a senso unico, - ribatte lui. - Forza, su. Rimaniamo con il gruppo.
Quindi prende in braccio il piccolo Roy, il cui peso corporeo
sembra raddoppiato dalla noia, dopodich attraversano
tutti insieme una strada che ai tempi dei tempi era un
sentiero per le vacche, ai cui bordi Mister Edison, come
si ostina a chiamarlo la donna, sorridendo con aria sciocca
e affettata, quasi si trattasse di un suo amichetto con
un gran cazzo, aveva deciso di piantare due file di palme
reali. - Palme che crescono in libert a sessanta miglia da
qui, sul margine delle Everglades. Ma nel 1900 era molto
pi facile farle venire da Cuba su grandi barche a vela che
farle trainare da pariglie di buoi per i territori paludosi e
quasi impenetrabili della nostra Florida.
Si trascinano penosamente lungo tortuosi sentieri, dribblando
sedie a rotelle, cercando di non calpestare le anguste
aiuole di cactus e i fiori che le circondano e di sentire ci che
dice la guida, la cui voce a tratti scompare, levandosi sopra
o calando sotto la propria raschiante traccia, nonch di trovare
interessanti i verdi misteri di tutta la vegetazione fatta
venire fino li da casa del diavolo da un Edison impegnato
nella ricerca di un succedaneo della gomma, ricerca peraltro
sostenuta da formidabili finanziamenti. Ecco l'albero
del kapok e il susino di Giava, l'albero a palla di cannone
di Trinidad e il mango dell'india, l'albero del rossetto per
labbra e il cespuglio a occhio di pavone, l'orchidea dell'innamorato
(che non  affatto, come molta gente crede, un
parassita) e il noce del litchi, il cui frutto  molto apprezzato
dai cinesi. A lui fanno male le gambe e le reni, oltre alla zona
sospetta dietro le costole, sulla sinistra, quella che gli d
la lieve fitta di dolore, ma non pu mettere gi Roy perch
nel frattempo si  addormentato: dev'essere uno dei quattrenni
pi dormiglioni del mondo. Janice e Judy staccatesi
con aria cospiratrice dal gruppo, si dirigono verso la casa
di Edison, che  stata trasportata fino a l dal Maine nel
1886 su quattro golette, il primo prefabbricato del mondo,
si potrebbe dire, ma privo di cucina, perch a Edison l'odore
dei cibi in cottura non piaceva, una casa con un'ampia
veranda su tutti e quattro i lati e con la prima piscina moderna
della Florida, in cemento grezzo rinforzato non con
acciaio ma con bamb, con il risultato che a tutt'oggi non
vi si  prodotta la bench minima fessura o infiltrazione.
Fantastico! Tanto coacervo di impegno, ingegno, eccentricit
e coraggio si  fuso a formare la storia. Al punto che lui
stenta a reggerne il peso, gli piega le ossa, gli fa squagliare
la mente, preme come un cacciavite sui segmenti del suo
cranio, provocandogli un prurito bestiale sotto le scapole,
dove la sua camicia a righine azzurre cento per cento cotone
si  bagnata e poi asciugata. Raggiunta Janice, con il
cuore che manda un rumore metallico, la implora a bassa
voce: - Grattami -. Piano, per non svegliare il bambino.
- Dove? - chiede lei. Quindi sposta nell'altra mano
la sigaretta, una Pall Mall che deve aver preso a Pru, e si
mette a rastrellargli la schiena, su e gi, a destra e a sinistra,
finch il demone sembra esorcizzato. Questo giardino
del vecchio Edison, formato giungla,  un posto infernale.
Harry ha il respiro affaticato: deve impegnarsi a fondo
per non cedere a una crisi di iperventilazione. L'agitazione
sveglia Roy, che con voce piena di sonno annuncia:
- Devo fare la pip.
- Senz'altro, - gli dice lui. - Per non puoi andare dietro
a uno di quei cespugli:  roba troppo rara.
- La Dombeya wallich scarlatta  nota come albero a palla
rosa dell'india, - sta intanto spiegando la guida ai suoi
allievi meno indisciplinati, con una lieta cantilena. - Ha un
profumo fortissimo. Mister Edison amava molto gli uccelli
e si circondava sempre di canarini, parrocchetti e pappagalli.
Uccelli che vivono all'aperto e che dunque in questa
zona si trovano benissimo.
- Come fa a saperlo? - chiede Judy ai nonni, a voce
un po' alta, tanto che diverse venerande teste si voltano.
- Lei non  un pappagallo.
- Chi l'ha detto? - le risponde lui a voce bassissima.
- Devo fare la pip, - ripete Roy.
- S, va bene, ma il tuo bisogno di fare pip non  esattamente
il centro dell'universo, cazzo! - ribatte lui. Nell'arte
di fare il padre  maledettamente fuori esercizio, e del
resto non  mai stato un granch.
- Lo riporto indietro per il sentiero, - si offre Janice.
- Nell'edificio da cui siamo entrati c'erano delle toilette.
Nel vedere che si dileguano, Judy si allarma. - Voglio
venire con voi! - grida, a voce tanto alta da interrompere
per un attimo la guida. - Forse devo fare pip anch'io!
Lui le afferra la mano, tenendola stretta e dandole in
aggiunta una strizzata sadica. - E invece forse no, - le dice.
- Tu resti qui. Segui la corrente, Cristo. Altrimenti ti
perdi questo cazzo di lampadina pi vecchia del mondo.
Una donna in sedia a rotelle, abbastanza in forma da
esibire una capigliatura arancione pi arricciata del culo
di una scimmia, guarda dalla loro parte, fulminandoli con
un'occhiata. Sapere qual  il momento giusto di andarsene,
pensa lui. Nessuno lo indovina mai. Intanto, alzata la voce
di una tacca, la guida continua: - Ecco qui la Apodilla
dei tropici americani. Dalla linfa di questa pianta viene il
lattice di sapota, usato per fare la gomma da masticare.
- Sentito? - chiede lui a Judy;  senza fiato per la tensione
collettiva di questo interminabile giro e al tempo
stesso dispiaciuto per la dolorosa stretta che le ha dato
alla mano. -  la pianta da cui vengono le Chiclets.
- Che cosa sono? - chiede la bambina, sollevando verso
di lui lo sguardo di due occhi verdi e tersi, strizzati a
un'angolazione appena appena diversa, del tutto nuova. 
stanca, e ormai non si fida troppo di lui. Ha scalfito la sua
innocenza. Pu essere che non abbia mai sentito nominare
le Chiclets? Che siano completamente scomparse, alla
stessa stregua delle caramelline da un centesimo, gommose
e acidule, o dei minuscoli gettoni rossi che si dovevano
usare durante la guerra per via del razionamento? Tutte
cose che per lui sono l come se fosse soltanto ieri.
- Questo albero della gomma da masticare, Mister Edison
l'ha piantato per i bambini, - sta intanto dicendo la
guida. - Amava infatti moltissimo i figli e i nipoti, con cui
passava molto tempo, anche se a causa della sua sordit doveva
parlare quasi sempre lui L'affermazione  seguita
da un brusio di risate, e la donna si pavoneggia, tendendo
il collo e sporgendo le labbra in fuori come se fosse stata
presa alla sprovvista, mentre invece se l'aspettava senz'altro;
questo pistolotto deve averlo recitato tante di quelle
volte che ha sicuramente registrato le reazioni fino all'ultimo
risolino disperso. Ora guida il suo gregge di anziani,
che strascicano i piedi e dondolano solennemente il capo
nei loro sgargianti capi sportivi, verso una rete metallica
e una nuova tappa di quel pellegrinaggio a cinque dollari
a cranio. Stanno per tornare alla strada fiancheggiata dai
tronchi di palma, innaturalmente diritti e color calcestruzzo,
che Edison, straordinario grande americano, aveva
fatto venire li via nave fin da Cuba, quando il secolo era
ancora in fasce. Ma la guida non pu lasciarli proseguire
senza infliggere loro un'ennesima pianta di grande interesse.
- Quell'arbusto dai lunghi fiocchi rossi  la pianta
della chenille, delle Isole Bismarck. Chenille  francese e
significa bruco. Dal che si pu dedurre immediatamente
il significato del nome della pianta.
- Be', bruchi, - salta su a dire Judy con una vocetta stridula,
alzando il viso verso il nonno, che nel gesto riconosce
un tentativo femminile di saldare la frattura creatasi fra
loro, con il risultato che gli spiace pi che mai per la dolorosa
stretta che le ha inflitto. Si chiede perch mai l'abbia
fatto, perch tenda sempre a fare cattiverie del genere, soprattutto
alle donne, quasi volesse attribuire loro la colpa
perch il mondo  fatto cos, pieno di piante della chenille
e privo di misericordia. Si sente fragile, sul limite del disastro.
Il bambino cattivo che porta nell'intimo continua
a giocare con i fiammiferi.
- Ora, - annuncia la guida, - attraversiamo la strada
per andare a vedere il laboratorio dove Mister Edison ha
svolto i suoi ultimi esperimenti.
E finalmente attraversano davvero e nei ventilati vecchi
laboratori di Edison, tra polverosi bicchieri, sifoni,
alambicchi e grossi macchinari neri con fasce, ritrovano
Janice e Roy. La guida indica la branda dove Edison era
solito farsi i pisolini di dieci minuti che gli permettevano
di starsene poi seduto a sognare per ore e ore nel suo
testone sordo; nonch il pezzo di gomma di verga aurea
posato sulla sua scrivania, ricavato appunto da una verga
aurea che cresceva proprio li a Fort Myers, ancora flessibile
dopo tanti anni. E finalmente vengono lasciati liberi
di aggirarsi a loro piacimento, di incantarsi e di battersela.
Mentre si dirigono a nord in auto, lui chiede agli altri:
- Allora, che cosa vi  piaciuto di pi?
- Andare a fare la pip, - risponde Roy.
- Sei uno stupido, - gli dice Judy, e per far vedere che
lei invece non lo  risponde: - A me pi di tutto  piaciuto
il fonografo dove per sentire, essendo sordo, lui appoggiava
i denti sulla copertura di legno. Si vedono ancora i
segni. Interessante.
- Io, invece, - dice lui, - ho trovato interessanti tutti
gli esperimenti a vuoto che ha dovuto fare per realizzare
la batteria di accumulatori. Uno non penserebbe mai che
fosse una cosa cos difficile. Quanti ne ha fatti? Novemila?
La Statale 41 scorre via oltre i finestrini con il suo ronzio.
Banche. Alimentari e benzina. Cliniche per l'artrite. Janice
sembra preoccupata. - Oh, - dice, cercando di unirsi alla
conversazione. - A me pi di tutto credo siano piaciute le
vecchie macchine per il cinema. Pi il tostapane e lo stampo
per le cialde. Non avevo mai saputo che fosse stato lui a inventarli.
Non si pensa a quelle come a cose che abbiano bisogno
di essere inventate. C' da domandarsi come sarebbe
diverso il mondo se non fosse vissuto Edison. Un solo uomo.
- Neanche per idea, - ribatte Harry in tono carico di
autorit. Lui e Janice sono sul sedile anteriore: come due
marionette di nonno e nonna impegnate a recitare per il
ridottissimo pubblico raccolto sul sedile posteriore, se ne
vedono soltanto le teste. - La tecnologia era gi tutta disponibile,
in attesa soltanto di essere applicata. Se non lo
avessimo fatto noi, lo avrebbero fatto gli svizzeri, o qualcun
altro. L'unica invenzione moderna non inevitabile, ho
letto una volta chiss dove,  stata la lampo.
- La lampo! - strilla Judy, come se avesse improvvisamente
deciso di divertirsi, visto che questa giornata in
compagnia dei nonni sembra destinata a non finire mai.
- S,  una cosa veramente molto complessa, - continua
lui, rivolto alla bambina. - Con tutti quei dentini e quegli
incavi, e il modo in cui si incastrano. Il principio  quello del cuneo, del piano inclinato, esattamente come sono
state costruite le piramidi -. Quindi, avvertendo di essersi
allontanato troppo, avventurandosi nel desolato spazio
vuoto in cui sono state costruite le piramidi, conclude: - E
poi Edison aveva gli appoggi giusti. Considerate un po' chi
erano i suoi amici. Ford. Firestone. I pescecani pi grossi,
ben in carne. Le idee se le faceva venire per venderle a
loro. Tutte quelle chiacchiere sul suo amore per l'umanit mi facevano ridere.
- Ah, gi, - interviene Janice, - mi  piaciuta quella
vecchia macchina con le ruote di gomma di verza.
- Ma quale verza, - la corregge lui. - Verga aurea.
- S, appunto. Proprio quello che volevo dire.
- Io preferisco la verza, - interviene Judy dal sedile posteriore.
- Nonno, che cosa ne dici della signora del nostro
giro, con quel tremendo modo di parlare, che faceva smorfie
come se avesse avuto in bocca una caramella al limone?
- Secondo me era parecchio sexy, - risponde lui.
- Sexy! - strilla la piccola Judy.
- Ho fame, - annuncia Roy.
- Anch'io, Roy, - gli fa eco Janice. - Grazie per averlo detto.
Mangiano in un McDonald's, dove per qualche ragione
legale - timore di una causa, spiega la cassiera senza il minimo
tono di scusa - la porta che d sul campo giochi, con
il suo scivolo a spirale e un allettante uomo di plastica con
una testa ancora pi grossa di quella di Edison in forma di
hamburger,  chiusa a chiave. Roy tira un pugno alla porta
chiusa a chiave, dopodich per tutto il pranzo  afflitto da
grossi gorgoglii liquidi di dolore che deve risucchiare su per
il naso. Intanto per si diverte a versare il sale dalla saliera
fino a trovarsene davanti un mucchietto in cui passa le
patatine fritte, a una a una. Insieme al sale, sono tutto ci
che mangia. Harry finisce il suo Big Mac, disinteressandosi
della poltiglia in technicolor che nei McDonald's viene
versata su tutto: puri prodotti chimici. Che cosa ne sar
stato del vecchio hamburger senza niente di una volta? Sparito
insieme alle Chiclet. In un angolo  in corso un micro
Bingo: chi vuole andare alla toilette non pu fare a meno
di attraversarlo, tanti anziani chiusi nei spar, chini sulle
loro schede, mentre una ragazzotta nera con addosso un
grembiule marrone del McDonald's legge solennemente i
numeri con un tono nasale. - Vendidove... Quaranduno...
Tornati nell'auto rovente, Harry getta un'occhiata furtiva
all'orologio. E soltanto mezzogiorno. Non riesce a crederci,
a lui sembra che siano le quattro. Gli fanno male le
ossa, gi gi sotto la carne. - Be', - annuncia. - Adesso
abbiamo diverse possibilit -. E apre la carta stradale che
tiene sempre nel cassetto del cruscotto. Decidi dove andare
prima di andarci:  una norma che gli  stata insegnata tanto
tempo fa. - Su verso Sarasota ci sono il Ringling Museum,
che per  chiuso, un posto che si chiama Da Bellm's, le
Auto di Ieri, ma probabilmente di macchine ne abbiamo
gi viste abbastanza a casa di Edison, e poi questi Jungle
Gardens, che secondo un tale con cui gioco a golf sarebbero
veramente fantastici.
Judy emette un gemito soffocato, mentre Roy, presa l'imbeccata
da lei, d il la al suo numero del labbro-inferiore-che-trema.
- Per favore, nonno, - dice la bambina, assumendo
un tono quasi materno - basta con i bruchi, per.
- Non si tratta solo di piante, quelle sono l'ultima cosa.
Ci sono tante pantere, e certi uccelli da impazzire. Pantere
vere, Roy, che se le lasci fare ti cavano gli occhi, e fenicotteri
rosa che si addormentano in piedi su una zampa sola.
Bernie, questo mio amico, non riesce mai a stancarsene,
del modo in cui dormono, in piedi su una sola zampa tutta
pelle e ossa! - E per dare l'idea di quanto sia fantastico
il fatto solleva un unico dito. Com' brutto e strano un
dito, da solo, con quelle grinze alle nocche, i vortici delle
impronte digitali, l'unghia quasi completamente inutile.
Entrambi i bambini, sul sedile posteriore, sono accaldati,
esattamente come capitava a Nelson quando stava covando
un raffreddore, con uno sguardo folle negli occhi, da persona
che soffoca. - Oppure, - continua Coniglio, - c' un
posto che si chiama Rovine del Castello Braden. Che cosa
ne dite delle rovine, piccoli simpaticoni? - La risposta la
sa gi, per cui punta diritto su ci che preferisce fare lui:
- Oppure potremmo tornare tutti quanti a casa a fare un
pisolino -. E una tecnica che ha imparato vendendo auto:
offrire al cliente qualcosa che non vuole per fargli apprezzare
di pi ci che vuole appioppargli lui. Quindi getta
un'occhiata di sbieco a Janice, un po' seccato da quell'aria
distante. Perch sta lasciando tutto il palcoscenico a lui?
Rientra anche lei nella categoria nonni.
Si riscuote e replica: - Non possiamo tornare indietro
cos presto. Potrebbero stare ancora riposando.
- O facendo chiss che cosa, - ribatte lui. Litigando.
Scopando. In Nelson e Pru c' qualcosa di rovente e catastrofico
che li spaventa. Un calore tipico delle coppie
giovani, che hanno sempre in testa il clou delle attivit
di questo mondo: fare figli. Le coppie anziane come lui e
Janice, invece, mandano lo stesso odore stantio dei gambi
dei fiori morti, lasciati l a marcire nel vaso.
- Andiamo al cinema, - suggerisce Judy.
- S, al cinema, - ripete Roy, facendo casualmente, con
queste tre parole, una buona imitazione della voce di un
adulto, come se nel sedile posteriore avessero raccattato
un autostoppista.
- Facciamo un patto, - propone lui. - Prima andiamo
ai Jungle Gardens, e se c' un giro guidato oppure pensate
che potreste annoiarvi, tagliamo la corda e vadano pure
all'inferno. Altrimenti diamo un'occhiata a questi fenicotteri
rosa e dopo compriamo un giornale di Sarasota
per vedere cosa c' al cinema. Roy, sei grande abbastanza
da startene l a sedere buono buono per tutto un film? -
Quindi mette in moto e innesta la marcia.
- Durante Dumbo, - li informa Judy, - si  messo a piangere
talmente forte che mamma ha dovuto portarlo fuori.
- La mamma di Dumbo... - attacca a spiegare il piccolo,ma poi scoppia a piangere.
- S, - conviene lui, inserendosi di nuovo sulla 41 e parlando
verso la parte posteriore. - Era dura, stare imprigionati
in quell'automobilina. Il problema erano le proboscidi,
ricordi? Per poi tutto si aggiusta. Avresti dovuto stare l
fino alla fine, Roy. Altrimenti rimane addosso la tristezza.
- Dumbo diventa una star, - spiega Judy al fratellino
in tono di spregio. - E spara noccioline ai clown cattivi.
Tutta una parte che ti sei perso.
- Questo Disney, per, - dice lui, rivolto un po' a Janice
e un po' al loro ridottissimo pubblico, - aveva una bella
presa sulla gente. Ma per capirlo bisogna essere cresciuti
durante la Grande Depressione. Anche Nelson, vostro
padre, non  riuscito a reggere Biancaneve quando l'hanno
rimesso in programmazione.
- A pap non piace niente, - confida Judy. - Soltanto
i suoi stupidi amici.
- Quali amici? - chiede Coniglio.
- Oh, i nomi non li so. Slim e roba del genere. La mamma
li detesta e non vuole pi uscire di casa.
- Come non vuole?
- Dice che ha paura.
- Paura? Di che cosa?
- Harry, - borbotta Janice al suo fianco. - Non fare il
terzo grado ai bambini.
- Ha paura di Slim, - risponde Roy, tirando fuori la voce
come se volesse sentirla.
Judy gli d una botta. - No, pap non ha paura di Slim,
scemo, ha paura degli altri.
- Quali altri?
- Harry! - esclama Janice.
- Dimentica che te l'ho chiesto, - grida allora lui rivolto
alle proprie spalle, ma le sue parole vengono coperte da
uno strillo: Roy ha afferrato i capelli di Judy e non vuole
pi mollarli. Mentre si volta per dividerli, a Janice salta
un punto della camicia. Lui sente il filo rompersi anche se
proprio in quel momento lo sta sorpassando un immenso
camion a nove assi, le cui traballanti fiancate bianche annunciano
MAYFLOWER UGUALE TRASLOCHI, e che lo risucchia
di lato, tanto che deve attaccarsi con forza al volante
della Camry. Una barchetta di latta in un mare troppo
agitato. I giapponesi non costruiscono tenendo conto di
tutta la gamma delle possibili situazioni americane. Esattamente
come diceva Nelson a proposito del furgone, ovvero
che il vento lo ha spinto per tutta la 422. Sta di fatto
che qualcosa bisogna pur vendere. Non ci si pu limitare
a star l tutta la vita, lasciandosi andare alla deriva. Non
possiamo vendere tutti le Lamborghini.
Ai Jungle Gardens le cose vanno meglio di quanto avrebbe
osato sperare. Una grande bottega piena di oggetti fatti
con le conchiglie, o comunque simili a quelli che Janice ha
sistemato sugli scaffali di casa, d su un parco in miniatura.
Da una parte si pu andare alla Mostra dei Rettili e
ai Giardini di Cristo e dall'altra alla Mostra degli Uccelli.
Optano tutti per quest'ultima, con il risultato che si ritrovano
a osservare alcuni sbrindellati pappagalli dall'aria seccata
che vanno in bicicletta o in altalena oppure zompano
attraverso un anello. Di li si dirama una tortuosa stradina
in cemento, denominata Sentiero della Giungla, lungo
cui si sfila lentamente e disciplinatamente davanti a radici
muschiose e a rocce stillanti acqua, incontrando a ogni
curva una nuova modesta meraviglia: un trio di scimmie
ragno dalle lunghe braccia pelose e dai musi preoccupati,
una gabbia di fringuelli che vorticano qua e l velocissimi,
di trespolo in trespolo, come l'instancabile meccanismo di
un orologio complesso, un fico della pagoda simile a quello sotto cui Buddha ricevette l'illuminazione. Coniglio si
chiede come se la passi il Dalai Lama, dopo tutto quell'esilio.
Continuer a credere in Dio uno circondato da gente
che non fa altro che dirgli che Dio  lui?
I quattro Angstrom arrivano al Lago dello Specchio, dove
galleggiano alcuni cigni muti, e alla Laguna dei Fenicotteri,
dove, come promesso da Bernie, interi stormi di volatili,
di un irreale colore rosa-arancio, dormono in piedi, simili
a tanti enormi lecca lecca, ciascun corpo una palla dentro
cui in un modo o nell'altro sono raccolti la zampa a riposo,
il collo e la testa. Il tutto tenuto in equilibrio sull'altra
zampa, che  della larghezza di una matita, su un bizzarro
piede coriaceo. Altri esemplari, quasi altrettanto mirabili,
sono svegli e vagano qua e l, procedendo con passo felpato.
- Guardate come si piegano per bere, - dice lui ai nipotini,
abbassando la voce come in presenza di qualcosa di
sacro. - Sottosopra. Il loro becco  come un mestolo, che
funziona dal di sotto -. E se ne stanno l a bocca aperta,
quattro esseri umani, come se l'immenso spazio che separa
i remoti pianeti fosse stato annullato, tanto appaiono diversi
da loro questi esseri viventi. La Terra  fatta di molti
pianeti, che si incrociano solo di tanto in tanto. Persino fra
loro stessi, del resto, si frappongono dei veli, per quanto
parlino lo stesso linguaggio, siano privi di penne e bevano
tutti quanti da sopra e non da sotto, secondo la norma.
Dopo i fenicotteri rosa, la stradina li porta a uno snack
bar dentro un padiglione, a una mostra di conchiglie e farfalle,
a un laghetto di pesci rossi e a una gabbia di pantere
nere, proprio come lui aveva promesso a Roy. Il bimbo fissa
con i suoi occhi scuri il silenzioso andirivieni degli animali,come se si trovassero al centro di un mulinello capace
di risucchiarlo. Fissata a un palo, accanto a uno spiazzo in
cui alcuni pavoni strascicano senza tregua le loro sgargianti
piume nella polvere, ecco una macchinetta di quelle che
quando Harry era giovane distribuivano manciate di noccioline
o di pistacchi: le si trovava in quasi ogni stazione
di servizio e negozio di alimentari. Ed  proprio l che lui
compie la sua storica gaffe. Mentre i suoi tre cari vanno
avanti, pesca dalla tasca una moneta da dieci centesimi e la
inserisce nella fessura, ricevendo in cambio una manciata
di oggetti scuri e secchi, che si mette a mangiare. Non sono
esattamente noccioline, forse sono una specialit della
Florida, e hanno un sapore talmente secco e raffermo da
renderle amare. Ma chi pu sapere quanto tempo passino
quelle macchine in attesa di un cliente? Quando ne offre
un po' a Judy, per, lei li guarda, li annusa, poi solleva il
viso con uno sguardo pieno di puro stupore. - Nonno! -
grida. - E roba da dare da mangiare agli uccelli! Nonna!
Ha mangiato il cibo per gli uccelli! Delle pallottoline scure
che sembrano merde di coniglio!
Janice e Roy si accostano per vedere, e lui tiene aperta
la mano come a esibire il vergognoso reperto. - Non lo
sapevo, - si difende debolmente. - Non c' nessun cartello,
n niente -. E in preda a una sensazione curiosa, si
sente vagamente stordito e nauseato, ma oltre a ci, fuori
della calda mole rinchiusa dentro la sua pelle, l'atmosfera
gli appare invasa da un generale senso di degrado. Per un
attimo vede la propria vita come una sciocchezza cui sar
un sollievo rinunciare.
Soltanto Judy ride veramente, una risata che, emergendo
dalle delicate fattezze del suo volto dai denti perfetti,
appare forzata; Janice e Roy hanno semplicemente
un'espressione triste e un po' perplessa.
- Nonno, - dichiara Judy, -  la cosa pi stupida che io
abbia mai visto fare.
Lui sorride, e annuisce alla rigonfia altezza da cui sovrasta
la bambina; ha il fiato corto e palpiti di dolore gli
attraversano il torace. In bocca un sapore acido che si fa
pi intenso. Gira la mano, quella sua mano gonfia e piena
di cheratosi, le cui dita sono abbastanza lunghe da reggere
una palla da basket da sopra, e sparge le pallottole in
modo che i pavoni possano mangiarle. Uno di essi, color
bianco sporco, strascicando nella polvere l'eterea coda, occhieggia
quel cibo in forma di stronzo, senza per mettersi
a becchettarlo. Vuoi vedere che forse era proprio cibo
per uomini? Comunque la giornata di Coniglio ha subito
un brutto colpo: quando si allontanano lungo la stradina,
soltanto Judy  allegra. Le sue chiacchiere coprono un improvviso
grido carico di angoscia che esplode alle loro spalle,
il verso dei pavoni.
Ormai stanchi dei Jungle Gardens, si inoltrano per una
stradina che costeggia un tratto ulteriore di quel lago buono
per tanti usi, passano oltre una gabbia dove sonnecchia
un gattopardo solitario, alcune piantagioni di cactus, una
pozza nera dove un cartello annuncia la presenza di un sistema
di monitoraggio dell'acqua, senza peraltro che loro
vedano niente, forse perch non sanno che cosa sia un sistema
di monitoraggio dell'acqua, pi una gabbia di pappagalli
e are a cui la loro stessa policromia del piumaggio e
complicazione del becco sembrano pesargli addosso. Essere
una creatura  un inferno. Si  intrappolati in s stessi,
dentro il proprio codice genetico, pi rigidamente che in
una gabbia. Nell'ultimo recinto, un alto em scarmigliato
e un nand attaccano i fili della rete metallica con dolenti
e morbidi schiocchi del becco coriaceo. Attraverso gli
stessi fili sbirciano i loro grandi occhi dalle lunghe ciglia.
Clip. Tap. Clip, dicono i loro ostinati, mesti becchi, senza
senso. Chiss, forse stanno catturando degli insetti invisibili
agli occhi dell'uomo. Oppure stanno delirando, come
dei vecchi balordi.
Lui si sente tornare in bocca il sapore acido delle pallottole
e del viscidume giallorosso che nei McDonald's viene
messo sugli hamburger, con i mollicci sottaceti verdi,
e invoca Dio di dargli la forza di smettere di mangiare. Al
suo fianco, Janice gli tocca il dorso della mano che lui lascia
pendere inerte con quello della sua. - E stato un errore
naturale, - dice.
- Come tutti quelli che faccio io, - replica lui. - Tutti
naturali.
- Non essere cos negativo, Harry.
- Non lo sono affatto.
- Continui a pensare a Nelson, - lo incalza lei. Ecco dunque
che cos'era a preoccuparla. A preoccupare lei, non lui.
- Stavo pensando agli em, - confessa.
- Andiamo a vedere se i bambini vogliono qualcosa nella
bottega dei souvenir, - propone lei. - Poi compriamo
un giornale. Non vedo l'ora di chiudermi in un posto con
l'aria condizionata -. Entrati nella bottega, a Judy comprano
una bella conchigliona lustra e a Roy uno sbalorditivo
murice bianconero, con lunghe punte acuminate che il
bambino si mette immediatamente a sfregare sulle superfici
lisce, per esempio sul corrimano verniciato che porta
al parcheggio, e persino sulla Camry, se lui non si chinasse
ad afferrare quel piccolo delinquente per la molle manina.
Harry detesta le conchiglie. Ogni volta che le vede non pu
fare a meno di pensare alle fameliche, flaccide creature che
ci vivono, con cuore, bocca, ano, sistema nervoso e deboli
occhi, in fondo al mare, un mondo freddo e tenebroso,
a met strada sulla via della morte. Trova intollerabile il
pensiero del mondo subacqueo con tutte le cose che ci vivono,
divorandosi a vicenda, penetrando nelle conchiglie,
succhiandosi fuori a vicenda le viscere filacciose.
In loro assenza l'interno dell'auto si  fatto di un calore
rovente. Il sole della Florida ha arso le minuscole nubi
simili a tante scie di jet ormai vecchie, lasciando soltanto
una distesa di azzurro puro sopra le palme e i tetti in stile
spagnolo. Il caldo e il peso della vita di famiglia hanno stordito
i bambini; quando si fermano in un Joy Food and Gas
per comperare una copia del Sentinel di Sarasota, non
chiedono niente. Il film per il quale optano tutti e quattro
 Una donna in carriera, in programma alle due e tre quarti
in un parco che poi si scopre essere a diverse miglia di
distanza, lunghe miglia di Florida, tutte un miraggio, piene
di macchinone americane, bianche, leziose, superpotenziate,
guidate da vecchi tanto rattrappiti da arrivare a stento a
vedere al di l del cofano. In quella parte del mondo, ogni
volta che si arriva in un posto senza essere incappati in uno
scontro frontale, lo si deve alla medicina geriatrica, alle pillole
stimolanti, alle iniezioni di vitamine, agli anticoagulanti.
Sebbene Judy giuri che Roy al cinema c' gi stato, il
piccolo non sembra capire che non si pu chiacchierare
come se si fosse nel soggiorno di casa propria. Continua a
chiedere con tono lamentoso il perch di ogni cosa: - Perch
quella li si toglie i vestiti? Perch  cos arrabbiata con
quello l? - Del film a Harry piacciono i momenti in cui
si vede che Melanie Griffith, nella sua biancheria intima
da troia, ha addosso un po' di onesto grasso, non come
la maggior parte di queste anoressiche di Hollywood,
e poi quando piomba a casa del suo ragazzo, trovandolo
in compagnia di una pupa completamente nuda, che dovrebbe
essere italiana come lei ma che diversamente da
lei non aspira affatto a diventare una trafficona yuppie
di Wall Street, che lo sta montando a cavalcioni: il lungo
fianco nudo, levigato, sembra quello di una trottola di mare,
mentre le tette dal capezzolo nero occupano tutto lo
schermo per cinque secondi buoni. Ma l'intreccio, come
anche la farsa dei due protagonisti che si imbucano in un
matrimonio dell'alta societ, gli pare di averli gi visti una
quarantina di anni prima, con Cary Grant o Gary Cooper
e Irene Dunne o Jean Arthur. Quando poi Roy chiede ad
alta voce: - Perch non ce ne andiamo? - lui esce volentieri
nell'atrio con il bambino, lasciando l Janice e Judy a
godersi il film in pace.
Fuori, divide con il nipotino un sacchetto di popcorn,
provando intanto un videogame che si chiama Annientamento.
Sebbene si sia sempre considerato in buona forma
quanto a coordinazione occhio-mano, non riesce a colpire
neanche uno solo dei mostri spaziali che scorrono via dimenandosi
e torcendosi in grafica computerizzata. Roy, dal
canto suo, non va meglio. E tanto piccolo che per arrivare
al video dev'essere tenuto in braccio, finch il suo peso,
mentre si dimena e si contorce, provoca al nonno un dolore
alle spalle. - Be', - conclude Harry, una volta recuperato il
fiato, - se dipendesse da noi il mondo verrebbe invaso dai
mostri spaziali -. Il bambino, che ormai si sta abituando a
lui, gli sta addosso, con un alito che sa talmente di popcorn
da dargli un po' di nausea; un lieve, inconsapevole flusso di
alito infantile che a Coniglio fa venire in mente il beccuccio
di ventilazione che si trova sopra il sedile negli aerei.
Quando la folla degli spettatori esce dalla sala 3, Janice
annuncia: - Credo di aver bisogno di trovarmi un lavoro.
Harry, ti piacerei di pi se fossi una donna in carriera?
- In quale dei nostri due stati di residenza lavoreresti?
- In Pennsylvania, ovviamente. La Florida  per le vacanze.
L'idea non gli piace. Ha qualcosa di poco chiaro che lo
mette in agitazione, come i rendiconti di novembre della
Springer Motors. - Che cosa potresti fare?
- Non so. Non lavorerei certamente al terreno. A Nelson
non piace averci tra i piedi. Potrei magari vendere qualcosa.
Mio padre era un venditore, e lo  anche mio figlio,
dunque perch non dovrei esserlo anch'io? Una venditrice.
Coniglio non sa che cosa rispondere. Dopo tutti questi
anni in cui le  rimasto accanto malvolentieri non pu certamente
pensare di mettersi a implorarla di restargli vicina,
ma l'impulso  quello. Di conseguenza cambia discorso.
- Come finisce il film, Judy?
- Bene. L'uomo del matrimonio crede alla sua storia e
lei si fa uno studio tutto suo, con una finestra, mentre la
sua orrenda capa si rompe una gamba e perde l'uomo che
piaceva a tutt'e due.
- Povera Sigourney, - commenta lui. - Sarebbe dovuta
rimanere con i gorilla -. Torreggia di parecchie teste sul
suo piccolo gregge, li nell'atrio del cinema, mentre le maschere
si aggirano qua e l, munite di sacchetti verdi per
la spazzatura e di funi di velluto rosso, preparando la sala
per lo spettacolo delle cinque. - Allora, vecchi miei. Che
cosa facciamo? Che cosa ne dite del minigolf? O andiamo a
St Petersburg, dove c' quel ponte incredibilmente lungo?
Il labbro inferiore di Roy attacca a tremolare; fa tanta
fatica a spiccicare le parole che Judy traduce per lui: - Dice
che ha voglia di andare a casa.
- E chi non ce l'ha? - conviene Janice. - Il nonno stava
soltanto scherzando. Non hai ancora capito com' fatto
tuo nonno, Roy? E un gran giocherellone.
Davvero? Non ci aveva mai pensato. Qualche volta gli
capita solo di dire qualcosa tanto per buttare l una battuta, per alleggerire un po' l'atmosfera.
Judy sorride con aria saputa. - Fa finta di essere cattivo, - dice.
- Grrr, - ringhia lui.
In quaranta minuti, con il tipico traffico da ora di punta
nella Florida sudoccidentale, arrivano all'uscita di De
Leon, a Pindo Palm Boulevard e al ben vigilato ingresso
del Valhalla Village. Saliti al 413, Pru e Nelson appaiono
freschi di doccia e si comportano come se niente fosse.
Dai gitanti si fanno raccontare tutto, soprattutto l'incredibile
vicenda del nonno che ha mangiato lo schifoso
cibo per uccelli, poi Pru si accinge a preparare la cena,
ordinando a Janice di lasciarla fare, e Nelson si sistema
sul divano davanti al televisore con un bambino su ciascun
ginocchio, risvegliando nel padre un accesso di gelosia
e un senso di ingiustizia. Questo scorbutico prima
passa tutta la giornata a scopare la sua rossa, e poi viene
trattato come un eroe dai due mocciosi che lui si  scarrozzato in giro sfiancandosi.
Coniglio si siede nella poltrona di fronte al divano, dalla
parte opposta del tavolo di vetro, e lo punzecchia delicatamente.
- Sei riuscito finalmente a dormire? - chiede.
Nelson coglie il tono e lo guarda in tralice con i suoi
occhi scuri e sfuggenti, leggermente socchiusi come quelli
di un gatto irritato. - Ieri sera sono andato a mangiare un
boccone e sono rimasto un po' troppo al bar, - risponde.
- Ti capita spesso?
Facendo un cenno con gli occhi Nelson indica le teste
dei bambini, appena sotto la sua faccia: guardano la TV ma
forse stanno anche ascoltando. I bambini hanno le orecchie
lunghe, come dice il proverbio. - Nah, - risponde infine.
- Solo che, quando sono teso, ogni tanto mi fa bene staccare.
Pru lo capisce. Non  niente.
Coniglio gli tende generosamente la mano. - Non sono
affari miei, eh? Sei maggiorenne. Per avresti almeno
potuto telefonare. Voglio dire, una persona educata lo
avrebbe fatto. Nessuno di noi ha potuto godersi la cena,
non sapendo che cosa ti fosse successo. Non siamo quasi
riusciti a mangiare.
- Ho cercato di telefonare, pap, ma il vostro numero di
qui non l'ho ancora imparato e nel posto dov'ero una testa
di cazzo aveva rubato la guida del telefono.
-  la versione di questa sera? Stamattina tua madre
mi ha detto che in realt avevi telefonato, ma che noi eravamo gi a cena.
-  vero anche questo. Prima ho provato da una cabina
sulla superstrada, e poi in questo locale non c'era la guida.
- Che locale era? Secondo te lo conosco?
- Non ho idea di dove sia, - risponde Nelson. - Da
queste parti mi perdo. Sembra tutto un unico ipermercato.
Se c' una cosa bella della Florida  che al confronto la
Pennsylvania pare incontaminata.
Il commentatore del telegiornale locale sta dando le ultime
notizie sui trichechi. Diversi branchi di trichechi
continuano ad abitare sia le zone di acqua tiepida, ricche
di nutrimento, sia i tradizionali ricoveri invernali, visto
che il bel tempo continua, con temperature intorno ai ventotto,
trenta gradi. In ogni caso le rotte marittime sono
allertate: naviganti, riducete l'andatura a mezza velocit.
Per tutto il weekend gli avvistamenti di trichechi rimangono
probabili in quasi tutta la Florida sudoccidentale.
- Dicono sempre cos, - fa Coniglio, - ma in realt io non ne ho mai visto uno.
- Perch non vai mai per acqua, - ribatte Nelson. - 
da stupidi vivere quaggi come voi e non avere una barca.
- Che cosa me ne faccio? Io detesto l'acqua.
- Impareresti ad amarla. Potresti andare a pesca in tutto
il Golfo. Non hai abbastanza da fare, pap.
- Ma chi pu avere voglia di pescare, se  appena appena
una persona civile? Far penzolare un po' di carne morta
davanti a una povera creatura senza cervello e poi tirarla
su con un gancio ficcato nel palato? Pescare  la cosa pi
crudele che la gente possa fare.
L'annunciatore, un biondo che si  laccato i capelli fino
a farli diventare rigidi come una parrucca, li informa ancora:
Una femmina adulta, con il suo piccolo,  stata avvistata
mercoled a mezzogiorno, diretta a terra, nella zona
del Cape Coral's Bimini Canal, a circa un miglio e mezzo
dal Bimini Basin. Simili avvistamenti significano che, sebbene
un gran numero di componenti del branco Caloosahatchee
si sia nuovamente spostato nelle acque aperte del
fiume e delle baie interne, alcuni esemplari isolati si possono
ancora incontrare in acque riparate. Chi ha notizie
di trichechi morti o feriti chiami ri-800-342-1821. E il
numero scorre sullo sfondo di una famiglia di trichechi che
se la spassa sguazzando nell'acqua. Invece, - conclude il
biondo nel chiassoso tono che assumono gli annunciatori
quando vedono approssimarsi il break pubblicitario - Chi
volesse riferire l'avvistamento di un tricheco chiami la Linea Calda Trichechi, il 332-3092.
Volendo dare una rinfrescata al rapporto che ha stabilito
con Judy, Harry le chiede ad alta voce: - Ti piacerebbe
avere un solo dentone come quella mamma tricheca? - Ma
la bambina sembra non sentire, il visino chiaro fisso su uno
di quegli spot dell'uva passa californiana con gli acini che
cantano e danzano come tanti ballerini neri. In fila come
i vecchi Mouseketeers. Dove saranno finiti? Genitori di
mezza et anche loro, ormai. Jimmie  morto qualche anno
fa, ricorda di aver letto. Morto giovane. Succede. Roy si
sta succhiando il pollice, mentre la testa gli si inclina contro
il petto di Nelson. Che ha ancora la camicia a righine
rosa e colletto bianco che si era messo per l'aereo, come
se non possedesse nulla di pi frivolo tipo una maglietta a manica corta.
- Domani, - promette Coniglio a voce alta, rivolto a
chiss chi, - esco in mare. Judy e io affittiamo un Sunfish.
Ho sistemato tutto con il figlio di Ed Silberstein, al Bayview Hotel.
- Mah, - replica Nelson. - Saranno sicuri quegli aggeggi?
Coniglio si sente offeso. - Cristo, sono dei giocattoli. Se
si ribaltano, basta sedersi sulla deriva e si raddrizzano. Si
vedono continuamente dei bambini di dieci, undici anni
che ci scorrazzano per tutta la baia.
- Gi, per Judy non ha neanche nove anni, le manca
ancora un mese. Mentre, senza offesa pap, tu sei ben
avanti con gli anni. Oltre a non essere affatto un lupo di
mare, stando a ci che hai appena detto.
- Okay. Allora domani fa' qualcosa tu con i tuoi figli.
Intrattienili tu. Io ci ho passato pi di otto ore, oggi, tirando
fuori pi di ottanta carte.
- Si presume che dovresti morire dalla voglia di fare cose
del genere. Sei il loro caro vecchio nonno, vedi di non
scordartelo -. Quindi Nelson si addolcisce un po'. - Andare
in Sunfish  una buona idea. Per sta' attento che si
metta il giubbetto salvagente.
- Perch non venite anche voi? Tu, Pru e la Bella Addormentata
che tieni in braccio.  una spiaggia fantastica.
La tengono pulita.
- Forse s, se posso. Aspetto una telefonata per le due.
- Dalla concessionaria? Non ce la fanno neanche per
una settimana, da soli?
Nelson finge di non sentire, nascondendosi dietro i rumori
del televisore. Stanno trasmettendo uno dei nuovi
spot pubblicitari della Toyota, quello con la venditrice nera
che alla fine balza in aria insieme al cliente, e l rimangono
entrambi, immobili. - No, - risponde intanto Nelson, a
voce talmente bassa che Coniglio quasi non lo sente. - 
un contatto che ho preso qui.
- Un contatto? Per fare?
Nelson si porta un dito alle labbra, per segnalargli che
non devono svegliare Roy.
Al che Coniglio torna a punzecchiare. - A proposito di
cifre, continuo a cercare di farmi tornare in mente che cosa
mi sembrava fuori posto in quel rendiconto di novembre.
Forse il dato dell'usato, un po' basso per questa stagione.
Di solito  alto, al lancio dei modelli nuovi.
- L'uscita di scena di Reagan ha fatto spaventare chi
ha i soldi, - risponde Nelson, ancora a voce bassissima.
- Inoltre Lyle ha introdotto un nuovo sistema di contabilit,
per cui pu darsi che abbia rinviato la registrazione al
mese successivo e che i dati compariranno nei rendiconti
di dicembre. Non preoccuparti, pap. Tu e la mamma godetevi
la Florida. E basta. Hai lavorato duro tutta la vita.
Ti sei guadagnato un po' di riposo.
E il ragazzo, come per escludere la possibilit che la sua
sia stata una battuta ironica, bacia Judy sulla testolina lustra,
color carota. La luce azzurrognola dell'apparecchio
televisivo penetra nella chiazza triangolare di calvizie progressiva
che gli si sta formando tra le tempie, sempre pi
alte. Generandolo, lo ha dato in ostaggio alla sorte. Vedere
un figlio che sta perdendo la battaglia contro il tempo 
ancora pi triste che accettare la propria sconfitta.
- Signore e signori, - grida Pru dalla cucina verde acqua, - la cena  servita.
La sua cena  pi elaborata di quelle che prepara Janice:
come primo un minestrone chiaro e speziato, pi un'insalata
a parte e un pesce fresco, bianco, cotto sulla griglia
della cucina economica, che Janice non si d mai la pena di
usare. E diventata una che riscalda sempre gli avanzi nel
forno a microonde, oltre comprare spesso prodotti congelati
al Winn Dixie, fettine di carne, peperoni ripieni, zuppe
di pesce, nei loro contenitori di alluminio che si possono
gettare nel tritatutto. Non  mai stata una grande massaia,
e ora anche la tecnologia le d una mano. I contorni che
serve Pru, riso integrale, pisellini teneri e cipolline, hanno
un gusto fine e delicato, che lui sente diretto a s stesso,
un messaggio personale che gli altri consumano senza
saperlo. - Squisito, - le dice. - Che pesce ?
- Snook, mi hanno detto, - risponde lei. - Eh? ho
chiesto, e loro mi hanno ripetuto snook. Sembrava una villanata
tale che mi sono messa a ridere. Ma di fresco non
avevano altro. Il pescivendolo mi ha detto che appartiene
alla famiglia del luccio, o del persico, non ricordo bene.
-  andata da quel piccolo pescivendolo che c' dietro
a Ekerd's, dove a me non  mai venuto in mente di entrare,
- gli spiega Janice, continuando poi rivolta a Pru:
- La nostra generazione non ha grande familiarit con il
pesce. Ricordo soltanto che ogni tanto mio padre portava
a casa un quarto di gallone di ostriche del Chesapeake in
guscio, che per mangiava soltanto lui.
A Harry, nella sua voce cos tipicamente da Ohio, vagamente
roca, personalmente mirata, Pru spiega: - Il pesce
di acqua profonda, ricco di olio - in particolare quello azzurro
- contiene un sacco di Epa, un acido che fa effettivamente
diventare meno denso il sangue, oltre ad abbassare
il livello dei trigliceridi.
Lei s che si prenderebbe cura di me, pensa lui. E si lamenta
scherzosamente: - Perch diavolo si preoccupano
sempre tutti per il mio colesterolo? Devo avere un aspetto tremendo.
- Sei di costituzione robusta, - ribatte Pru, parole che lo
trafiggono come un dardo amoroso. - A mano a mano che
invecchiamo, la proporzione del grasso corporeo, e con essa
quella delle Ldl, ovvero delle lipoproteine a bassa densit,
il tipo peggiore di grasso, va aumentando, mentre quella
delle proteine ad alta densit - le buone - rimane costante.
Di conseguenza il rapporto cresce, facendo crescere anche
il pericolo che l'APO B aggredisca le arterie. Inoltre non
si fa pi movimento come una volta, quando tutti avevano
dei campi da coltivare, e quindi non bruciamo i grassi.
- Quante cose sai, Teresa, - esclama Janice, non esattamente
contenta di essere messa ai margini del palcoscenico
e usando il nome di battesimo di Pru come un piccolo
rimbrotto, un invito a stare al suo posto.
L'altra abbassa lo sguardo, calando di qualche tono la
voce. - Ho seguito un corso alla sezione distaccata a Brewer
della Penn State, ricordi? Pensavo addirittura che quando
Roy andr a scuola a tempo pieno potrei trovare qualcosa
di cui occuparmi, e potrebbe proprio essere la scienza
dell'alimentazione, oppure la dietetica.
- Voglio trovare un lavoro anch'io, - dice Janice, infastidendo
Harry con la sua intromissione nella modesta
conferenza di Pru sul suo, proprio il suo nello specifico,
secondo lui, grasso interno. - Nel film che abbiamo visto
oggi pomeriggio, tutte quelle donne che lavoravano nei
grattacieli di New York mi facevano morire di gelosia -.
Janice un tempo non aveva l'abitudine di esibirsi. Ma da
quando sua madre  morta e loro due si sono comprati questo
appartamento,  andata elaborando un'irritante certezza,
la presunzione che il mondo sia il suo palcoscenico e che il
suo show stia andando benissimo. Al Valhalla Village  una
delle donne pi giovani, fa parte di diversi comitati di condominio.
Da quelle parti, gi il fatto di non essere rimbambiti
 considerato un grosso evento. Quando sono andati
al seder dei Drechsel, si  scoperto che era la pi giovane,
tanto che  toccato a lei porre le quattro domande di rito.
- Nelson trae qualche beneficio da tutta questa scienza
della nutrizione? - chiede lui a Pru, geloso.
- Non ne ha bisogno, - risponde lei. - Davvero. Non
mangia quasi niente, e poi ha moltissima energia nervosa.
Un po' di lipidi in pi non gli farebbero male. Ma i bambini...
pare che passati i due anni il livello del colesterolo
nel sangue dei bambini americani sia molto spesso troppo
alto. Quando hanno fatto l'autopsia ai giovani morti nella
guerra di Corea, tre quarti di loro avevano troppo grasso nelle coronarie.
A lui sta cominciando a dare noie il torace, gli fa male.
L'interno del suo corpo gli fa lo stesso effetto del mare:
un luogo oscuro, umido, brulicante di cose a cui non vuole pensare.
Nelson non ha fatto nulla per contribuire alla conversazione
ma ha tirato spesso su col naso, la striscia di pelle
nuda che esibisce sopra i baffi  arrossata. Si allunga
all'indietro e abbandonando nel piatto lo snook mangiato
soltanto a met annuncia con aria di sufficienza: - Se non
sar una cosa a ucciderti, dico io, sar un'altra -. Sebbene
tenga i palmi sul bordo del tavolo, le sue mani tremano, i nervi vibrano.
- Non  il che cosa a preoccuparci, - ribatte suo padre,
- ma il quando.
Janice ha un'aria agitata, il suo sguardo continua a spostarsi
dall'uno all'altro. - Cerchiamo di stare allegri, - esclama.
Come dessert Pru serve loro un sorbetto di yogurt, che
pare sia molto meglio del gelato, assolutamente privo di
colesterolo. Conclusa la cena, lui ciondola attorno al ripiano
della cucina quanto basta per frugare nel cassetto
dei biscotti e ingozzarsi, senza farsi vedere, di tre Cameo
alla vaniglia e un pretzel rotto. Da quelle parti, il tipo di
pretzel che fanno a Brewer non si trova, per al Sunshine
ne vendono un tipo abbastanza grosso, in scatola, che non
 totalmente privo di sapore. Harry ha l'impulso di aiutare
Janice con i piatti, ma lo reprime; in definitiva si tratta
semplicemente di mettere i piatti nella lavastoviglie: quale
altro contributo avrebbe dato sua moglie alla cena? I piedi
gli fanno male per tutto il camminare di quel giorno;
ha un paio di dita che con il tempo le scarpe hanno storto
quanto basta perch, l'unghia dell'uno, se non le tiene corte,
vada a ficcarsi in quella dell'altro. Pru, Roy e Nelson
si ritirano in camera loro e lui si siede un po' a guardare
la TV, mentre Judy, il telecomando in mano, salta avanti e
indietro tra I Robinson, uno spettacolo sul ghiaccio e un
preoccupante documentario sugli stranieri che si stanno
appropriando dell'economia americana, e poi tra Cin cin
e un film imperniato sul salvare una ragazzina quattordicenne
dal diventare una prostituta come la madre. Quanti
drammi, pensa lui, quante risate in scatola, quante lacrime
recitate, quanta fatica per essere felici, coraggiosi, quanti
sforzi sprecati. L'attivismo instancabile della televisione
lo ossessiona. Sospira e si alza con fatica. Il corpo gli si
affloscia attorno al cuore come una tenda attorno al palo
di sostegno. - Meglio chiudere baracca, tesoro. Domani
abbiamo un'altra giornata campale: andiamo alla spiaggia
e usciamo in barca a vela -. Ma il tono  spento:  forse
proprio questa la perdita pi triste che si subisce con il
passare del tempo, l'affievolirsi dell'interesse nei confronti
di tutto. I loro quattro ospiti sono una pizza; non vede
l'ora che se ne vadano, sabato, l'ultimo giorno del 1988.
Judy continua a tenere lo sguardo fisso sullo schermo,
giocando con il telecomando. - Soltanto la prima parte di
Avvocati a Los Angeles, - promette, passando per intanto
su uno special della ABC intitolato Bambini americani.
Quanti pericoli. In camera Janice sta leggendo Elle, guardando
le foto di certe modelle magrissime dall'aria idiota.
- Janice... - dice Harry, - ho una cosa da chiederti.
- Che cosa? Non mettermi ansia, sto leggendo per farmi venire sonno.
- Oggi, - continua lui, - tra la gente con cui abbiamo
fatto il giro della casa di Edison, ti sembrava che fossi come loro?
Ci vuole un attimo perch lei riesca a mettere a fuoco il
problema, per poi capisce che cosa desidera sentirsi dire.
- Ma neanche per idea, Harry. Eri molto pi giovane degli
altri. Sembravi uno dei loro figli venuto in visita.
Lui decide che  il massimo di conforto che possa pretendere.
- Se non altro, - conviene, - non ero su una sedia
a rotelle. Quindi legge qualche pagina del libro di storia,
sulla battaglia tra la Bonhomme Richard e la Serapis: in
mezzo al letale frastuono delle esplosioni, a un certo punto
il capo cannoniere del primo grida: Tregua! Tregua!
Per amor di Dio! Al che John Paul Jones gli scaric contro
una pistola, abbattendolo. Ma l'invocazione era stata
sentita da Pearson, comandante della Serapis, che grid:
Chiedete tregua? Attraverso il fragore della battaglia,
i colpi di arma da fuoco e il crepitio degli spari arriv allora
la famosa risposta: Io non ho ancora cominciato a
combattere! La Bonhomme Richard, la vittoriosa nave
americana, aveva subito danni tali che il giorno dopo affond,
ma il suo comandante, Jones, presa la Serapis, la
port disalberata in Olanda, esacerbando la gi notevole
irritazione dei britannici. A Coniglio, per, anche tanta
furia e tanto valore sembrano fatica sprecata. Gli pare che
il genere umano sia un vasto, policromo, pullulante corteo
nelle cui file lui procede zoppicando, rimanendo indietro.
Posa il libro sul comodino e spegne la lampada. La striscia
di luce sotto la porta fa filtrare gli spari lontani e le grida
di uno spettacolo televisivo, chiss quale. Si addormenta
con insolita rapidit, senza rivoltolarsi una sola volta sul
cuscino. Le braccia, che di solito lo intralciano, si ripiegano
come i lembi di un lenzuolo. In uno dei suoi sogni si
trova davanti a una porta. La spinge.  la porta a vetri di
un McDonald's, ma non quella attraverso cui si vedeva la
famosa testa a forma di hamburger. Nel sogno lui sa che
dall'altra parte c' una presenza che lo terrorizza, famelica,
immobile, ma spinge lo stesso il battente. Il terrore
aumenta con la pressione, facendolo svegliare: la vescica
duole, imponendogli di andare in bagno. A passare una
notte senza alzarsi non ce la fa pi. Prostata e vescica, che
perdono elasticit come la gomma di verga aurea. E stato
un errore bere quella Schlitz mentre faceva il surf tra i canali
insieme a Judy. Riaddormentarsi non  facile: proprio
mentre cominciava a rilassarsi e il cervello a produrre pensieri
incoerenti, il respiro di Janice prima si fa pesante e
poi affonda in un russare aspro. La striscia luminosa sotto
la porta  scomparsa, ma dai piani e dagli oggetti voluminosi
della camera emana una sorta di luce uniforme color
lavanda, la stessa che serve ai gufi e agli altri animali notturni
per uccidere. Su un tozzo com sta posato il vitreo
rettangolo con la foto del diploma di scuola superiore di
Nelson; su una grassa poltroncina chiara ci sono i pantaloni
di lino che si  tolto: le pieghe del tessuto danno l'idea
di un teschio privo di occhi, stiracchiato come gomma da
masticare. L'aria che filtra dal balcone da sotto le pieghe
della tenda chiusa gli accarezza il volto. Un modo per addormentarsi
consiste nello stendersi sul dorso cercando di
farsi tornare in mente il sogno che stava facendo. Finch
il senso di disagio lo prende come il grosso artiglio di un
pappagallo, con le sue zampe scagliose, rimettendolo di
nuovo a faccia in gi. La prima cosa di cui ha coscienza 
il rumore delle falciatrici sul percorso da golf, accompagnato
dal piagnucolare convulso dei gabbiani.
L'atrio dell'Omni Bayview, a cui si accede superando
una vasta pensilina marrone, attraverso porte scorrevoli di
vetro oscurato come i finestrini di una limousine,  sconvolgente,
praticamente acceca con il suo immenso spazio
e la sua luce, il grande lampadario a forma di prisma, la
fontana scrosciante e l'alta parete di fondo, in cristallo a
lastre, completamente invasa dal panorama della baia di
De Leon: sullo sfondo la spiaggia, e un mare che sembra
una sfavillante tenda azzurro verde appesa alla linea dell'orizzonte,
tra due lingue di terra, isole per ricchi. - Wow! -
sussurra Judy al suo fianco. Pru e Roy, che li seguono, non
dicono niente, ma lo strascicare dei loro sandali rallenta e
si fa sommesso. Si sentono quattro clandestini. La donna
al banco della reception, in marmo nero, ha una carnagione
esotica, la pelle  un miscuglio di africano e indiano od
orientale, tesa sugli zigomi e sull'osso del naso; le palpebre
sono dipinte di un verde metallico, i lobi delle orecchie
coperti da due conchiglie d'oro a coste.
Harry  in preda a un tale timore reverenziale che nel
pronunciare il magico nome che li ammetter a procedere
oltre commette un errore: - Silberstein.
La donna sbatte le sue straordinarie palpebre metalliche,
replicando graziosamente: - Forse intende Mr Silvers. 
il responsabile della spiaggia, questa mattina -. Quindi,
con misericordioso disdegno indica loro la strada attraverso
l'atrio: la sua mano inanellata gesticola come quella di
una danzatrice di Bali, senza per altro rinunciare a brandire
una sottile penna d'oro. Lui guida il suo gruppetto di
seguaci nel vasto spazio invaso dall'aria condizionata su
un pavimento di marmo nero intarsiato di strisce di ottone
che mandano lampi come raggi di sole da una fontana
di alluminio, dando l'idea di un organo a canne, e sotto un
remoto soffitto formato da penduli rettangoli di metallo
dorato, in tutto simili a quelle strisce luccicanti che i contadini
appendono per spaventare e tenere lontani gli uccelli.
Una rampa di scale in discesa reca l'insegna piscina e
spiaggia in caratteri austeri come quelli che si vedono sulle
facciate degli uffici postali. Dopo aver sbagliato direzione
una volta nei lattei corridoi a terrazzo del piano terra ed
essere incappati in una porta contrassegnata con la scritta
riservato al personale, lui e il suo gruppetto di seguaci
trovano finalmente Gregg, il figlio di Ed Silberstein,
in un'area di vetro sulla strada che conduce alla piscina
dell'albergo, o meglio, alle piscine, visto che Harry se ne
trova davanti tre, incastrate l'una nell'altra come i pezzi di
un test di intelligenza: una per chi vuole toccare, un'altra
per i tuffi e un'ultima lunga, divisa in corsie. Gregg  un
giovanotto riccioluto, dalla pelle scura come un arabo per
effetto della vita all'aperto che conduce, avanti e indietro
dalla spiaggia per tutto il giorno. In un succinto costume
nero elasticizzato all'europea e con la parte superiore di
una tuta con cappuccio su cui si legge il logo pentagonale
dell'Omni,  meno alto del padre: la mascella a mento
aguzzo che ha ereditato, da contabile, appare addolcita
dal sangue materno e dal fatto di lavorare in un posto di
villeggiatura. Sorride, mettendo in mostra dei denti bianchi
come quelli del padre ma pi arrotondati. Quelli di Ed
sono talmente quadrati da sembrare falsi, ma Harry non
li ha mai visti traballare. Quando Gregg parla, la sua voce
sembra troppo giovane in rapporto all'et: i riccioli sono
bordati da volute di grigio, il sorriso evoca sottili rughe
nel viso cotto dal sole.
- Me lo ha detto, mio padre, che sarebbe venuto. Sua
moglie? - Intende Pru, venuta al posto di Janice che, dopo
tutto il trepestare del giorno prima, ha preferito rimanersene
a casa per portare avanti le sue faccende e andare
al corso di aerobica, nonch al gruppo di bridge, oltre
a stare un po' in compagnia di Nelson prima che torni a
casa. Lui si meraviglia che Gregg possa fare una gaffe del
genere, ma poi pensa che deve trovarsi continuamente davanti
uomini in et avanzata con mogli pi giovani. E in
ogni caso Pru non  pi cos giovane. Con quella statura e
quella pelle chiara, potrebbe benissimo essere sua moglie.
- Grazie per il complimento, Gregg, - risponde lui,
tutto sommato con discreta nonchalance, - ma questa 
mia nuora Teresa. Teresa, Pru:  simile a lui persino nel
fatto di avere due nomi, uno per gli intimi e uno per gli
estranei. - E questi sono i miei due nipotini, Judy e Roy.
- Dunque sei tu quella che vuole diventare una velista, -
dice Gregg alla bambina.
Gli occhi di Judy, quando li solleva al volto di Gregg,
l accanto alle piscine, appaiono invasi da una luce celeste
che ne spazza via il verde, riducendo le pupille a due punte
di matita. - Pi o meno.
Muovendosi e parlando in un modo rilassato e deciso,
che lascia intendere come tutta la sua giornata potrebbe
felicemente essere dedicata a loro, il figlio di Ed li guida
a ritroso per i corridoi a terrazzo e si accorda per farsi dare
le chiavi di due stipetti da un ragazzo sistemato dietro
a un tavolino, un giovane nero con i capelli acconciati alla
moicana come si usa adesso - una brutta moda, che lascia
nudi i lati della testa -, poi li accompagna alle porte degli
spogliatoi e mostra loro come si fa a uscire direttamente
sulla spiaggia, dove verr loro incontro per provvedere al
noleggio del Sunfish. - Quanto le devo per tutto? - chiede
Harry, aspettandosi vagamente che sia gratis, una cosa
combinata da Ed in cambio delle venti carte che lui gli ha
dovuto consegnare mercoled per la partita di golf.
Invece Gregg riduce di un filo la sua amabilit, rispondendo:
- Le barche sono riservate all'uso esclusivo degli
ospiti dell'albergo, sono incluse nel prezzo della camera,
ma credo che centoventi dollari per tutti e quattro possano
bastare per stipetti, accesso alla spiaggia e noleggio di due Sunfish per un'ora.
- Non ce ne servono due, - interviene Pru. - L'idea mi terrorizza.
Gregg la squadra da capo a piedi e replica, con un nuovo
vigore nella voce e il vago tocco di cordialit tipico di chi
per lavoro ha a che fare con un sacco di donne: - Non  il
caso di essere terrorizzati, Teresa. Sono inaffondabili, e
il salvagente  obbligatorio. Alla peggio, se si accorge di
aver perso il controllo della barca, basta che lasci andare
la vela e noi verremo a prenderla con la lancia.
- Grazie, ma non  il caso, - insiste Pru, in tono secondo
lui un po' troppo vivace: resta il fatto che lei e questo
giovanotto hanno pi o meno la stessa et. Nati durante il
baby boom. Rock and roll, droga, libert sessuale, forma fisica.
E aspetta che scoprano di essere tutti e due dell'Ohio.
- In questo caso novanta dovrebbero bastare, - conclude
Gregg Silvers, rivolto a lui.
Sembrerebbe un invito a lasciargliene dieci di mancia, ma
si chiede se non sarebbe offensivo, trovandosi li in veste di
amico di famiglia, quindi aspetta che Gregg vada a prendere
la banconota di resto dal ragazzo con i capelli alla moicana
dietro al tavolino. Quando poi si trova solo con Roy nello spogliatoio, Coniglio dice al bambino: - Ges, Roy, il
portafoglio del povero vecchio nonno  rimasto quasi vuoto!
Il bambino solleva verso di lui due occhi color inchiostro
pieni di spavento. - Ci metteranno in prigione? - chiede,
con la voce acuta e tersa come le canne di un organo.
Lui scoppia a ridere. - Da dove ti  venuta un'idea del genere?
- Il pap non pu soffrire la prigione.
- E a chi potrebbe piacere? - replica lui, dubitando
che il bambino abbia tutte le rotelle a posto. Non capisce,
per esempio, che per infilarsi il costume da bagno
bisogna slacciare la stringa alla vita e mentre  li che si
arrabatta e agita, il suo minuscolo pene sporge diritto,
non pi lungo di quanto  grosso, grazioso come un fungo
chiodino.  circonciso. Coniglio si chiede come sarebbe
stata la sua vita se avessero circonciso anche lui. Secondo
alcuni giornali, il prepuzio  come una palpebra: senza di
esso, il glande, perennemente esposto, perde di sensibilit
e la pelle si indurisce, a furia di strofinare contro la
stoffa. In una lettera che ha letto una volta su una rivista
porno un tale, dopo essersi fatto circoncidere in et non
pi giovanissima, affermava che il piacere e la pulsione
erotica erano talmente diminuiti da fargli pensare che da
circonciso non valesse pi la pena di vivere. Se Harry avesse
ceduto meno alla pulsione, sarebbe stato una persona
pi affidabile, ma non gli potrebbe mai venire in mente
di farsi aprire l'occhio che porta laggi in basso. Quando
ti viene un'erezione, senti la pelle che si ritira dolcemente;
come quella panna gelata che veniva via quando
sollevava il cappuccio di carta delle bottiglie del latte di
un tempo. A giudicare dall'aspetto intorpidito del suo
cazzetto, Roy diventer un solido cittadino americano.
Gli allunga una mano per guidarlo fuori, sulla spiaggia.
Lui e Janice, passati i primi anni in Florida, quando nella
frenesia di trovarsi l avevano comperato un cannocchiale
per il balcone e tre o quattro volte alla settimana si facevano
in auto le due miglia fino alla spiaggia pubblica di
De Leon per una camminata e un piccolo picnic, se non
addirittura una nuotata, a poco a poco hanno smesso del
tutto di andare sul Golfo. Per cui ora ne trae l'impressione
di una cosa fresca, imprevista, tutta questa immensit
di acqua, di aria, di fluttuante superficie sbrindellata in un
milione di dentini che oscillano su e gi. L'aspro splendore
della scena prevale per un attimo sui doloretti e sulle
preoccupazioni che lo tormentano, portandolo a uno stato
di oblio di s stesso, liberandolo. Una simile grandiosit
solare e piatta  ben diversa dal paesaggio della Pennsylvania,
rinchiuso com' tra margini boscosi, colline e tetti,
una terra immiserita da secoli di usura, dove anche la
macchia selvatica, le cave, la boscaglia di seconda crescita,
le fattorie e le miniere abbandonate sono state sfruttate
dagli uomini e poi scartate. Da quelle parti invece tutto
sembra vergine, sebbene in realt ci sia una storia anche l,
fatta di indiani, di conquistadores e di postini scalzi che
servivano gli insediamenti costieri infestati dalle zanzare.
A destra e a sinistra sull'orizzonte si vedono le isolette dove
una volta arrivavano i milionari su carrozze ferroviarie
private per la pesca del tarpone atlantico in aprile. Prima
ancora su quelle stesse isole andavano a nascondersi i pirati
spagnoli e francesi. Nelle loro sabbie  ancora sepolto
dell'oro. Piatte come sono, sembrano molto lontane da
lui e Roy, l in piedi sul muretto della spiaggia.  tutto luminosissimo,
aperto, il mondo sembra essere appena stato
ricreato, in componenti sintetici. Barche a vela, tavole da
surf, quelle motociclette che corrono ronzando sulla superficie
dell'acqua, pedal di plastica e gommoni punteggiano
a breve raggio l'acqua con i loro colori, sgargianti
come quelli di un supermercato. Lontano, sulla spiaggia,
davanti a un altro albergo, qualcuno sta facendo volare un
aquilone, anzi, due, quadrati, uniti in coppia, che calano in
picchiata e poi tornano a levarsi alti insieme, trascinandosi
dietro scintillanti nastri arancione. Per un miglio in entrambe
le direzioni si sta ammassando una scintillante sfilata
di carne abbronzata e macchioline di stoffa, tanti granuli
che invece sono corpi vivi, distesi sulla spiaggia sabbiosa.
Pru e Judy escono dall'albergo, raggiungendoli, e tutti
assieme scendono i gradini di calcestruzzo. Sono le dieci
passate e alle loro spalle l'imponente albergo, una S di
quindici piani, ornato a ciascun piano da balconate simili
a pettini rossi dai denti sottili, ha ancora la facciata in ombra,
sebbene l'ombra da esso stesso prodotta ormai ricopra
solo la pi interna delle piscine. La sabbia sotto i piedi 
stata rastrellata da poco; le impronte, i bicchieri di plastica
e i flaconi vuoti di olio abbronzante lasciati l il giorno prima
sono stati portati via, le sedie a sdraio in legno sono
state impilate una sull'altra. Ora il loro posto  occupato
dai cultori dell'abbronzatura di turno, con tutto ci di cui
hanno bisogno, asciugamani, romanzi gialli (li leggeva anche
Ruth, e che cosa ne ricavasse era un mistero) e lozioni
varie, differenziate secondo un codice cromatico. Coppie
che si ungono a vicenda. Vecchi babbioni gi del colore del
cuoio che si strofinano la pelata, il petto ornato di peli di
un bianco candido. L'odore delle creme si leva a mescolarsi
a quello dell'aria salata, dei granchi morti, delle alghe.
Mentre guida il suo gruppetto sulla sabbia, Harry avverte
il movimento di teste che si sollevano e di occhi che li
seguono al riparo delle lenti da sole: in compagnia di questa
donna tanto pi giovane di lui e di due bambinetti, si
sente orgoglioso, particolare. La sua seconda famiglia. O
la terza, la quarta. La vita ci sposta di famiglia in famiglia.
Sullo schiaffeggiante, sibilante, schiumoso bagnasciuga
ci sono alcune tringhe che saltellano qua e l, fermandosi
per infilzare la schiuma a caccia di un bocconcino, e poi riprendendo
a saltellare. Zampe e teste si muovono con una
rapidit tale da far pensare che siano meccaniche. Roy non
riesce a catturarle, sebbene sembrino giocattoli. Quando
Harry si toglie le Nike slacciate, la sabbia gli morde i piedi
con un gelo imprevedibile, la marea della notte  ancora
l, fredda sotto gli assolati granelli superficiali. Il dorso
dei piedi mette in mostra delle verminose vene azzurre, gli
stinchi sono gessosi e screpolati, come se in et avanzata
si fosse messo a camminare sulle ginocchia. Nelle gambe
gli si risveglia un tremito di timore. Il mare e il sole sono
troppo grandi: cosmiche ruote tra le quali potrebbe venire
maciullato. Sta giocando con il fuoco.
Gregg li sta aspettando accanto a una baracchetta in
vetroresina ondulata sulla spiaggia, lontano dall'acqua e
vicino ad alcune palme con le radici scoperte. Dalla baracchetta
ha estratto un timone, una deriva e due giubbotti
salvagente di gommapiuma nera. Un colore che a Coniglio
non piace, come non gli piace la loro consistenza. Vorrebbe
un antiquato salvagente Day-Glo in kapok, lo stesso
kapok degli alberi di Thomas Edison. - Lo ha gi fatto altre volte? - gli chiede Gregg.
- Certo.
Ma qualcosa nel suo tono induce il giovane a suggerire
con voce professionale: - Spinga il timone dalla parte
opposta rispetto alla vela. Osservi le onde per dedurre la
direzione del vento. Quando ha il vento alle spalle, lasci libera la randa.
- S, bene, - replica lui, non prestandogli attenzione e
ricordando invece, con risentimento, il bogey di Ed Silberstein
alla prima buca, il giorno prima, e che, permettendogli
di aggiudicarsi il punto, aveva dato un pessimo avvio a un percorso infame.
Rivoltosi a Pru, Gregg le chiede: - La bambina sa nuotare?
- S, certo, - risponde lei, ripetendo la pigra espressione
del suocero. - E stata la campionessa del corso di nuoto, al campo estivo.
- Mamma! - la implora la bambina. - Sono arrivata seconda!
Gregg abbassa lo sguardo su di lei, con alle spalle un sole
talmente luminoso che l'ombra sul suo volto emana una
luce azzurra. - Seconda  praticamente uguale a campionessa -.
Poi, avendo ancora bisogno di parlare con Pru,
aggiunge: - Non consiglierei di far andare anche il bambino.
Oggi al largo c' una certa brezza. Qui al riparo dell'albergo
non si sente, ma l fuori va abbastanza veloce. Non
essendo cabinato,  facile scivolare in mare.
Rivolto a Gregg Silvers un sorriso sghembo, Pru sposta
il peso, come se la vicinanza di quell'uomo della sua stessa
et la rendesse goffamente consapevole dello stato di quasi
nudit in cui si trova. Indossa un dashiki marrone, tinto
dopo essere stato annodato, sopra a un costume bianco
intero, tanto sgambato da lasciare scoperta la coscia fino
all'anca. Un modello che costringe a radersi i bordi della
passera. Che cosa non devono sopportare le donne. Esiste
persino un sistema con la cera che lo rende permanente.
E se poi la moda dei costumi da bagno cambia un'altra
volta? Coniglio preferiva il look pre Reagan, i bikini con
la met inferiore che sembrava uno striminzito lembo di
stoffa appeso sotto l'ombelico, come quello che indossava
Cindy Murkett per mettersi a mollo. Eppure questa nuova
moda allunga piacevolmente le gi lunghe gambe di Pru,
serrando invece la parte centrale del suo corpo, che va ingrossandosi.
- Rimarr qui con me sulla spiaggia, - dice a
Gregg Silvers, e per dare maggiore enfasi alla frase si china,
cos che i suoi capelli rossi volano in avanti, e si toglie
il dashiki, mettendo in mostra le bretelline e due ampie
spalle bianche, maculate di lentiggini.
- Per quanto tempo posso tenerlo? - chiede Harry al
figlio di Ed, sentendosi ignorato. Quel costume da bagno
teso, all'europea, mette incontestabilmente in mostra la
sagoma rigonfia di un cazzo.
- Un'ora, signore. Il signore  stato buttato l distrattamente,
e il ragazzo cerca di simularlo dietro a un
modo di fare disinvolto. - Ma se non lo riporta puntuale
non muore nessuno. Oggi non c' un gran movimento...
A molti con tutto questo vento non piace andare fuori.
Prenda il numero diciannove, l in fondo.
Poi, mentre si allontana, lo sente chiedere a Pru: - Di che parte del Nord siete?
- Pennsylvania. Io per in realt sono di Akron, Ohio.
- Ehi! Non indoviner mai dove sono cresciuto io. A Toledo!
Le barche sono in secco, allineate sulla sabbia asciutta,
insieme ad altri giocattoli acquatici: le moto e i pedal
squadrati. Harry tira la cima di nylon appesa a prua, ma
lo scafo  pi pesante di quanto pensasse; quando finalmente
 riuscito a trascinarlo per una dozzina di metri
sulla sabbia si sente completamente senza fiato e il fastidioso
dolore ha ricominciato a pulsare sul lato sinistro delle
costole. Dato un ulteriore strattone alla barca, si siede
sulla sabbia, vicino al punto in cui Pru si  sistemata su
una sdraio che Gregg  andato a prenderle dalla pila. In
quel momento  impegnato con un altro bagnante. - Ti
piace quella sedia? - le chiede, ansante. - Non ti piace
sentire la sabbia sotto il corpo... voglio dire, come una specie di nido?
- Entra nel costume da bagno, Harry, - risponde lei.
- Va a finire dappertutto.
Tanta enfasi non richiesta, quando si fa un quadro preciso
della cosa, in quella luce abbacinante, lo eccita. Gli
torna confusamente alla memoria una vecchia battuta
dei tempi delle scuole superiori, circa il fatto che le donne
produrrebbero perle. La fica vista come un'ostrica del
Chesapeake. Lo scaltro vecchio Fred. Rivolto a Judy dice:
- Tesoro, lasciami un attimo per riprendere fiato, eh?
Va' a fare una nuotatina veloce, in modo da abituarti per
quando ti troverai a bordo. Sono da te in un momento.
Deve cercare di parlare con Pru di Nelson. C' del
marcio. Roy sta gi scavando nella sabbia zuccherina
con una paletta di plastica che gli ha comperato Janice
al Winn Dixie. L'espressione accigliata, il bimbo, con i
suoi occhi scuri, versa la sabbia in un secchiello a forma
di Garfield rovesciato. Visto che lui sembra incapace di
attaccare, lo fa lei, dicendo: - Sei stato magnifico a organizzare
una cosa del genere. Sono rimasta scioccata da quanto ti ha chiesto.
- Be', - replica lui, sentendosi un po' meglio adesso che
le gambe nude assorbono calore dallo strato superficiale
della sabbia, - si  nonni una volta soltanto. Cio, due, nel
mio caso. Tu e Nelson progettate di averne altri? - Forse
 stato un po' indelicato, ma forse no, in una conversazione
dove la sabbia entra dappertutto.
- Oh, no, mio Dio, - risponde lei troppo in fretta, in
una pausa di silenzio tra due onde lunghe che vanno a
frangersi in una scintillante cresta di schiuma e il meccanico
zampettare delle tringhe. - Non siamo attrezzati per averne altri.
- Ah, no, eh? - le fa eco lui, non molto sicuro di come debba intendere la cosa.
Gli viene in soccorso lei, accarezzandogli l'orecchio con
la voce mentre tiene lo sguardo fisso sul Golfo, al largo.
Harry non osa voltare la testa per guardarle i piedi nudi,
con le giunture rosate delle dita e lo smalto scheggiato, le
lunghe gambe sollevate sulla sdraio e nell'inguine le contrastanti
zone bianche di lycra e sottostante morbidezza
di carne. Questi nuovi costumi da bagno non fanno un
granch per sostenere il culo alle donne. - Gi ho il dubbio
che non ci comportiamo bene con i due che abbiamo,
visto com' Nelson, - gli confessa.
- Gi, com'? Mi sembra agitato, e un po' assente.
- Esatto, - esclama lei, convenendo con lui in maniera
troppo calorosa. Ma non aggiunge altro. Un'ennesima onda
si abbatte sulla spiaggia, dilagando sulla sabbia. Pru si 
ritratta. Aspetta che sia Harry a fare una deduzione logica.
- Odia le Toyota, - azzarda lui.
- Oh, si lamenterebbe anche se fossero Jaguar, - ribatte
Pru. - Niente lo soddisfa, di questi tempi, visto com'.
Visto com'. Il segreto sembra risiedere tutto in questa
espressione. Che il povero ragazzo, con quell'aspetto
smunto, stia morendo di qualcosa, di leucemia, per esempio,
come la ragazza di Love Story? Di AIDS, beccato chiss
come - non sopporta nemmeno il pensiero del come -
sempre in giro con quella banda di froci tipo Slim di cui
fa parte anche Lyle, il nuovo contabile. Ma tutto ci sembra
remoto, come le isole dove i pirati nascondevano l'oro
e dove i ricchi pescavano il tarpone, pure e semplici
condense sull'orizzonte, viste da l, a meno di un metro
sul livello del mare. Con il sole in testa, Harry non riesce
a mettere a fuoco la questione. Avrebbe dovuto portarsi
un berretto, per proteggere la propria carnagione svedese.
Ma con qualcosa in testa ha sempre nutrito il sospetto
di avere un'aria idiota, ritrovandosi gi quella zucca cos
grossa. Roy ha riempito il secchiello, ed  con notevole
cura, avendo soltanto quattro anni, che lo rovescia, sollevandolo.
Era convinto di trovarsi davanti un Garfield di
sabbia, ma la forma  troppo complessa e si sfalda, smottando
di lato. Brutto inizio, le forme astruse. Meglio limitarsi
ai semplici castelli di una volta, lasciare che i bambini
usino l'immaginazione. Parlando all'aria, non osando
fino in fondo girare la faccia e trovarsi davanti l'inguine
di Pru e le parti innominabili messe in mostra dal modo in
cui tiene le gambe sollevate, Harry azzarda: - Non  mai
stato quello che si definirebbe un bambino allegro. Credo
che sia colpa nostra, mia e di Jan.
- Esattamente ci che cova in animo lui, - conviene lei
con il suo tono piatto, da Ohio. - Ma non credo che dovresti
dare ulteriore corpo alla sua nevrosi incolpandoti -. Il
suo modo di esprimersi sull'argomento, come quando la sera
prima parlava di colesterolo, a lui sembra sgradevolmente
specifico, come il pelo di un cagnetto che al tatto risulti pi
ruvido e ispido di quanto ci si aspetterebbe. - Io non permetterei
mai, - continua lei in tono fermo, - a mio figlio di
farmi precipitare in un trip di senso di colpa.
- Mah, - tentenna lui. - Alla fine degli anni Sessanta
ha dovuto assistere a certe scenate piuttosto pesanti.
- La fine degli anni Sessanta  stata cos per tutti: scenate
su scenate, - replica lei, tornando al suo spiccio linguaggio
paramedico. - Ma continuando a prendervi la
colpa che gi per conto suo  incline ad attribuirvi, tu e
Janice lo fate regredire a una fase infantile. Passati i trenta,
non dovremmo essere personalmente responsabili della nostra vita?
- Mah, - replica di nuovo lui. - Chi fosse responsabile
della mia non l'ho mai saputo -. Si solleva dalla fossa che
il suo corpo ha riscaldato nella sabbia, non prima per di
aver gettato un'occhiata di sbieco, a ritroso, alla striscia
di lycra tesa, bordata da certe parti molli di Pru che non
hanno mai visto abbastanza sole da coprirsi di efelidi. La
piccola Judy  tornata dalla sua nuotatina, i capelli rossi
appiccicati al cranio dall'acqua e il costume blu che aderisce
alle capocchie di spillo dei capezzoli.
- Avevi detto un momento, - gli ricorda, con l'acqua che
le scorre sul viso e le imperla le ciglia come tante lacrime.
- Hai ragione, - conviene lui. - Forza, partiamo con
il Sunfish! - Rimane in piedi, e la brezza della Florida lo
colpisce in ogni brandello di pelle, come se l'aquilone di
prima, laggi, sulla spiaggia, fosse lui. Sotto l'alto cielo azzurro
si sente imponente: gli elementi profusi tutto attorno
- acqua, sabbia, aria, fuoco solare, sostanze prodigamente
dispensate eppure lungi dal riempire lo spazio infinito - risvegliano
in lui un'antica baldanza animale. La sua pelle,
il cuore, non ne hanno mai abbastanza. - Mettiti il giubbotto salvagente, - dice alla nipote.
- Mi fa sentire grassa, - protesta lei. - Non ne ho bisogno.
Sono capace di nuotare per miglia e miglia. Davvero.
Al campeggio attraversavo il lago avanti e indietro. Quando
ci si stanca, basta mettersi sul dorso e lasciarsi galleggiare.
E nell'acqua salata  ancora pi facile.
- Mettitelo, tesoro, - ripete serenamente lui, contento
che del sangue del suo sangue abbia imparato a sentirsi a
suo agio in un elemento che invece a lui ha sempre fatto
paura. Quindi indossa il suo giubbotto, sentendosi strizzato
dentro un'armatura, oltre che femmineo e, come aveva
detto la bambina, grasso. Gambe e braccia non si sono
mai ingrossate molto, soltanto l'addome e la faccia, stranamente.
Ogni mattina, quando si fa la barba, gli sembra di
avere ettari di schiuma da rimuovere, e quando, in centro,
gli capita di cogliere di sfuggita la visione di s stesso su
una superficie riflettente, rimane di stucco davanti a questo
individuo pallido, quasi imbottito di kapok. - Tienici
d'occhio, - dice a Pru, che si  alzata per dare solennit al
varo. Seminuda com', d una mano a tirare lo scafo fin
sull'agitato, ribollente bagnasciuga. L tiene ferma la vela
flottante, che pretenderebbe di far girare con violenza
il boma, mentre lui mette in ordine le cime, che sono pi
complicate di quanto se le ricordasse da quella volta che 
andato in Sunfish ai Caraibi, anni fa, con Cindy Murkett
e il suo bikini. Infine sistema al suo posto il timone. Sollevata
in aria Judy, la sistema a bordo. Il piccolo Roy, vedendo
la sorella andarsene senza di lui, si mette a strillare,
precipitando in una crisi di convulsioni che lo fanno
cadere per terra. Pru lo prende in braccio e se lo tiene appoggiato
sull'anca. L'atmosfera  talmente luminosa che
ogni cosa sembra ritagliata, con quell'alone violetto che si
vede al cinema quando il fondale  falso. Harry si immerge
fino alla vita per trascinare la barca al largo, quindi si
issa a bordo, sbucciandosi lo stinco su una gaffa, e d di
piglio alla cima attaccata al boma di alluminio. Come la
chiamava, Cindy, questa corda di nylon? La scotta. Dolce
Cindy, che caramella era, allora. Stabilizzata la barra, tesa
la vela. La barca si immerge di prua, frangendo le onde a
una a una mentre la brezza di mare, nel silenzio di sogno
che sempre si accompagna al vento, la spinge lontana dalla
concretezza della terra, della spiaggia, di Pru nel suo immacolato
costume, con lo strepitante Roy retto sull'anca.
Judy ha preso posto dalla sua stessa parte, al di qua dell'albero,
pronta a far scendere la deriva nel suo incavo. Lui se
ne sta goffamente seduto sulla vetroresina bagnata, le gambe
flesse, una mano dietro la schiena, a reggere la barra, e
l'altra serrata sulla scotta. La mente attacca a comporre il
quadro di un insieme di frecce direzionali, mentre il fulgido
vento preme sull'imponente massa tesa della vela a
strisce. Dalle sue mani parte una serie di rette oblique che
va a perdersi sull'orizzonte e allo zenit. Come una forbice,
aveva detto Cindy, e lui sente montare in corpo la sensazione
di una forza invisibile, in forma di imbuto. - Gi la
deriva, - ordina, divenuto alfine comandante, alla tenera
et di cinquantacinque anni. Lo stinco escoriato brucia,
le natiche, nel sottile costume da bagno umido, avvertono
il fastidio della nuda vetroresina. Il suo peso  talmente
superiore a quello di Judy che a prua lo scafo cavo punta
verso l'alto. Le onde sono pi rotte, la tensione sulla vela
pi violenta, l'acqua  di un verde pi sporco di quanto
apparisse nell'esaltato ricordo di quell'avventura ai Caraibi,
all'inizio del decennio.
Ma la sua compagna  felice, il viso luminoso imperlato
di schiuma. Le braccia sottili, coperte di pelle d'oca, spuntano
dal giubbetto di opaca gomma nera e tutto il corpo 
in preda a brividi provocati dall'immersione nel movimento,
dalla novit, dalla diversit dell'elemento in cui si trova
tuffata. Coniglio si volta a guardare la terra. Pru, con
il sole alle spalle,  una silhouette biforcuta che si staglia
contro il riverbero della spiaggia. Nel giro di un minuto la
sua figura sar impossibile da distinguere tra tutte le altre
ammassate lungo la spiaggia, in quel sovraimpresso alfabeto
di silhouette. Con il crescere della distanza si  rimpicciolito
persino l'albergo, alta lastra tra le tante di alberghi e
condomini che si stendono a perdita d'occhio in entrambe
le direzioni lungo tutta quella fetta di costa della Florida.
Il potere, che si trova tra le mani, di cambiare prospettiva
gli grava sul petto e sullo stomaco. Vedere la piccolezza
delle vele triangolari li al largo, quando con Janice veniva
in auto alla spiaggia, oppure andava in banca in centro,
non lo ha per nulla preparato all'immensit di tali prospettive,
non pi di quanto la vista di uomini all'opera su un
tetto o su un'impalcatura possa dare il senso del terrore,
da bloccare le ginocchia, di dover sistemare una trave a
quell'altezza. - Ora, Judy, - dice, cercando di eliminare
dalla voce ogni accenno di rigidit dovuto al timore, ma
a volume abbastanza alto da evitare che l'abbagliante vastit
dello spazio tolga ogni senso alle sue parole, - non
possiamo continuare ad andare nella stessa direzione, altrimenti
finiamo in Messico. La manovra che sto per fare
si chiama virata. Quando dico - lo so che sembra stupido
- Inizia la bordata, tenersi forte, tu abbassa la testa e
vedi di non scivolare fuoribordo mentre la barca cambia
direzione. Pronta? Inizia la bordata, tenersi forte!
Ma poi non allontana da s la barra con abbastanza decisione,
per cui rimangono l a ballonzolare controvento
per troppi secondi, con Judy accovacciata a formare un'acrobatica
pallina anche se il boma le  gi passato sopra la
testa, in un'immobilit in cui lo schiaffeggiare delle onde
appare ozioso e a lui sembra di essere spinto all'indietro.
Ma finalmente una forza d'inerzia non completamente annullata
dalla sua manovra timorosa fa girare la prua oltre la
linea del vento, la vela d un perentorio, impaziente stop a
increspature e pance, aggrinzandosi con aria imbronciata in
direzione dell'orizzonte e infine tendendosi, e Judy smette
di preoccuparsi, ridendo nel sentire la barca che scatta di
nuovo in avanti, sopra gli opachi frangenti delle onde. Tesa
nuovamente la vela, ora procedono ad angolo retto rispetto
al vento, parallelamente alla spiaggia con le sue lentiggini
multicolori. Nell'attimo di assenza di movimento la circostante
vastit li ha come trapassati con tante frecce da ogni
fulgido e deserto pezzetto di aria e mare, ma ora, muovendosi,
sono in fuga, volgono lo spazio a proprio vantaggio.
Il Golfo, la barca, il vento, il sole che brucia le punte esposte
delle orecchie e asciuga la schiuma dai pallidi e piccoli peli
sulla pelle d'oca delle braccia, concorrono tutti a formare un
microclima chiuso, un ricettacolo di certezza a cui lui a poco
a poco si adegua. Comincia a capire da dove arriva il vento
senza dover strizzare gli occhi a controllare la bandierina
scolorita in cima all'albero, ad avvertire d'istinto i piani di
forza che le sue mani controllano, cos come, durante una
partita di basket, dopo una palla rubata o un rimbalzo, in
un brevissimo istante tracciava idealmente senza pensarci la
linea retta del passaggio a questo o quel compagno e, dopo
il tiro da sotto, la palla schizzava dal tabellone nella reticella.
Guadagnata fiducia, torna a virare, puntando su una remota
isola verde sormontata da una casa rosa, una dimora
grandiosa, con ogni probabilit, anche se da quella distanza
sembra una tozza capanna: tesa la vela, quando la barca
sbanda in questo nuovo bordo non batte ciglio.
Come farebbe un bravo nonno, mentre procedono spiega
le manovre a Judy, teoria e pratica, finch sono contagiati
entrambi dal senso di fiducia, dalla facilit con cui questo
giocattolo che li porta in giro pu essere indotto a tracciare
una rotta tutta spigoli, avanti e indietro, irridendo al
vento e all'acqua, rubando una frazione delle loro sfavillanti, immense vastit.
- Voglio guidare io, - annuncia Judy.
- Non  come guidare una bicicletta, stellina. Non si
pu andare dove si vuole. Bisogna tenere conto del vento,
della direzione da cui arriva. Comunque, okay, fa scorrere
verso di me il sederino e prendi la barra. Tieni la barca
puntata verso quell'isoletta con la casa rosa, laggi, al largo.
Bene. Brava. Adesso per stai scivolando via un tantino.
Tira un po' la barra verso di te per farla stringere a
sinistra. O meglio, a manca. La sinistra si dice manca
e la destra dritta. Adesso lascio andare un po' la vela, e
quando dico Pronta a virare tu spingi la barra verso di
me pi forte che puoi e la tieni ferma li. Pronta? Pronta, Judy? Okay. Pronta a virare, di.
Nell'ultima parte della manovra l'aiuta, il suo braccino
non ce la fa ad arrivare fino in fondo. La vela si affloscia
e flotta. Il boma ondeggia nervosamente avanti e indietro.
L'albero di alluminio cigola nella sua guida di vetroresina.
Lontano, una nave da carico grigia sta acquattata sull'orizzonte
come una moneta da cinque centesimi su un bancone.
Una starna, le ali piegate, se ne sta sospesa immobile
nel vento, il capo chino a sbirciarli come a chiedersi che
cosa stiano facendo cos lontani dal loro elemento. Ed ecco
che poi la vela si riempie, e lui la cazza; la sua mano, sopra
quella di Judy, aggiusta l'angolazione della barra per il
nuovo bordo. I loro due pesi spostati a poppa sollevano la
prua, facendo rollare leggermente il Sunfish. Il regolare sbattere
delle onde contro lo scafo gli ha riempito le orecchie
come una specie di sordit. La bambina fa ancora qualche
bordo ma in breve, visto che il divertimento  tutto li, si
annoia. Il suo infantile sbadiglio  un fiorire di denti immacolati
(con i prodotti chimici che mettono adesso nel
dentifricio, questi bambini non conosceranno mai le pene
che ha dovuto soffrire lui sulla poltrona del dentista), di
morbida lingua arcuata. Una lingua da cui un giorno un uomo trarr piacere.
- Qui fuori si perde un po' il senso del tempo, - le dice
lui. - Ma dalla posizione del sole direi che  quasi mezzogiorno.
 ora di tornare. Ci vorr un po' di tempo, perch
abbiamo il vento contro. Non  il caso di far preoccupare tua madre.
- Quell'uomo ha detto che avrebbe mandato una lancia a prenderci.
Lui si mette a ridere, per alleviare la tensione della tenerezza
che sente nei confronti di questa bambina perfetta,
con le sue tonalit color rame, cos sveglia eppure
immacolata. - Solo in caso ci fosse qualche problema.
E l'unico problema che abbiamo noi  il naso che si sta
scottando. Possiamo benissimo navigare fino a terra: si
dice andare controvento. Si stringe il vento il pi possibile.
Ecco, io tiro la vela e tu cerca di tenerci puntati
verso quell'albergo. Non quello tutto sulla destra. Quello accanto, che sembra una piramide.
Gli edifici frammischiati, sulla spiaggia, hanno perduto
le loro lentiggini di colore, il tremolio dei loro costumi
da bagno: sembrano una lunga vibrante striscia grigia che
si estende per miglia e miglia lungo la baia. L l'acqua  di
un colore pi brutto di quanto non sembrasse dalla spiaggia,
un verde chiaro sopra a un pi profondo verde bile.
- Hai freddo, nonno?
- No, per quasi, adesso che me lo chiedi, - ammette lui. - Qui al largo si gela.
- Direi proprio.
- Non ti tiene caldo, il salvagente?
-  viscido e orrendo. Voglio togliermelo.
- No.
Il tempo scorre via, le onde schiaffeggiano oziosamente,
la starna curiosa torna l a guardare, il punto dove Roy
e Pru li aspettano sembra lontano alle loro spalle. - Viriamo,
- dice Harry, ma questa volta, visto che la bambina 
sempre pi annoiata e considerata la voglia che ha lui stesso
di tornare a terra, mettendo fine all'avventura, cerca
di stringere troppo il vento. Un refolo arriva da una posizione
inattesa, dalle tozze isole dei pirati piuttosto che direttamente
dal largo, e il Sunfish, invece di trovare il suo
assetto su un'inclinazione fissa, in una linea retta che formi
un angolo stretto con la direzione in cui si muovevano
prima, si inclina per un lungo istante che sembra interminabile,
perde la presa sull'acqua, nell'aria azzurra. L'albero
supera un certo punto sotto il sole e inarrestabilmente,
come spinto da una gigantesca mano malevola, scuffia di
lato nel Golfo. Coniglio sente il proprio grosso corpo, insieme
a quello piccolo e agile di Judy, sprofondare con i
piedi nell'abisso d'acqua, il pugno ancora serrato sulla cima,
preso dal panico; lo stinco si escoria una seconda volta
su un bordo di vetroresina. Un freddo e denso elemento
omicida gli serra la testa dentro un irrespirabile verde
scuro che gli tappa bocca e orecchie, finch, finalmente,
si schiarisce e torna a liberarlo all'aria, al sole, all'arcano silenzio
del movimento interrotto.
Il cervello ricostruisce i fatti. Ricorda che quella volta
Cindy si era messa in piedi sulla deriva, raddrizzando il
Sunfish, con l'albero che gettava archi di goccioline sullo
sfondo del cielo. Non  un gran problema. Ma c' qualcosa
di strano, di talmente sbagliato da gelare il cuore. Judy.
Dov'? - Judy, - chiama, con una voce che non sembra
la sua, l, tra un orizzonte e l'altro, senza niente di solido
sotto il corpo, con le onde che gli schiaffeggiano con irridente
malizia il viso, con lo scafo del Sunfish che lo sovrasta
torreggiante, gettando una stretta ombra, con la vela
a strisce stesa sull'acqua come una policroma schiuma.
- Judy! - Ora la sua voce appartiene interamente all'aria
cava, alle vette del terrore; grida talmente forte da inghiottire
acqua: il corpo immerso non gli offre una piattaforma
da cui levare alta la voce; in gola, invece del respiro
gli si riversa un amaro fiotto di piombo fuso; il pompare
del cuore si mescola con gli strattoni e le gobbe del mare.
Tossisce interminabilmente, mentre gli occhi si riempiono
di lacrime. La bambina non c'. Ci sono soltanto le onde
color verde sporco, recalcitrante acqua, giada attraverso
cui splende il sole, come uno strato disteso sopra la bile.
E alcune nubi sottili e oblique a ovest, a preannunciare
che il tempo cambier. Lo scafo del Sunfish, muto, cavo,
 massiccio al suo fianco. La vescica lo implora di pisciare,
e probabilmente lui lo fa.
Dall'altra parte. La bambina dev'essere l. Il suo corpo,
la barca e la vela occupano pochi metri quadri, eppure
contro di lui sembrano schierati spazi immensi. Deve
immergersi, passare sotto lo scafo, presto. Secondo dopo
secondo ogni cosa affonda sempre pi. Il salvagente lo fa
galleggiare, ma gli  anche di impedimento. E compresso
tra diverse correnti d'acqua. Il nuoto non gli  mai venuto
naturale. Aria, luce, acqua, silenzio, tutto rimbomba
nella sua testa impietosamente. Persino in quell'istante
di luce, capace di riempire ogni cosa, rimane spazio per la
sua animale ritrosia all'idea di mettere la testa sott'acqua
- ne  afflitto da una vita -, e per il pensiero che un altro
secondo di inazione potrebbe miracolosamente rimettere
ogni cosa al suo posto: il visino sorridente della bambina
emerger con le ciglia sfavillanti di acqua salata. Ora o mai
pi, lo esorta il sole del mezzogiorno, mentre qualcosa di
sacro che ha nell'intimo urla che tutto pu ancora essere
salvato, per cui apre la bocca e succhia in dentro un respiro
dominato da un'agitazione totale, che filtra in petto
attraverso un crivello di dolore, mentre cerca di rintanarsi
in una resistente opacit dentro cui non possa n vedere
n respirare. La testa si trova schiacciata all'ins contro
qualcosa di duro, mentre le mani annaspano lentamente
in cerca di un corpo impigliato, senza trovare nemmeno
una protuberanza in cui un corpo possa impigliarsi. Prova
a tornare in superficie. La vetroresina gli preme sulla
schiena, finch il legno bagnato della barra, che pende in
fuori, gli graffia la faccia con i suoi cardini.
- Judy! - La terza volta che chiama il nome della bambina,
lo fa senza fiato; quando solleva il viso al sole, grumi
d'acqua formano cerchi di arcobaleno nel suo campo
visivo; in quegli istanti la barca sta roteando lentamente
su s stessa, cambiando il suo rapporto con il sole e l'ombra
che proietta sull'acqua.
Sotto la vela. Dev'essere sotto la vela. Un oggetto che
sull'acqua appare vasto, una lunga bara di nylon segnata
da punti in diagonale, con sopra cuciti il numero e il profilo
del Sunfish. Deve farlo. Le viscere sono in fiamme per
tutto l'acre senso di colpa che si  andato accumulando dai
tempi della creazione; si impone una seconda volta di immergersi
in una sorta di argilla verde sporco su cui le bollicine
da lui stesso prodotte sembrano gioielli. Cercando di
vincere la sdrucciolante resistenza del giubbotto, tenta
di incunearsi sotto. E in quel momento incontra un serpente,
un membro corporeo sciolto, flessibile, che al tocco
si terrorizza, tanto che cerca di strangolarlo e trascinarlo
ancora pi a fondo. Gli artiglia l'orecchio; la sua testa si
solleva contro la vela e una leggera luce bianca, artificiosa,
gli irrompe dall'alto negli occhi e scopre un segreto odore
umido di nylon, ma nessuna aria da respirare. Il corpo cerca
di liberarsi a forza da quella tomba, si dibatte a occhi
chiusi, e finalmente il bordo della vela gli sfrega contro il
viso fradicio, scorrendo oltre, e lui ha trascinato Judy con
s, riportandola alla luce.
I capelli ramati, intrisi d'acqua, mandano lampi di
luce a un paio di centimetri dai suoi occhi, il viso gli fa
un'impressione confusa, indistinta, ma la bambina si dibatte,
 viva. Cerca pi volte di montargli sulla schiena,
di serrargli le braccia intorno alla testa. Sotto un velo scivoloso,
il suo corpo  caldo. Acqua scura rimbalza insistentemente
nei suoi occhi e nella bocca, come se fra lui
e il sole continuasse a frapporsi l'esplosione di un ragno.
Con le lunghe braccia bianche raggiunge l'albero di alluminio
e vi si aggrappa: pur inclinandosi ulteriormente
per l'aumento di peso, la vela e lo scafo cavo li tengono
a galla. Ansante, con due strattoni trascina s stesso e
la bambina pi avanti, dove l'albero emerge dall'acqua.
Sente dilagare in cuore la gioia che Judy sia viva, una felicit
che gli fa male e gli rimanda ritmicamente un senso
di oppressione, come una mano che si serra sulla palla
in un esercizio di rinforzamento. Il suo spazio intimo si
 compresso, tanto che, mentre se ne sta l appeso, deve
far penetrare a forza sottili aliti di fiato dentro una congestione
dolorosa. Judy continua a stargli appesa al collo
e a tossire, espellendo acqua e paura. Il movimento rude
del suo corpicino gli strappa acute fitte dal petto pieno
di tenerezza, confuso, dove qualcosa di vivo si agita e fa
male.  come se in mezzo a tutta quell'acqua marina il
suo torace fosse una coppa del medesimo elemento con
dentro un calamaro imbizzarrito.
Dal momento in cui hanno scuffiato  trascorso forse
un minuto. Dopo un altro minuto la bambina ha ritrovato
abbastanza fiato per sorridere. Il bianco dei suoi occhi,
nella parte interna,  rosso per effetto delle lacrime dovute
all'accesso di tosse. Il visino allungato  tutto uno scintillio,
come un tessuto di lam, finch una leggera rotazione del
Sunfish non porta le loro teste nella stretta striscia vischiosa
di ombra gettata dallo scafo. Ai suoi occhi la bambina,
nel suo pallore senza fiato, pieno di spavento, somiglia ora
meno a Pru e pi a Nelson, con quelle ossa sottili, il volto
privato di ogni colore, con un'ombra sotto gli occhi come
dopo una notte insonne.
Anche se sott'acqua il dolore continua, lui  in grado
di parlare. - Ehi, - dice. - Wow. Che cos' successo esattamente?
- Non lo so, nonno, - risponde educatamente Judy.
E pronunciare queste poche parole la fa precipitare in
un nuovo accesso di tosse. - Sono affiorata e sopra di
me c'era questa cosa e quando ho cercato di mettermi a
nuotare non succedeva niente, non riuscivo a venir fuori.
Lui capisce che lo spavento della bambina  comunque
limitato: Judy  convinta che anche l sotto non le sarebbe
potuto capitare nulla di pi irreparabile di un po' di disagio.
Ha un senso infantile dell'immortalit e lui ne  il custode.
- Be',  andata bene, - ansima. - Non ci siamo fatti niente -.
Oltre al dolore, che non vuole andarsene e che sta risalendo
il braccio aggrappato all'albero, il respiro ha un fondo
oltre il quale non pu andare, e da pi sotto ancora sente
venir su un accenno di nausea, di mal di mare forse, il tutto
contornato da uno stato di debolezza, da un intenso bisogno
di riposare. -  cambiato il vento, - spiega a Judy. - Maledizione,
questi aggeggi si rovesciano con troppa facilit.
Ora la singolarit del posto in cui si trovano, a centinaia
di metri dalla costa e a decine sopra il fondo del mare,
comincia a farsi strada nella mente della bambina. Gli
occhi, dalle ciglia perfettamente spaziate, si spalancano, le
labbra sottili, disegnate con tanta precisione, cominciano
a farsi molli, a fremere. Nella voce compare un tremito.
- Come facciamo a rimetterlo diritto?
-  facile, - le risponde lui. - Adesso ti faccio vedere
un trucco Se lo ricorda? Cindy aveva fatto tutto in
frettissima, in quelle acque dei Caraibi cos simili a vetro,
tuffandosi direttamente sotto la barca. Una cima. Doveva
aver tirato una cima. - Stammi vicina, ma non attaccarti
pi, tesoro. Ti terr su il salvagente.
- Prima per non lo ha fatto.
- Lo ha fatto eccome. Solo che eri sotto la vela.
L al largo nel Golfo le loro voci sembrano prive di
peso, volano nello spazio senza rimanere ad aleggiare
nell'aria come fanno le parole pronunciate negli ambienti
chiusi. Muoversi nell'acqua gli toglie completamente il
respiro. Non deve perdere i sensi. Deve impedire a quella
giornata di sole di chiudergli l'imposta sulla testa. Pensa
che se mai uscir da quella situazione si metter steso
su un prato, solido, asciutto - gi se lo immagina, i fili
verdi, i vuoti color paglia della terra spelacchiata, come
al vecchio campo giochi di Mt Judge - e non si muover
pi di l. Lascia andare delicatamente l'albero, poi, con
movimenti cauti, cercando di non disturbare qualunque
cosa ci sia che non va nel suo petto, prende le due cime
di nylon che galleggiano liberamente l accanto e le getta
dall'altra parte, con una mossa che di rimando gli spinge
la faccia sott'acqua. Le onde sono abbastanza forti da
costringere Judy ad aggrapparglisi alla spalla, sebbene le
abbia chiesto di non farlo. - Okay, - le spiega. - Adesso
giriamo attorno alla barca nuotando come due cagnolini.
- Magari quell'uomo a cui piaceva la mamma viene qui con la sua lancia.
- Pu darsi. Ma non sarebbe imbarazzante essere recuperati
al traino, con Roy che guarda?
Judy  troppo preoccupata per ridere o reagire. Superano
la barra del timone, il brutto oggetto di legno che gli
ha escoriato la faccia. La starna  scomparsa dal cielo, ma
alcuni brandelli scuri di alga che galleggiano dimostrano la
presenza di altre forme di vita. Lo scafo bianco, ma macchiato
di melma, che attende adagiato di traverso sull'acqua
sembra un cadavere che non riusciranno mai a resuscitare.
- Fatti un po' indietro, - dice lui alla bambina. - Non so
bene come andranno le cose.
Finch  in acqua, se non altro non pesa molto; ma quando,
tirando la fune fatta passare per la sommit dell'albero
di alluminio, si sforza di spostare il proprio peso sulla deriva,
prima con le braccia e poi con i piedi, si sente schiantare
dal suo stesso carico di muscoli mollicci, floscio, fatto
di grasso, di viscere. Il dolore nel petto aumenta a tal
punto che deve chiudere gli occhi per cancellarne la sensazione,
ma subito, cieco, con uno schiocco liberatorio,
sente la vela sfuggire alla presa dell'acqua e la deriva sotto
di lui affondare in verticale. Raddrizzandosi, la barca
lo butta all'indietro, mentre la vela bagnata, allo sbando,
fa oscillare il boma da un lato e dall'altro in uno sferzante
groviglio di corde. Completamente senza fiato, Harry
sente l'impulso di abbandonarsi a quell'acqua, che lo odia
eppure lo desidera.
Ma la bambina che  con lui applaude. - Iu-hu. Ce l'hai
fatta! Stai bene, nonno?
- Benissimo. Ce la fai a salire per prima, tesoro? Io tengo
ferma la barca.
Dopo diversi balzi dall'acqua senza successo, Judy riesce
ad atterrare mollemente di pancia sul ponte incurvato,
il sederino nero e blu che manda due archi di luce, e poi
raggiunge a gattoni l'albero e si stabilizza in una posizione accucciata.
- Adesso, - annuncia lui, - ecco che arriva la balena, - e,
scacciato dalla mente lo striato, pulsante senso di oppressione
che sente dentro la gabbia toracica, si issa fuori dall'acqua
quanto basta per reggersi con l'addome allo scafo inclinato.
Afferra una gaffa. La falsa granulosit della vetroresina gli
preme contro la guancia il proprio delicato reticolo. L'acqua
continua a risucchiargli le gambe e i piedi, famelica, ma lui
la scalcia via e torna nella primitiva posizione, alla barra, in
preda a un tremito. - Si va, giovane signora, - dice a Judy.
- Tutto bene, nonno? Parli in un modo strano.
- Non riesco a respirare troppo bene. Non so perch.
Potrei vomitare. Lasciami riposare un attimo. E riflettere.
Non  il caso. Di far scuffiare un'altra volta questo
scassacazzi -. Il dolore ora ha abbandonato entrambe le
braccia e gli  salito nella mascella. Una volta a un tale,
un pretonzolo ficcanaso, lui ha detto: Dietro tutto questo
c' qualcosa che vuole che io lo scopra. Sia quel sia,
 stato invece quel qualcosa a trovare lui, e adesso lo sta sistemando per le feste.
- Senti male?
- Certo. All'orecchio che mi hai tirato. E alla gamba
che mi sono sbucciato Vorrebbe farla sorridere, ma l'esame
a occhi sgranati che lei compie della sua persona 
terribilmente solenne. Come sono strani i bambini, pensa
Coniglio - pensieri stranamente illuminati dalla sofferenza -,
fatti su una scala tutta loro, individui pi piccoli,
destinati a un pianeta migliore ma anche di dimensioni
ridotte. Judy lo guarda incerta, non sapendo bene quanto
debba prenderlo sul serio, come il giorno prima, quando
ha mangiato le false noccioline.
- Resta dove sei, - le dice lui. - Finch la barca va, lasciala
andare. Come si dice. Non farla dondolare.
La barra gli sembra bizzarramente grande, in mano,
la fune di nylon ruvida e grossa in modo irreale. Deve
usarle. Non governata, la barca  completamente ferma
controvento. Che espressione usava Cindy? In bando. Lui
 in bando. Si mette a timonare con la barra. Con forza
da una parte e con dolcezza dall'altra, per riprendere il
vento, e intanto tende timidamente la vela, timoroso che
la gigantesca mano torni a ribaltarli. Sorprendentemente,
nella baia ci sono altri Sunfish, oltre a due ragazzi sugli
sci d'acqua che saltano con violenza sopra le onde, a una
distanza tale che le loro urla e gli schiocchi degli impatti
con l'acqua arrivano alle sue orecchie con un leggero
ritardo. Il sole ha superato il mezzogiorno, andando a
invadere le facciate dei grandi alberghi. Ora le finestre
mandano lampi di luce, la folla sulla spiaggia  tutta un
lucore, al primo appassionato di aquiloni se n' unito un
secondo. La distesa d'acqua che si frappone tra loro e la
costa  sempre pi intaccata da colpi di luce che mandano
scintille. Sotto la pelle riarsa Harry si sente gelare.
Pieno di un'inquietudine grigia che vorrebbe gli facesse
colare veleno dai pori. Stende le gambe davanti a s e si
allunga su un gomito, in una goffa imitazione della posizione
sdraiata. Sprofondare nel sonno sarebbe una buona
idea, se non si trovasse dov', con questa bambina da
riconsegnare sana e salva ai genitori.
Parla in fretta, tra una fitta e l'altra, ma chiaramente,
non volendo ripetere. - Judy. Adesso facciamo due bordi
lunghi per raggiungere la costa, il pi tranquillamente possibile.
Pu darsi che non sia esattamente il punto dove  ad
aspettarci tua madre, ma bisogna che arriviamo a terra. Mi
sento molto stanco e strano: se mi addormento, svegliami.
- Svegliarti?
- Non fare quella faccia preoccupata.  un'avventura
buffa. E infatti devo chiederti di fare una cosa buffa.
- Cio? - La voce della bambina ha assunto un'intonazione
pi aspra: ha percepito che in quello che dice non
c' niente di buffo.
- Cantami qualcosa Quando tende la vela,  come se
venisse teso qualcosa dentro di lui e il dolore esplode dalla
parte interna del braccio, morbida, arrivando fino al gomito.
- Cantare? Io di canzoni non ne so, nonno.
- Ne sanno tutti qualcuna. Che cosa ne diresti di Rema,
rema, rema la barca, tanto per cominciare?
Harry chiude gli occhi a intermittenza, per obbedire
all'istinto animalesco di rifugiarsi in una grotta con il proprio
dolore, mentre la voce della bambina, sopra lo sciabordio
delle onde e l'ostinato scricchiolio dell'albero, procede
tremula attraverso le parole della filastrocca, quella che
lui cantava spesso in seconda, ai tempi dei pantaloni corti
di velluto a coste, delle treccine di Margaret Schoelkopf
e delle scarpe con i bottoni. Mentalmente canta insieme a
lei, ma non ha la forza di aprire la bocca. Segui sempre la
corrente, lietamente, gaiamente... - La vita non  niente, -
conclude Judy.
- Bella, - commenta lui. - Che cosa ne diresti adesso
di Mary aveva un agnellino? La insegnano ancora a scuola?
Che cosa cavolo vi insegnano, a scuola, adesso? - Essere
ridotto cos male gli ha sciolto il linguaggio, liberando il
suo bisogno primordiale di inveire e il suo latente sdegno
civile. Continua a parlare, pensando in tal modo di apparire
meno grave alla nipotina, allegro, vivace. - Lo so
che continuiamo a romperci il culo in questa impresa di
insegnare le Scienze, i giornali non la smettono mai di ricordarcelo.
Grazie a Dio ci sono gli orientali. Senza questi
profughi cinesi e vietnamiti saremmo una nazione di
idioti totali.
Mary aveva un agnellino Judy non la conosce e i versi di
Contadino nella valletta li sa soltanto fino al punto in cui
la moglie prende una vacca, dopo il quale perdono il filo
tutti e due. - Rifacciamo un'altra volta Tre topolini ciechi, -
le ordina allora lui. - Guarda come corrono. Dietro
la moglie del contadino, corsero i topi...
Ma lei non gli fa eco con il verso successivo, la sua voce
si spegne. Il bordo li sta portando molto fuori, a nord,
verso Sarasota, Tampa e le isole dei ricchi dove una volta
c'erano i pirati, intanto per la gente sulla spiaggia non
ha pi la consistenza di una striscia grigia, i colori sgargianti
dei loro costumi da bagno si iniziano vagamente a
distinguere, lui riesce persino a intravedere lo sfrecciante,
tormentato volo di un pallone. Il fastidio che sente al
centro del petto si  fatto pi forte, al senso di nausea si
 aggiunto il bisogno urgente di fare una cagata. Se cerca
di richiamare alla mente la sua vera vita, l'esistenza
comoda e tranquilla che si  lasciato alle spalle quando il
suo piede si  staccato dalla sabbia, ci di cui pi sente
la mancanza  la tazza di ceramica rosa del cesso di casa
sua, con il sedile in tinta imbottito e la pila di numeri
di Consumer Reports e di Time che lo aspettano
sul ripiano inferiore del tavolino in bamb verniciato di
bianco su cui Janice tiene i suoi cosmetici, accanto alla
vasca da bagno rosata. Ora gli sembra di essere stato seduto
in paradiso.
- Nonno, non mi viene pi in mente nemmeno una canzone
Negli occhi della bambina, pi verdi di quelli di
Pru, c' un'umida punta di spavento.
- Non smettere, - grugnisce lui, cercando di tenersi tutto
dentro. - La barca sei tu che la fai andare.
- No, non  vero -. La bambina riesce a esibire un sorriso
sfocato. - E il vento.
- In una direzione sbagliata, cazzo.
-  sbagliata? - chiede lei, con la repentinit della paura.
- Ma no, sto soltanto scherzando -. Come la strizzata
sadica che le ha dato il giorno prima. Deve piantarla.
Quando si hanno dei bambini da crescere, si deve cercare
di essere sempre all'altezza della situazione. - Va tutto
bene, - le dice. - Viriamo. Pronta? Gi la testa, stella -.
Niente pi linguaggio marinaro. D una gran spinta alla
barra, la barca gira, la vela si affloscia, il sole splende nella
pausa di silenzio, picchiando sull'acqua mazzate che gettano
scintille. La prua sfila oltre una linea immaginaria,
la vela si riempie, prima con esitazione, poi con decisione,
ed eccoli strattonati via in un'altra direzione, a sud,
verso i pi remoti alberghi di vetro, Naples, e l'altra serie
di isole per ricchi. Il poco sforzo e l'ansia della manovra
bastano per a strizzargli un tale dolore dal petto che avverte
di avere le lacrime agli occhi. Eppure nell'intimo si
sente bene. Il fatto che il suo nemico celeste lo abbia finalmente
trovato gli d una certa soddisfazione. Il senso
del fato che gli aleggiava sul capo da qualche giorno si 
condensato in realt, cos come le nuvole si condensano in
auspicata pioggia. Al dolore si accompagna una leggerezza,
un'illuminazione: vaste porzioni della sua vita risultano
spazzate via, improvvisamente trascurabili. Si diventa
niente pi di un bagaglio che passa per mani altrui. Allungato
sul ponte in vetroresina, lui  inchiodato di piatto sul
fondo del mondo. La sensazione di fastidio, di intollerabile
oppressione ora ha assunto un ritmo, una spinta eccentrica,
come un volano che si sia scollegato dal pistone.
Un dolore dal quale  per possibile sollevare la testa, per
un attimo: lo preoccupa di pi il respiro, la sensazione che
l'accesso all'aria sia ridotto a una fessura che un grumo di
muco basterebbe a otturare, ma ancora pi del respiro 
la reazione delle viscere a preoccuparlo, il grigio turbinio
untuoso, la voglia di vomitare e cagare e al tempo stesso
di non farlo, quel sudore appiccicaticcio che lo fa gelare
nel vento e che il sole asciuga in un attimo.
- Splish, splash, facevo un bagnetto, - canta la vocina
esile di Judy, piccoli pennacchi di musica che volano lontano,
- sabato prima di andare a letto... - Dalle canzoncine
per bambini  passata a quelle degli spot televisivi, i primi
versi, poi si dimentica. - Momenti belli, sapori buoni: 
McDonald's... Vorrei essere un Wurstel Oscar Meyer. S,
s. Un Wurstel Oscar Meyer. Piacerei a tutti -. Poi quella
che viene cantata dalla carta igienica; e l'imitazione di
Stand by Me fatta dalla famosa uva passa californiana. E
Mack the Knife cantata da Ray Charles nei panni dell'uomo
sulla luna, con l'assicurazione che tutto quello che
vuoi, noi ce l'abbiamo: - To-yo-ta... - E come surfare tra
i canali, con la voce della bambina che si leva alta e ricade
sulla sua faccia, l a occhi chiusi, mentre la sua mente
compie furtive ispezioni nel buio al problema che ha nel
torace, che macina e galoppa, tutto sbilenco; poi apre gli
occhi, per mettere alla prova l'illusione del cielo azzurro
e la sua incrollabile convinzione che a spingere il Sunfish
verso terra sia la voce della bambina. - E la Coca, - sta
cantando Judy, - il gusto pi fresco e rotondo. E la Coca:
non delude mai. E la Coca: il gusto pi grande del mondo!
Deve fare ancora due bordi, ma a quel punto la nipotina
ha scoperto dentro di s il tesoro delle canzoncine tratte
dai film visti e rivisti un'infinit di volte, classici per l'infanzia
che Coniglio ha visto in prima visione, in quei cinema
di una volta, con arredamento arabeggiante, tende
di velluto che si aprivano scorrendo e giganteschi specchi
nell'atrio, canzoncine di commiato: - Andiamo a vedere
il Mago, il magico Mago di Oz, - e: - Partiam, partiam, a
lavorare andiam, - nonch certe malinconiche canzonette
aventi come argomento il cielo, per distrarre la gente
dalla Depressione. Oltre l'arcobaleno e Quando si giura su
una stella, con il minuscolo Jimmy Cricket, laggi, con il
suo cappello a cilindro e l'ombrello chiuso, sul davanzale
immerso nel chiaro di luna. Questo Disney. Ha una bella presa sulla gente.
- Bello, Judy, - grugnisce. - Fantastico. Stavi andando veramente benissimo.
-  stato divertente, come avevi detto tu. Guarda, ecco la mamma!
Lui lascia andare scotta e barra. Il Sunfish ballonzola
prossimo al frangersi delle onde nell'acqua bassa, mentre
Judy ritira la deriva e poi salta in mare, immergendosi fino
alle anche e trainando la barca come una chiatta per gli
ultimi metri prima che la prua arrivi a raschiare la sabbia.
- Ci siamo rovesciati e il nonno si  sentito male! - grida.
A riceverli non ci sono soltanto Pru e Roy,  venuto anche
Gregg Silvers, a una distanza pari a un bel colpo di ferro
sei dalla spiaggia da cui sono partiti. Vedendo il modo
in cui Harry sta disteso accanto all'inutile barra, e vedendo
inoltre qualcosa che lo stesso Harry non pu vedere,
forse il pallore del suo volto, il viso troppo abbronzato di
Gregg si torce in una smorfia. Quanto  malridotto? Lui
si guarda i palmi delle mani: sono chiazzati di giallo e di
azzurro. Presa la cima da Judy, Gregg gli chiede: - Vuole rimanere l?
Lui aspetta che passi una fitta di dolore, dopodich
risponde: - Voglio scendere da questo cazzo di tinozza prima che mi uccida.
Ma l'atto di alzarsi e smontare dal Sunfish inclinato,
facendo pochi passi a guado, gli fa male alle viscere
scombussolate. Si accorge che sta fendendo a guado anche
l'aria, cadendo sulla sabbia dura, incontro a una forte
resistenza. Rimane disteso sulla sabbia, ai piedi di Pru,
quei lunghi piedi nudi con le unghie scarlatte scheggiate
e le giunture rosee delle dita, come rosee erano le nocche
delle mani di sua madre, che avevano lavato i piatti troppe
volte. Resta disteso a faccia in su, guardando quel suo
inguine di lycra bianco. Il piccolo Roy, pensando che il
nonno si sia messo in quella posizione per gioco, arriva li
con le sue gambette incerte e gli si piazza in piedi sopra la
testa, spargendogli sabbia sulle orecchie, sulla bocca serrata,
sugli occhi aperti, che si strizzano immediatamente.
Il cielo  una vuota distesa rossa da cui la voce concreta
di Pru, nel suo accento dell'Ohio, discende con un'intonazione
preoccupata. - Vi abbiamo visti andare gi, ma
Gregg ha detto che capita sempre. Per poi ci  sembrato
che ci metteste tanto di quel tempo che stava per venire a
prendervi con la lancia.
La distesa rossa pulsa all'unisono con un dolore spaziato
come tante costole, strisce di dolore separate da intervalli
di misericordioso nulla. Molto alto, lento, un aereo procede
trascinandosi dietro il proprio rumore. - Judy  andata
a finire sotto la vela, - sente dire dalla propria voce. - Mi
ha fatto spaventare -. E se ne resta l come una medusa arenata,
gonfia, tremante, piena di nostalgia del proprio elemento
perduto. Un'altra cosa, complessa, tiepida, dotata
di dita, gli sta toccando il polso per sentire le pulsazioni.
Nella formazione professionale di Gregg deve rientrare anche
l'addestramento al pronto soccorso. Per aiutarlo a formulare
la sua diagnosi, lui fa: - Mi spiace di essere cos mal
ridotto. Mi  venuta questa tremenda voglia di stendermi.
- Resti li, Mr Angstrom, - replica Gregg con un tono di
voce improvvisamente alto e animato, come quello di suo
padre quando fa la somma degli score a golf. - Adesso la
portiamo all'ospedale.
Nel suo cieco mondo rosso la notizia gli d un sollievo
tale da fargli aprire gli occhi. Vede Judy in piedi sopra di
lui, grandissima e immersa in un alone di sole, frammenti
di arcobaleno confusi con il groviglio dei capelli che si
vanno asciugando. Coniglio cerca di confortarla con un
sorriso. - Dev'essere stato quel cibo per uccelli che ho
mangiato, - le dice.
Alle undici Nelson sta ancora dormendo, ma Janice non
ha nessuna fretta di affrontarlo. Quindi, quando Harry, Pru
e i bambini se ne sono finalmente andati, tornando indietro
due volte a prendere qualcosa che avevano dimenticato
e dimenticando comunque un paio di pinne e un flacone
di olio abbronzante, rimane a sedere per un po' sul balcone,
scoprendo che c' un punto sulla sinistra della zona in
cui si intromettono le araucarie da cui  possibile vedere
una chiazza, squadrata, luccicante, di acqua azzurro verde
del Golfo, tra un ornato condominio con torretta e un
tetto spagnoleggiante. Ma naturalmente non c' nessuna
speranza di poter vedere la loro vela: da quella distanza si
sarebbe dovuto trattare di uno yacht, come alle regate di
San Diego del settembre appena passato, quando gli americani
hanno battuto su un catamarano i neozelandesi con
la loro bella barca, tanto grande quanto senza speranza.
Guardare il panorama dal loro balcone la rattrista sempre
un po', resuscitando qualcosa che le sta sepolto nell'animo,
la vista dell'intera citt di cui godevano dalle finestre
dell'appartamento di Wilbur Street. Sotto di loro correvano
le strade di Mt Judge, tutte sghembe, trafficate, innocenti.
Anche allora come adesso, Harry se n'era andato
e lei era rimasta sola con Nelson.
Quando finalmente suo figlio arriva l nel suo costoso
pigiama blu,  sorpreso e insieme seccato di incontrarla,
anche se cerca di non darlo a vedere. - Pensavo che fossi
con gli altri. Hanno fatto un bel casino uscendo.
- No, - risponde lei, - di sole ne ho preso abbastanza
e volevo passare un po' di tempo con te prima che ti precipitassi
a tornare a casa.
- Mi fa piacere, - commenta lui, rientrando in camera
sua e tornando dopo un attimo in vestaglia, per pudore nei
confronti della madre, immagina lei. Pensa a quante volte
gli ha cambiato il pannolino o gli ha fatto il bagnetto, finch
un bel giorno  rimasta tagliata fuori. E una vestaglia
estiva, di lana leggera e con disegni Paisley color porpora,
che a lei fa venire in mente quelle che indossavano i ricchi
nei film che andava a vedere da ragazza. Vestaglie, giacche
da smoking, cilindri e cravatte bianche, oppure gonne
bianche svolazzanti, Ginger Rogers avvolta fino al mento
in piume di struzzo: o era volpe bianca? I giovani di adesso
non hanno queste cose per cui vivere, a cui aspirare: le
rock star non si mettono che blue jeans sudici e persino i
giocatori di baseball, ha notato sbirciando la televisione
sopra la spalla di Harry, non si danno pena di radersi, come
i terroristi arabi. Quando era ragazza lei, nessuno aveva
soldi, ma c'erano i sogni.
Si offre di preparare al figlio quella che un tempo era
la sua prima colazione preferita: i french toast. Durante
gli anni che hanno passato a Vista Crescent, prima di
tutti quei guai, lei metteva ben in chiaro che era domenica
mattina proprio preparando i french toast, prima che
Nelson uscisse per andare a catechismo. Era un bambino
tanto fiducioso, con quel ciuffetto ribelle nel sopracciglio
e gli occhi castani che correvano cos ansiosamente da lei
a Harry e viceversa.
- No, grazie, mamma, - risponde lui. - Fammi soltanto
un po' di caff e non ossessionarmi con il cibo. L'idea del
pane fritto pieno di sciroppo mi fa venire voglia di vomitare.
- Mi sembra che da qualche tempo tu abbia poco appetito.
- Che cosa vuoi, che diventi un maialotto come pap? Dovrebbe
perdere venticinque chili. Finir che ci resta secco.
- Gli piacciono troppo i salatini:  per questo che ingrassa.
Il sale trattiene l'acqua.
Nell'Aromaster  rimasto qualche resto catramoso, quanto
basta per riempire una tazza per met. Quella macchina
da caff Janice ricorda di averla comprata al K Mart, sulla
Statale 41, quando lei e Harry erano appena arrivati l.
Lei avrebbe preferito la Krups Brewmaster da dieci tazze,
ma, essendo fissato con le rubriche di Consumer Report,
lui aveva obiettato che secondo loro era meglio l'Aromaster
Braun da dodici tazze. Nelson fa la faccia che faceva
sempre da bambino di fronte all'olio di fegato di merluzzo,
versando nel lavandino l'undicesima tazza e mezza.
Quindi, annusata a lungo l'aria, prende la News-Press
dal banco sotto la finestrella passa vivande. Legge ad alta
voce: - Il tribunale cittadino derubrica l'accusa contro
l'asso del football. La cura per il lago Okeechobee potrebbe
essere dura da digerire, - ma appare chiaro a entrambi
che hanno veramente qualcosa da dirsi.
- Siediti in soggiorno a leggere un momento il giornale,
- dice lei, - mentre ti faccio un po' di caff. Vuoi l'ultimo
di quei danesi che abbiamo comprato? Altrimenti se
lo mangia tuo padre.
- No, mamma, te l'ho gi detto. Non voglio mangiare
porcate.
Poi, mentre l'acqua della macchina da caff sta arrivando
a bollore, Nelson si mette a ridere da solo, in soggiorno.
- Senti questa, - le grida, mettendosi a leggere ad
alta voce: - Il molto onorevole capo della squadra Narcotici
della polizia di Cape Cor al verr licenziato a seguito
di un'indagine da cui sarebbe risultata una sua appropriazione
indebita della cocaina ricevuta in consegna dal
comando di polizia di Sanibel. Valore: circa mille dollari.
Secondo la polizia, la cocaina scomparsa  stata sostituita
con una manciata di lievito in polvere infilata nel sacchetto
di un supermercato. Da queste parti ormai sniffano
e rubano tutti, - aggiunge poi, come se lei fosse troppo
stupida per trarre le sue conclusioni da sola, - persino il
capo della squadra Narcotici.
- Anche tu? - chiede Janice.
Pensando che stia parlando del caff, lui risponde: - Certo,
- alzando la tazza senza distogliere lo sguardo dal giornale.
- C' scritto che ieri la Florida sudoccidentale  stata
la zona pi calda del paese.
Janice porta l la caraffa e la posa sul tavolo di vetro, sopra
una parte del giornale, che piega per farne una specie
di sottopentola. Ha un timore superstizioso di incrinare
il vetro con il calore, anche se Harry la prende in giro dicendo
che non lo si pu incrinare neanche con una fiamma
ossidrica. Di cose del genere gli uomini ridono, come
dell'elettricit, ma non  che la sappiano sempre tutta.
Gli incidenti succedono, e poi gli uomini sostengono che
non sono stati loro oppure che  stata colpa di un altro.
Dopo essersi sistemata saldamente sul divano letto ancora
aperto, accanto alla poltrona di vimini dove ha preso posto
Nelson, e allargate le cosce per rendere pi imponente
il grembo, come ha visto fare tante volte da sua madre
quando era ben decisa ad assumere un atteggiamento fermo,
chiarisce: - No, dicevo anche tu a proposito della
cocaina. Cos' questa storia, tesoro?
Quando lui solleva lo sguardo a osservarla, a lei viene
in mente l'aria spaventata e furba con cui la guardava l'estate
dei suoi dodici anni... o erano tredici? No, era il '69,
quindi fino a ottobre ne aveva ancora dodici. Tra le varie
cose che non potr mai perdonarsi c' il modo in cui lo vedeva
arrivare con la sua bicicletta in Eisenhower Avenue,
rimanendo poi li, sotto la casa di Charlie, nella speranza di
poter avere almeno una visione fugace di lei, la sua mamma
scappata con un altro uomo. - Quale storia? - chiede
lui. - Chi te l'ha detto?
- Tua moglie, Nelson. Dice che ci sei dentro e che butti
via un sacco di soldi che non hai.
- Pazza bugiarda di una troia! Lo sai che direbbe qualsiasi
cosa pur di fare drammi. Quand' che ti ha propinato
questa stronzata?
- Cerca di non essere cos volgare. Basta un'occhiata
per capire che c' qualcosa che non va. Teresa me l'ha accennato
l'altro ieri sera, quando sei tornato a casa dopo
mezzanotte, e poi ieri abbiamo avuto tempo di fare una
chiacchierata, mentre tuo padre camminava davanti a noi
con i bambini.
- Gi, a proposito, che cosa si  messo in mente, con
questa storia del nonno tanto carino grande e grosso di cui
sta rimpinzando i miei figli? Con me non ha mai fatto cos.
- Non continuare a cambiare argomento. Forse sta cercando
di riparare con loro agli errori che ha fatto con te.
Comunque in questo momento non  tuo padre a preoccuparmi.
Quando eravamo giovani e ha dovuto rinunciare
ai suoi sogni e alla sua libert ha avuto un brutto periodo,
ma adesso mi sembra tranquillo. Cosa che non mi sento di
dire di te. Sei agitato e maleducato e hai la mente lontana
mille miglia da quello che sta succedendo qui in questa
stanza, persino dalla tua famiglia. Ogni minuto che passa
hai un pensiero diverso e secondo me, da quello che leggo
e vedo alla televisione,  questione di droga. Pru dice
che si tratta di cocaina, e probabilmente adesso anche di
crack. E convinta che dall'eroina tu sia rimasto alla larga,
anche se pare che le due cose vadano assieme in una cosa
che si chiama speedball.
- Quella bisogna iniettarsela, mamma, e io non mi far
mai toccare da un ago. Di questo puoi essere sicura. Ges,
ci si piglia anche l'AIDS, in quel modo.
- S, bene, l'AIDS. Ci mancava anche questa, adesso -.
Janice chiude gli occhi e, senza dar fiato alle parole, pensa
a tutta la miseria che il sesso ha causato a questo mondo
in cambio di un piacere prezioso ma tanto breve. Nelson
pu anche avere le sue debolezze, ma secondo lei non 
mai stato pazzo per il sesso come il padre: la sua generazione
ne ha avuto a sufficienza tanto presto da spogliarlo
di tutta la sua magia. Il suo povero Harry, invece, finch
non ha cominciato a rallentare, saltava a letto ogni sera
aspettandosi meraviglie. E forse anche lei, per un certo
periodo della sua vita,  stata altrettanto stupida. Come
quella volta che si era convinta di aver allontanato Charlie
dalla fossa con il sesso. Con il puro e semplice amore. Per
le donne  una forma di potere, l'unico che abbiano permesso
loro fino a poco tempo fa.
Nelson approfitta del suo silenzio per sferrare un attacco.
- Che cosa c' di male se effettivamente mi faccio un
po', durante i weekend? Non  certamente peggio di tutto
l'alcol che ti scoli tu. Per quanto vada indietro con la
memoria, ti ricordo sempre con un bicchierino accanto, in
cucina o dovunque fosse. Lo sai, mamma: l'alcol alla fine
uccide. Ci sono studi scientifici che dimostrano come per
il corpo la coca sia molto meno dannosa dell'alcol.
- Be', - replica lei, tirandosi sulle cosce la corta gonna
color cachi, - potr anche essere meno dannosa, ma pare
che sia maledettamente pi costosa.
- Per colpa di certe leggi idiote che la rendono illegale.
- S,  vero. Si pu dire qualunque cosa dell'alcol, ma
se non altro  legale. Quando tuo nonno Springer era in
vita, invece, non lo era, per questo non gli  mai venuto
il vizio, altrimenti non avrebbe potuto ricavare cos tanto
dalla sua vita per il nostro beneficio -. Vedendo le labbra
del figlio che si aprono con l'intenzione di interromperla,
alza la voce per continuare: - E tu gli assomigli molto,
sotto diversi punti di vista, Nelson. Hai la sua stessa energia
irrequieta, devi continuamente escogitare qualcosa. E
a me d un tremendo fastidio vedere questa tua energia
andare sprecata in una cosa tanto autodistruttiva -. Dato
che lui cerca di intervenire, conclude: - Adesso devi parlarmi
di questa cocaina, Nelson. Devi aiutare una vecchia
signora a capire. Che senso ha usarla? Pru dice che i conti
non pagati si stanno ammucchiando, quindi di senso ne
deve avere moltissimo.
Esasperato, Nelson abbandona il corpo sulla poltrona,
facendo scricchiolare il vimini; Janice sente qualcosa spezzarsi.
- Mamma. Non ho nessuna intenzione di parlare della
mia vita privata. Ho trentadue anni, Cristo.
- Anche a ottantadue, continuerai sempre a essere mio
figlio, - ribatte lei.
- Stai cercando di comportarti ed esprimerti come tua
madre, - replica lui. - Mentre sappiamo tutti e due che
non sei sveglia quanto lei, n altrettanto tosta -. Ma aver
detto una cosa simile lo fa sentire cos in colpa che guarda
da un'altra parte, verso la giornata ventosa che illumina
la Florida appena fuori del balcone, con lo stridulo canto
degli uccelli e i rumori smorzati del golf, mentre il sole sta
montando verso il mezzogiorno e la temperatura supera i
trenta: la zona pi calda di tutta la nazione. Sua madre gli
tiene lo sguardo puntato in faccia. In quel trionfo di luce
la pelle appare trasparente, assottigliata dalla salute incerta,
da una consunzione innaturale. Pieno di imbarazzo lui
si tocca l'orecchino, lisciandosi ogni estremit dei baffetti
smorti con un polpastrello. - Mi rilassa, - spiega infine.
Janice aspetta che aggiunga altro, poi sbotta: - Non mi
sembri poi cos rilassato -. E ancora: - Eri un bambino
teso, Nelson. Prendevi ogni cosa molto sul serio.
- Come avrei dovuto prenderla altrimenti? - replica lui
parlando in fretta. - Tutto un grande scherzo, alla stregua
di pap, come se questo mondo di merda non fosse
nient'altro che una lettera d'amore con tanti cari saluti?
- Cerchiamo di continuare a parlare di te, non di tuo
padre. Come hai detto tu, io sono una donna semplice.
N sveglia, n tosta. Non so un sacco di cose. Per quanto
riguarda questo argomento, poi, non so niente di niente.
Ovvero, quanta ce ne vuole e quanto costa. Non so nemmeno
come si fa a prenderla, se la si tira su con il naso o
la si fuma, n se per fumarla ci si mette qualcosa, n altro.
Tutto ci che so della cocaina  quello che vedo a Miami Vice
o sento nei programmi televisivi, e non  che spieghino un
granch.  una cosa che non avrei mai immaginato potesse
cambiarmi in qualche modo la vita.
L'imbarazzo di Nelson aumenta, nota lei, come quando
a sei anni si sentiva male e lei lo interrogava sui movimenti
intestinali. Oppure quella volta, a quattordici anni, quando
lei aveva accennato alle macchie che gli trovava sulle
lenzuola. Ma capisce anche che lui vuole parlare, stavolta,
sciorinarle davanti tutto, per mostrarle di essere cresciuto.
Sospira sconfitto, chiude gli occhi e inizia: -  difficile
da descrivere. Conosci il detto secondo cui gli ubriachi
non sentono dolore? Ecco, dopo una sniffata non lo sento
neanche io. Immagino ci voglia dire che di solito ne sento.
Tutto passa dal bianco e nero al colore. Tutto si fa pi
intenso, ricco di prospettive. Vedi il mondo come dovrebbe
essere. Ti senti potente -. Quest'ultima confidenza  di
natura talmente intima che il ragazzo sbatte le palpebre,
con quelle femminee ciglia lunghe, e arrossisce.
Janice avverte un vago senso di nausea, spinta cos a ridosso
dell'ambiguit che si cela nella sessualit del figlio
-  qualcosa che la spaventa - per cui raccoglie le gambe
sul divano, la gonna corta che risale le ginocchia. A cinquantadue
anni le sue gambe sono ancora salde e snelle,
ma del resto sono sempre state il suo punto di forza, da
ragazza come da donna: i capelli sono sempre stati radi, il
seno piccolo e il viso comune. Le sue gambe le piacciono
soprattutto l in Florida, dove si abbronzano e vincono nel
confronto con quelle delle altre donne, che si sono lasciate
diventare informi, ammesso che una forma ce l'abbiano
mai avuta. Queste donne ebree tendono ad avere gambe
grosse e culo basso. Consentendo al figlio di gioire della
sua ignoranza, gli chiede: - Ma quanti di questi sniffi ti
servono ogni volta per vedere i colori farsi pi vivaci?
Lui ride con aria di superiorit. - Si chiamano righe,
mamma, se le sniffi. Dividi la polvere con una lama di rasoio
su uno specchio, facendone tante righe larghe circa
tre millimetri e lunghe da tre a cinque centimetri. Quindi
le inspiri dal naso con una cannuccia o un tubicino di vetro,
che si pu comprare in certi posti di Brewer, vicino
al ponte. Alcuni usano una banconota. Se  tipo da cento
dollari, viene considerata una gran figata E Nelson sorride,
pensando a queste cose tra amici, frizzanti, scintillanti,
nei loro appartamenti di propriet o in affitto, nella
zona alta di Brewer, a nord, a ridosso di Mt Judge.
- Lo fa anche Pru, insieme a voi? - chiede sua madre.
Il volto di Nelson si rannuvola. - Una volta, ma ha smesso
quando  rimasta incinta di Roy e non ha pi ripreso. 
diventata molto rigida. Dice che  una cosa che distrugge.
- Ed  vero?
- Alcuni. Ma non  cos semplice. E gente che sarebbe
comunque diventata dipendente da qualcosa. Come ti ho
detto, dal punto di vista della salute  meglio dell'alcol.
Sul lavoro te ne puoi fare una riga veloce al bagno e nessuno
pu capire la differenza, se non che poi ti senti come
Superman. E vendi anche come Superman. Quando
ti senti irresistibile,  difficile resisterti E scoppia a ridere
un'altra volta, mettendo in mostra dei denti piccoli
e vagamente grigi come quelli di sua madre. Anche il viso
 piccolo come il suo: sembra quasi che non voglia esporsi
troppo ai possibili danni del mondo. Al contrario Harry
con l'arrivo della mezza et si  gonfiato e il suo faccione
troneggia su tutto come una luna. Alla gente di l, questi
ebrei piccoli e svelti, piace prenderlo in giro e approfittarsene,
come i suoi tre compagni di golf.
Janice si tocca il labbro superiore con la lingua, non sapendo
bene che direzione dare alla conversazione. Sa che
non riuscir a forzare di nuovo Nelson ad aprirsi cos tanto,
non a breve almeno. Domani pomeriggio torna a casa
in aereo per prepararsi alla festa di Capodanno. - Usi anche
il crack? - gli chiede.
Lui si fa pi guardingo. Accende una Camel e getta la testa
all'indietro per bere quanto rimane del caff. Sotto la
pelle grigia e trasparente della tempia lei vede vibrare un
nervo. - Il crack non  altro che cocaina freebased, come
si usa dire, cio separata dagli altri componenti chimici...
sono dei sassolini detti cristalli. Li si fuma in una specie di
pipa, di solito -. Fa un gesto, il fumo gli circonda il viso.
- D una bella botta rapida, pi ancora che inspirandola.
Per poi si va in crisi pi in fretta. Ne vuoi sempre di pi.
Si entra in un circolo vizioso.
- Quindi fai anche questo. Fumi il crack.
- S. Ma che differenza fa? E comodo e da un paio di
anni lo si trova dappertutto, e non costa un cazzo, perch
le bande si fanno concorrenza. Quindici, persino dieci dollari
a cristallo. Le chiamano caramelle. Non  la fine del
mondo, mamma. Le persone della tua et hanno il terrore
della droga, ma  soltanto un modo per rilassarsi, per
darsi una spinta. E la gente ha sempre avuto bisogno di
un aiuto, fin dai tempi delle caverne. Oppio, erba, eroina,
hashish, tutta roba che  in circolazione da anni. La coca 
la pi pulita, chi ne fa uso ha successo in tutti i campi. Anzi,
 proprio lei a conservarglielo, il successo. Li tiene su.
Le mani di Janice sono andate a posarsi sopra i piedi
nudi, sul divano. Si tocca le dita, allargandole per sentirci
l'aria attraverso. - Be', lo vedi quanto sono stupida, - dice,
- io pensavo che fosse solo roba da diseredati, da quartieri
poveri, e che fosse la causa del grosso della criminalit
di cui si legge.
- I giornali esagerano. Esagerano tutto, pur di vendere.
Ed esagerano anche quelli che ci governano, per non farci
riflettere su che razza di teste di rapa sono.
Lei annuisce con aria cupa. A suo padre dava un fastidio
terribile quando si attribuiva al governo la colpa di
qualcosa. Scioglie dall'intreccio una gamba, appoggiando
il calcagno sul tavolo di vetro rotondo, poi stende la seconda
parallela all'altra, in modo che le caviglie si tocchino.
Infine inarca il collo dei due piedi, bruno, tendinoso,
come invitando ad ammirarli. Le sue gambe hanno ancora
un aspetto giovanile, che il viso invece non ha mai avuto.
Le tira gi, appoggiando i piedi sul tappeto, tornata piena
di efficienza. - Fammi riscaldare il caff. Non vuoi veramente
dividere con me quel danese raffermo? Tanto per
non farlo finire nello stomaco di tuo padre.
- Prendilo tutto tu, - replica lui. - Pru non mi lascia
mangiare porcherie del genere -. Frase che Janice trova offensiva.
 lei sua madre, non Pru. Poco dopo, mentre  in
piedi in cucina, in attesa che il caff si scaldi, le arriva la
sua voce, alta, disinvolta. Sul giornale ha trovato un altro
articolo interessante. - Senti questa. Un vicecapo dei pompieri
fuori servizio ha messo sotto una moto, con tanto di
sirena e lampeggianti accesi: probabilmente era fatto come
un cammello. E a Capodanno pensano che potrebbe piovere.
- Ne abbiamo bisogno, - commenta lei, tornando in
soggiorno con la caraffa e un piatto con il danese, tagliato
in due. - A me piace il caldo, ma questo dicembre 
stato fuori dalla norma.
- Gi che eri in cucina, hai per caso visto che ora ?
- Quasi mezzogiorno, perch?
- Stavo pensando a che rottura di palle  stare qui con
una sola auto. Se non disturba nessuno, quando tornano
vorrei andare a fare alcune commissioni.
- Di che tipo?
- Mah, sai. Un po' di roba in farmacia. Avrei bisogno di
un po' di Sominex. E a Roy  venuto un eczema perch ha
tenuto addosso il costume dopo aver nuotato in tutto quel
cloro. Non c' una pomata che potrei prendergli?
- Non  che per caso hai in mente di tornare dai tipi
con cui ti sei incontrato l'altro ieri sera in quel ristorante
di pesce? Gente che possa venderti qualche riga, o cristalli,
o come diavolo li chiami?
- Di, mamma, non fare l'apprendista detective. Non
puoi mettermi in croce: sono adulto. Mi dispiace di averti
detto anche soltanto la met di quello che ti ho detto.
- Per non mi hai detto quello che mi interessa veramente,
ovvero quanto ti costa questa abitudine.
- Non molto. Sul serio. Lo sai che computer e cocaina
sono praticamente le uniche cose della nostra economia
che stanno calando di prezzo? Una volta costava
una fortuna, ma adesso puoi trovarne un grammo intero
a settantacinque dollari. Certo, non sei sicuro di quanto
sia stata tagliata, ma a poco a poco impari a trovare un
pusher di cui ti puoi fidare.
- Te ne sei fatta un po', stamattina? Prima di uscire dalla
tua camera per venire a parlare con me?
- Ehi, fammi respirare. Io sto cercando di essere sincero,
ma adesso siamo al ridicolo.
- Secondo me te la sei fatta, - insiste lei, ostinata.
E lui la delude non negando neanche questo. I figli: perch
hanno paura di noi? - Giusto una sniffata di quella
rimasta nella busta, tanto per darmi una svegliata. L'idea
di pap di portare Judy su una barchetta a vela non mi piace
neanche un po'. Che cosa cazzo ne sa di vela? E poi in
questi giorni mi sembra un po' andato. Gi. Hai notato?
- Non posso notare tutto in una volta sola. Quello che
noto in te, Nelson,  che non ti riconosco. Per niente. Sei
in quello che mia madre definiva un brutto stato. Questo
pusher di cui ti fidi tanto, gli devi molto? Quanto?
- Sono affari tuoi, mamma?
E Janice si accorge con tristezza che suo figlio si sta
divertendo:  contento che questa storia sia stata cavata
fuori con le pinze, che quel peso imbarazzante ora gravi
su di lei. Il sollievo che prova lo avverte da come la sua
voce si sta facendo pi sciolta, mentre le spalle si rilassano
dentro la lussuosa vestaglia a disegni porpora. - I soldi
ti vengono dal terreno, e il terreno non  ancora tuo. E
mio. Mio e di tuo padre.
- Seh, col cazzo che  suo.
- Quanto gli devi, Nelson?
- Be', s, in effetti ho attivato una linea di credito.
- Come mai non sei in grado di pagare i conti? Prendi
quarantacinquemila dollari all'anno, pi la casa.
- S, lo so che secondo il vostro modo di pensare sarebbe
un sacco di grana, ma tu ragioni in termini di dollari
preinflazione.
- Tu dici che questa coca costa settantacinque dollari
al grammo, o dieci a cristallo. E quanti puoi fartene fuori,
in un giorno? Dimmelo, figliolo, perch voglio aiutarti.
- Tu? In che modo?
- Se non so in che tipo di guaio ti trovi, non posso dirtelo.
Lui esita per un attimo, poi sbotta: - Gli dovr dodicimila,
pi o meno.
- Oh, santo cielo! - Janice si sente spalancare un abisso
sotto i piedi. Nei suoi programmi, il loro dialogo avrebbe
dovuto risolversi in una confessione con tanto di pentimento
e, alla fine, con la generosa offerta da parte sua di
un paio di migliaia di dollari. Invece la disinvoltura con
cui il figlio ha buttato li una cifra molto pi alta  segno
che la loro scala di valori  completamente diversa. - Come
hai fatto, Nelson? - gli chiede in tono poco convinto,
incerto. Lo spavento le ha tolto di dosso tutta la durezza
di chi  nel giusto cos tipica di sua madre.
Il viso pallido di Nelson, avvertendo quanto sia sconvolta,
comincia a cedere al panico, a colorirsi. - Non  poi
tanto. Dodicimila dollari sono meno di quanto costa una
Camry senza accessori. A quanto credi che arrivi, in un
anno, il conto dei vostri alcolici?
- A niente del genere. Tuo padre non  mai stato un bevitore,
anche se ai tempi di Cindy Murkett ci ha provato.
- I tempi di Cindy Murkett. Lo sai a cosa pensava, no?
A infilarsi nelle sue mutande. Non gli importava altro.
Janice lo fissa e quasi scoppia a ridere. Quant' giovane
questo ragazzo, quanto tempo  passato, e com'erano
diverse le cose da ci che crede lui. Sente un vuoto che la
avvolge dall'interno. Vorrebbe avere qualcosa da mandare
gi, un bicchiere da aranciata pieno di Campari color rosso
sangue, liscio, non allungato con la soda come fanno da
queste parti le donne quando si preparano quei loro spritz,
a ora di pranzo o da portarsi in piscina. Ha gi quel mezzo
danese ripieno alla ciliegia che le pesa sullo stomaco, ma
ora, nervosa com', non riesce a fare a meno di piluccare
la glassatura della met di Nelson. Il suo rifiuto di mangiarla
- il suo mostrarsi tanto superiore ai veleni blandi
che piacciono a lei e Harry -  la cosa di lui che le d pi
fastidio. - Qualsiasi sia il tuo debito, lo paghiamo noi.
I soldi li abbiamo e possiamo permettercelo, - risponde
in tono rigido. Allunga una mano verso il figlio, rigirando
due dita. - Potrei avere una sigaretta?
- Ma se non fumi, - le replica il figlio.
- No, infatti, tranne quando sono con te e tua moglie -.
Lui scrolla le spalle, prende il suo pacchetto di Camel dal
tavolo e lo getta verso di lei. La loro complicit  ormai
totale. La levit complessiva della situazione - la sigaretta,
il pizzicorino secco nelle narici mentre esala il fumo -
riporta i valori su una scala che lei si sente in grado di padroneggiare.
- Che cosa fanno questi individui? - chiede.
- Questi pusher, voglio dire, se uno non paga? - ora vorrebbe
mordersi le labbra:  sconfinata nel suo territorio,
dove lui  una vittima innocente.
- Oh, - risponde Nelson, godendosela a recitare la parte
del duro e dando forma alla cenere della sua sigaretta
sul bordo di una bella tellina Macoma che usa come portacenere,
- per lo pi si limitano alle parole. Dicono che
ti rompono le gambe. Minacciano di rapirti i figli. Ed 
forse proprio questo a mettermi cos in agitazione per Judy
e Roy. Dopo un certo numero di minacce, alla fine devono
per forza fare qualcosa. D'altra parte per non gli va
neanche di perdere un buon cliente.
- Nelson, - replica lei, - se ti dessi i dodicimila dollari,
mi giureresti di smettere con la droga per sempre? - Intanto
evita di guardarlo negli occhi.
Si aspettava almeno un avido cenno di gratitudine in
risposta alla sua offerta e invece il ragazzo ha l'audacia,
la faccia tosta di restarsene a sedere, senza nemmeno rivolgerle
un'occhiata, rispondendo: - Potrei provare, ma
in tutta onest non posso fare promesse. Ho gi tentato,
per fare contenta Pru. La coca mi piace, mamma. E le vado
a genio anch'io.  una cosa che non posso spiegare. 
esattamente ci che ci vuole per me. Mi fa sentire a posto
come nessun'altra cosa.
Lei avverte che sta piangendo, senza singhiozzi, soltanto
una sensazione di paglia secca in gola, un umidore sulle
guance, come se suo marito le stesse placidamente confessando
il proprio amore per un'altra donna. Una volta
recuperata la voce quanto basta, dice in tono sufficientemente
chiaro: - Bene; allora se le cose stanno cos, dando
il mio contributo a lasciarti rovinare da solo mi comporterei
da stupida.
Lui volta la testa e la guarda dritto in faccia. - Smetter
senz'altro. Stavo solo riflettendo ad alta voce.
- Ma ci riuscirai, tesoro?
- Garantito. Capita spesso che stia diversi giorni senza
farmene neanche un po'. Non d dipendenza,  uno
dei lati positivi... niente sforzi, niente disintossicazione,
niente di niente.  soltanto questione di decidere.
- Ma tu sei deciso? A me non sembra.
- Altroch. Come hai detto tu, non me la posso permettere.
Il terreno  tuo e di pap e io sono schiavo del
vostro salario.
- Bel modo di metterla. Un altro potrebbe magari dire
che noi ci siamo sacrificati per darti un posto di responsabilit,
direttivo, senza interferenze. Qui tuo padre si annoia
molto. E un po' anch'io.
Di punto in bianco, Nelson salta di palo in frasca. - Pru
non mi  di nessun aiuto, sai? - dice.
- Ah, no?
- Secondo lei non valgo niente. Ne  sempre stata convinta.
Per lei ho rappresentato il mezzo per andarsene da
Akron, e ormai ne  uscita. Di tutte le cose che un uomo
dovrebbe avere dalla moglie, non mi d nulla.
- E quali sarebbero queste cose? - chiede Janice, veramente
curiosa: non ha mai sentito un uomo elencarle a
chiare lettere.
Lui tira fuori un'espressione seccata, evasiva. - Lo sai
benissimo, non fare l'ingenua. Serenit. Affetto. Far credere
al marito che  in gamba, anche se non lo  affatto.
- Pu darsi che io sia ingenua, Nelson, ma non si tratta
forse di cose che dobbiamo darci da soli? Le donne hanno gi
abbastanza da fare con il loro ego, i loro problemi -. Non per
niente, l in Florida, frequenta le riunioni settimanali del
gruppo femminile di discussione. Ormai si sente abbastanza
carica di sdegno, oltre che indipendente, da alzarsi per
marciare verso la cucina, dove apre le porte della credenza
e prende la bottiglia del Campari insieme a un bicchiere
da aranciata. L'orologio in smalto verde acqua indica le
12,35. Il telefono, sulla parete di fianco a lei, suona dandole
un sussulto, tanto che la bottiglia le traballa in mano
facendole versare un po' di Campari, che si spande rosso
e acquoso sul banco di formica, simile a sangue diluito.
- S... s... oh mio Dio... - Nelson, seduto nella poltrona
di vimini a elaborare la mossa successiva, chiedendosi
se una richiesta di dodicimila dollari non sia stata
troppo contenuta, dato che non c' il minimo dubbio che
a quello spacciatore deve molto di pi, sente la voce della
madre rispondere con voce tesa e senza fiato, e dal suo
viso, quando appende la cornetta precipitandosi verso di
lui, capisce che la scala dei valori  cambiata:  sorto un
nuovo ordine. L'abbronzatura regalata a sua madre dalla
Florida  scomparsa, lasciandole in viso un grigiore verdastro.
- Nelson, - dice, parlando con il tono concreto degli
annunciatori televisivi, - era Pru. Tuo padre ha avuto un
infarto. Lo hanno portato all'ospedale. Stanno tornando
subito qui, in modo che io possa prendere l'auto. Non c'
bisogno che venga anche tu, visto che non sono ammessi
visitatori oltre a me, e comunque soltanto per cinque minuti
ogni ora. E in rianimazione.
Il Community General Hospital di De Leon  un moderno
complesso di edifici bianchi e bassi sistemati attorno
a un nucleo centrale color nocciola risalente agli anni
Trenta, con il tetto in tegole alla spagnola e griglie incurvate
alle finestre. Il complesso copre due isolati nella parte
meridionale di Tamarind Avenue, che corre parallela
a Pindo Palm Boulevard per un miglio circa in direzione
nord. Janice  stata l quasi tutto il giorno precedente,
quindi ormai conosce la strada per entrare nel parcheggio,
e quale freccia dipinta sulla pavimentazione va seguita per
raggiungere l'edificio e andare avanti, attraverso un corridoio
pedonale a vetri sopraelevato, da cui si vedono le
biglietterie del parcheggio, una striscia di asfalto trafficato
e un patio in piastrelle esagonali con archi in siepe di
oleandro e persone convalescenti nelle loro sedie a rotelle
di acciaio lucente, e poi gi per una mezza rampa di scale
che d su un atrio dove una folla di senzatetto - di tutte
le razze ma in mezzo ai quali si nota qualche bianco che
esibisce mani e volto di un intenso color bronzo dovuto
alla vita all'aria aperta - sonnecchia accanto ai fagotti e ai
sacchetti in plastica per la spazzatura, ordinatamente legati,
in cui sono rinchiusi tutti i loro beni. L'atrio profuma
di oleandro, urina e deodorante per ambienti.
Janice, con addosso una tuta da ginnastica color salmone
chiaro, con le maniche azzurro cobalto e i pantaloni a
righe, procede davanti agli altri, seguita da Nelson, Roy,
Pru e Judy, tutti nei loro abiti da viaggio, che allungano
il passo per tenerle dietro. In un solo giorno ha assunto la
camminata risoluta della vedova, la rapidit di passo della
donna che non ha un uomo a darle il ritmo. Un residuo di
vecchio amore, inoltre - di vecchio magnetismo animale,
rivitalizzato in questa intricata istituzione non diversa dal
complesso di corridoi della scuola superiore dove aveva per
la prima volta notato la presenza di Coniglio Angstrom,
lui famoso anziano dell'ultimo anno, alto e biondo, e lei
umile allieva del nono corso, mora e comune - la richiama
verso il suo uomo, ora che la sua fragilit fisica ha risvegliato
la coscienza che lei ha del suo corpo. Del corpo
di lui ma anche di quello suo proprio: da quando il marito
ha avuto un crollo, lei  orgogliosamente, indefessamente
consapevole della sana elasticit del proprio corpo, del
tono di sfida con cui esso procede eretto, del testardo miracolo
del suo funzionare.
I bambini sono spaventati. Non sanno a che cosa dovranno
assistere nel corso di questa visita. Forse il nonno
ha subito una mostruosa trasformazione, come quelle causate
dai maghi cattivi nelle favole, ed  diventato un rospo
o una pozza fumante. O forse  sempre stato un mostro,
sotto il suo atteggiamento affettuosamente gentile e la voce
carezzevole che adottava per loro, come il lupo negli abiti
della nonna che voleva mangiarsi Cappuccetto rosso. Gli
zuccherosi odori antisettici, la molteplicit degli ascensori,
le porte chiuse, le frecce direzionali e le persone in camice
bianco e calze altrettanto bianche, con i cartellini di
riconoscimento di plastica, nonch il vuoto e determinato
rumore prodotto dalla loro stessa folla di piedi sui pavimenti
di linoleum, strofinati e passati con la cera fino a
farli diventare talmente lucidi da presentare alla vista certe
minuscole increspature simili ad acqua, aumentano ulteriormente
la sensazione di pericolo che provano all'infantile
bocca dello stomaco, il sospetto che nutrono di essersi
andati a ficcare in un labirinto da cui non  possibile fuggire,
di trovarsi chiusi in una lustra, costosa trappola munita
di porte e valvole che si aprono in una sola direzione.
Il mondo che gli adulti costruiscono per s stessi appare
loro come una creazione talmente singolare che la crudelt
potrebbe benissimo esserne la forza motrice. Dentro un
ospedale si ha la sensazione che non esista altro luogo. Le
palme, le scie dei jet, i fili incurvati verso terra e il cielo
azzurro che si vedono attraverso le finestre sembrano far
parte dei vetri, della trappola stessa.
Sulle pareti dell'atrio a volta ci sono due murali: a un'estremit,
persone dalla pelle di molti colori lietamente al
lavoro in un aranceto sopra cui il sole sembra un'ulteriore
arancia, bella rotonda; all'altra, antichi spagnoli con tanto
di barba e armatura coinvolti in un silvestre scambio
di oscuri regali con alcuni indiani seminudi, uno dei quali
se ne sta acquattato con arco e freccia dietro un selvatico
cespuglio di spine. Ha un'espressione torva, piena di malignit.
L'esploratore verr ucciso.
Al banco centrale una donna magrolina e rigida consulta
la stampata di un computer, indicando loro il numero
del piano e il modo per raggiungere l'ascensore. La famiglia
si insinua in tutti i suoi cinque componenti tra un
uomo - che ha un mazzo di fiori e continua a raschiarsi la
gola -, un ragazzo latinoamericano - che regge un tintinnante
vassoio pieno di fiale - e una donna di mezza et
dai capelli cespugliosi che spinge una carrozzella su cui
sta seduta una sua versione pi anziana: l'unica differenza
consiste nel fatto che i capelli non sono altrettanto folti
n cos vivacemente tinti.  continuamente costretta a
spingere la madre fuori dall'ascensore per permettere agli
altri di scendere e salire; dopodich torna a strizzare dentro
a forza la carrozzella. Judy alza al cielo i limpidi occhi
verdi, in segno di protesta, a indicare quanto siano noiosi
e goffi gli adulti.
Il loro piano  il quarto, il pi in alto. Janice si stupisce
nel vedere quanto il locale infermieri sia qui meno complesso
rispetto a quello della terapia cardiologica intensiva.
L, le donne in camice se ne stanno a sedere barricate
dietro un banco con diversi monitor del cuore, su ognuno
dei quali scorre una palpitante linea arancione: i battiti cardiaci
imperfetti che provengono dalle camere singole, sui
tre lati, con le pareti frontali in vetro; alcune porte sono
semiaperte e si pu vedere il paziente dall'aria inebetita
seduto sotto una serie di cannule che sembrano un groviglio
di spaghetti; altre invece sono chiuse ma con le tende
non tirate, e si possono vedere due narici scure e la bocca
di una testa priva di conoscenza, triangolare, morente;
in altre ancora la tenda  sinistramente tirata, a celare
un intervento medico in extremis. Ma Janice ha partorto
due figli e accompagnato entrambi i genitori alla fossa,
per cui gli ospedali non le risultano totalmente sconosciuti.
Al quarto piano ci sono soltanto un banco imponente,
alcune scrivanie e una zona di attesa con un divanetto rigido
in noce e un tavolino con sopra alcune riviste: Salute
moderna, Il giorno della donna, La sentinella,
Il mensile della Redenzione. Una corpulenta donna di
colore, che lascia intravedere sotto la bianca cuffietta una
serie di strette treccine, ferma con un sorriso quel gregge
carico d'ansia. - Nella stanza, soltanto due visitatori per
volta, prego. Mr Angstrom  uscito questa mattina dalla
terapia cardiologica intensiva, quindi non  ancora in grado
di spassarsela pi di tanto.
Qualcosa nel suo viso radioso e nei capelli elaboratamente
intrecciati paralizza il piccolo Roy, che per la stanchezza
dovuta all'accumularsi di tante novit scoppia improvvisamente
a piangere. I suoi occhi color inchiostro si
allargano per poi strizzarsi completamente, le sue labbra
gommose si piegano all'ingi come infastidite da un sapore
tremendo. Il suo primo strillo fa girare diverse teste nel
corridoio, dove inservienti e medici sono alle prese con le
procedure del primo pomeriggio.
Pru lo prende dalle braccia di Nelson, premendosi il
suo faccino nel collo. Quindi dice al marito: - Perch non
porti Judy dentro?
Anche il volto di Nelson si torce in una smorfia di scarso
gradimento, allarmata. - Non voglio entrare io per primo.
Supponiamo che stia delirando, o qualcosa del genere. 
meglio se entri tu per prima, mamma.
- Oh, santo cielo, - esclama Janice, come se il fardello
di esasperazione del marito nei confronti del loro unico
figlio fosse ricaduto tutto sulle sue spalle. - Gli ho parlato
due ore fa al telefono ed era perfettamente normale -.
Comunque prende la bambina per mano, avviandosi con
lei per il lucido corridoio in cerca della camera 326. Numero
che le fa suonare nell'intimo un flebile campanello.
Dov' successo? In quale vita?
Pru si siede sul divanetto rigido - che  privo di cuscini,
forse per tenere alla larga i perditempo - e cerca di tranquillizzare
Roy parlandogli sottovoce e facendoselo ballonzolare
in grembo. Nel giro di cinque minuti, con un
sospiro simile a un singhiozzo, il bambino si addormenta,
pesante e caldo, sgualcendo e facendo risultare ancora pi
opprimente il vestito a quadri che sua madre si  messa per
sbarcare dall'aereo nel freddo invernale del Nord-Est. In
quell'area il condizionatore sembra spento; la temperatura
locale  risalita verso i trenta gradi, quattro, cinque in
pi rispetto alla norma stagionale. Hanno con s una copia
della News-Press di oggi, portata in regalo al malato, per
cui, mentre stanno seduti ad aspettare, Nelson si mette a
leggere. Mandato di comparizione per Reagan e Bush, legge
Pru da sopra la sua spalla. 1988: meno omicidi nella regione;
Funerale Amher. paga il presidente della squadra. Diversamente
dallo Standard di Brewer, questo giornale
ha sempre del colore in prima pagina: oggi c' una mappa
verde dell'Inghilterra, con una freccia che indica Lockerbie,
e due riquadri in cui sono disegnati una valigia e un
aereo che esplode. Gli inquirenti: una bomba sofisticata.
- Nelson, - dice lei a bassa voce, in modo da non svegliare
Roy e non far sentire alle infermiere quello che dice:
- C' una cosa che mi preoccupa.
- S? Mettitici anche tu.
- Non intendo noi due, una volta tanto. Credi che magari...
Non riesco a dirlo.
- Che cosa?
- Shh. Parla piano.
- Maledizione, sto cercando di leggere il giornale. Ormai
sono convinti di sapere esattamente di che tipo sia la
bomba che ha fatto saltare il volo della Pan Am.
- Ci ho pensato subito, ma ho continuato a cercare di
togliermelo dalla mente, e ieri sera ti sei addormentato
prima che io potessi dire qualcosa.
- Ero distrutto. E stata la prima notte di buon sonno
che ho avuto da settimane a questa parte.
- Lo sai perch, vero? Ieri  stato il primo giorno che
sei stato alla larga dalla cocaina, dopo settimane.
- Non c'entra niente. Il mio corpo e la roba vanno perfettamente
d'accordo. Ho avuto un crollo perch mio padre
di punto in bianco  quasi morto.  una situazione
che pu buttare gi in una maniera pazzesca. Voglio dire,
se se ne va, chi  il secondo in lista? Sono troppo giovane
per restare senza padre.
- Il crollo l'hai avuto perch per una volta non avevi
agenti chimici in corpo. Sei continuamente sottoposto a una
tremenda pressione neurologica, ed  effetto della droga.
- Oh, cazzo. Sono in una tremenda pressione neurologica
complessiva da quando tu e io siamo rimasti incastrati
insieme. Per il fatto di avere una moglie bigotta e con le
stesse pulsioni erotiche di uno yogurt gelato, adesso che
ha avuto tutti i bambini che voleva.
Quando Pru si arrabbia, solleva cos in alto il labbro superiore
che le si formano tante grinze verticali, quasi dei
baffi. Anzi, si vede che ha effettivamente dei sottilissimi
baffi: sta diventando pelosa. Il suo viso, quando  seccata,
diventa una specie di scudo che tende a schiacciare
il marito: la pelle sotto gli occhi, leggermente increspata,
si fa bianca come la riga tra i capelli, la voce bassa, nel suo
frusciare da disco consumato, si fa furente: Nelson sa bene
cosa sta per dire, sono le stesse parole che ha gi sentito
tante altre volte: - Perch dovrei rischiare la vita andando
a letto con un drogato come te? Credi che voglia beccarmi
l'AIDS dagli aghi sporchi che usi per farti uno speedball, se
non addirittura da una di queste ragazze da quattro soldi
che si prostituiscono per una sniffata e che ti scopi quando
stai fuori fino alle due di notte?
Attaccato al suo collo, Roy si mette a frignare per un attimo,
mentre due giovani infermiere dietro il banco della
reception producono un ostentato fruscio di carte come
se volessero evitare di sentire.
- Razza di una troia imbecille, che pezzo di merda, - ribatte
Nelson a voce bassa ma con un leggero sorriso, come
se quello che dice fosse piacevole. - Non mi faccio pere e
non scopo ragazze che la danno via per una sniffata. Non
so nemmeno che esistano, come non lo sai tu.
- Di' quello che vuoi, basta che non mi attacchi le loro
malattie.
La voce di Nelson rimane bassa, quasi carezzevole. - Da
dove ti viene tutta questa sicumera? Mi piacerebbe proprio
saperlo. Cazzo. Cos' che ti fa diventare la purezza
personificata? Non lo eri quando ti facevi sbattere ogni
volta che ti girava, non lo eri affatto. Salvo poi mandare
Melanie a Brewer da me, perch me la sbattesse continuamente
sotto al naso, in modo che non tagliassi la corda. Bel
cinismo davvero, fare la ruffiana con un'amica.
Nelson trova un conforto indefinibile quanto inveterato
nel viso della moglie, allargatosi con gli anni, con la sua
pelle chiara, con quei baffi da irritazione e le sopracciglia
triangolari che la rabbia le fa inarcare ad angolo: gli sta
addosso, limitandogli il campo visivo, spostando tutto ci
che lo minaccia ai margini. Incerta, quasi sapesse che lui
la sta forzando a saltare attraverso un cerchio, lei ribatte:
- Me l'hai gi rinfacciato un milione di volte, Nelson
Angstrom. Ma io non avevo la minima idea che ti saresti
ficcato a letto con Melanie. Ero tanto stupida da essere
convinta che fossi innamorato di me e che dovessi sistemare
le cose con i tuoi genitori -. Una vecchia storia ormai
rancida e odiosa, e che tuttavia gli  familiare, in cui lui
pu cercare rifugio. Di notte, quando sono entrambi addormentati,
 lei che gli chiude a cerchio le braccia, cos
lunghe, coperte come sono di leggerissima peluria, attorno
al torace sudato, rannicchiandoglisi addosso in posizione
fetale, premendosi la sua schiena contro il grembo.
- Infatti le cose sono andate proprio cos, - dice, prendendola
ormai scopertamente in giro. - Ho veramente dovuto
convincerli. Allora, che cosa stavi cercando di dire?
- A proposito di che cosa?
- Quello che non sei riuscita a dirmi perch mi sono
addormentato perch secondo te non ero fatto come al
solito, - risponde lui, appoggiando il capo al poggiatesta
della panca e sospirando nel suo stato di tedio da sangue
pulito. Ora che  in s capisce quanto  fuori di testa normalmente.
- Dio, - riprende, -  bello tornare al mondo
reale. Riguardo a ieri hai abbastanza ragione. Sono rimasto
bloccato in casa, con la mamma che si  fregata la macchina
non appena siete rientrati. E nella zona del Valhalla
Village puoi rimediare solo multivitaminici.
La voce di Pru si addolcisce, colma di spirito di coppia.
- Tu mi piaci cos, - confida. - Quando sei tu e basta.
Senza additivi -. Con quel suo netto profilo teso, serrato
a riccio sopra la stanchezza dei propri pensieri, con le
tempie che sfuggono sempre pi, venendo per bilanciate
dalla prominenza dei baffetti, Nelson sembra quasi bello.
Il grigio sparso nel suo taglio di capelli con coda di ratto
la commuove, come se fosse colpa sua.
Distrattamente, nel tono di perdono sotteso nella voce
di Pru, Nelson avverte che lei non ha nessuna intenzione
di lasciare andare a rotoli il loro matrimonio. Ha ancora
moltissimo margine di azione. - Sono sempre lo stesso di
prima, - dissente. - La roba posso prenderla o lasciarla.
Quanto a ieri puoi anche avere ragione,  stato per rispetto
del vecchio, o qualcosa del genere. Ho deciso di fare
senza, e basta. Insomma, sembra non capirlo nessuno: non
provoca assuefazione.
- Magnifico, - commenta Pru, con una voce da cui la
dolcezza sta scomparendo. - Mio marito  l'eccezione che
conferma la regola.
- Non abbiamo altro di cui parlare?
- Questa storia, - inizia finalmente lei, - di Judy che
sarebbe rimasta bloccata sotto la vela. Quelle vele non sono
spaventosamente piccole? Lo sai che brava nuotatrice
. Credi che magari...
- Che cosa?
- Che stesse soltanto fingendo, nascondendosi a tuo padre
per gioco, finch la cosa  sfuggita di mano.
- Al punto quasi da ucciderlo? Che idea. Povero pap -.
Il profilo di Nelson si apre in un sorriso; i baffi si
sollevano, accostandosi alla parte inferiore del naso dritto
e sdegnoso. - Non credo, - conclude. - Judy non potrebbe
mai avere una simile freddezza. Pensa a quanto, nella
sua testa, le sar sembrato di essere al largo, in mezzo agli
squali. Non si sarebbe mai messa a fare scherzi.
- Non sappiamo come siano andate veramente le cose,
l fuori, n quanto sia durato il tutto. La mente dei bambini
non funziona esattamente come la nostra, e il modo
di fare di tuo padre con lei, la maniera in cui le parla,  del
tipo giocoso. Judy potrebbe averlo fatto senza cattive intenzioni,
ma da bambina qual , non so se mi spiego, per
ricambiare uno scherzo.
Il sorriso di Nelson ora scopre i denti piccoli e rivolti
indentro, che sembrano sempre un po' grigi per quanto
lui si affanni a pulirseli con spazzolino e filo interdentale,
usando anche quei piccoli strumenti con i gommini, non
appena si mette il pigiama. - Lo sapevo che era un'idea
pessima, portare fuori la bambina in barca a vela quando
di navigazione non sa un cazzo, - insiste. - Dici che sembrava
orgoglioso di averle salvato la vita?
- Sulla spiaggia, prima che arrivasse il personale paramedico
-  passata una vita, anche se hanno detto che sono
stati soltanto sette minuti - era felice, persino sollevato,
nonostante il terribile dolore e la fatica per respirare.
Continuava a cercare di fare battute, di farci ridere. A me
ha detto che devo ridarmi lo smalto alle unghie dei piedi.
Gli occhi di Nelson si spalancano. Ha lo sguardo fisso
non tanto sulla parete di fronte, dove  appeso il ritratto
a olio di un benefattore defunto, quanto su una zona invisibile
del passato. - Ho avuto quella sorellina, sai, - dice,
- che  annegata.
- Lo so. Come potremmo mai dimenticarcene, tutti quanti?
Lui tiene lo sguardo fisso per qualche altro istante, poi
continua: - Forse era felice di aver salvato questa vita.
E in effetti per Harry, steso sul dorso, imbottito di farmaci
e legato con una congerie di tubi e fili in quella che
sembra una distesa candida senza fine, la vista della piccola
Judy viva e perfetta sino all'ultimo capello rosso e alla pi
piccola lentiggine, con quelle ciglia che sembrano separate
da una lynotipe, con tanti spazi della giustezza di un punto,
 una gioia pura. E rimasta invischiata nella maledizione
ma si  salvata. Sta uscendo viva dalla Florida.
Il collasso che ha subito ventisei ore prima ha avuto un
suo risvolto felice: dopo una vita di sconsiderate peregrinazioni
stava rifacendo capolino in lui dagli insondabili
abissi dell'animo la sensazione di essere in mani altrui,
sensazione iniziata mentre era steso inerme come una medusa
sotto un cielo velato di rossore: convertito nel cieco,
dolente punto focale di un universo di attenzioni ed efficienza.
Mentre sprofondava sempre di pi, percepiva il
mondo circostante come gassoso, teso a levarsi in volo; la
situazione di emergenza gli sembrava far librare nell'etere
i volti gravi e solleciti di infermieri e medici. E ora, in
questo ospedale pieno di luce, in questo efficiente emporio
dove i miracoli sono un fatto comune anche se non a buon
mercato, molti dei fardelli che gravavano su di lui gli sono
stati tolti di dosso. Lo hanno liberato del catetere, cos che
il suo unico problema  un ricorrente bisogno di urinare di
sbieco dentro una padella - tutto questo fluido che continuano
a iniettargli in corpo a gocce - senza strapparsi via
la cannula della flebo, i fili collegati al monitor cardiaco,
nonch i tubicini dell'ossigeno che ha nelle narici.
Un altro piccolo problema  rappresentato dalla nebbia:
alla televisione, nell'apparecchio retto da un braccio
mobile smaltato a non pi di mezzo metro dal suo viso,
stanno dando una partita di football americano che voleva
vedere da un pezzo: la finale dell'Nfc tra Eagles e
Bears, al Soldier's Field di Chicago, iniziata alle dodici e
trenta; ma il gioco si sta facendo sempre pi sbiadito, inghiottito
da una nebbia mai vista, soffiata sul campo dal
lago Michigan. Le riprese sono state ridotte alle telecamere
sistemate sui bordi lunghi del campo. Il pubblico sulle
gradinate e i telecronisti nelle loro cabine vedono persino
meno di Coniglio, l a letto, pieno di farmaci, moribondo.
Una placcata tremenda di chiss chi, ha appena detto
un commentatore, un uomo di colore, Terry Bradshaw
per la precisione, quello stesso Bradshaw che durante il
Super Bowl dei primi anni del decennio  stato messo per
sempre fuori combattimento da una placcata da circo di
Stallworth, giocatore fortunato e duro. La folla, lass tra
la nebbia, tuona e ruggisce non in sintonia con le riprese
televisive ma cercando di seguire l'andamento del gioco sul
tabellone elettronico. I telecronisti - un nero dagli occhi a
palla come una rana, forse lo stesso che ha sposato la moglie
televisiva di Bill Cosby, e un bianco dal viso pieno di
bozzi - sembrano sdegnati che Dio abbia potuto fare una
cosa del genere, mettersi in contrasto con la Cbs e cancellare
un evento televisivo destinato a milioni di spettatori,
per il quale gli sponsor stanno pagando un milione di dollari
al minuto. Continuano a chiedersi a gran voce perch
mai gli arbitri non sospendano la partita. Lui invece trova
quella nebbia misericordiosa perch, prima che comparisse,
gli Eagles se la stavano cavando piuttosto male: due
passaggi in meta perfettamente calibrati di Cunningham
sono stati annullati dagli arbitri per via di altrettante penalit
a quella testa di rapa di Anthony Toney, e poi c'
stato questo esordiente, tale Jackson, che ha perso la palla
dopo un passaggio che lo aveva smarcato di un miglio a
fondo campo. La partita che procede a sprazzi tra la nebbia,
con i giocatori che emergono dal nulla, monumentali
nelle loro imbottiture, e poi tornano a svanire, ha una sua
bellezza particolare, in relazione alla nuova posizione che
ha assunto Coniglio, collocato di persona nel centro immobile
di un nuovo mondo. I telecronisti continuano a dire
che una cosa del genere non si  mai vista.
Sulle prime ha qualche difficolt a capire che per i visitatori
deve recitare una parte, che non basta stare l
disteso ad accogliere la loro comparsa come un qualsiasi
cambio di canale televisivo. Durante lo spot pubblicitario,
quello della Miller in cui si vede un nero che solleva
il tavolo da biliardo in modo che tutte le palle vadano
presumibilmente a finire in buca, lui abbassa gli occhi sul
viso ansioso di Judy, nitido e preciso come un meccanismo
di orologio esente da polvere e ruggine, e le dice:
- Abbiamo imparato, vero Judy? Abbiamo imparato come
si fa a rimettersi in piedi.
-  come le forbici, - risponde la bambina, facendo vedere
con le mani. - Si spinge verso la vela.
- Esatto, - dice lui. O si spinge all'opposto rispetto alla
vela? La voce, nasale e rauca, non sembra pi la sua, la
gola gli brucia per via di qualcosa che gli hanno fatto con
l'ossigeno quando  arrivato in ospedale: se si  salvato
prima in parte e poi del tutto, lo deve a qualcosa che nel
trambusto gli  stato ficcato in corpo.
- Che cosa dicono i medici, Harry? - chiede Janice.
- Come va? - Se ne sta seduta su una sedia accanto al letto,
un nuovo tipo di carrozzella con il cuscino in vinile,
una nuova versione della Barcalounger tanto cara a Fred
Springer. Ha in fronte la sua tipica espressione tra l'ansioso
e l'esangue, la bocca  una muta fessura aperta su un
centimetro di oscurit. In quella tuta da jogging in due toni
di colore, e con quelle voluminose Adidas, sembra una
campionessa di bowling della lega anziani. Ha il viso indurito
dal troppo sole, sugli zigomi le stanno venendo dei
pomelli simili a due bolle. La pelle tenera che c' sotto le
sopracciglia si sta riempiendo di grinze. Con l'et cresciamo
ancora, dentro e fuori.
- Un dottore, - le risponde, - mi ha detto che ho un
cuore da atleta. Troppo grosso. Troppo grosso verso l'esterno,
cio, e troppo piccolo verso l'interno. Il muscolo
 troppo spesso. A quanto pare il cuore non  un grazioso
sanvalentino, come si potrebbe pensare, ma un muscolo.
Pompa con una specie di movimento in torsione, cos -. E
al suo ristretto pubblico mostra un pugno che pulsa: battito,
pausa, battito, pausa. Lo sguardo di Judy  fisso sullo
schermo del monitor cardiaco: lui non pu vederlo, ma immagina
che lo sforzo dovuto alla sua piccola dimostrazione
stia comparendo nel cardiogramma che vi scorre. Quando
si gira a guardarlo anche Janice, lo sfavillio dei loro quattro
occhi ne riflette il pulsare elettronico: entrambe le bocche
sono aperte su un'identica fessura di oscurit. Prima di allora,
tra nonna e nipote non aveva mai colto alcuna traccia
di ereditariet. - Vogliono mettermi una tintura nel cuore,
- continua, - infilandomi un lungo tubo in un'arteria
all'estremit superiore della gamba, in modo da poter vedere
esattamente che cosa sta succedendo, anche se cos,
su due piedi, pensano che si sia ostruita almeno una delle
coronarie. Troppe costolette di maiale aggiunte a tutto lo
sforzo che facevo in campo, da ragazzo. Nessun problema
comunque. Possono fare un by-pass ovunque, ormai
ne fanno tutti i giorni,  semplice come realizzare un impianto,
idraulico da quando ci sono le tubature di plastica.
Dicono che quanto hanno imparato in questi ultimi dieci anni  stupefacente.
- Ti faranno un'operazione a cuore aperto? - chiede allarmata Janice.
Il pugno che impersonava un cuore si fa vago e pesante;
lui lo abbassa cautamente, posandoselo di fianco sul lenzuolo e chiude momentaneamente gli occhi per risparmiarsi la
vista della moglie preoccupata. - Per adesso no. Forse alla
fine.  una possibilit. Un'altra possibilit, invece,  un
catetere con dentro una specie di palloncino che gonfiano
nell'arteria ostruita. Rompe la placca. Si chiama cos: placca.
E io che ero convinto che la placca fosse quella roba che si
riceve quando si vince il campionato -. Coniglio deve continuamente
reprimere l'impulso a ridere dell'impossibilit
di condividere con Janice la pace indotta dalle droghe di cui
avverte l'azione nella cassa toracica, la sensazione di essere
finalmente nel centro immobile. Antidolorifico, anticoagulante,
tranquillante, vasodilatatore, diuretico, tutto cola
a gocce dall'alto nel suo organismo, conferendo al mondo
dell'ospedale rosate tonalit di benevolenza e divertimento.
A lui piace il continuo movimento, le visite per prendergli
il sangue, misurargli la pressione e verificare strumenti e
flebo, oltre al corteo di giovani femmine inodori dal corpo
sodo nel cotone inamidato e dalla pelle con i colori di tutti
i continenti che accudiscono la sua carne inerme con un
erotizzante misto di reverenza e brutale condiscendenza,
con l'aria pratica che portano sul viso grazioso, da attrici, da
geishe. Nel suo stato di trance, quella stanzetta dalle pareti
bianche gli sembra un set teatrale, pieno di imprevedibili
uscite ed entrate. Essendo semiprivata, c' anche una tenda
che nasconde il compagno di camera, che quel mattino ha
sentito gorgogliare, vomitare, gemere, ma che poi  caduto
in un silenzio che potrebbe essere la morte. Mentre per
lui lo spettacolo continua, all'imbeccata fa il suo ingresso
un altro attore. - Ecco che arriva un medico, - annuncia a
Janice. - Chiedigli tutto quello che vuoi. Intanto io guardo
la partita e Judy guarda il mio monitor cardiaco. Se si ferma dimmelo, Judy.
- Non scherzare, nonno, - lo rimprovera la sua piccola cara.
Il cardiologo  un corpulento immigrato australiano dalla
pelle arrossata di nome Olman. Ha un roseo naso a becco,
denti di un bianco smagliante e capelli chiarissimi e lisci.
Anni di bella vita in Florida hanno steso sul suo accento
smozzicato una patina della strascicata pronuncia meridionale.
Prende la manina affusolata e bronzea di Janice nella
sua, rossa e grossa, ed ecco che immediatamente agli occhi
di Harry sono diventati i suoi genitori cardiaci: una minuta
madre color nocciola, preoccupata, e un padre dall'aria
tranquilla, oltre che efficiente. - Questo giovanotto  stato
piuttosto male, - dice il dottor Olman a Janice, - quindi
dovremo insegnargli ad avere pi cura di s stesso.
- Che cos' esattamente che non va nel suo cuore? - chiede Janice.
- Le solite cose, signora. E stanco, rigido, pieno di
coaguli. Un tipico cuore americano, in conformit con la
sua et, lo status sociale eccetera.
Sullo sfondo inizia lo spot pubblicitario del vino Gallo,
che  stranamente intenso e un po' imbarazzante: un tale
ha un appuntamento al buio con una ragazza che risulta
essere proprio la venditrice di liquori che gli ha consigliato
quale bottiglia portare all'incontro come regalo.
- Il massimo che possiamo dire, in assenza di cateterizzazione
cardiaca, - continua il dottor Olman -  che il restringimento
principale  il solito, il LAD, ovvero l'arteria
discendente anteriore sinistra, il cavallo da soma di tutto
l'organismo. Per fortuna suo marito sembra avere dei circoli
collaterali piuttosto ben sviluppati, che lo hanno tenuto
in piedi. Vede, signora, ogni volta che il cuore ha un
gran bisogno di ossigeno, cerca di trovare degli itinerari
alternativi per far arrivare sangue al muscolo. Dall'auscultazione,
inoltre, ci sembra anche di avvertire la presenza
di una discreta stenosi valvolare aortica. Non  un bel
quadro, ma certamente non  neanche il peggiore che ci sia capitato di vedere.
Janice guarda il marito quasi con orgoglio. - Oh, Harry!
Tu continuavi ad accennare a doloretti e a problemi di
respirazione e io non ti ho mai preso sul serio. Non ti stavi lamentando abbastanza.
Una scelta perfetta, dice la ragazza dello spot in tono
sognante alla fine dell'incontro, con due occhi che brillano
e leggermente fuori fuoco; naturalmente scoperanno,
se non questa volta la prossima, si sposeranno e vivranno
felici per sempre, e tutto grazie al vino Gallo.
Il dottor Olman ha capito che Janice  pi malleabile,
per cui passa a proposte pi pesanti. - Ora, se la fortuna
 dalla nostra e la lesione non  localizzata in una biforcazione
e le arterie non sono molto calcificate, tanti medici
consiglierebbero di cominciare piano piano, con un'angioplastica,
aspettando di vedere che succede. Per come
la vedo io, bisogna mettere su questo piatto della bilancia
la relativa assenza di trauma e di costo - quest'ultimo non
possiamo dimenticarcelo, no?, con la Medicare che continua
a ritirarsi nel suo guscio e questo nuovo tipo che promette
di non aumentare le tasse -, tutti i pr, insomma, accanto
al contro, ovvero la possibilit di una stenosi ricorrente
che imponga di rifare ogni cosa da capo, con probabilit
di riuscita che, a essere onesti, sono di un malinconico
cinquanta per cento. Ma io credo che, per non continuare
a menare il can per l'aia, la cosa pi giusta sarebbe un by-pass
aorto-coronarico. Come dite voi, qui negli Stati Uniti?
Mai incaricare un ragazzo quando si pu incaricare un
uomo, eh? Dunque, signora, fino a che punto desidera essere
informata sulla situazione?
- Fino in fondo, - risponde Janice, con occhi che sembrano
due stelle davanti a quest'uomo cos disposto a spiegarle
le cose: si prepara a concentrarsi, la lingua le fa capolino tra le labbra.
- Cos si fa, - riprende strategicamente il dottor Olman,
e fa un grosso pugno con una mano, mentre con le dita
dell'altra le mostra il modo in cui le arterie corrono sulla
superficie del cuore, i rami che penetrano nel muscolo,
che  un gran lavoratore. Questa dimostrazione lui se
l' gi vista fare nel corso della giornata, per cui fa segno
a Judy di accostarsi di pi al letto. Indossa il vestito rosa
elegante con cui  arrivata in aereo, intorno alla treccina
c' il solito nastro bianco e rigido. L'avventura marina del
giorno prima le ha provocato una scottatura solare sulle
ali delle narici e sotto i limpidi occhi verdi, dove le lentiggini
sono pi sottili. Lei intanto continua a guardare il monitor cardiaco.
- Che cosa vedi? - le chiede con voce rauca.
- Una specie di vermiciattolo agitato, che non si ferma mai.
-  la vita, - ribatte lui. - Tuo nonno.
Judy cede a un impulso: si china sul letto e cerca di abbracciare
il vecchio, scompigliando e tirando le cannule
e i fili attaccati alla parte superiore del suo corpo. - Oh,
nonno, - confessa, -  stata colpa mia.
Lui ne avverte l'alito caldo sul collo. La stringe meglio
che pu con il braccio non attaccato alla flebo. - Non essere sciocca. Quale colpa?
- Ieri. L fuori. Ti ho fatto paura.
- Non mi hai fatto nessuna paura, stellina. Caso mai
me l'ha fatta il Golfo del Messico. Tu non ne hai avuta?
Gli occhi pieni di lacrime, la bambina scuote la testa a rispondere di no.
Cosa che provoca in lui nuovo stupore. - Come mai? - chiede.
Sul visino liscio di Judy compare quell'espressione sfuggente
che nelle donne rivela l'intenzione di dire una bugia.
In maniera un po' leziosa risponde: - Perch con me c'eri
tu, nonno. E tutto attorno c'erano un sacco di altre barche.
Harry rinnova il suo impastoiato abbraccio e l'esile corpicino
della bambina non oppone resistenza, si  svuotato
di qualcosa, al che lui avverte un raschio in gola, dovuto
forse all'acqua salata che ha ingerito il giorno prima.
Gli occhi vengono velati dal torrido sollievo delle lacrime.
Nel televisore, uomini dalle spalle larghe e la vita stretta si
muovono come divinit tra le nubi dell'Olimpo. Per quanto
accecati, i telecronisti continuano a berciare con le loro
voci innaturali cariche di agitazione. In uno spot si vede
una Subaru che risale a balzi una montagna di carcasse di auto arrugginite.
- Vuoi cambiare canale? - chiede a Judy, spostandole la
mano dal polso bendato, dove gli sta facendo male, al telecomando
del televisore sul braccio metallico beige. Quindi
si lascia andare all'indietro, sentendo le bianche pareti che
gli si distendono attorno come l'oceano il giorno prima,
il letto che si trasforma in una zattera. Judy fa sfarfallare
la TV attraverso un incontro di lotta, un corteo, un pauroso
spot pubblicitario dove si vede Karl Malden abbaiare
che con i traveller's check dell'American Express nessuno
pu subire furti, un uomo e una donna vestiti di nero
che pattinano in uno sfavillare di ghiaccio, un film horror
da ridere su un licantropo adolescente a Londra e un altro
intitolato I pugni di Bruce Lee, come apprendono dopo
uno stacco pubblicitario. La violenza del kung-fu  abbastanza
affascinante da trattenere l'attenzione di Judy per
alcuni minuti. Qualche frammento di ci che sta dicendo
il dottor Olman a Janice, in confidenza sebbene nel suo
brioso tono australiano, perfettamente udibile, si intreccia
all'azione cinematografica: calci letali al rallentatore,
graziose sfocature di colori orientali. - ... test preliminari...
edema polmonare, comune dopo un infarto miocardico...
accumulo di sangue, con stravaso nel tessuto polmonare...
idralazina... infiammazione del pericardio...
Dilantin... rash cutanei, diarrea, perdita di capelli... non
posso nemmeno pensare di ricorrere a un pacemaker per un uomo di quest'et...
Bruce Lee tira un calcio, un secondo, un terzo e tre delinquenti
abbigliati con eleganza volano lentamente verso
gli angoli della camera, i mobili che vanno in frantumi come
tanti biscottini della felicit, e di punto in bianco Judy
cambia ancora una volta canale, imbattendosi in uno spot
che a lui piace, di una crema idratante con un nome che
non riesce mai a tenere a mente, mentre al contrario non
potrebbe mai dimenticare il viso della modella, il modo in
cui sorride sopra la spalla nuda mentre scivola oltre la porta
del bagno, e poi, quando ne esce, l'aria maliziosamente
soddisfatta della sua espressione - sembra che faccia le
fusa -, i capelli umidi chiusi in un asciugamano morbido
e gonfio a mo' di turbante, i seni che lasciano intravedere
l'incavo - mentre i capezzoli rimangono appena fuori dallo
schermo: se lo schermo fosse appena un po' pi grande, se
lui potesse rallentare l'azione come in un film di kung-fu,
per un trentesimo di secondo avrebbe potuto avere l davanti
un capezzolo -, e il modo in cui poi si lascia andare
su un divano di velluto azzurro, profondamente appagata,
i begli occhi chiusi sotto le palpebre lustre, le sopracciglia
leggermente folte come quelli di Cindy Murkett; finch
arriva la parte in cui  elegantissima, pronta per passare
la serata fuori, ancora tutta idratata sotto il lam d'oro...
- No, aspetta, tesoro, - avendo percepito che Judy sta per
cambiare canale ancora una volta, allunga la mano a fermarla,
ma non arriva in tempo, ecco di nuovo il licantropo sul
viso del ragazzo accovacciato in una cabina telefonica, il
pelo che cresce a poco a poco, e poi i pattinatori sul ghiaccio,
lei che procede inarcata a ritroso verso lo spettatore,
con la gonnellina rovesciata; finch Harry sente male al
polso per lo strattone che ha dato alla flebo, e un fantasma
erratico del dolore del giorno prima gli si mette a scorrazzare
qua e l per il torace. Si vede che l'effetto del Demerol
sta finendo. Sul comodino, accanto al telefono e a un
bicchiere di acqua che sa di marcio, gli hanno messo una
boccetta di vetro scuro di nitroglicerina, da cui fa uscire
a colpetti incerti, con mano tremante, una pillola che si
mette sotto la lingua come gli hanno insegnato. Messa l,
brucia, e poi, stranamente, un paio di minuti pi tardi gli pizzica il buco del culo.
- Quanta robaccia mangia? - sta chiedendo il dottor Olman.
- Oh, - risponde Janice con entusiasmo, - da quel punto
di vista  un vero e proprio drogato -. Sua moglie, pensa
lui,  un canale che non si pu cambiare. La stessa fronte
leggermente troppo alta, la stessa bocca che forma una fessura
muta e ostinata, giorno dopo giorno, stessa ora, stesso
canale. Sta alzando gli occhi al faccione biondo e rubicondo
del dottore come davanti a un tramonto di istruttiva bellezza.
Formano un duo impegnato a dividersi la sua persona.
Uno si prende l'interno, l'altra l'esterno.
Ora una Subaru rosso ciliegia sta tortuosamente procedendo
a forte velocit lungo uno di quei ripidi e frastagliati
paesaggi del West che piacciono tanto ai fabbricanti di
auto. Ne smonta una scintillante modella, esile come uno
stecco, con fossette e mascella quadrata come la Audrey
Hepburn dei tempi di Colazione da Tiffany ma pi alta,
che sorride con aria scaltra, casco da corridore in testa e
gonna fatta apparentemente di strisce di luce sfavillante.
Forse Nelson ha ragione: alla Toyota sono monotoni. Nei
loro spot si vede gente che salta di gioia soltanto perch
sta risparmiando cinque centesimi. Il canale ripiomba sulla
parata del Fiesta Bowl. Giovent, fiori, un gigantesco
gatto Garfield che procede ancheggiando maestosamente.
Il clima interno di Harry, a causa delle droghe e dei loro
postumi, sembra soggetto a un remoto temporale, come le
macchie solari o quei distanti, deboli uragani che scoppiano
su Giove. Insieme a quello per la storia, ha un interesse
di natura superstiziosa per l'astronomia. Padre nostro che sei nei Cieli...
- ... tonnellate di grasso nell'organismo, - sta intanto
dicendo il dottor Olman. - A fiumi, un po' deve restare li
per forza. Carni grasse, salame, salsiccia di fegato, lasagne,
hot dog, burro di arachidi, noccioline salate...
- Tutta roba di cui  ghiotto:  un golosone tremendo, -
gli si accoda Janice, petulante, ansiosa di piacergli, corteggiandolo,
tradendo il marito. - Per le noci, poi, va matto.
- E sono le peggiori in assoluto, - le risponde il dottor
Olman, con la voce che accelera, lasciando perdere il tono
strascicato. - Piene di grasso come sono, per non parlare
del sodio, e gli anacardi, le noci di macadamia: queste ultime
sono ancora peggio, ma  comunque tutta roba che
fa male, malissimo -. Nella foga ha preso a chinarsi su di
lei come su un putt insidioso a golf. - Tutti i cibi lavorati
con grassi vegetali idrogenati, olio di cocco, olio di palma,
burro, lardo, tuorlo d'uovo, latte intero, gelato, formaggio
grasso, ricotta, tutte le interiora, tutte le pietanze surgelate
che fanno vedere in TV, i dolci industriali, praticamente
ogni alimento che si compra confezionato in involucri di
carta paraffinata  tutto veleno, cara signora, schifoso veleno.
Le dar un elenco da portarsi a casa.
- S, me lo dia senz'altro, comunque mia nuora studia
Scienze dell'alimentazione. Di elenchi ne ha gi un sacco -.
Al che, come a un'imbeccata, ecco comparire Pru,
la cui figura, femminilmente ampia dentro il voluminoso
vestito da viaggio a quadri tridimensionali, riempie con
aria esitante la soglia. Ignara, Janice continua a sviolinare
il dottor Olman. - Sono anni che continua a ripetere a
Harry quello che mi sta dicendo lei, ma lui non si sogna
nemmeno di ascoltarla. Pensa di essere superiore a tutto,
si considera ancora un ragazzino.
Il medico sbuffa. - Persino gli adolescenti, con il loro
metabolismo superpotenziato, non riescono a bruciare i
grassi e gli zuccheri che l'industria alimentare di questo
paese gli pompa in corpo. Ci troviamo continuamente alle
prese con infarti in adolescenti... - e la voce torna ad
addolcirsi di toni meridionali, - i verdi virgulti di Dio.
Pru fa un passo avanti, comparendo in tutte e tre le sue
dimensioni. - Mi spiace, Janice, - dice, ancora timida nel
chiamare la suocera per nome. - Lo so che non dovrebbe
avere cos tanti visitatori tutti insieme, ma Nelson sta diventando
isterico: ha paura di perdere l'aereo.
Janice si alza, tanto bruscamente che la carrozzina rincula
sotto di lei. Barcolla ma resta in piedi. - Io vado. Tu
intanto salutalo e quando esci porta via Judy. Far una
scappatina qui tornando a casa, dopo averli messi sull'aereo,
Harry. Ma stasera al Village c' una mostra di origami
che non voglio perdere -. E se ne va, mentre Judy
spegne il televisore a met di una pubblicit delle marmitte
Midas - una farsa particolarmente divertente - andandosene con lei.
Il dottor Olman stringe la mano di Pru con fremente energia
e, scoprendo i denti bianchi da squalo, le dice: - Insegni
a mangiare a questo bastardo di un testone, signora -.
Dopodich si volta e gli d una botta su una spalla con un
pugno molle. -  mezzo secolo, amico mio, - riprende,
- che lei continua a versarsi robaccia in pancia -. Ed ecco che  scomparso anche lui.
Harry e Pru, improvvisamente soli, sono presi dalla timidezza.
- Quello l, - dice lui, - continua a parlar male
dell'America. Se non gli piace come si mangia qui, perch
non torna a casa sua a mangiare canguri?
La nuora, in tutta la sua statura, giocherella con le
lunghe mani arrossate facendo girare la fede nuziale, per
alla fine si fa avanti, fino ai piedi del letto. - Harry, -
dice. - Ascolta. Noi siamo molto colpiti da quello che ti  successo.
- Tu e chi altro? - chiede lui, fermamente deciso a essere
disinvolto. Bogey all'aeroporto di Casablanca, Erroll
Flynn a Little Big Horn, George Sanders nel tempio di
Dagon che crolla, quando Victor Mature ha spinto le colonne lontano l'una dall'altra.
- Nelson, ovviamente. Credo che la notte scorsa non
abbia chiuso occhio un solo attimo, tanto era in pensiero.
Non  capace di dirlo, ma ti vuole bene.
Lui si mette a ridere, ma piano, perch in petto ha questo
sanvalentino che potrebbe scoppiare da un momento
all'altro. - Tra me e lui c' senz'altro qualcosa. Ma non
sono sicuro che l'espressione giusta sia volersi bene -.
Poi, visto che lei esita a rispondere, rimanendo li a guardarlo
con quegli occhi spalancati, verdi con una vena
di torbido, da cui si sono distillati quelli di Judy, pi limpidi
e chiari, continua: - Io gli voglio senza dubbio bene, ma
forse lo voglio a un Nelson che non c' pi da tanto tempo.
Un bambino piccolissimo, che ti teneva gli occhi fissi
addosso quando lo mettevi gi... una cosa indimenticabile.
- Ma lui sotto sotto  ancora li, - gli assicura Pru, senza
spiegare sotto che cosa. Nella luce fortissima dell'ospedale
lui si accorge che la sua pettinatura da sfinge  leggermente
scombinata, si vedono capelli sparsi e privi di
colore irti sulla testa in tutte le direzioni. Sente che ci sarebbero
un sacco di cose da dire, ma non osa. La ricorda
incombere in piedi su di lui, quando era steso senza fiato
sulla spiaggia, ansiosa e femminile, il viso in ombra, impossibile
da vedere, con accanto, simile a un cumulonembo,
quello del figlio di Ed Silberstein, i ricci induriti dal
sale, la pelle color burro di noce, il cazzo che produceva
quel rigonfiamento nel costume nero elastico, appena di
fianco al logo dell'Omni con i suoi cinque lati: una lenza,
in cerca di conquiste, in crescita. Hi-Yo, Silver.
- E tu, Pru? - le chiede Coniglio: le parole esalano dalla
gola rauca come se il fatto che lui sia li a letto, in preda
a uno stato di rilassatezza indotto dalla chimica, li abbia
portati a un nuovo grado di intimit. - Come te la passi
con il ragazzo? Con Nelson, voglio dire.
Sorprendentemente, di fronte a un approccio diretto,
reagiamo come se, chiusi nei nostri covi, non aspettassimo
che di essere stanati. Senza nessuna esitazione, Pru risponde:
- Per i bambini  un padre magnifico. Questo posso
dirlo in tutta sincerit. Protettivo, impegnato e attento.
Quando riesce a mettere a fuoco i problemi.
- Perch, non  sempre in grado di farlo?
Adesso s che Pru ha un'esitazione: resta l facendo girare
inconsciamente l'anello intorno al dito.
Come se tutta la Florida fosse fatta di parti intercambiabili,
fuori della finestra di quell'ospedale c' un'araucaria,
dentro cui sta nascosto un uccello invisibile che fa
lo stesso rumore del legno umido che scricchiola. E il petto
di Harry sembra fargli eco con una fitta. Per sicurezza,
prende altra nitroglicerina.
- Credo che il terreno gli stia dando qualche preoccupazione,
- sbotta Pru. - In questi ultimi anni, con il dollaro
debole e tutto il resto, le vendite non sono andate bene;
secondo lui  anche colpa dei modelli, che sono sempre
uguali. Credo abbia paura che la Toyota possa togliergli la concessione.
- Ci vorrebbe una bomba, perch succeda una cosa del
genere. Per la Toyota andiamo benissimo da anni e anni.
Quando Fred Springer ha avuto quella rappresentanza, i
prodotti giapponesi erano ancora considerati uno scherzo.
- S, tanto tempo fa per. Le cose non stanno mai ferme,
- replica Pru. - Nelson non riesce ad avere pazienza,
e, se devo dire la verit, credo che il fatto di non avere pi
attorno nessuno dei vecchi di una volta gli faccia paura.
Prima Charlie, poi Manny e adesso Mildred, anche se  stato
lui a licenziarla, pi voi che passate met dell'anno qui
e Jake che ha scelto la Volvo-Olds nel nuovo centro commerciale
di Oriole e Rudy che ha aperto una sua agenzia
Toyota-Mazda sulla 422. Si sente solo, e come compagnia
ha soltanto questi svaporati della parte nord di Brewer.
Piena di agitazione com' al pensiero di questi svaporati,
altri capelli, illuminati come i filamenti elettrici
di quelle lampade fluorescenti che l in Florida si vedono
ovunque, le schizzano via dalla testa. Sta cercando di dirgli
qualcosa? C' qualcosa che sta fuggendo? Ma come fa
a inseguirlo un uomo costretto a letto, inerme? Coniglio ha
il suo cuore da curare. Cos sono fatte la vita e la morte.
Probabilmente l'effetto delle droghe sta finendo. Il letale
orrore della sua situazione sta cominciando a farsi sentire
in gola, dove brucia come un rigurgito acido. Poi, secondo
programma, ecco arrivare il pizzicore al buco del culo. Si
porta dentro qualcosa di maligno e debole che potrebbe
tradirlo in qualsiasi momento, spedendolo in quel famoso
buio gelido di cui parlava Bernie.
In risposta alla sua domanda su come vadano le cose,
Pru scrolla le ampie spalle. - Come dovrebbe essere, la
vita? Non  che ce ne diano un'altra per fare confronti.
A me quella grande casa piace, come del resto la Pennsylvania.
A Akron abbiamo vissuto soltanto in una serie di
appartamenti, l'affitto era in perenne arretrato e sembrava
sempre che la tazza del cesso perdesse.
Coniglio cerca di elevarsi al suo livello, emergendo dalla
privatissima paura del buio da cui  stato preso, con il suo
sapore di rigurgito. - Hai ragione, - dice. - Ci si dovrebbe
accontentare. Ma  difficile. Sembra di essere ficcati
fin dall'inizio in una specie di ginepraio, pieni di fame e
di paura; e non  che l'unica via d'uscita sia un granch
anche quella. Ehi, senti. Ascoltami. Sei ancora giovane.
E molto carina. Sorridi. Fallo per me, Teresa.
E lei lo fa, aggirando l'estremit del letto per chinarsi a
dargli un bacio, ma questa volta sulla guancia, evitando i
tubicini che gli portano l'ossigeno nel naso. La sua presenza
cos ravvicinata  enorme, a quadri, ha la consistenza
di una stoffa:  una nube piombata su di lui come l'ombra
dello scafo rovesciato l fuori nel Golfo, dove faceva
freddo e al tempo stesso caldissimo. Coniglio si sente
prendere dalla nausea: la realt della sua situazione continua
a volergli salire in gola, dandogli bruciore, rischiando
di farlo vomitare. - Sei molto caro, Harry.
- Eh, come no. Ci vediamo in primavera, lass.
- Partire in questo modo mi sembra una cosa tremenda,
ma questa sera a Brewer c' una festa a cui Nelson vuole
assolutamente andare, e in ogni caso cambiare prenotazione
per l'aereo  impossibile: in questa stagione  tutto
pieno, anche soltanto fino a Newark.
- D'altra parte, che cosa potreste fare? - le chiede lui.
- Mi rimetter in sesto. Quello che mi  capitato  probabilmente
un colpo di fortuna sotto mentite spoglie. Metter
un po' di buonsenso nella mia vecchia testa. Andare a
fare qualche camminata, mangiare meno cagate. Il medico
dice che devo diventare un'altra persona.
- E io mi dipinger le unghie dei piedi, - ribatte lei,
raddrizzandosi in tutta la sua statura, con una voce bassa
e piatta che prima di allora lui non ha mai esattamente
sentito, mirata dritta alla sua virilit. - Per non cambiare
troppo, Harry -. E aggiunge: - Ti mando Nelson.
- Se ha tanta voglia di andarsene, digli di farlo pure.
Lo beccher poi, lass.
Di fronte a una frase cos poco adatta al momento la
bocca di Pru si inclina di sbieco, la sua espressione si irrigidisce
leggermente. - Deve vedere suo padre, - conclude.
E se ne va, facendo apparire pi spazioso il candido
mondo bianco che lo circonda. Quando se ne saranno
andati tutti si conceder il lusso di suonare il campanello per chiedere all'infermiera ancora un po' di Demerol.
E di guardare come se la stanno cavando gli Eagles tra la
nebbia. E di chiudere gli occhi per un benedetto istante.
Nelson arriva reggendo il piccolo Roy, anche se i visitatori
sotto i sei anni non dovrebbero essere ammessi. Lo
usa come un'armatura difensiva: finch tiene in braccio
suo figlio, quanto potr essere sgridato? Roy fissa il nonno
con aria carica di sdegno, come se il fatto di trovarlo a
letto, collegato a un sacco di marchingegni, costituisse un
pericoloso trucco. Quando lui tenta di scoccargli un sorriso
e una strizzatina d'occhio, con uno scatto della testolina
nasconde il viso nel collo del padre. Anche Nelson sembra
sconvolto: lo sguardo continua a correre al monitor con il
suo palpito arancione di vita che scorre per poi tornare con
circospezione al volto del padre. Mantenendo goffamente
la presa sul bambino imbronciato e con gli occhi sbarrati,
avanza verso il letto, appoggiando una copia piegata del
News-Press sul tavolino dalle bordature cromate accanto
a un bicchiere d'acqua, al telefono e al flaconcino nero
della nitroglicerina. - Ecco il giornale, caso mai ti venisse
voglia di leggere. Dicono un sacco di cose sull'aereo della
Pan Am precipitato che ti interessa tanto. Ormai pensano
di sapere esattamente che tipo di bomba  stato usato, ce
n' una con un congegno barometrico che attiva il timer
quando raggiunge una certa altitudine.
Su, su, l'aria si fa rarefatta, il barometro registra, il
timer comincia a ticchettare mentre l'aereo perfora il buio
in tutta comodit e il pilota chiacchiera via radio. Intanto
le luci dell'abitacolo ardono e lampeggiano, i passeggeri
chiacchierano sopra le bibite appoggiate negli incavi di
plastica in colori pastello. L'immagine, come un seme che
mandi finalmente in frantumi il baccello nel suolo umido,
risveglia in Harry la consapevolezza che adesso, in quella
nebbia di biancore antisettico, impastoiato tra tubicini e
legami di sangue e matrimonio, lui  nelle condizioni di
quei passeggeri per i quali ha provato tanta pena, in caduta
fuori da un aereo esploso: anche lui sta inesorabilmente
precipitando verso la morte. Il fato che lo attende al di l
di quel velo di sollecitudine medica  inappellabile come
quello che ha accolto i corpi che sono andati a schiantarsi
su quell'acquitrinoso suolo scozzese producendo il rumore
di una serie di sacchi per la spazzatura riempiti d'acqua.
Sciac, splasc, ecco i corpi che vanno a pezzi tra i percorsi
di golf e i viali di Lockerbie, immersi nell'erica e affogati
nella notte. Ci che li attendeva non era niente di pi
di ci che sta aspettando lui. A quei passeggeri la realt 
piombata addosso mentre se ne stavano seduti a trinciare
il pollo offerto dalla linea aerea con le posate avvolte
nel tovagliolino, oppure mentre riposavano con due tubicini
che gli portavano dritto dritto nelle orecchie Barry
Manilow, ma la stessa realt gelida e buia  piombata addosso
a lui; la morte non  un animaletto domestico che fa
compagnia alla vita, ma una belva capace di inghiottire la
piccola Amber come la piccola Becky, tutti quegli studenti
di Syracuse e i militari di ritorno in patria, e che inghiottir
anche lui:  concretamente l, sotto di lui, vasta come
un pianeta visto di notte, gigantesca, totalmente sua. La
sua morte. Nella gola dolorante il bruciore si fa pi forte,
Harry si sente quasi soffocare dal terrore.
- Grazie, - risponde con voce rauca al figlio. - Lo leggo
quando vai via. Maledetti arabi. Per adesso mi preoccupa
l'idea che possiate perdere il vostro aereo.
- Ma no. Abbiamo ancora un sacco di tempo. Persino
la mamma non sarebbe capace di sbagliare strada, vero?
- Andate verso est fino alla 75 e poi svoltate a sud fino
all'uscita 21. La strada sembra che non porti da nessuna
parte e invece dopo cinque chilometri compare
l'aeroporto. Gli viene in mente quando era lui stesso
a percorrere quella stramba superstrada, senza cartelli
stradali, con quelle palme secche come gocce di vernice
e la ragazza color cacao sulla Camaro rossa, con il berretto
da hostess, che lo aveva tallonato senza poi degnarlo neanche di un'occhiata di sbieco, il naso con la punta
all'ins e le labbra sporgenti: una scena che gli sembra
irreale, avvolta in una luce solare falsa, simile a un riflesso,
quella luce gialla che negli spettacoli televisivi viene
ricreata con l'illuminazione. Allora non aveva nessuna
preoccupazione al mondo. Era in paradiso senza saperlo.
Sente il corpo bagnarsi di sudore per la paura, avverte
l'odore del suo stesso sudore, vischioso come un oggetto
in fondo a un pozzo, vede Nelson l, immerso nella luce
artificiale di quel mondo non ancora frantumatosi nella
morte, tutto in ordine e tirato nell'abito color sabbia
che si  messo invece della giacca di tela jeans che aveva
all'arrivo; ma il colletto della camicia  ancora aperto e
lo fa sembrare un giocatore nottambulo che si sia tolto la
cravatta durante una partita a poker:  stato l quasi una
settimana e non ha praticamente visto il sole. La forma di
quei baffi  irritante, e per di pi il ragazzo continua ad
attirare l'attenzione su di essi inspirando rumorosamente
e toccandosi la parte inferiore del naso, quasi sentisse
l'odore della vischiosa paura del padre.
- Ah, pap... - dice, - poi ho visto che il caso Deion
Sanders  sempre pi defilato nelle pagine sportive; e nella
sezione B c' un articolo su come combattere la stanchezza: ti far ridere.
- S, la stanchezza. Io sono stanco persino dentro.
 l'imbeccata giusta perch suo figlio tiri fuori un'espressione
sincera, chiedendo: - Come stai, comunque? - Il colore
abbandona leggermente il suo viso, come se avesse paura
che suo padre glielo dica veramente. A Harry d fastidio
anche il suo taglio di capelli, corti in cima e troppo lunghi
dietro, con quella patetica codina di ratto. Per non parlare del minuscolo orecchino.
- Abbastanza bene, tutto sommato.
- Magnifico. Questo dottore grande e grosso con l'accento
strano  venuto fuori a parlarci e ci ha detto che la
prima volta  quella a cui un sacco di gente non sopravvive,
e che quindi nel tuo caso  soltanto questione di cambiare
un po' le abitudini.
- Ce l'ha con le patatine e gli hot dog. Se Dio avesse voluto
che non mangiassimo il sale e i grassi perch li avrebbe
fatti cos buoni?
Gli occhi di Nelson si fanno scuri e vaghi, come avviene
ogni volta che suo padre nomina Dio. La conversazione
continua a incepparsi, non riesce a scorrere, lui non riesce
a non pensare al modo in cui sta precipitando, il ragazzo gli
pesa sullo stomaco. Su, dice a s stesso, prova. Si vive una volta sola.
- Pru mi ha detto che sei stato sveglio tutta la notte per l'agitazione.
- S, be', lei esagera, per pi o meno. Non so perch
ma da queste parti non riesco a dormire. Mi sembra tutto
finto, e poi c' questa faccenda che devo seguire, a Brewer.
- Al terreno vuoi dire? La settimana delle feste di solito
 scarsa. Dopo Natale tutti si sentono senza un centesimo.
- Be', s, ma c' anche dell'altro. Sono sempre incasinato.
- Cos  la vita, Nelson. Un casino.
- Gi.
- Ho ripensato alla nostra conversazione, - riprende
lui, - circa la monotonia della Toyota. Dalle fiducia: il
prodotto stanno cercando di migliorarlo. L'autunno prossimo
usciranno con questa Lexus. Una berlina di lusso.
Con motore V-8, per di pi.
- Be', per non l'affideranno a noi concessionari normali.
Stanno creando una nuova rete di vendita. Facciano
pure, tanto sar comunque un flop. I giapponesi non sono
gli italiani. Il lusso non  la loro specialit.
- Mi ero dimenticato che per la Lexus avrebbero creato
una rete di vendita separata. Sai, Nelson, con la testa non
ci sto tanto. Ho le idee un po' annebbiate.
- Non sei il solo, - replica il figlio.
- E poi... ah, s. I rendiconti. Ho pensato anche a questo.
Hai dei problemi a smuovere l'usato? Non essere avido.
Non devi pretendere pi del dieci per cento di ricarico: pur
di far girare il magazzino vale la pena di limitare il profitto.
- Okay, pap. Se lo dici tu, prover.
La conversazione torna a incepparsi. In braccio al padre
Roy si agita. Lui intanto sta precipitando, la luce non
 che l'involucro del buio, pi sottile di quello di un aereo,
della lattina di una birra. Attaccati a qualcosa, a qualsiasi
cosa. - E diventata una gran bella donna. Pru, intendo, - dice al figlio, gettando l'amo.
Il ragazzo sembra sorpreso. - S, non  male -. E rilancia la palla: - Dovrei essere pi carino con lei.
- Cio?
- Oh, sai. Comportarmi meglio. Cercare di essere pi maturo.
- A me tu sei sempre sembrato abbastanza maturo. Forse
troppo, e troppo presto. Invece, quanto a maturit, io
non credo di essere stato questo grande esempio.
- A maggior ragione, dunque. Per me, intendo.
Se lo sta immaginando oppure al di l della tenda che ha
accanto, nel letto che non pu vedere, c' del movimento,
qualche colpetto secco di tosse? Il suo compagno di camera
fantasma  ancora vivo. - Adesso sono veramente preoccupato
per il vostro aereo, - dice.
- A proposito: mi dispiace. Mi sento una merda, ad
andarmene cos. Pru e io ne abbiamo discusso, ieri sera,
se non era magari il caso di restare qui ancora qualche
giorno ma, sai com', una volta fatto un programma ci si rimane invischiati.
- Figurati se non lo so. D'altra parte, che cosa potreste
fare restando qui? Il tuo vecchio sta bene. E in ottime mani.
Devo soltanto imparare a vivere con un cuore non pi
tanto in forma. Un po' ballerino. Charlie sono vent'anni
che lo fa -. Ma poi, a rischio di diventare patetico, appiccicoso,
elegiaco, aggiunge: - Anche se lui  uno stecco di
greco mentre io sono un bestione svedese.
Nelson si  fatto piuttosto teso. Irradia un desiderio
nervoso di essere altrove. - Okay, pap. Hai ragione: 
meglio che ci mettiamo in moto. Da' un bacio al nonno, - dice a Roy.
Quindi sporge il bambino in avanti perch baci la guancia
del nonno, come se gli stesse passando un pallone con le
convulsioni. Ma il piccolo, invece di dare il bacio, afferra
il doppio tubicino celeste chiaro che porta l'ossigeno nel
naso di Harry, strappandolo via.
- Ges! - esclama Nelson, mostrando finalmente un po'
di emozione. - Tutto bene? Ti ha fatto male? - Quindi d
una sculacciata a suo figlio e lo posa a terra.
In effetti l'improvvisa, bruciante violenza del gesto gli
ha fatto un po' male, eppure non pu fare a meno di mettersi
a ridere. - Nessun problema, - risponde. -  semplicemente
appeso li, come un paio di occhiali a testa in gi.
Dell'ossigeno non ne ho veramente bisogno,  soltanto un
marchingegno in pi.
Per la rabbia, le gambe di Roy si sono fatte di gomma:
il bambino crolla sul pavimento lustro accanto al letto, dove
si contorce facendo salire fino a loro un rumore di rantolo
senza fiato, finch Nelson non si china a picchiarlo un'altra volta.
- Non dargliele, - gli dice lui, ma senza particolare entusiasmo.
- Voleva soltanto farmi un favore -. Quindi,
meglio che pu, potendo usare soltanto la mano libera, rimette
al loro posto i due tubicini chiari che scendono dalla
bombola dell'ossigeno appesa alla parete alle sue spalle,
prima sopra ciascun orecchio, poi il fermaglio nel setto
nasale, con il suo gorgoglio di arricchimento dell'aria che
respira. - Probabilmente ha pensato che fosse come farmi
soffiare il naso.
- Piccola merda! Avresti potuto uccidere tuo nonno, -
spiega Nelson chino sul figlio che non smette di torcersi e
deve essere trascinato fuori a forza da sotto il letto, mentre
continua a scalciare.
- Senti adesso chi  che esagera, - dice Harry. - Ci
vuole altro, per uccidermi -. E inizia a crederci. Roy, lo
stesso aspetto pallido del padre, trova finalmente la voce,
esplodendo in un urlo e cercando di liberarsi dalla presa di
Nelson. Ed ecco subito le suole di gomma delle infermiere
che arrivano di corsa per il corridoio. L'invisibile compagno
di camera, dietro la sua tenda, fa improvvisamente
sentire un gemito, gorgogliante, indice di grossi guai polmonari.
Roy sta scalciando come un pesce tirato in secco
e probabilmente colpisce il padre allo stomaco. Pensando
a ci che ha fatto, a lui viene da ridere. E stato bravissimo:
al primo colpo. Forse nella sua mente di quattrenne
ha pensato che i tubi fossero due bisce che stavano divorando
la faccia del nonno; o forse ha semplicemente deciso
che erano troppo brutti.
Pur con le braccia occupate, Nelson riesce a chinarsi
oltre l'intrico dei collegamenti vitali per dargli sulla guancia
il bacio che avrebbe dovuto essere di Roy. Un tocco
tiepido di baffi. Una puntura da riccio marino. Il mostro
acquatico che si agita al di l della tenda fa esplodere dalle
profondit un altro gemito gorgogliante, devastante. La
camera viene invasa da un gruppo di infermiere allarmate,
dalle guance paonazze. La caposala le torreggia con le sue
trecce aggrovigliate, che sembrano matasse di tagliatelle
nere o pacchetti di minuscole castagnole.
- Ah, a proposito, - gli viene in mente di aggiungere
mentre Nelson si precipita a portare via il suo fardello,
che intanto continua a strepitare e a torcersi, lungo il corridoio,
verso la Pennsylvania. - Buon 1989!
...
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...
FINE Parte 1.